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Sat, Jul

Ringrazio dell’invito a partecipare a questo incontro ed alla cortesia che mi viene data di poter parlare a cuore aperto fra amiche ed amici che si comprendono e che sanno stare bene insieme. Dato il giusto merito a tutti coloro che hanno portato il Centro Studi Judicaria, con innegabili successi, fino all’odierna assemblea, mi permetto sommessamente esporre - quasi come testamento - i sogni fatti e rimasti incompiuti dal momento che li ho avuti al nascere del Centro ed alla fondazione della rivista. Lo faccio con ampia soddisfazione e senza alcun rammarico né con inopportuni accenti di critica, ma unicamente come sfogo di nostalgia, come un’eco di quei miei lontani entusiasmi pionieristici che sono rimasti intatti:

·     Avevo sognato che il CSJ potesse diventare un “Ente di diritto pubblico” - come i Bim, le Biblioteche comunali, il Parco - con un proprio Direttivo ed i possibili e necessari dipendenti di competenza lasciando agli organi della Presidenza i compiti di indirizzo, di proposta e di vigilanza. Avevo suggerito anche alla Provincia la possibile istituzione in ogni Comunità di Valle di un Ente di diritto pubblico riservato alla Cultura. Lo sogno ancora e mi permetto di affidarlo ai posteri.

·     Altro sogno la compilazione di volumi riservati alla Geografia delle Giudicarie ed alla Storia delle Giudicarie - come avvenuto con la collaborazione del Ceis per le Giudicarie Esteriori - con un manuale scolastico da imporre nelle scuole di tutto il territorio comprensoriale di generazione in generazione. Penso che al momento le popolazioni judicariensi non sappiano ancora la loro storia ben precisa e dettagliata né conoscano a fondo il loro territorio.

·     Terzo sogno la diffusione capillare e gratuita della rivista Judicaria a tutte le popolazioni della Judicaria, come da quasi due decenni, con tanta benemerenza, sta facendo “il Giornale delle Giudicarie”. Se la cultura rimane a livello di élite non credo che abbia ragion di essere; sono le popolazioni (a tutti i livelli, come fa la scuola) che hanno estremo bisogno di essere acculturate e di partecipare all’acculturazione progressiva. Si pensi se questa collana che oggi è giunta al centesimo volume (con tutta la coda delle altre numerose pubblicazioni) fosse presente in ogni famiglia, vecchia e nuova, in tutta la Judicaria; quante persone risulterebbe coinvolte nell’azione di questo Centro Studi!

Scusate lo sfogo ma non potevo non farlo per il bene che sento di avere per questo nostro Centro Studi che mi riempie il cuore ed al quale auguro un avvenire di successo nella certezza di saperlo in buone mani ed avviato su una strada maestra. - Grazie.

 

Mario Antolini Musón

 

Due lettere della provincia di Trento, a firma del presidente Fugatti, inviate al Ministero dell’Ambiente e all’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - per chiedere la cattura dell’orso M49.

Secondo la giunta provinciale i comportamenti dell'orso in questione (un maschio di 3 anni catturato e radiocollarato lo scorso 27 agosto vicino a malga Rosa nel comune Porte di Rendena)  sono "dannosi e reiterati e le misure di dissuasione e prevenzione si sono rivelate inefficaci. Proprio ad M49 sono da attribuire nel 2018 circa un terzo di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico, mentre, nei primi mesi del 2019, sette sono stati i tentativi di intrusione in edifici come baite, stalle, fienili, nonché tre i danni ad apiari".

In un comunicato la provincia scrive che:

In base al rapporto tecnico e a quanto specificato nel PACOBACE, M49 è da considerarsi “orso problematico dannoso”, per il quale il Piano citato prevede la cattura per captivazione permanente o l’abbattimento. Si tratta dell’unica soluzione praticabile alla luce di quanto rilevato nel rapporto tecnico, azione che non pregiudica il mantenimento dello stato di conservazione della popolazione di plantigradi in Trentino

Le numerose predazioni di bovini, equini ovi-caprini, suini e avicunicoli e i tentativi di penetrazione in caseifici e stalle di malghe nell’area Rendena-Giudicarie, sono eventi verificatisi con particolare frequenza nel corso del 2018 e che rappresentano il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in Provincia di Trento e il 34% di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico. I danni imputabili ad M49 sono stati indennizzati per oltre 31.200 euro. Si ricorda altresì che M49 è stato catturato e radiocollarato nell’agosto del 2018. Le azioni di dissuasione intraprese non hanno portato ad una diminuzione della tendenza a provocare danni, anzi, l’attività di monitoraggio intensivo ha evidenziato la grande difficoltà dell’intervenire in modo tempestivo ed efficace sul comportamento dell’animale.

