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Sun, Dec

 

Domani inizia sul territorio provinciale la riassegnazione delle frequenze televisive. Il programma degli interventi e le istruzioni per l’uso. La nuova TV digitale arriva in Trentino

Da domani si apre in Trentino l’era della nuova TV digitale. Dal 4 febbraio al 23 febbraio è prevista sull’intero territorio provinciale la riassegnazione (refarming è il termine tecnico) delle frequenze televisive alle emittenti locali e nazionali. Le nuove frequenze consentiranno la ricezione dei canali in alta definizione e, in prospettiva, l’adozione definitiva del nuovo standard Dvb-T2. Le attuali frequenze saranno invece dismesse e riassegnate alla nuova rete mobile 5G.

 

Il programma, deciso dal ministero dello Sviluppo economico (Mise), prevede inizialmente due interventi locali, in allineamento con gli impianti della Lombardia: domani, 4 febbraio, il cambio di frequenze nel Comune di Bondone, in valle del Chiese, per poi passare a Vermiglio, in alta val di Sole, nella giornata dell’8 febbraio. Il refarming entrerà nella fase massiva il 14 febbraio con l’alta val di Non (Cles) e la val di Sole (Malè), per poi continuare a cadenza giornaliera in tutte le aree del Trentino fino al 23 febbraio. Ad oggi, il refarming delle frequenze ha interessato la Sardegna, Emilia Romagna, Valle d’Aosta e parte del Piemonte e della Lombardia.

 

A 14 anni di distanza dal primo switch off - sottolinea l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli - la televisione digitale si appresta nel 2022 ad un nuovo cambiamento, con l’avvento dell’alta definizione. La Provincia autonoma di Trento, in accordo con il Mise, garantirà agli utenti trentini ed alle emittenti il supporto necessario per facilitare la transizione, anche grazie alla società di sistema Trentino Digitale, a cui fa riferimento buona parte dell’infrastruttura che ospita gli apparati per la diffusione del segnale sul territorio”. Da qualche giorno è online il sito dedicato ai cittadini trentini - www.trentinoinrete.it/TVdigitale -, dove sono indicate le date, le aree interessate e gli aggiornamenti in tempo reale del cambio di frequenze (refarming).

 

Il ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha fissato ufficialmente dal 15 al 23 febbraio 2022 la ridistribuzione in Trentino delle frequenze tra le emittente televisive. Per ragioni di armonizzazione con le Regioni e Province limitrofe, il calendario sarà anticipato in alcune aree: 4 febbraio nel Comune di Bondone, in valle del Chiese al confine con la Lombardia; 8  febbraio nel comune di Vermiglio (alta val di Sole, sempre al confine con la Lombardia) e 14 febbraio in l’alta val di Non e parte della val di Sole, in contemporanea con alcune zone dell'Alto Adige. 




Il calendario trentino

Detto delle tre date anticipate - 4 febbraio per Bondone, 8 febbraio per Vermiglio e 14 febbraio per alta val di Non e Sole -, il programma di riassegnazione delle frequenze procederà in maniera omogenea area per area, a cadenza giornaliera, a partire dal 15 febbraio 2022. Le prime aree interessate saranno le valli di Fiemme e Fassa, e la zona del Primiero. Il giorno successivo, 16 febbraio, sarà la volta delle Giudicarie, val Rendena e valle dei Laghi, per poi passare il 17 febbraio all’alto Garda. Il 18 febbraio toccherà alle valli di Non e Sole, e alla parte residuale della val Rendena. Lunedì 21 febbraio, il piano del Mise prevede la riassegnazione delle frequenze in Valsugana, Vanoi e Primiero, a cui seguiranno il 22 febbraio la valle dell’Adige e la Vallagarina. L’ultimo giorno di refarming delle frequenze sarà il 23 febbraio con l'omogeneizzazione della copertura televisiva in val di Non, valle dei Laghi e valle dell’Adige, con la copertura dell’altopiano di Lavarone e Folgaria, il territorio tra Mezzocorona e Roverè della Luna, e l’alta Valsugana. 

