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Covid e Rsa: «Non permetteremo che a pagare sia l’ultimo anello della catena...». La lettera all'assessore Segnana della Presidente Upipa Francesca Parolari

In Trentino
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In merito allo scambio di note fra il Presidente della APSP Città di Riva e l’Assessore alla Salute Segnana, che ha sollevato oggi molte prese di posizione manifesto un profondo disagio per la situazione che si è venuta a creare perché credo che questo dovrebbe essere il periodo del fare, del costruire, del pensare a come uscire da questa tragica fase di emergenza e non quello della contrapposizione.

Prendo atto delle dichiarazioni rese in conferenza stampa dall’Assessore Segnana. Mi auguro servano a riportare serenitàall’interno delle APSP, che stanno facendo tutto il possibile per affrontare l’emergenza e stanno pagando un alto prezzo in termini di decessi di ospiti e di personale ammalato, quindi assente.

Una cosa però deve essere chiara: le APSP non saranno il capro espiatorio perfetto di tutta questa brutta vicenda, su cui scaricare colpe e responsabilità.  Non permetteremo che a pagare sia l’ultimo anello della catena, chi sta in prima linea, chi di fatto ha subito un evento sconosciuto, che nessuno a livello mondiale ha saputo adeguatamente affrontare, e lo ha combattuto con gli strumenti che gli sono stati messi a disposizione. Senza sottacere il fatto che le nostre RSA sono state pensate come spazi di relazione e non come ospedali infettivi o geriatri. Per evitare questo ci tuteleremo in tutte le sedi opportune e ribadiremo quanto abbiamo fatto e le condizioni in cui ci siamo trovati a operare. Né possiamo accettare che si adombri sul nostro operato l’accusa di condotta dolosa. Chi l’ha indebitamente proferita se ne assumerà le conseguenze.

Ribadisco inoltre che Upipa ha fatto tutto quello che poteva, nelle condizioni in cui era stata posta, per sostenere il sistema e per svolgere alcune funzioni che le erano state chieste da Provincia e APSS.

Ad Upipa era stato assegnato il compito, nella fase iniziale, di distribuire le mascherine alle APSP, mascherine che riceveva dalla Protezione Civile e che raccoglieva attraverso canali privati alternativi. Le difficoltà, all’inizio, sono state molteplici per l’insufficienza e a volte per la scarsa qualità delle forniture, oltre che per indicazioni sull’utilizzo che sono mutate con il protrarsi dell’emergenza.  Successivamente è stata incaricata di distribuire anche i Kit COVID, messi a disposizione da APSS e Protezione Civile e integrati con materiali acquistati privatamente, in quanto non sufficienti a sopperire al bisogno.

Upipa ha svolto, altresì, il ruolo di tramite per diffondere e applicare a livello di sistema le disposizioni e le indicazioni fornite in particolare da APSS.

Credo, quindi, che nessuno possa negare che UPIPA abbia sempre agito secondo il mandato conferito dai soci e manifestando piena collaborazione sia con Provincia che con APSS.

Spero davvero si continui a lavorare con spirito di collaborazione e solidarietà e che tutti i soggetti coinvolti operino in sinergia con l’unico obiettivo di superare assieme questa emergenza, che durerà a lungo e che potrà ripresentarsi anche in forme diverse, senza rinfacciarsi responsabilità o scaricare colpe gli uni sugli altri.

 

La Presidente

 

dott.ssa Francesca Parolari