Il 15 aprile è stata inviata un'ulteriore lettera al Ministro dell’Ambiente e per conoscenza all’Ispra (rapporto aggiornato al 2019) ribadendo la problematicità di M49 e aggiungendo che all'uscita letargo l'esemplare ha manifestato un comportamento particolarmente problematico visitando numerose baite di montagna o gli annessi edifici di stalla o fienile. Sette sono stati in particolare i tentativi di intrusione di cui almeno cinque in abitazioni frequentate stagionalmente (dieci in totale gli eventi dannosi). Circa il 50% dei danni da orso rilevati nel 2019 in Trentino sono riconducibili a M49. Inoltre non si è avuto modo di effettuare ulteriori azioni di dissuasione, data l’alta mobilità nonché la rapidità ed imprevedibilità che hanno caratterizzato gli spostamenti dell’animale in questa fase stagionale.

Foto Gloria Failoni

L'ENPA protesta con decisione:

Garanzie per la tutela dell’animale e del suo benessere, ma anche uno stop alla politica delle “catture facili”. E’ quanto chiede al Ministro Costa l’Ente Nazionale Protezione Animali, in seguito alla richiesta del Trentino di procedere con la cattura dell’orso M49, giudicato un esemplare “dannoso”.  «In questi anni – spiega Enpa - abbiamo spesso assistito alla “reclusione” ma anche all’uccisione di orsi, rese possibili da ordinanze last minute, chiaramente prive, a nostro avviso, di fondamento scientifico. Motivate invece da ragioni propagandistiche e di ricerca del consenso». Rispetto a questa situazione Enpa chiede una netta inversione di rotta. «Il Ministero dell'Ambiente può agire subito, coinvolgendo esperti e studiosi, anche a livello internazionale, per studiare e soprattutto applicare in modo sistematico i metodi ecologici di prevenzione e di dissuasione».

Per un animale abituato alla vita libera, la cattura e la reclusione non rappresentano certo una soluzione accettabile. Tanto meno lo sono considerando la campagna elettorale in atto e il tentativo – da parte dei soliti “noti” – di strumentalizzare gli animali selvatici a fini propagandistici. Una realtà alla quale siamo purtroppo abituati, ma che non porta da nessuna parte. Come insegna la triste storia di Daniza e di KJ9.

Il Rapporto grandi carnivori 2018 della Provincia di Trento dedica una sezione proprio all'orso M49. Riportiamo di seguito il testo del rapporto:

Particolare rilevanza hanno avuto le problematiche create dal giovane orso (nato nel 2016) denominato M49, individuo dal comportamento solitamente elusivo ma protagonista, nel 2018, di numerose predazioni a carico di bovini ed equini (i patrimoni più difficilmente difendibili), di penetrazioni nel caseificio di una malga e di altri tentativi di penetrazione in stalle/ricoveri per il bestiame domestico. Ciò per lo più tra le valli di Breguzzo e S. Valentino, nelle Giudicarie.

Nel 2018 possono essere in particolare ricondotti a M49 ben 49 eventi di danno, il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in provincia. Di questi, 31 sono certamente imputabili al soggetto (63%), 12 probabili (24%) e 6 possibili (12%). In particolare M49 si è reso protagonista in 29 eventi di danno su patrimonio zootecnico, vale a dire il 42% di tutti i danni da orso di quel tipo registrati in provincia. Ancora M49 è stato stato protagonista di 7 danni su danni a patrimoni apistici, 4 danni a patrimoni agricoli e 9 danni ad altro patrimonio.

