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Mon, Jun

ParcOn Air oggi a Tovel: i cambiamenti climatici e il progetto Biomiti nella tavola rotonda del Parco assieme a Radio Dolomiti

Parco Naturale Adamello Brenta
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Si è parlato di cambiamenti climatici e del progetto di ricerca Biomiti oggi in val di Tovel, nel primo degli appuntamenti di ParcOn Air, l’iniziativa organizzata dal Parco Naturale Adamello Brenta, collaborazione con Radio Dolomiti, che in quattro diversi momenti incontrerà il territorio, gli amministratori locali, le associazioni, il mondo della ricerca, per affrontare alcuni dei temi più importanti nell’agenda dell’area protetta.

 

Ospitata dal Palaorso, la struttura mobile allestita dal Parco in località Capriolo, la tavola rotonda di oggi, coordinata dal presidente Walter Ferrazza, ha presentato una panoramica a 360° del problema principale che oggi il mondo, e quindi ovviamente anche le aree di montagne, è chiamato ad affrontare, quello del surriscaldamento globale, approfondendo alcuni temi specifici come le modificazioni di flora e fauna alle alte quote, la progressiva perdita di biodiversità, l’impatto sui ghiacciai.

 

Fra gli ospiti anche il vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia Mario Tonina, che ha parlato degli impegni assunti dalla Provincia e contenuti nella Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, in linea con le politiche europee di settore. A seguire, dalle ore 12.00 alle ore 14.00, una diretta radiofonica dalla postazione mobile di Radio Dolomiti, con la conduzione di Francesca Bertoletti, per rilanciare i temi discussi durante la mattinata.

 

 

Riflettori accesi sui cambiamenti climatici stamani in val di Tovel, dunque, nella tavola rotonda a cui hanno portato i loro saluti Samuel Valentini, sindaco di Ville d’Anaunia e Monica Marinelli, vicepresidente PNAB, a cui sono seguiti gli interventi di Mario Tonina, vicepresidente della Provincia, Andrea Mustoni, responsabile dell’Unità di Ricerca scientifica e del progetto Biomiti del parco Naturale Adamello Brenta, Mauro Gobbi, ricercatore del MUSE, Franco Tessadri, del Comitato di gestione PNAB, e Roberto Barbiero, del Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui Cambiamenti Climatici.

Con questa iniziativa– ha detto il residente del Parco Ferrazza – vogliamo da un lato mettere a disposizione del cittadini e degli amministratori locali le competenze scientifiche maturate all’interno del Parco, ma vogliamo anche proporci come un luogo di confronto, dove fare incontrare sensibilità diverse, nella convinzione che solo unendo le forze possiamo essere efficaci nella nostra azione”.

Gli ha fatto eco il vicepresidente della Provincia Tonina, per il quale “anche l’impegno messo in campo dalla Giunta su questi temi vuole coinvolgere quanti più soggetti possibili: con la sottoscrizione della Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, così come con il Peap-Piano energetico ambientale, e altri passaggi strategici, che coinvolgono i Comuni,  i Bim, il mondo dell’università e della ricerca.  L’impegno condiviso non può che portare i suoi frutti. Lo vediamo fra l’altro dal fatto che in Trentino la montagna non si è spopolata, ma continua a essere una montagna abitata, viva”.

Il sindaco di Ville D’Anaunia Valentini ha ringraziato il Parco per quest’iniziativa, che parte dalla val di Tovel, “e che è molto concreta, toccando tutta una serie di problemi che abbiamo anche noi, la mancanza d’acqua, l’impatto del clima sull’agricoltura, la produzione di energia”.

Per la vicepresidente del PNAB Marinelli “garantire informazione, conoscenza, anche alle popolazioni locali, è l’elemento che fa la differenza, in un’area protetta. Con queste iniziative, ma anche andando nelle scuole, negli asili e così via, diffondiamo una consapevolezza ambientale che è l’elemento indispensabile per adottare poi i comportamenti più corretti”.

