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Sun, Dec

Sulle Dolomiti di Brenta e sulle piste di Madonna di Campiglio è già inverno. Da oggi pomeriggio nevica sopra i 2200 metri. 

Le previsioni di meteotrentino indicano una tregua per sabato e poi da domenica ancora nevicate, questa volta anche a quote più basse, anche fino ai 1.700 metri. Difficile stabilire la quantità, ma sopra i 2.300 metri potrebbero cadere anche più di 30 cm di neve. Difficoltà per gli organizzatori del Dolomiti Brenta Trail impegnati nel monitorare il percorso di gara dove domani si svolgerà la manifestazione di corsa in montagna che hanno deciso di annullare il percorso da 64km e di convogliare tutti i partecipanti su quello da 45 km.

 

 

Per la terza edizione della Campiglio Special Week che esplora la scena musicale brasiliana il grande pianista jazz si esibisce a Malga Brenta Bassa mercoledì 4 settembre (ore 12). Il 5 settembre al Palacampiglio (ore 21) il concerto del fisarmonicista carioca Toninho Ferragutti insieme alla voce, popolarissima nel suo paese, di Monica Salmaso 

Doppio appuntamento con grandi nomi internazionali per la Campiglio Special Week che – all'interno de I Suoni delle Dolomiti – esplora la scena musicale del Brasile e le sue connessioni con strumentisti e artisti di tutto il mondo. A riprova di quanto la nazione sudamericana abbia saputo da un lato produrre esperienze di altissimo profilo e dall'altro ria riuscita a influenzare la creatività di strumentisti e compositori nati e formatisi sulla sponda europea dell'Oceano Atlantico ecco due appuntamenti imperdibili con il pianista jazz Stefano Bollani – mercoledì 4 settembre a Malga Brenta Bassa (ore 12) – e con Toninho Ferragutti e Monica Salmaso – giovedì 5 settembre al PalaCampiglio di Madonna di Campiglio (ore 21).

Non ha certo bisogno di presentazioni Stefano Bollani, che alla tastiera riesce a trasformare ogni performance in un viaggio onnivoro e fantasmagorico, pieno di rimandi, nuove intuizioni, rifacimenti, spunti, digressioni tra generi sonori diversissimi e tanta, tanta energia capace di permeare tutto ciò che lo circonda. Il pianista milanese è un musicista eclettico e geniale che ha risposto al richiamo del Brasile e al fascino dei suoi ritmi della sua musica. Oggi è senza dubbio uno dei migliori pianisti jazz in circolazione, capace di instaurare col suo strumento – che suona dall'età di sei anni – un rapporto quasi simbiotico. Alle spalle una lunga sfilza di collaborazioni con musicisti come Enrico Rava, Pat Metheny, Gato Barbieri, Richard Galliano, Lee Konitz, Chick Corea, Phil Woods, Caetano Veloso, Chico Buarque.

Le sue doti musicali camaleontiche l'hanno portato anche a esibizioni con importanti orchestre sinfoniche come quelle di Lipsia, Parigi, della Scala di Milano, di Santa Cecilia di Roma solo per citarne alcune. Alle sale da concerto ha abilmente affiancato, mettendosi continuamente in gioco, esperienze radiofoniche assieme a David Riondino e Mirko Guerrini o televisive, dapprima come ospite del programma Meno di Renzo Arbore e successivamente come ideatore, autore e conduttore di uno spazio tutto suo su Rai 3, adl titolo Sostiene Bollani. Non sono mancate infine performance teatrali con Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Giuseppe Battiston, Marco Baliani o la Banda Osiris.

Nella serata di giovedì 5 settembre dalle ore 21 si alternano in una sorta di staffetta carioca un grande fisarmonicista come Toninho Ferragutti e una delle voci più amate del Brasile, Monica Salmaso.

Toninho Ferragutti è un esponente di prim'ordine della nuova musica brasiliana. Il suo strumento, la fisarmonica ha una grande importanza soprattutto nella musica del nordest Brasiliano e la porta con un “solo” che si preannuncia imperdibile alla Campiglio Special Week. Figlio d'arte, Toninho ha affinato la propria tecnica fisarmonicistica collaborando con i maggiori artisti brasiliani e incidendo tredici album nei quali ha dato vita a una personalissima poetica sonora che vive di una fusione tra la ruvida tradizione nordestina e le sofisticate ed erudite sonorità urbane paulistane. Tra i riconoscimenti che ha ricevuto si annoverano varie nomination al Grammy Latino, il Tim Award, il premio del Gobernador do Estado de São Paolo e il premio Música Brasileira.