Per i danni imputabili a M49 sono stati indennizzati € 31.285,29. Essi rappresentano ben il 33% della somma complessiva indennizzata nel 2018 per danni da orso. A seguito delle ripetute predazioni a carico di bovini si è ritenuto opportuno procedere alla cattura e alla radiocollarizzazione del soggetto in questione, per migliorarne il monitoraggio, la prevenzione dei danni e l’attuazione di misure di dissuasione; a questo scopo si è proceduto al posizionamento di trappole a tubo nelle zone frequentate dal plantigrado. In data 27 agosto è stato catturato un giovane maschio che, dalle successive analisi genetiche, è risultato essere proprio M49. A seguito della cattura e radiocollarizzazione di M49 si è provveduto all’organizzazione di una intensa attività di monitoraggio, funzionale ai tentativi di intercettare il plantigrado per effettuare azioni di dissuasione. Tale attività era finalizzata anche alla prevenzione dei danni attraverso la segnalazione in tempo “reale” agli allevatori della presenza in zona del plantigrado. I tentativi di intercettare il plantigrado hanno portato gli operatori in 4 occasioni nelle condizioni di intervenire direttamente con dissuasione (pallettoni in gomma, cani da orso e/o luci e rumori). Lo sforzo di monitoraggio intensivo dell’orso e di presidio dell’area interessata dalla sua presenza si è protratto fino ad oltre la metà di novembre, periodo in cui si è registrato un progressivo rallentamento delle attività dell’animale che peraltro ha continuato ad essere attivo fino alla fine dell’anno. L’attività svolta ha evidenziato l’estrema difficoltà nell’intervenire efficacemente con azioni dirette sull’animale che possano effettivamente condizionarne i comportamenti più problematici. In questa fattispecie (predazione di animali di grossa taglia al pascolo) è infatti assai difficile riuscire ad intervenire con la dissuasione nel momento esatto in cui l’orso effettua la predazione, condizione indispensabile per trasmettere il messaggio negativo al plantigrado. Di fatto gli interventi realizzati non si sono rivelati efficaci. Ci si è mossi anche sul fronte della prevenzione, realizzando, nel mese di luglio, 4 recinzioni sperimentali, indirizzate alla protezione notturna dei bovini in asciutta (animali di diverse età) alpeggiati a malga Maggiasone e malga Arnò, site nel comune di Sella Giudicarie. Tali onerose opere di prevenzione non sono applicabili su larga scala, vale a dire su tutto il territorio provinciale. Nel mese di agosto si è reso necessario anche un intervento urgente per la messa in sicurezza di un caseificio a malga Rosa (comune Porte di Rendena), dove il plantigrado era entrato per cibarsi di latte e panna.

Sono 16 i giovani giudicariesi che hanno manifestato interesse per la seconda edizione di InPrendi, l’iniziativa promossa e sostenuta dalla Comunità di Valle e dalle 4 Casse Rurali delle Giudicarie.

InPrendi è un’iniziativa pensata per i giovani, di età compresa tra i 18 d i 35 anni, che hanno intenzione di sviluppare un’iniziativa imprenditoriale nel territorio delle Valli Giudicarie.

Lo scorso 13 aprile, gli iscritti si sono ritrovati a Tione, nella sede della Comunità di Valle, per il primo dei 6 incontri formativi finalizzati a fornire loro le conoscenze necessarie per la redazione di un Business Plan, che verrà poi presentato in seno al concorso di idee. 

Si tratta di un gruppo molto giovane, con un’età media di 27 anni, fortemente motivato e che ha prospettato progetti originali ed innovativi in ambiti diversi: dall’agricoltura al turismo, dalla tecnologia ai servizi. 

Soddisfatto Giorgio Butterini, Presidente della Comunità, che ha creduto fortemente in questa iniziativa: “Sono davvero molteplici i riscontri positivi ottenuti in questa fase dal progetto: tra questi, va sottolineata innanzitutto la convinta partecipazione da parte di tutte le Casse rurali locali, anche nell’ottica di incentivare sempre più una componente di nevralgica importanza come la coesione territoriale; ma l’aspetto più edificante riguarda l’ottima risposta da parte dei giovani giudicariesi, che hanno dato una eclatante dimostrazione di come siano reperibili, anche nel nostro ambito, spirito di iniziativa, motivazioni e idee imprenditoriali intelligenti”. 

Grande soddisfazione viene espressa anche da parte delle Casse Rurali, di cui si fa portavoce Andrea Armanini, Presidente della Cassa capofila del progetto: “La buona partecipazione ad InPrendi anche per questa seconda edizione dimostra la validità del progetto: credo sia un dovere di istituzioni quali la Comunità e le Casse Rurali cercare di supportare e incoraggiare i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco, cercando di creare delle opportunità lavorative nel nostro territorio ”. 

Dalla metà di maggio si darà avvio alla seconda fase del percorso: dal 15 maggio al 14 giugno sarà infatti possibile inviare la propria candidatura per partecipare al concorso di idee, volto a selezionare le 3 migliori iniziative imprenditoriali. Tale opportunità è rivolta a tutti i giovani imprenditori e quindi anche a coloro che non hanno partecipato al ciclo formativo, purchè rispondenti ai criteri del bando. 

