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Sat, Jul

La nuova Giunta provinciale ha recentemente approvato gli “Stati generali della montagna”, il cui scopo è quello di far emergere temi e progetti da sviluppare nella legislatura, proposti direttamente dalle vallate e dalle città del Trentino e individuati attraverso una fase partecipativa estesa a tutti gli attori territoriali. Nello specifico, l’area provinciale è stata suddivisa in 15 ambiti, che saranno chiamati a presentare le rispettive istanze relativamente a governance, accessibilità ai servizi, sviluppo economico e paesaggio e ambiente; le proposte verranno esposte in occasione della convention finale, che si svolgerà a Comano Terme nelle giornate del 15 e 16 giugno. 

Ogni zona è stata chiamata a definire in maniera autonoma un percorso di condivisione degli obiettivi, che dovranno essere fissati in un tempo molto ristretto ovvero entro la fine di maggio. 

A Giorgio Butterini, presidente della Comunità delle Giudicarie è stato affidato, nella prima riunione dei rappresentanti territoriali, il compito di organizzare e  coordinare questa fase e già nella Conferenza dei Sindaci dello scorso 4 aprile è stato presentato il “modello operativo” elaborato dall’ente sovracomunale. 

La formula è stata definita in un’ottica di essenzialità e praticità, con l’obiettivo di stimolare la massima partecipazione; essa contempla la costituzione di 6 Tavoli riguardanti temi nevralgici per il futuro e che verranno convocati nelle prossime settimane. Tali gruppi di lavoro prevedono complessivamente il coinvolgimento di circa 200 stakeholder, in rappresentanza del maggior numero di istituzioni, organizzazioni e associazioni e si occuperanno rispettivamente di: 

- Governance territoriale 

- Infrastrutture e politiche energetiche 

- Servizi alla persona e sicurezza 

- Istruzione, cultura e politiche giovanili 

- Paesaggio, ambiente e territorio

- Sviluppo economico e coesione sociale.

Ogni singolo Tavolo, dopo aver nominato il proprio Referente, dovrà condividere alcune concrete azioni ritenute prioritarie per le Giudicarie e che diventeranno parte integrante di 6 documenti di sintesi, che verranno pubblicati sul portale web della comunità dal 7 al 17 maggio, consentendo così ai cittadini di intervenire per esprimere opinioni, osservazioni o ulteriori istanze. 

Le tesi finali verranno quindi condivise in una “sessione plenaria”, fissata per il 20 maggio, alla quale saranno invitati tutti gli stakeholder coinvolti. Saranno successivamente i Referenti nominati nei gruppi di lavoro, in qualità di delegati del territorio, a esporre quanto espresso dalle Valli Giudicarie nella convencion convocata per il 15 e 16 giugno presso la sala congressi delle Terme di Comano e alla quale parteciperanno tutti gli ambiti trentini, oltre ai componenti della Giunta e alle tante istituzioni provinciali coinvolte. 

 

Il progetto è gestito dalla Comunità delle Giudicarie in collaborazione con i Comuni di Sella Giudicarie, Borgo Làres, Tre Ville e Porte di Rendena – Anche quest’anno i lavoratori delle squadre “ordinarie” saranno affiancati da altri operai grazie al fondo straordinario per l’occupazione attivato dalla Comunità.

Anche nel 2019, con decorrenza 15 aprile, inizieranno i lavori relativi all’Intervento 19 – “Progetti per l’accompagna-mento all’occupabilità attraverso lavori socialmente utili” – per l’impiego di soggetti deboli in iniziative di utilità collettiva, in base ad un progetto attivato dalla Comunità delle Giudicarie in collaborazione con i Comuni di Sella Giudicarie, Borgo Làres, Tre Ville e Porte di Rendena, approvato in via preliminare dall’Agenzia del Lavoro.

