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Tue, May

In seguito al positivo riscontro dello scorso anno, la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella ripropone anche per il 2019 l’iniziativa “Associazione in Formazione”.

“La Cassa è da sempre vicina alle associazioni del nostro territorio – spiega il Direttore Donati - perché crediamo fortemente nel valore sociale dell’associazionismo e nella capacità del no profit di creare coesione nelle comunità. Per questo riteniamo importante affiancare al sostegno economico anche un supporto formativo, che possa dotare le associazioni di strumenti conoscitivi utili a migliorare il proprio operato”.

 “Associazione in Formazione” offre 5 percorsi formativi gratuiti rivolti ai membri delle associazioni del territorio con lo scopo di sostenere i volontari su vari fronti. 

Viene proposto il corso HACCP, valido per la formazione di tutti i volontari addetti al settore alimentare che svolgono attività connesse alla produzione, distribuzione e erogazione di bevande durante gli eventi della loro associazione. 

Riguardo agli adempimenti richiesti a fronte della organizzazione di eventi e manifestazioni, si propone “Sicurezza e Polizia Amministrativa”, un percorso che vuole offrire alle associazioni un supporto concreto per capire come muoversi tra i necessari adempimenti burocratici.

Una grande novità riguarda il corso “Fare Fundraising” che si prefigge di fornire ai volontari le conoscenze di base per intraprendere attività di raccolta fondi con una certa coerenza rispetto alla mission dell’associazione. 

A completamento dei corsi già citati, sono state intraprese due strade diverse e complementari per favorire le associazioni nella comunicazione delle loro attività: 

- un corso di Grafica, volto a favorire l’apprendimento di alcune nozioni di grafica come le tecniche di acquisizione delle immagini, le basi del fotoritocco, l'impaginazione e realizzazione di un progetto grafico, con l’obiettivo di rendere i volontari autonomi nella realizzazione dei propri materiali promozionali;

- Un corso di Marketing, che affronta i temi della comunicazione di marketing e delle strategie di diffusione dei contenuti su internet e sui social. Comunicare e promuovere le iniziative della propria associazione è molto importante, ma per ottenere i migliori risultati è necessario essere consapevoli di cosa si vuole fare, di come lo si vuole comunicare e di quali sono i canali più adatti all’obiettivo.

L’iniziativa “Associazione in Formazione” è realizzata in collaborazione con partner che ogni giorno lavorano a stretto contatto con gli enti del terzo settore, quali il Centro Servizi Volontariato di Brescia, i Consorzi Turistici di Valle del Chiese e Giudicarie Centrali, la Federazione Trentina delle Pro Loco e Confini Online. 

Per conoscere sedi, date dei corsi e per iscriverti ai percorsi formativi visita il sito www.lacassarurale.it oppure chiedi il materiale informativo in filale.  

 

Si è svolta questa mattina al Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite “motu proprio” dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cittadini distintisi per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. La cerimonia, condotta da Veronica Pivetti, è stata aperta dalla proiezione di un filmato realizzato dalla Rai e si è conclusa con l’intervento del Capo dello Stato. 

Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra i 33 premiati anche due giudicariesi. 

Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni (Tione – TN), Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana sono stati premiati  “Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile”

Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018). Tra il 2003 e il 2008 hanno adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente. Oltre a Yemen, 22 anni, poliziotto nelle Fiamme Oro, Mekdes ha 19 anni, fa la commessa e abita a Trento; Mulu e Gabissa, 20 e 21 anni, lavorano come camerieri in provincia di Trento; Asna, 23 anni, è parrucchiera a Milano; Neka, 24 anni, fa il cameriere a Trieste ed è l’altro atleta di casa: nel 2013 ha vinto il Mondiale juniores di corsa in montagna; Elisabet, 27 anni, è rientrata in Etiopia e lavora nella cooperazione; Kelemu, 28 anni, fa l’operaio a Tione.

 

«All’assessore Bisesti si intende richiedere, a partire dall’anno scolastico 2019/20, l’introduzione presso l’Istituto Guetti di Tione di un percorso liceale sperimentale che possa permettere di conciliare l’attività sportiva agonistica con le esigenze dell’istruzione scolastica, tutto in un’ottica di possibile ampliamento dell’esperienza ad altre realtà scolastiche provinciali». Questo in estrema sintesi il contenuto della missiva inviata all’assessore Bisesti  e sottofirmata da moltissime società e associazioni sportive delle Giudicarie nonché dal CONI Comitato Provinciale di Trento supportate dalla Consulta dei Genitori d'Istituto. 