I vincitori della selezione potranno usufruire di un contributo a fondo perduto di € 5.000 da parte degli Enti promotori per sostenere i costi d’avviamento dell’idea d’impresa; un percorso di accompagnamento svolto dai professionisti di Impact Hub Trentino della durata di 6 mesi, finalizzato a dotare i ragazzi di tutti gli strumenti finzionali ad implementare e sviluppare la propria idea d’impresa; un finanziamento per un massimo di € 10.000 a tasso zero da parte della Cassa Rurale che opera nel medesimo territorio di riferimento della nuova impresa.

Tutte le informazioni ed il bando sono disponibili sul sito della Comunità e delle Casse Rurali sostenitrici del progetto.

E’ in fase di completamento il percorso che porterà all’aggregazione di Cassa Rurale Adamello Brenta, Cassa Rurale Pinzolo e Cassa Rurale Val Rendena. 

Il nome “Cassa Rurale Adamello” ben identifica il territorio in cui opererà la nuova realtà bancaria con 19 filiali estese da Madonna di Campiglio fino a Salò. 

Un risultato che ha richiesto impegno e dedizione da parte dei tre Consigli di Amministrazione, i quali dopo approfondimenti e valutazioni hanno scelto e operato per l’aggregazione. 

Una scelta maturata anche per poter fare fronte in maniera più efficace ed efficiente sia alla nuova normativa bancaria che alle mutate esigenze della clientela e dei soci. 

Le maggiori dimensioni e l’estensione geografica invitano anche a fare un passo avanti verso un nuovo modello organizzativo. 

A tal fine in questi mesi il percorso di fusione sta impegnando in maniera condivisa anche i dipendenti delle tre Casse Rurali al fine di integrare virtuosamente i tre modelli organizzativi. 

La visione di “Cassa Rurale Adamello”: un albero col fusto solido e tre radici che lo sorreggono.

Dalla fusione nasce un progetto di Cassa Rurale che fa del territorio la sua vocazione. 

Questa vocazione territoriale di “Cassa Rurale Adamello” si fonda su tre radici: 

1. la costruzione di un nuovo modello di relazione, comunicazione e supporto a cinque soggetti: le famiglie, i giovani, i soci, le imprese e le associazioni. Valorizzando e potenziando quello che ogni Cassa ha individualmente costruito nel passato;

2. l’attenzione alle nuove tecnologie come chiave di servizio al cliente e strumento di efficienza organizzativa;

3. l’attenzione al benessere e alla valorizzazione dei collaboratori della nuova Cassa Rurale.

 

Dopo l’accordo di Fusione siglato dai Consigli di Amministrazione il 26.11.2018 e dopo l’assenso pervenuto da parte della Provincia di Trento toccherà ai Soci esprimere la propria opinione in occasione delle prossime assemblee previste per la fine di maggio. 

Saranno quindi i Soci a decidere definitivamente la nascita della nuova realtà, con il loro assenso a far data dal 01.07.2019 avremo un nuovo ed importante istituto di credito sul territorio delle Giudicarie. 

 

I numeri di “Cassa Rurale Adamello”

Un nuovo istituto moderno che nasce da tre banche tradizionali e patrimonialmente sane con l’obiettivo di proiettarsi verso una banca di relazione e tecnologia con una forte immagine distintiva sul territorio.

In sintesi alcuni numeri:

• 8.997 Soci

• Fondi Propri € 76.469.959,00  -  CET1  16,78%

• N. filiali. 19

Un’unica sovrapposizione sul territorio di Madonna di Campiglio che porterà ragionevolmente alla realizzazione di una unica filiale.

• 103 dipendenti. 