Per l’anno in corso la Comunità delle Giudicarie ha infatti affidato alla Cooperativa Lavoro, con sede in Borgo Làres, l’attuazione del progetto di intervento che prevede l’assunzione di 31 lavoratori disoccupati, per la durata di 7 mesi, dal 15 aprile a fino a metà novembre, suddivisi in quattro squadre comunali impegnate nei Comuni sopra citati, per una spesa complessiva di circa 339.000 Euro, coperta per il 70% dall’Agenzia del Lavoro e per la rimanente quota dai Comuni interessati. 

Tale fondo straordinario, che può contare su un budget di 300mila Euro a carico del Bilancio della Comunità, ha consentito quest’anno di inserire complessivamente una sessantina di lavoratori nelle squadre gestite dai Comuni e dalle Apsp nell’ambito di tutto il territorio giudicariese. 

L’Intervento 19 riguarda la realizzazione di progetti per lavori socialmente utili, permettendo una fattiva integrazione di soggetti con difficoltà per essere inseriti nel mondo del lavoro. Con questi progetti i Comuni e le Comunità possono occuparsi della manutenzione del verde pubblico e dell’arredo urbano che rappresentano il biglietto da visita per i nostri piccoli centri, anche in funzione della loro valorizzazione turistica. In tal modo viene data l’opportunità ai lavoratori di inserirsi, sia pure per un periodo ridotto, nel mondo del lavoro. Inoltre anche quest’anno, con l’intervento straordinario voluto dalla Comunità, si è cercato di dare un po’ di sollievo alle molte famiglie di lavoratori giudicariesi, per le quali il perdurare della crisi ha contribuito a minare la sicurezza occupazionale ed economica. Accanto ai lavori nel verde, non va dimenticato che sono stati attuati diversi progetti da parte delle Aziende per il servizio alla persona, anche con il finanziamento degli enti locali, che permettono tutta una serie di attività di animazione e di accompagnamento per migliorare la qualità della vita alle persone ospiti nelle Case di riposo.

 

SPECIFICHE DEL PROGETTO

I lavoratori coinvolti nei progetti relativi all’Intervento 19 attuati dagli enti pubblici in Giudicarie, vengono impiegati in base ad un’apposita lista predisposta dal Centro per l’Impiego di Tione ed approvata dall’Agenzia del Lavoro nel mese di gennaio di ogni anno. I soggetti interessati devono iscriversi entro il 10 gennaio, mentre per i ritardatari è prevista l’opportunità di effettuare l’iscrizione entro il 31 marzo successivo.

Per quanto riguarda l’anno in corso, i lavoratori della prima lista iscritti all’Intervento 19 sono n. 355,  ai quali si aggiungeranno presumibilmente una trentina di unità che si sono iscritti nella 2a lista in fase di approvazione da parte dell’Agenzia del Lavoro; sono numeri significativi della crisi occupazionale tuttora esistente e che si è abbattuta particolarmente sulle categorie sociali più deboli e sulle lavoratrici. 

L’Agenzia del Lavoro ha concesso alla Comunità di Valle, ai Comuni e alle Apsp del territorio giudicariese l’inserimento complessivo, per l’anno 2019,  di 181,5 opportunità occupazionali, corrispondenti a circa 225 persone, cui si aggiunge la sessantina di lavoratori inseriti con il progetto straordinario finanziato dalla Comunità. 

 

Si terrà martedì 9 aprile la seconda serata informativa Giudicarie dedicata ad imprese e professionisti organizzata dalla Camera di Commercio I.A.A. di Trento e dalla Comunità di Valle delle Giudicarie

Cos’è e come funziona il Mercato elettronico? Quali le opportunità per le imprese derivanti dall’iscrizione a ME-PAT e MePA? E ancora quali i risvolti positivi dei servizi elettronici e della firma digitale?

Sono queste alcune delle domande a cui risponderà l’incontro Servizi alle imprese e mercati elettronici organizzato dalla Camera di Commercio I.A.A. di Trento e dalla Comunità di Valle delle Giudicarie. L’appuntamento è per martedì, 9 aprile, alle 20:30 nella Sala “Sette Pievi” della Comunità delle Giudicarie di Tione di Trento.