In queste settimane - spiega Paolo Modena, responsabile di Ei Towers in Trentino Alto Adige - abbiamo provveduto, grazie anche alle favorevoli condizioni meteo, ad adeguare tutti gli apparati. Si tratta di attività propedeutiche in grado di supportare l’avvento della nuova TV digitale”. I tralicci di Ei Towers ospitano gli apparati di molte emittenti locali e nazionali, compresa Mediaset. 



Comunicazione verso i cittadini: nuovo sito e aggiornamenti quotidiani

In Trentino, il sito di riferimento è www.trentinoinrete.it/TVdigitale, realizzato dalla società di sistema Trentino Digitale. Nella sezione dedicata alla TV digitale di Trentino in rete, si trovano le schede delle 10 date - dal 4 al 23 febbraio 2022 - che segneranno la riassegnazione delle frequenze. Ogni scheda (vedi file allegato) riporta l’area di intervento con l’elenco dei Comuni interessati, la mappa con la copertura televisiva, le principali informazioni e alcuni consigli utili. In apertura di pagina, il sito propone il contatore dei Comuni che a febbraio saranno interessati dal refarming delle frequenze. Il sito offre anche l’elenco dei Comuni trentini con indicati i giorni delle attività. Diversi Comuni, a seconda dell'estensione e dell’esposizione del territorio rispetto agli impianti televisivi, saranno interessati più volte e in aree diverse dal refarming. 

Sul lato destro della pagina TV digitale, i cittadini possono visionare i tutorial video e trovare i numeri da chiamare in caso di supporto. 

Trentino Digitale - ribadisce il direttore generale Shahin Kussai - ha nella propria mission il supporto all’innovazione e alla digitalizzazione del territorio. La nuova TV digitale ci vede coinvolti sia per la parte di infrastrutture, perché da Trentino Digitale dipendono buona parte dei tralicci televisivi in Trentino, sia per la parte di comunicazione con l’allestimento del sito e la campagna di informazione”.  

Nei prossimi giorni partirà anche la campagna pubblicitaria, pianificata dal Mise ed integrata dall’ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento, con particolare attenzione al mezzo oggetto della transizione digitale, ovvero la televisione.

I cittadini saranno informati, giorno per giorno, sullo stato di avanzamento delle attività di ridistribuzione delle frequenze, attraverso comunicati stampa con le schede delle aree e le informazioni di interesse pubblico. L’informazione quotidiana passerà anche attraverso i canali social (Facebook, Linkedin, Twitter ed Instagram) di Trento Digitale e della Provincia autonoma di Trento.



Risintonizzazione dei canali

La redistribuzione delle frequenze tra le emittenti radiotelevisive comporterà per i cittadini trentini la risintonizzazione dei canali che dovrà avvenire, per ogni singola area geografica e i Comuni interessati, il giorno stesso dell’intervento (tardo pomeriggio o sera).

Per quasi tutte le Tv la procedura di risintonizzazione avviene automaticamente. Nel caso il televisore di casa non preveda la funzionalità automatica, bisognerà risintonizzare manualmente i canali. 

A livello nazionale, il sito di riferimento è quello del ministero dello Sviluppo economico (Mise): https://nuovatvdigitale.mise.gov.it. Qui i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dei chiarimenti sulle modalità di risintonizzazione e adeguamento dei propri apparecchi televisivi.



Le altre date della TV digitale

L’8 marzo 2022 verrà adottato su tutto il territorio nazionale il nuovo codice di trasmissione dei contenuti Mpeg-4, cioè l’adozione dell’alta definizione, pur mantenendo lo standard Dvb-T attuale.

Anche in questo caso è consigliabile la risintonizzazione dei canali. 

Dal 1 gennaio 2023, la televisione italiana adotterà in via definitiva lo standard Dvb-T2. Tutti i canali nazionali trasmessi con codec video Mpeg-2 dovranno essere spenti entro la fine del 2022, e chi non possiede un TV o decoder compatibile non potrà più vederli.