 

Come disposto con direttiva del Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Prefetto Sandro Lombardi, la Polizia Locale delle Giudicarie in occasione delle giornate antecedenti le festività Pasquali ed i “ponti” del 25 aprile e 1 maggio, ha intensificato i servizi di polizia stradale aumentando le pattuglie preposte alla sorveglianza della viabilità. Proprio durante questi controlli gli agenti della polizia locale si sono imbattuti nelle giornate precedenti la Pasqua a Porte di Rendena con un veicolo il cui proprietario circolava nonostante lo stesso fosse stato sospeso dalla circolazione, oltre alla sanzione è scattato il fermo amministrativo del veicolo. Tra Ponte Arche e Stenico è stato invece controllato un veicolo in uso ad una persona residente a Tione il cui conducente circolava nonostante gli fosse stata revocata la patente di guida. Anche in questo caso è stata elevata una sanzione prevista dalla Legge ed il veicolo è stato sottoposti a fermo amministrativo. Nelle giornate successive alla Pasqua sono stati individuati e sequestrati invece 3 veicoli sprovvisti di assicurazione. Nel corso della medesima attività è stato identificato un soggetto che aveva pendente un provvedimento di rintraccio per violazione delle norme riguardanti il possesso di stupefacenti, lo stesso è stato condotto presso il Comando della Polizia Locale per gli adempimenti del caso.

Si rinnova anche per il 2019 l’impegno della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella a sostegno delle associazioni di volontariato del territorio in cui opera. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha infatti approvato i criteri per l’assegnazione delle risorse a sostegno dell’attività ordinaria del 2019 deliberando l’apertura di due distinti bandi per i quali sono stati stanziati 130.000 euro. 

“Il principio della mutualità è un pilastro fondante sul quale si basa l’azione de La Cassa Rurale, sancito anche nel nostro Statuto – precisa il Direttore Davide Donati – e da questo deriva il nostro impegno a favore del mondo del volontariato, che sappiamo essere un vero motore di animazione e aggregazione delle nostre comunità. 

Nel 2018 la Cassa Rurale aveva sostenuto più di 284 associazioni di volontariato, investendo nel territorio oltre 110 mila Euro sotto forma di contributi di beneficenza e sponsorizzazione. Ma il sostegno alle associazioni va oltre il mero contributo economico: attraverso l’iniziativa “Associazione in formazione” la Cassa Rurale anche per il 2019 ha dato l’opportunità ad oltre 160 volontari di partecipare gratuitamente a specifici percorsi di formazione su tematiche di interesse utili a migliorare il proprio operato. 

La maggiore novità del bando attività 2019 riguarda la domanda semplificata “200 x 200”: beneficiari saranno infatti 200 associazioni, che riceveranno un importo fisso pari a 200 Euro. Questa domanda è rivolta alle organizzazioni poco strutturate con un’attività saltuaria e occasionale nel corso dell’anno e con una limitata operatività finanziaria.

La domanda ordinaria “attività +”, invece, è pensata per le associazioni che svolgono una attività strutturata, regolare e continuativa nel corso dell’anno: richiede un maggiore dettaglio nelle informazioni e consente l’assegnazione di un contributo fino al 30% dell’attività complessiva con un massino di 5.000 Euro.

Le associazioni interessate potranno scegliere a quale fonte di finanziamento accedere tenendo presente che è possibile inoltrare una sola richiesta di intervento. 

“Sostenere il lavoro svolto dalle associazioni e dagli enti della nostra zona operativa è un modo per rispondere ai bisogni delle nostre comunità”, spiega il Presidente Andrea Armanini. “Ci consente di essere vicini al territorio e di conoscerne in maniera più approfondita esigenze e richieste, anche grazie alla mediazione di chi, quasi quotidianamente, mette a disposizione tempo e fatica per il bene comune e la crescita culturale, finalità che anche la nostra Cassa persegue e che è un piacere condividere con altri”.

Il bando e la modulistica sono scaricabili dal sito www.lacassarurale.it. Le richieste dovranno essere inoltrate entro il prossimo 3 maggio. Per informazioni sui bandi è possibile scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

 

«Attenzione! Condividete se possibile... stanno frequentando il nostro territorio addetti di aziende commerciali che, proponendo buoni sconto, cercano di far sottoscrivere contratti con impegni negli anni ad effettuare acquisti anche per cifre rilevanti».

È questo il messaggio diffuso nel pomeriggio dalla Polizia Locale Giudicarie per mettere in guardia i giudicariesi da queste vendite che spesso non vengono comprese appieno da chi firma i contratti. «Quest'attività non è vietata, - continua il messaggio lanciato dalle forze dell'ordine- ma il consiglio è di LEGGERE BENE PRIMA DI FIRMARE QUALSIASI COSA PRENDENDOSI TUTTO IL TEMPO NECESSARIO, anche più giorni se lo ritenete». Un messaggio importante che potrebbe aiutare ad evitare che qualche soggetto si ritrovi sorprese che non avrebbe voluto.

 

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