L’esigenza di questo percorso scolastico nasce dalla constatazione che «la pratica sportiva pone spesso l’adolescente di fronte alla necessità di scegliere tra sport e scuola:  l’atleta agonista si sente “costretto” a sacrificare la propria formazione per praticare lo sport, dando vita a fenomeni di dispersione scolastica, contrastati da specifiche azioni ministeriali, come l’innovativo progetto riservato agli Studenti-atleti di alto livello che affronta solo in parte il problema spesso senza risultati soddisfacenti». Oppure viceversa «ad abbandonare lo sport per dedicarsi alla scuola (spesso lontana dalla sede dell’attività». 

La richiesta è stata probabilmente incoraggiata anche dalle recenti dichiarazioni degli assessori Bisesti e Failoni che hanno evidenziato come la conciliazione tra pratica sportiva e scuola sia riconosciuta dalle istituzioni come strumento utile e necessario per la formazione e la crescita di ciascun individuo, risultando anche un ottimo strumento per combattere la diffusione di alcool e droga tra i giovani. 

Così nella lettera in particolare viene richiesto «di creare una sezione liceale “con finalità sportiva” all’interno dell’Istituto, aperta agli atleti provenienti da qualsiasi disciplina e federazione sportiva, che permetta agli studenti-atleti di ottimizzare la formazione scolastica e sportiva a 360°».

In questo modo all’Istituto Guetti di Tione «si potranno vagliare, con attenzione e competenza, le esigenze dagli studenti-atleti e le richieste che provengono dalle associazioni sportive di cui fanno parte, offrendo agli studenti-atleti corsi di studio regolari con orari compatibili con le esigenze sportive, tenuti da docenti attenti alle tematiche della pratica sportiva agonistica, coinvolti nell’utilizzo di metodologie di insegnamento innovative, direttamente impegnati nell’integrazione tra attività didattica e sportiva». 

Un’iniziativa che «persegue un cambiamento culturale che vede sport e studio davvero “alleati” ed ha un’impronta molto concreta: l’obiettivo è quello di andare oltre a meri “patti formativi sportivi” e consentire realmente ai giovani studenti-atleti di allenarsi e seguire con profitto il corso di studi, riunendoli in una sezione dedicata e con insegnanti motivati».

Ci sono persone tra noi attratte dalle storie di cui l'altro è portatore. È un desiderio di compartecipazione alla vita di chi ci sta accanto, un bisogno di incontro per rendere le proprie vite più ricche di senso. L'altro è chi incontriamo quotidianamente, ma può essere anche il "nuovo altro" 

In questi anni, con l'arrivo di alcuni richiedenti asilo politico dall'Asia e dall'Africa, molti giudicariesi si sono trovati, per scelta o per caso, ad interessarsi alla vita passata e presente di persone di cui solo poco prima non immaginavano neppure l'esistenza.

Per questo, all'entrata in vigore del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, in materia di protezione internazionale e immigrazione, molti si sono chiesti cosa succederà a coloro che avevano imparato a conoscere, avendo in mente i singoli casi di persone che sono ancora in attesa di avere una risposta alla loro domanda di asilo politico.

È a partire dalle concrete esperienze maturate a fianco di chi era ed è nei progetti gestiti da Cinformi, che molti cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla chiusura dei corsi di lingua e cultura italiana, alla riduzione del supporto legale e socio-assistenziale, alla preclusione ad un supporto per la ricerca lavoro. Ci si è chiesti come possa fare una persona che non parla bene l'italiano, a districarsi tra la burocrazia, il sistema legale, la ricerca del lavoro e della casa....ci si è chiesti che senso abbia abbandonare a se stesse persone che già stanno sul nostro territorio, che senso abbia privarle degli strumenti che facilitano l'integrazione, l'indipendenza e la sicurezza.

 

Da alcune associazioni giudicariesi e da persone singole sono partite le prime richieste di maggiori informazioni e chiarimento; allo stesso tempo molti hanno palesato la disponibilità per attivarsi e colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni. Sono stati quindi organizzati incontri informativi dove vari professionisti legati al sistema accoglienza hanno fatto del loro meglio per aggiornare i volontari sui vari cambiamenti. Alcune risposte sono rimaste però inevase proprio perché la novità del decreto non ha permesso un aggiornamento specifico e univoco nemmeno ai vertici del sistema accoglienza, o per lacune del testo legislativo stesso.