Monica Salmaso, che subentrerà alla fisarmonica di Ferragutti, condurrà il pubblico nel meraviglioso mondo della canzone d'autore Brasiliana. Padronanza impeccabile della voce, repertorio raffinato e ricercato fanno il paio con una personalità e un carisma non comuni che si arricchiscono di collaborazioni importanti con musicisti di grande valore come, in questo caso, Teco Cardoso, Nelson Ayres. Tutto prende il via nel 1989 con lo spettacolo “O Concílio di Amor” per poi proseguire nel 1995 con il primo album Afro-Sambas cui seguiranno oltre dieci lavori da “Trampolim” (1998), primo lavoro solista, al recente “Caipira” senza contare decine e decine di incisioni e collaborazioni trasversali e l'incontro con i grandi nomi della musica “brasiliana”. Tra questi basti citare Chico Buarque che nel 2006 la invita a registrare insieme “Imagina” di Tom Jobim, o Vinicius de Moraes o ancora Edu Lobo, Ná Ozzetti, Mário Adnet, e anche Stefano Bollani.

Come si raggiunge il luogo del concerto di Stefano Bollani

Il luogo del concerto di Stefano Bollani – 4/9 a Malga Brenta Bassa in Val Rendena – è raggiungibile con diversi itinerari.

Da Madonna di Campiglio SUD con gli impianti Campiglio Pinzolo Express che da Colarin (stazione di partenza) raggiungono Plaza (stazione arrivo) e poi a piedi con 30 minuti di cammino, dislivello 150 m, difficoltà E. (Per l’occasione la cabinovia sarà aperta con continuato dalle ore 9 alle ore 16, costo del biglietto € 2 andata e € 2 e ritorno).

Da Madonna di Campiglio passando per Vallesinella (raggiungibile con bus navetta a pagamento del Parco Naturale Adamello Brenta o in auto) e proseguendo a piedi passando dalle Cascate di Mezzo in 40 minuti di cammino, dislivello in discesa 250 m, difficoltà E.

Da Sant’Antonio di Mavignola in macchina seguendo le indicazioni della Val Brenta (parcheggi fino ad esaurimento) e poi a piedi lungo il sentiero nr. 323 (40 minuti di cammino dal parcheggio più vicino, dislivello 150, difficoltà E).

È stata forse la ghiaia del sentiero sul quale camminava a tradire Massimiliano Caruso, 51enne di Senigallia che questa mattina poco dopo le 10 è scivolato e precipitato mentre percorreva il sentiero che congiunge malga Fevri a malga Vallesinella Alta, sopra Madonna di Campiglio. A darne notizia il TGR Trentino.

Insieme ad alte tre persone, era salito in cabinovia allo Spinale e da lì aveva iniziato l'escursione verso le Cascate di Vallesinella alta. Superata malga Fevri aveva imboccato il sentiero delle Coste di Vallesinella, per cause ancora da accertare, è caduto e scivolato per un centinaio di metri lungo il pendio. L'allarme è scattato intorno alle 10.30 .

Il medico rianimatore, giunto sul posto con l''elisoccorso e calato col verricello, non ha potuto far altro che costatare il decesso.  

Il corpo senza vita di Massimiliano Caruso è stato recuperato dal soccorso alpino di Campiglio e dall'elicottero.

Il Parco Naturale Adamello Brenta lo ha messo in funzione da giugno, senza grande clamore, con precauzione, come si fa con qualcosa di tanto agognato e finalmente ottenuto. Stiamo parlando del nuovissimo parcheggio di Vallesinella che, in queste intense giornate ferragostane, ha brillantemente superato il “collaudo” del turismo campigliano, con molti riscontri positivi, ed è ora entrato a pieno regime. Il grandioso effetto visivo che adesso accoglie i visitatori non fa affatto rimpiangere la situazione precedente, con le sei file di auto che anticipavano lo sguardo sulle Dolomiti di Brenta. 

L’area pascolo di Malga Vallesinella Bassa, che la Provincia aveva trasformato in parcheggio negli anni ’70, è stata completamente ripristinata mentre l’area di posteggio è stata spostata in una radura poco distante all’interno di un bosco dallo scarso valore forestale. I lavori, avviati lo scorso ottobre, sono stati eseguiti dalla ditta Agliardi snc di Carisolo per 115.000 euro + IVA, con la progettazione e direzione dell’Ufficio tecnico ambientale del Parco. 