Una serata informativa cui parteciperanno l’assessore provinciale Mattia Gottardi e i referenti locali dell’Associazione Artigiani, tra cui il presidente territoriale Luca risorse umane così da mostrare l’utilità di una tecnologia al servizio del lavoro. Un tema importante se si considera che nelle valli Giudicarie su quasi 3000 imprese presenti ben 1214 sono imprese individuali ed il settore di artigiani e piccole imprese fa da traino per l’economia locale.

«Con queste serate – sottolinea l’assessore della Comunità di Valle delle Giudicarie, Walter Ferrazza - gettiamo il seme e iniziamo a stimolare il passaggio per gli imprenditori alla “generazione del gigabyte”. È un’opportunità e allo stesso tempo una sfida anche per far sì che la periferia e la città possano offrire gli stessi servizi».

Fondamentale dunque puntare ad un cambiamento culturale che, in primis, sia volto a capitalizzare la capacità di sfruttare la tecnologia in tutte le sue potenzialità. «È  importante – prosegue Michele Passerini, Dirigente dell’Area Promozione, Tutela e Sviluppo del territorio della Camera di Commercio IAA di Trento –  superare quello che possiamo considerare lo scetticismo cercando di affrontare queste tematiche in modo oggettivo e funzionale alle prospettive delle imprese. Le novità in questo ambito sono molte e a 360° e il digitale è sempre più pervasivo e vario». 

Un’iniziativa ben vista anche dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento che affianca imprenditori e artigiani sul tema del ME-PAT grazie a 3 referenti, supportati dall’area legale: «perché – conferma la responsabile territoriale Cinzia Parisi – abbiamo bisogno di sensibilizzare tanto sull'utilizzo del computer. Sappiamo che per le nuove generazioni è facile, ma lo è meno per chi ha sempre avuto a che fare con il cartaceo». 

All’incontro parteciperà anche l’assessore provinciale Mattia Gottardi che lo considera «Un momento di confronto importante tra istituzioni ed impresa per conoscere l’evoluzione tecnologica del mercato e innestare buone pratiche innovative».

 

 

Programma 

Servizi alle imprese e mercati elettronici 

Martedì 9 aprile – ore 20:30 | Sala “Sette Pievi” Comunità delle Giudicarie - Tione di Trento 

Saluti 

Walter Ferrazza, Assessore con competenze in materia di Sviluppo economico, Turismo, Lavoro, Mobilità, Edilizia abitativa e Sport Comunità di Valle delle Giudicarie

Michele Passerini, Dirigente Area Promozione della Camera di Commercio I.A.A. di Trento 

Interventi 

Cos’è e come funziona il Mercato elettronico | Chiara Dalprà - del Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio I.A.A. di Trento

ME-PAT e MePA, opportunità per le imprese (mercato elettronico locale e nazionale) | Chiara Endrizzi - Camera di Commercio I.A.A. di Trento

Firma digitale e servizi connessi | Marco Fumagalli - Camera di Commercio I.A.A. di Trento 

Modera:  Rino Belfanti responsabile dell’Ufficio Innovazione e Sviluppo della Camera di Commercio I.A.A. di Trento 

Suor Luigina Riccadonna, dopo che è stata per 68 anni con Tionesi ma a servizio dei Giudicariesi (e non solo), si è spenta a 98 anni in Valsugana nella Casa di Riposo delle Suore di Maria Bambina dove era stata ricoverata in questi ultimi anni. Ne sento già la sua mancanza; era venuta a trovarmi salendo a fatica i 57 gradini per venirmi a salutare in mansarda con amabilità ed amicizia, col suo sorriso che era sempre delicato come una leggera carezza. Poche e semplici parole, un semplice ciao, ma qualcosa che ti restava dentro… e che mi resta dentro, incancellabile.