Quindi proprio dal mondo associazionistico, fino a questo momento operante su specifiche aree delle Giudicarie, è nata l'esigenza di un tavolo di lavoro che dia la possibilità di confrontarsi, metta a disposizione e in condivisione le risorse e le conoscenze acquisite, faccia conoscere ai cittadini l'esistenza di una realtà positiva, generativa, concreta e partecipativa, supporti con forza l'idea che favorire l'integrazione è necessario e positivo per tutti, anche per noi Italiani.

 

Nasce così a Tione, un coordinamento attivo per tutte le realtà associative che si occupano di accoglienza sul territorio delle Giudicarie: il Comitato Sopra il Ponte.

Presenti al primo incontro Vite Intrecciate, la Cooperativa Cluster, l'Associazione More, il gruppo accoglienza di Caderzone, il gruppo di volontari che si occupa dei ragazzi richiedenti asilo del Banale, i datori di lavoro di alcuni ragazzi accolti prima del decreto vigente, privati cittadini ed amici dei ragazzi accolti a Cares, a San Lorenzo, a Roncone e tante altre realtà associative più o meno conosciute ma anch'esse impegnate quotidianamente sullo stesso fronte.

Il nome "Comitato Sopra il Ponte" nasce da una semplice constatazione: il nuovo decreto aumenterà esponenzialmente le file dei disperati che stazionano sotto i ponti, disperati a cui si stanno precludendo le opportunità di lavoro, di residenza, di inclusione sociale...quale sarà il destino di tutta questa gente se non sotto i ponti?

Davvero pensiamo che basti un decreto restrittivo per impedire alla gente di rimanere sul territorio nazionale? Così è nata semplicemente l'idea di "Sopra il Ponte", affinché l'aiuto della nostra rete non costringa mai nessuno a trovare riparo nelle arcate sottostanti.

Se qualcuno avesse il desiderio di partecipare o volesse maggiori informazioni può contattarci all'indirizzo mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Migliorare la conoscenza della lingua inglese, ma anche provare a vivere in un contesto metropolitano, gestendo in autonomia la propria quotidianità e convivendo con persone diverse dai propri famigliari. Questi gli obiettivi di Casa Londra, progetto della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella che è arrivato con successo alla sua 7° edizione. 

“In un mondo globalizzato, nel quale si opera sempre di più a livello internazionale, è necessario che i nostri giovani possiedano ampie competenze linguistiche, per essere in grado di comunicare con persone di tutto il mondo” spiega il Presidente Armanini.

La proposta prevede un soggiorno di due settimane a Londra comprensivo di un corso di lingua inglese per un totale di 40 ore, presso una struttura accreditata dal British Council. Inoltre, la quota di iscrizione comprende alloggio in residence in camera doppia con cucinino e bagno privato, visite ed escursioni organizzate. 

“Con Casa Londra vogliamo dare l’opportunità di vivere un’esperienza che aiuti a crescere soprattutto dal punto di vista personale ed umano: imparare a gestire la quotidianità in un contesto, quello metropolitano, molto diverso da quello a cui i nostri giovani sono abituati, può favorire lo sviluppo di quelle competenze trasversali tanto richieste oggi nel mondo del lavoro”,  commenta Davide Donati, direttore della Cassa Rurale che da anni promuove iniziative per i giovani con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze che possano poi un domani favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Per l’edizione 2019 di Casa Londra la Cassa Rurale mette a disposizione 30 posti, suddivisi su tre partenze scaglionate tra giugno, luglio ed agosto. L’iniziativa si rivolge a giovani di età compresa tra i 16 ed i 32 anni e prevede una quota di partecipazione che varia a seconda della tipologia di partecipante. Per i soci e figli di soci e per i clienti e figli di clienti è prevista una tariffa agevolata grazie alla compartecipazione de La Cassa Rurale. Qualora le richieste di partecipazione fossero superiori ai posti disponibili sarà data priorità ai soci e figli di soci, in seguito a clienti e figli di clienti e infine ai giovani residenti nella zona operativa de La Cassa Rurale. 

È previsto un incontro informativo rivolto ai genitori e ai giovani interessati per sabato 9 marzo alle ore 16:00 presso la filiale di Ponte Caffaro, nel quale verrà illustrato il progetto e verrà presentato ai ragazzi il loro tutor londinese.

Tutte le informazioni e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito www.prendiilvolo.it. Le adesioni dovranno pervenire entro il 20/03/2019 e la conferma di partecipazione sarà inviata entro e non oltre il 29/03/2019.