Cosa ci dice la scienza sul clima? I rapporti del gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite-IPCC, presentati da Barbiero, dicono che il clima sta cambiando in maniera più veloce del previsto e che le iniziative assunte finora dall’uomo non sono sufficienti a contrastare questa tendenza. L’aumento di temperatura è per ora mediamente un + 1,1° rispetto all’era preindustriale. Dobbiamo fare il possibile per non superare un aumento di 1,5-2°, a meno di non dover fronteggiare poi cambiamenti irreversibili. Ma in realtà se la tendenza odierna si consolida l’aumento verso cui siamo diretti è di 3-4° in più. Gli scienziati parlano di “scenari inauditi”. L’altro dato inequivocabile è la responsabilità umana nell’aumento delle temperature, che non è più contestata da nessuno. Nelle Alpi l’impatto è maggiore, con conseguente crescita degli eventi estremi. E in Trentino? Un effetto osservato è il calo dell’innevamento (sotto i 2000 m.). Sui ghiacciai è storia nota: siamo oggi a circa un quarto del volume della superficie rispetto all’ultima era glaciale, soprattutto sul versante Sud delle Alpi. Anche questo maggio sarà probabilmente il più caldo mai registrato. Insomma, nel cambiamento climatico siamo già pienamente dentro.

Mustoni ha illustrato le evidenze del progetto di ricerca Biomiti, relative soprattutto all’area del Parco. Ad esempio: gli animali si stanno spostando verso l’altro, il che innesca delle lotte “silenziose” fra specie animali (e anche fra vegetali) che potrebbe portare (o in qualche caso ha già portato) all’estinzione delle specie meno adattabili. La conseguenza generale è un calo della biodiversità. In merito agli adattamenti, vi sono specie che hanno impiegato milioni di anni per adattarsi al clima alpino; oggi dovrebbero riadattarsi ai cambiamenti che stanno avvenendo in maniera velocissima. Ad esempio: i pascoli ad alta quota fioriscono anticipatamente, rispetto alle nascite dei cuccioli, “tarate” su fioriture più tarde, e ciò provoca un calo del cibo disponibile per la fauna selvatica. Ci sono degli impatti anche sulla salute delle persone, a causa dell’ingresso nell’ecosistema di specie aliene o una loro diffusione anomala di specie già presenti (ad esempio, le zecche).

Gobbi si è concentrato sul tema dello spostamento di specie e sull’eventuale estinzione di alcune specie, partendo dalla sua specialità come ricercatore, gli insetti, che studia sia in Europa che in Sud America. Gli insetti hanno un ruolo importante nella salute degli ecosistemi, a partire da quelli impollinatori, come le api, oggi in sofferenza in tutto il mondo. Ma a livello globale il numero di specie sta diminuendo sempre di più. Si registra anche una diminuzione numerica, di individui per specie. I Parchi naturali costituiscono delle vere e proprie riserve di biodiversità ma anche qui si manifestano i trend globali di diminuzione ed estinzione. Persino sul Brenta negli ultimi 150 l’areale di diffusione di alcuni insetti si è ridotto del 50%. In alcuni ambienti (ad altitudini più modeste) certe specie, abituate al freddo, sono scomparse. E’ bastato a causare questa estinzione un aumento delle temperature di 1°.

Tessadri infine ha portato nel dibattito la sensibilità sviluppata negli anni all’interno delle associazioni ambientaliste, sena nascondere che per un lungo periodo il tema dell’ambiente è stato tenuto ai margini del dibattito politico. Anche la nascita del parchi in Trentino – ha ricordato – non è stata salutata all’inizio con entusiasmo da oggi. Oggi però vediamo che le cose sono cambiate. Sul piano delle politiche territoriali ma in primo luogo su quello dei valori, di una sensibilità che si è molto affinata e che oggi chiede alla politica di adottare le scelte migliori e più lungimiranti.

Prossimo appuntamento sabato 11 giugno nei pressi della stazione forestale di Cavedago, per parlare di animali selvatici.