L’avevo incontrata nel 1947, nelle corsie dell’Ospedale, dove era voluta rimanere dopo che vi era giunta con l’Ospedalino di Trento durante la seconda guerra mondiale per sfuggire ai bombardamenti di quella città. Perciò è stata fra noi per ben 68 anni a servizio di tutti i Giudicariesi (e certamente non solo) nella sua silenziosa dedizione fra le corsie di quelo che per lei ormai era ed è stato il “suo” ospedale. Una “suorina” che già si sente di dover ricordare pubblicamente soprattutto per il gran bene che ha saputo diffondere attorno a sè sempre nel silenzio e nel nascondimento onorando la sua “residenza” nella borgata di Tione dove è rimasta, a servizio della gente, anche dopo che le Suore avevano dovuto lasciare il nosocomio giudicariese.

Suor Luigina Riccadonna era nata nel giugno 1922, nell’aprico villaggio di Rango, nel Bleggio, là, subito sotto il Passo Durone, dove per secoli sono passati gli emigranti nel loro mesto peregrinare in cerca dell’arcinoto ed amaro “pane delle sette groste”. Ben presto aveva lasciato i verdi declivi del “suo” amato Bleggio per seguire la “chiamata di Dio” che l’aveva portata a diventare parte della famiglia delle Suore di Carità e comunemente conosciute come Suore di Maria Bambina.

Subito dopo i voti religiosi venne inserita nelle lunghe file delle suore di Maria Bambina che operavano presso gli ospedali e le Case di Riposo come infermiere ed anch’ella si trovò, pertanto, ad occuparsi dei bambini dell’Ospedalino di Trento. Ma, nel 1944, a causa del pericolo dei bombardamenti aerei sulla città, il reparto di suor Luigina venne trasferito presso l’Ospedale di Tione: da allora era ed è diventata cittadina tionese, anche quando, nel 1995, le suore hanno dovuto abbandonare la loro preziosa presenza nell’ospedale e ritirarsi in un’abitazione privata per rendersi ancora presenti, sia ufficialmente presso l’ospedale fino al 2005, sia nella comunità cittadina e parrocchiale sotto molteplici aspetti, sopratutto visitando nelle case gli anziani soli e gli ammalati che hanno potuto continuare ad usufruire ed a “godere” della presenza delle religiose così cariche di quel loro carisma proprio delle suore del Maria Bambina, e del quale proprio suor Luigina ne era le ne è stata la testimonianza più esemplare.

Per i Tionesi, e per tanti Giudicariesi (per non parlare dei tanti turisti ed ammalati passati in corsia) suor Luigina continuerà a rimanere una delle più preziose “suore de l’Ospedàl” poiché è stato proprio in quell’ambiente che la sua amabile disponibilità si è dipanata con dedizione ed una generosità che non ha l’eguale. Era giunta nel nosocomio tionese - con tutta la schiera dei suoi mai dimenticati bambini - quando ancora l’Ospedale di Tione (costruito dai Giudicariesi per i Giudicariesi in tempi assai “duri”) era poggiato quasi unicamente sulle responsabili spalle delle Suore chiamate da mons. Donato Perli negli anni Trenta (l’Ospedale iniziò ad operare nel 1931), che già le aveva volute nel 1912 nella borgata per l’Asilo infantile. In quegli anni l’impegno di lavoro e di dedizione nell’Ospedale non era facile e certamente vi è ancora chi ricorda quel lungo terribile periodo, per di più aggravato sia dalla presenza del reparto “sanatorio” per le giovani donne ammalate di tisi, e poi reso ancora più difficile dai condizionamenti di guerra, per cui anche suor Luigina dovette farsi in quattro persino per andare a “chiedere la carità” della gente per i suoi bambini ammalati e privi di tutto.