Per favorire l’adozione dei nuovi standard televisivi e l’adeguamento degli apparecchi più obsoleti, il Mise ha previsto due contributi statali: il Bonus TV – Decoder  e il Bonus Rottamazione TV .



 

Lutti anche oggi in Trentino a causa del Covid-19 che miete altre due vittime e contagia altre 2.660 persone. Ancora alti, ma stabili i numeri relativi alle ospedalizzazioni dove ieri le dimissioni sono state leggermente superiori ai nuovi ricoveri (18 contro 17): i pazienti covid pertanto al momento sono 169, di cui 19 in rianimazione. Entrambe i decessi sono avvenuti in ospedale: un uomo e una donna, tra i 69 ed i 75 anni, non vaccinati; uno dei due soffriva di patologie pregresse.

 

Nelle Valli Giudicarie, Porte di Rendena, Comano Terme e San Lorenzo Dorsino sono tra i sei Comuni trentini con la maggiore percentuale della popolazione attualmente contagiata. E' quanto riportano i dati forniti dall'Azienda Sanitaria. Dopo San Giovanni di Fassa-Sén Jan e Capitello di Fassa, Porte di Rendena segna 130 attualmente contagiati su 1792 abitanti (7,3%), Comano Terme 208 su 2934 (7,1%), San Lorenzo Dorsino 109 su 1568 (7.0%). A breve distanza anche Strembo 40 su 592 (6.8%). In particolare Porte di Rendena ha registrato un aumento di +26 casi rispetto al giorno precedente.

 

 

 

Nel frattempo il Comune di Bleggio Superiore mantiene lo spiacevole primato trentino della maggior percentuale di popolazione contagiata dallo scorso marzo. Ben il 26% della popolazione contagiata, cioè 400 positivi negli ultimi 10 mesi su 1535 abitanti. Oggi i contagi nel Comune sono 80 (5,2%), con l'aumento di +1 casi registrati rispetto a ieri.

 

Tra gli altri Comuni giudicariesi che hanno segnato aumenti significativi nelle ultime 24 ore ci sono Tione con +29 casi per un totale di 205 contagiati su 3660 abitanti (5,6%), Storo con +22 casi per un totale di 162 contagiati su 4579 abitanti (3.5%), Borgo Chiese con +16 casi per un totale di 98 contagiati su 1994 abitanti (4,9%), Pinzolo con +14 casi per un totale di 133 contagiati su 3041 abitanti (4,4%), Carisolo con +11 casi per un totale di 45 contagiati su 959 abitanti (4,7%).

 

Il Comune di Caderzone Terme – che la settimana scorsa segnava l'8,3% della popolazione contagiata, 57 casi su 684 abitanti – ne registra oggi 38 (5,6%).

 

 

Oltre 3mila contagi registrati in Trentino nelle ultime 24 ore rilevati grazie a 17.400 i tamponi effettuati che danno un tasso di positività che si colloca dunque intorno al 17,5%. Due purtroppo i decessi un uomo e una donna, entrambi anziani e con patologie pregresse; uno dei due era vaccinato. Numeri a fronte dei quali resta però stabile la situazione negli ospedali, dove le dimissioni sono state 21 e i nuovi ricoveri 19.

Crescono in maniera considerevole anche i contagiati in Giudicarie dove gli attualmente positivi sono 1465. Caderzone è il paese del Trentino con la maggior percentuale di contagiati attuali. Sono 57 i positivi al Covid attuali pari all'8,3% della popolazione.