«La riduzione delle risorse, messe a disposizione alle Comunità di Valle, dovute ai tagli operati dalla Provincia al budget disponibile nel triennio 2015-2018 per i servizi socio assistenziali mette a rischio la salvaguardia del sistema del welfare pubblico trentino». Questa la premessa dell’interrogazione a firma di  Lucia Coppola e Paolo Ghezzi con la quale i consiglieri provinciali pongono l’attenzione sul momento difficile che si prospetta per il welfare trentino ed in particolare sulle ricadute sulle persone più bisognose di assistenza in Giudicarie.. 

«Alla diminuzione dei fondi disponibili – si legge - si affianca il progressivo invecchiamento della popolazione trentina e la conseguente maggiore richiesta di servizi assistenziali, in particolare dei servizi di assistenza domiciliare sempre più richiesti a causa dei problemi di accesso alle strutture residenziali e semiresidenziali (case di riposo, centri diurni0029. Come evidenziato dal Rapporto sulla situazione finanziaria del servizio sociale della Comunità delle Giudicarie, la mancanza di risorse sufficienti impedisce alla Comunità di Valle di fornire risposte adeguate e utili alle esigenze assistenziali delle persone anziane e disabili». 

Una mancanza di fondi che porterebbe ad una riduzione dei servizi proposti sia in termini quantitativi che qualitativi «lasciando parzialmente o totalmente insoddisfatte le richieste di assistenza di persone e famiglie» con la creazione di liste di attesa che urtano contro il bisogno di un aiuto immediato di quei soggetti che si trovano in situazioni difficili che pur avendo diritto ad un’assistenza si vedono esclusi. 

«In particolare per quanto attiene ai servizi di assistenza domiciliare, la Comunità delle Giudicarie – a fronte di un aumento della domanda e una diminuzione del finanziamento pubblico – non riuscirà a garantire le ore minime previste dai livelli assistenziali stabiliti dalla Provincia dall’all. 2, delibera G.P. 20 luglio 2018, n. 1292, per le quali sono necessari ulteriori € 200.000 per l’anno 2019 rispetto a quanto stabilito dal bilancio del Servizio socio assistenziale, senza considerare un aumento della domanda. La stima dell’attuale fabbisogno finanziario in risposta ad una maggiore richiesta di servizi per disabili, in particolare per i servizi residenziali, ammonta invece ad € 280.000».

 

Dalla seduta del 5 febbraio le Giudicarie avranno un consigliere provinciale in più; sarà Vanessa Masè, che subentra a Rodolfo Borga, già sindaco di Mezzolombardo e fondatore della Civica Trentina, prematuramente scomparso il 19 gennaio a causa di un male incurabile. 

Il risvolto politico, che ovviamente è del tutto secondario rispetto al dato umano della morte di Borga ma è effettivo e dunque va annotato, è duplice per le Giudicarie.

Da una parte a surrogare il politico di Mezzolombardo in Consiglio provinciale entra - come detto la surroga avverrà nella seduta di consiglio del 5 febbraio - la giudicariese Vanessa Masè, di Strembo, che corona così un percorso politico che già nel 2013 l'aveva vista vicinissima all'elezione, scalzata solo da quel Nerio Giovanazzi che poi, contrariamente a quanto dichiarato, non le lasciò il posto in Consiglio quale "staffetta" di metà legislatura. Se quella fu una forte delusione per Masè (anche sotto il profilo umano, essendo stato Giovanazzi il suo mentore), ecco che l'odierna elezione in consiglio provinciale va cancellare quel ricordo. Un'elezione figlia di oltre 1.000 preferenze personali che Masè ha portato alla Civica Trentina e che le hanno permesso di superare candidati quotati come il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne e il consigliere comunale di Trento Andrea Merler.

Il secondo risvolto politico è il sempre più probabile ingresso in Giunta provinciale di un altro Giudicariese, l'ex-sindaco di Tione e consigliere provinciale Mattia Gottardi che - forte di oltre 2.000 preferenze - è stato il valore aggiunto della Civica Trentina, consentendo al partito di Borga di diventare il secondo della coalizione di governo alle spalle della Lega. Per questo, oltre alle probabili competenze che gli verranno assegnate, quali Lavori pubblici, Enti locali e trasporti, Gottardi potrebbe diventare anche vicepresidente della Giunta provinciale, affiancandosi agli altri due giudicariesi Mario Tonina e Roberto Failoni.

Tre giudicariesi in giunta provinciale e due in consiglio, dunque, uno scenario che prima delle elezioni in pochi avrebbero preannunziato e che rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio.

 

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