Suor Luigina ha portato in sè - sempre con serenità e con il sorriso sulle labbra - l’impronta di una dedizione all’Ospedale che, per noi uomini del Duemila, ha dell’incredibile: situazioni purtroppo oggi troppo presto dimenticate, ma che hanno lasciato il segno e che si dovrebbero in qualche modo riportare all’attenzione delle nuove generazioni, per trasmettere loro la forza ed il coraggio di superare le odierne difficoltà che potrebbero essere meglio affrontate con quel coraggio, quella forza, quella costanza che è stata vissuta dalle generazioni di cui suor Luigina che ne rimane una figura emblematica. Ed è rimasta tale anche per la sua fermezza quando qualcosa non sembrasse andare per il verso giusto, diventando capace di scelte sempre adeguate alle persone e non ai freddi e meccanici dettati organizzativi. Mi piace pensare che nelle corsie dell’ospedale - oggi diventate diverse e diversamente animate - possa aleggiare ancora quella leggera e silenziosa presenza d’una suorina piccola e gentile che non la sentivi se non quando ti era vicina, a aveva sempre un sorriso, una parola leggera e tenue, quasi una carezza, e “ti serviva” come tu fossi il “suo Signore”, con quello spirito di carità vera che non era né imposizione, né stretta osservanza di un comandamento o di un regolamento, ma soltanto l’emanazione spontanea della sua stessa essenza di donna e di religiosa, che si sentiva felice nell’aiutare il suo prossimo e renderlo contento. Mi piace pensare - per quanto anche personalmente sperimentato - che la figura di suor Luigina sia rimasta un personaggio eccezionale e mai dimenticato anche per tutto il personale dell’Ospedale: dal personale medico a quello infermieristico, dal personale di servizio a chiunque abbia avuto rapporti di lavoro con lei. E così fra la gente di Tione che, negli ultimi anni, la vedeva alla messa delle 9 e poi soffermarsi con qualcuna o qualcuno con una buona parola animata e sorretta dal suo infondibile sorriso.

Questa è la suor Luigina che mi piace ricordare nel momento in cui dal cielo ci dà il suo “addio” che rimane un sorridente “arrivederci”.

 

 

Il tema del passaggio generazionale nell’impresa rappresenta un momento delicato nella vita dell’impresa che se non affrontato può mettere in serio pericolo la continuità aziendale. Troppo spesso gli imprenditori arrivano impreparati a questo momento!

Per discuterne con relatori qualificati, la Cassa Rurale Adamello-Brenta propone una serata dal titolo ”IL PASSAGGIO GENERAZIONALE NELL'IMPRESA", in programma il prossimo lunedì 8 aprile 2019 ad ore 20.00 a Tione di Trento presso la sala "Sette Pievi" della Casa Comunità delle Giudicarie.

Interverranno gli esperti dello Studio Legale Marchionni & Associati e il Dott. Mario De Zordo (Commercialista in Trento).

Tutta la comunità è invitata a partecipare.

Dopo il più che positivo riscontro della prima edizione di InPrendi, con la partecipazione di 35 giovani giudicariesi ad un percorso formativo sul tema dell’avvio d’impresa ed in seguito l’apertura di un concorso di idee con la selezione di 4 progetti d’impresa  che in questi mesi hanno preso forma nel territorio delle Giudicarie, la Comunità insieme alle 4 Casse Rurali del medesimo territorio hanno ritenuto di avviare una seconda edizione di InPrendi.

Il Presidente della Comunità di Valle, Giorgio Butterini sottolinea il valore strategico dell’iniziativa, orientata a stimolare la nuova imprenditorialità, ma anche a porre i giovani nella condizione di capire sia le opportunità che i rischi legati agli investimenti. “Lo scopo – dichiara il Presidente Butterini -  è infatti quello di  favorire la nascita di nuove imprese, in subordine a una logica di un rigore progettuale, che comprende sia la dimensione gestionale e organizzativa che quella economica. Naturalmente la partnership tra la Comunità e tutte le Casse rurali del territorio contribuisce a rafforzare il “sistema“ delle Giudicarie, obiettivo primario della nostra istituzione comunale.”