 

 

popolazione

pop. Attualmente Contagiata

% pop. attualmente  contagiata

CADERZONE TERME

684

57

8.3

MASSIMENO

141

9

6.4

BLEGGIO SUPERIORE

1535

77

5.0

PIEVE DI BONO-PREZZO

1443

71

4.9

STENICO

1205

57

4.7

CARISOLO

959

45

4.7

BOCENAGO

386

18

4.7

PINZOLO

3041

141

4.6

COMANO TERME

2934

129

4.4

BORGO CHIESE

1994

85

4.3

SPIAZZO

1252

52

4.2

SAN LORENZO DORSINO

1568

66

4.2

GIUSTINO

742

29

3.9

PORTE DI RENDENA

1792

68

3.8

STORO

4579

169

3.7

FIAVÈ

1075

40

3.7

STREMBO

592

21

3.5

VALDAONE

1150

37

3.2

TIONE DI TRENTO

3660

118

3.2

SELLA GIUDICARIE

2912

91

3.1

PELUGO

402

12

3.0

BORGO LARES

712

21

2.9

CASTEL CONDINO

221

6

2.7

BONDONE

657

17

2.6

TRE VILLE

1395

29

2.1

       
 

37031

1465

3,96%

 

Da una parte, la variante omicron del virus covid 19 che ha provocato la drammatica quarta ondata dei contagi proprio nel pieno delle festività natalizie. Dall’altra una crisi economica crescente che continua a penalizzare le aziende di tutta la filiera turistica. In questo scenario poco rassicurante, era difficile potersi aspettare un boom di partenze tra gli italiani nel fine settimana dell’Epifania.

 

Malgrado il calendario offra un’occasione ghiotta per programmare una vacanza, prevedendo la festività della Befana nella giornata di giovedì, non vi sarà quel gran pienone che in altra occasione ci si sarebbe potuti aspettare.

 

Qualcosa si muove, ma senza alcun record di presenze. La montagna “resiste” sino al 9 gennaio (si tratta di un tasso di occupazione mediamente del 60%) ma per i periodi successivi ci sono pochissime prenotazioni. Nessuna località annuncia il “tutto esaurito”.

Le città d’arte sono al minimo storico, mediamente sotto il 30%. Il turismo straniero è pressoché assente ed i prezzi stessi risultano essere in calo.

 

 

Al mare e ai laghi, molte delle strutture che solitamente venivano tenute aperte per le festività, sono state chiuse dopo Capodanno o addirittura non hanno aperto per nulla.

La situazione è drammatica – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – C’è grande preoccupazione. Il comparto non vive solo delle festività natalizie, un periodo peraltro che, già di suo, non ha potuto offrire grandi performance. Gli imprenditori del ricettivo sono estremamente allarmati per lo scenario che si presenterà da metà gennaio in poi. Oppressi dalle difficoltà causate dalla pandemia e dalle ulteriori misure restrittive imposte dal Governo che fanno da deterrente agli arrivi del turismo straniero, fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel, essendo l’Italia un paese il cui turismo produce normalmente il 13% del pil e vivendo per oltre il 50% di turismo proveniente dall’estero”.

La domanda dall’estero è ai minimi – prosegue Bocca – e la situazione si è aggravata in seguito all’impossibilità di accogliere in albergo coloro che sono stati vaccinati con un vaccino non riconosciuto dalla European Medicines Agency (EMA). Inoltre, la totale assenza di prenotazioni per i prossimi mesi rende impossibile qualunque programmazione per le attività aziendali: così abbiamo il buio davanti a noi”.

 

Non bisogna dimenticare, ricorda la Federalberghi, che molte strutture sono chiuse e molte torneranno a chiudere, anche in considerazione dell’aumento considerevole dei costi di gestione (in primis gas ed energia elettrica).

 

Le imprese sono allo stremo delle forze anche a causa del venir meno del sostegno dello Stato – conclude Bocca – Già nel secondo semestre 2021 sono venuti a mancare il credito d’imposta sugli affitti e l’esonero dal pagamento dell’IMU, mentre il 31 dicembre hanno avuto termine la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid. Di questo passo sarà quasi impossibile per le nostre aziende immaginare un futuro”.