Di due tipi sono stati quindi gli interventi. Innanzitutto, il disfacimento completo dei terrazzamenti sterrati, comprese le aiuole di delimitazione, del vecchio parcheggio. L’area è stata rimodellata e rinverdita con fiorume e semine di alta montagna, riportandola alle sembianze originarie. E’ stata lasciata al margine solamente una corsia stradale per l’accesso alle teleferiche dei rifugi.

 

Dopodiché, nelle radure a destra del rifugio Vallesinella, che presentavano una conformazione già pianeggiante, sono state create due zone che possono accogliere 140 auto completamente mimetizzate dalle piante. Alcuni posti auto riservati ai Regolieri sono collocati in un’area esterna tra il parcheggio e la malga. Per perfezionare l’opera saranno necessarie delle finiture che saranno apportate in autunno.

L’idea di spostare il parcheggio veniva riproposta ciclicamente da anni ma è dal 2016 che si è davvero creduto nella necessità di questa soluzione. Fin dall’inizio del suo mandato, infatti, il presidente del Parco, Joseph Masè, ha cercato un accordo tra tutti gli attori interessati dall’opera. La situazione si è definitivamente sbloccata nella primavera 2018, dopo un complesso iter autorizzativo che ha incontrato i pareri positivi dei Servizi provinciali Foreste e Fauna, Sviluppo sostenibile e Aree protette, Urbanistica e Tutela del Paesaggio, Geologico, la deroga della Comunità di Valle al Piano Territoriale di Comunità, il parere di conformità urbanistica di Tre Ville, comune amministrativo, e l’autorizzazione della Comunità delle Regole di Spinale e Manez, ente proprietario. 

“L’arrivo a Vallesinella finalmente offre un colpo d’occhio degno di un Patrimonio dell’Umanità” commenta soddisfatto il presidente del Parco, Joseph Masè. “Il risultato finale è addirittura al di sopra delle mie aspettative e mi auguro che la meravigliosa vista sul Brenta possa regalare la stessa grande emozione che ho provato io durante il mio primo sopralluogo solitario. Si tratta di un intervento estremamente importante e perfettamente riuscito nella molteplicità degli obiettivi prefissi, quello del miglioramento e della tutela ambientale da un lato e l’avere trovato una valida soluzione per i parcheggi e per la nostra mobilità sostenibile dall’altro. I tanti apprezzamenti che sto ricevendo in questi giorni da amministratori locali, residenti e turisti, ripagano dell’impegno e dimostrano come il territorio unito possa raggiungere importanti risultati. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno condiviso questo percorso.”.

“Dopo anni di burocrazia e sopralluoghi – ricorda Luca Cerana, presidente della Comunità delle Regole di Spinale e Manèz – finalmente la porta principale del nostro Brenta risulta in ordine ed accogliente con il completo mascheramento delle automobili parcheggiate. L’intervento è minimale e poco impattante.”.

Oltre all’effetto visivo, tra le conseguenze positive prodotte da quest’opera vi sono l’ombreggiatura delle auto e l’incremento della sicurezza. Le navette prima dovevano eseguire alcune manovre tra le persone per tornare a valle mentre ora è stato creato uno slargo che permette ai mezzi di girarsi senza alcuna manovra. Tra l’altro, da inizio agosto, in sostituzione di una delle due navette è entrato in servizio un trenino gommato sul genere di quelli già usati in Val Genova e a Ritort, che è preferibile alla navetta per diverse ragioni. Le dimensioni ridotte lasciano più spazio sulla carreggiata, riduce le emissioni dei gas di scarico e consente al visitatore di vivere più da vicino l’accesso ad un’area protetta. 

Concluso il lavoro, si guarda ora proprio a perfezionare il servizio di mobilità sostenibile. I primi ad alzare l’asticella sono due tra i protagonisti a cui si deve questo importante lavoro.

“La sistemazione del parcheggio di Vallesinella – sostiene Matteo Leonardi, sindaco di Tre Ville – è un'opera sicuramente riuscita che deve ancor più stimolare gli enti coinvolti nella gestione della mobilità di Vallesinella a migliorare la viabilità d'accesso a quest'area, per raggiungere un risultato ottimale, oltre che sui parcheggi, anche sui trasporti.".

“Con un ulteriore sforzo da parte di tutti – gli fa eco Luca Cerana – bisogna cercare in tutti i modi di intervenire sulla mobilità, migliorando la viabilità e l’accesso al parcheggio per raggiungere un alto livello complessivo nel rispetto della natura e del paesaggio. A mio modo di vedere, l’ideale ora sarebbe guardare alla mobilità elettrica.”.

Una possibilità piuttosto ambiziosa, quest’ultima, su cui il Parco con altri partner sta in effetti ragionando da qualche tempo.

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