L’iniziativa si rivolge ai giovani che hanno intenzione di avviare un’impresa, di età compresa tra i 18 d i 35 anni, residenti nel territorio delle Giudicarie  oppure non residenti, ma che abbiano l’intenzione di avviare l’attività nelle Giudicarie. 

Due le opportunità offerte da InPrendi: in primis  la possibilità di  partecipare ad un percorso formativo che si svolgerà dal 13 aprile al 15 maggio. Sono 6 gli incontri programmati nei quali saranno fornite tutte le conoscenze necessarie per attivarsi in direzione dell’avvio d’impresa finalizzate alla redazione di un Business Plan. A seguire la possibilità di partecipare ad un concorso di idee volto a selezionare le 3 migliori idee d’impresa. I vincitori del concorso potranno usufruire di un contributo a fondo perduto di € 5.000 da parte degli Enti promotori per sostenere i costi d’avviamento dell’idea d’impresa; un percorso di accompagnamento svolto dai professionisti di Impact Hub Trentino della durata di 6 mesi, finalizzato all’apprendere tutti gli strumenti per implementare e sviluppare la propria idea d’impresa; un finanziamento per un massimo di € 10.000 a tasso zero da parte della Cassa Rurale che opera nel medesimo territorio di riferimento della neo impresa. Novità dell’edizione 2019 è lo SPORTELLO D’IMPRESA a favore dei potenziali partecipanti al concorso di idee che offre una consulenza individuale per supportare  i giovani nella predisposizione della documentazione necessaria per partecipare al concorso. 

Tutte le informazioni ed il bando sono disponibili sul sito della Comunità delle Giudicarie e di tutte le Casse Rurali aderenti all’iniziativa. 

Per partecipare al percorso formativo è necessario inviare la propria adesione compilando il form al sito bit-ly/InPrendi entro e non oltre il 08/04/2019.

 

 

Il Comitato Esecutivo della Comunità delle Giudicarie, con propria deliberazione n. 40 del 13.03.2019, ha approvato il bando per l’istituzione di n. 27 borse di studio a favore dei ragazzi residenti nel territorio della Comunità, dai 6 ai 18 anni compiuti, che frequenteranno la Scuola Musicale Giudicarie per l’anno scolastico 2019/2020. Il limite dell’età è elevato a 40 anni per i cittadini disabili.

“Abbiamo ritenuto – precisa l’Assessore alle politiche sociali Michela Simoni, – di confermare anche per quest’anno il sostegno alle famiglie, nella convinzione che una cultura musicale sia da considerare risorsa essenziale e valore aggiunto per il nostro territorio attraverso il prezioso ruolo della Scuola Musicale Giudicarie che, come agenzia di formazione e promozione, offre da più di 35 anni occasioni e stimoli ai cittadini giudicariesi, soprattutto bambini e ragazzi. Il progetto è stato possibile grazie all’intervento dei BIM del Sarca e del Chiese che hanno sostenuto economicamente l’iniziativa.”

Ciascuna borsa di studio ha un ammontare pari al 70% della quota di iscrizione, fino ad un importo massimo di € 500,00.=

I moduli di domanda possono essere scaricati anche dal sito web della Comunità www.comunitadellegiudicarie.it.

Tutte le domande con i relativi allegati dovranno pervenire alla Comunità delle Giudicarie, anche tramite mail (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.) entro e non oltre le ore 12.00 di giovedì 30 maggio 2019.

La graduatoria verrà stilata in base al coefficiente dell’indicatore ICEF dichiarato nella domanda unica per l’anno scolastico 2018/2019; coloro non in possesso di tale coefficiente devono recarsi presso un CAF abilitato per il calcolo del medesimo. La persona beneficiaria dovrà iscriversi alla Scuola Musicale Giudicarie e versare, entro il 31 ottobre 2019, l’intera quota di iscrizione, pena la revoca del contributo. La borsa di studio sarà accreditata direttamente sul conto corrente del richiedente.

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