 

 

GIUDICARIE. L'interrogazione del Consigliere Alex Marini (M5S) risale allo scorso 20 novembre e riguarda le opere di metanizzazione delle Valli Giudicarie (qui per il testo completo dell'interrogazione). Tre i punti su cui si è chiamato a rispondere la Provincia

 

1.quale sia lo stato dell’arte riguardo all’approfondimento progettuale effettuato da Retragas srl e dalle strutture tecniche della Provincia e dalle amministrazioni comunali interessate riguardo al definitivo percorso del metanodotto della Val Rendena e delle Giudicarie Esteriori;

 

2. se intenda fornire maggiori dettagli rispetto alle condizioni e alle tempistiche di implementazione del servizio pubblico di distribuzione del gas naturale nei comuni di Castel Condino e Bagolino;

 

3.se conferma la pubblicazione del bando di gara per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas per l'ambito unico provinciale entro il 31 dicembre 2021 o se nel frattempo siano intercorse problematiche;

 

 

La risposta arriva dal Vicepresidente e Assessore all'Urbanistica, Ambiente e Cooperazione Mario Tonina il 29 dicembre e riporta:

 

Informo innanzitutto come il metanodotto in alta pressione nel tratto da Tione a Pinzolo sia già annoverato nell’elenco dei gasdotti regionali del trasporto approvato con decreto direttoriale MISE del 31 gennaio 2019 – così in risposta al punto primo - il gasdotto è funzionale per sviluppare il servizio di distribuzione in Val Rendena.”

 

Con riguardo alla definizione del percorso del predetto tratto di gasdotto, si rappresenta che in sede di stesura della propria proposta progettuale Retragas s.r.l., aveva potuto interloquire preventivamente con i Comuni interessati, coordinati dalla Comunità delle Giudicarie, e con le strutture della Provincia, tramite specifici incontri, raccogliendo in modo sistematico le varie esigenze rappresentate da tali enti.

Attualmente presso il MITE (Direzione Generale per la Crescita Sostenibile e la qualità dello Sviluppo), è in corso la verifica di assoggettabilità a VIA del progetto preliminare della tubazione presentato da Retragas s.r.l.; nell’ambito di tale procedimento Provincia e Comuni hanno espresso le proprie osservazioni che sono state raccolte nella d.G.p. n. 1532 del 9/10/2020. Per quanto riguarda invece il tratto da Pinzolo a Madonna di Campiglio, si evidenzia che Retragas s.r.l. ha proposto, nel proprio Piano di sviluppo decennale 2021-2030, uno specifico progetto. Allo stesso modo, la società ha proposto la costruzione della tratta di gasdotto del trasporto da Tione a Comano Terme ed ha coinvolto i Comuni interessati.

Fintanto che non sarà concluso il procedimento amministrativo, di competenza statale, per la classificazione dei gasdotti regionali su cui è pendente la proposta anche di Gasdotti Alpini s.r.l., non sarà possibile definire un percorso certo.”

 

Riguardo il secondo punto: “Per quanto riguarda l’estensione del servizio di distribuzione del gas naturale nel Comune di Castel Condino si rappresenta che, come già evidenziato dal documento programmatico (Documento Guida), approvato dal Comune, non ci sono le condizioni per imporre, in sede di gara, l’obbligo della realizzazione dell’impianto di distribuzione del gas naturale da parte del futuro gestore, in quanto il rapporto tra i metri di rete gas da realizzare e la stima delle nuove potenziali utenze interessate che ad essa potrebbero allacciarsi, risulta superiore al valore soglia prevista da ARERA in 25 m per utente. Questo significa che, in sede offerta in gara d’ambito, ciascun concorrente avrà la facoltà (e non l’obbligo), di prendere in considerazione tali interventi per includerli nella propria proposta tecnica di Piano di Sviluppo degli Impianti che presenterà quale offerta in gara. Dunque, solo all’esito della gara, sarà possibile definire l’effettiva estensione della rete gas nel senso richiesto dal Comune.

 

Alla luce del fatto che il Comune di Castel Condino è un Comune montano che si trova in zona climatica tipo “F” in base al d.P.R. n. 412/1993, è verosimile ipotizzare che i proponenti propongano l’estensione del servizio in quanto, ricorrendo le condizioni di cui all’art. 23 comma 4 bis, l’ARERA è tenuta ad ammettere a integrale riconoscimento tariffario il relativo investimento. Nell’ambito delle analisi svolte per la fattibilità dell’intervento (Documento Guida), emerge come questo intervento possa essere realizzato in un anno: sarà il proponente, nell’eventuale offerta presentata, a definirne esattamente le tempistiche.

 

Per quanto riguarda il Comune di Bagolino si evidenzia che il servizio di distribuzione del gas naturale è in atto nel solo abitato di Ponte Caffaro, mentre a Bagolino paese, è in atto un servizio di distribuzione e vendita di GPL mediante rete in isola (gas diverso dal gas naturale); quest’ultimo servizio è regolato da apposita concessione in scadenza nel 2030. Con riferimento all’attività di programmazione del servizio, da affidare mediante gara d’ambito unico provinciale, il Comune ha chiesto alla stazione appaltante che il gestore d’ambito, a scadenza avvenuta, possa provvedere a interconnettere la rete in isola con il sistema del gas naturale, operando un servizio più qualificato rispetto a quello attuale.

 

Infine, rispetto l'ultima questione: “Si informa che non ci sono le condizioni affinché il bando possa essere pubblicato entro il 31.12.2021; tale termine sarà differito, ai sensi dell’art. 39 comma 3 quater della L.P. n. 20/2012, in quanto l’ARERA non si è ancora pronunciata sull’istanza di rettifica presentata da alcuni gestori in ordine alla riallocazione nel sistema tariffario dei contributi pubblici per ciascun Comune, in coerenza con quelli effettivamente loro concessi dalla Provincia , né ha espresso il parere al MITE per l’approvazione del piano di trasporto (ai sensi dell’art. 16 del d.lgs. n. 93/2011).”

 

GIUDICARIE. Di fronte alla recente notizia dello stanziamento di 67 milioni di euro per la Variante di Ponte Arche, Gianni Armani di Breguzzo ci riporta le sue perplessità riguardo la questione.

 

In seguito alla notizia di settembre 2020 del progetto di 25 milioni di euro relativi alle gallerie di Ponte Pià, aveva scritto al Presidente Maurizio Fugatti ritenendo la soluzione adottata come non ottimale.

 

Egr, Signor Presidente Maurizio Fugatti,

E' notizia di questi giorni che la Giunta Provinciale ha deliberato una serie di interventi strutturali per la viabilità nelle Giudicarie.

Per quanto riguarda la nuova galleria di Ponte Pià, il progetto di massima è del 2003 ed inserito nella relazione tecnica provinciale del mese giugno 2015. Il progetto prevede la rettifica del tratto compreso tra le prog. Km 94,700 e Km 96,500 della SS 237 del Caffaro.”

Desidero porre alla VS attenzione che l'uscita della nuova galleria al Km 96,600 (direzione Tione - Ponte Arche ) risolve sole in parte la pericolosità del tratto in questione. Infatti a poche centinaia di metri, al Km 96,800, c'è una curva pericolosa che Lei ben conosce. Inoltre proseguendo per altri 600 metri la statale si presenta stretta, tortuosa, con rischio di caduta sassi e cedimenti a monte. Ultimo intervento urgente è del 2019”.

 

 

Penso che un intervento razionale e corretto sarebbe quello di prolungare la galleria con uscita al Km 97,400, località due ponti nel pressi del rio Tanfurino.”

 

La risposta da Trento ad aprile 2021 riportava che l'eventuale modifica avrebbe comportato una differenza in tempistiche e costi con un aumento di 10-15 milioni.

 

Egregio Signor Armani,

Con riferimento alla Sua cortese nota indirizzata al Presidente Fugatti, nella quale Lei auspica che l'uscita della galleria sia spostata al km 97.400, siamo a comunicare che a suo tempo il servizio competente ha fatto delle valutazioni in base al budget messo a disposizione e la soluzione migliore è quella prevista dal progetto esecutivo, approvato nel 2003, che prevede l'uscita al km 96.600”

Spostare l'uscita di 800 metri comporterebbe un allungamento dei tempi dovuto a una nuova progettazione e al relativo iter approvativo, stimabili in non meno di 2 anni, nonché un maggior costo variabile tra 10 e 15 milioni di euro, con una maggiorazione compresa tra il 40 e il 60% degli stanziamenti a bilancio attuali, risorse ad oggi non disponibili.”

Nel rimanere comunque a Sua disposizione per eventuali chiarimenti o maggiori informazioni, l'occasione è gradita per porgere cordiali saluti.”

La Segreteria

 

 

Ho letto la notizia dal vostro giornale online circa la nuova variante di Ponte Arche – ci scrive quindi oggi Gianni Armani. - Personalmente sono favorevole alla nuova variante. Non riesco a capire, però, come mai il Presidente Fugatti non trova 10 milioni di euro per rettificare in meglio il progetto della nuova galleria di Ponte Pià, ma i 67 milioni di euro per la nuova variante di Ponte Arche sono subito disponibili.”

 

Interventi su otto ponti in Provincia di Trento: stanziati 3,5 milioni di euro. Integrato il Documento di programmazione. Il presidente Fugatti: “Iniziativa frutto del confronto con i territori”.

 

 Foto dall'Archivio

 

Manutenzione e restyling per otto ponti del Trentino. Gli interventi – del valore complessivo di 3,5 milioni di euro – sono stati inseriti nell’ultimo aggiornamento del Documento di programmazione settoriale 2021-2023 in materia di infrastrutture e trasporti ed opportunamente finanziati dalla Giunta, su proposta del presidente Maurizio Fugatti. “Si tratta di un’iniziativa frutto del costante confronto con i territori, che punta a migliorare la rete viaria della nostra provincia, guardando in particolare alla sicurezza delle persone. Un impegno importante, come testimonia l’ammontare delle nuove opere finanziate da questa Giunta, per un ammontare che sfiora i 187 milioni di euro” sono le parole del presidente della Provincia.

 

Nel dettaglio, ecco gli interventi previsti, che riguardano l’adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, la sostituzione dei giunti laddove necessario e gli interventi strutturali su travi, appoggi e pulvini a seconda delle esigenze.

Completamento della sistemazione del viadotto Padergnone 1 sulla Strada statale 45bis Gardesana Occidentale al chilometro 139,211 nel comune di Vallelaghi (800mila euro). Lungo 216,90 metri, il ponte è realizzato con 9 campate.

Sistemazione del ponte sul torrente Arione sulla Strada provinciale 25 di Garniga al chilometro 0,525 nel comune di Aldeno (200mila euro). Lunga 42,80 metri, l’infrastruttura è realizzata con 3 campate.

Sistemazione del ponte “alle Porte II°” sulla Strada statale 237 del Caffaro al chilometro 66,964, nel comune di Borgo Chiese (800mila euro). Il ponte è lungo 81,45 metri ed è realizzato con 3 campate.

Sistemazione del ponte a senso unico di marcia “torrente Vela 2” nel comune di Trento, che ha una lunghezza di 6,10 metri e una larghezza complessiva di 9 metri (200mila euro).

Sistemazione ponte sul rio Brusago sulla Strada provinciale 83 di Piné al chilometro 20,273, nel comune di Bedollo (400mila euro). L’infrastruttura ha una lunghezza di 57,80 metri ed è realizzata con 3 campate.

Sistemazione del ponte sul Fersina sulla Strada provinciale 135 Sinistra Fersina al chilometro 0,200, nel comune di Pergine Valsugana (300mila euro). Il ponte ha una lunghezza di 58,35 metri ed è realizzato con 3 campate.

Sistemazione del ponte sul rio Piazzole sulla Strada provinciale 71 Fersina Avisio al chilometro 14,090, tra i comuni di Lona Lases e Segonzano (500mila euro). Questa infrastruttura ha una lunghezza di 58,90 metri ed è realizzato con 4 campate.

Sistemazione del ponte sul rio Vagugn sulla Strada statale 239 di Campiglio al chilometro 37,290, nel comune di Spiazzo (300mila euro). Il ponte ha una lunghezza di 6,90 metri.

 

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