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Mon, Mar

È di ieri la notizia della valanga staccatasi nella zona tra Palù e Vallesinella. Fortunatamente la grande massa di neve non ha interessato alcuna persona. Ma a quanto pare la tragedia è stata sfiorata.

Nel comunicato ufficiale diffuso dal Soccorso Alpino viene riportato che «l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato poco prima delle 13 da un gruppo di escursionisti che ha trovato la strada interrotta dalla valanga».

 

Meglio non pensare a cosa sarebbe potuto succedere se questi escursionisti si fossero trovati poco prima in quel luogo.

 

In ogni caso ciò che non è chiaro è perché questi escursionisti si trovassero lì.  Nel comunicato ufficiale non vi è traccia infatti di un dettaglio piuttosto importante. La strada dove gli escursionisti stavano passeggiando è una strada chiusa per pericolo valanghe con tanto di sbarra, cartello di divieto di transito e ordinanza.  L'ordinanza del Sindaco di Tre Ville della "Chiusura ed interdizione del transito veicolare e pedonale della strada comunale di collegamento tra la frazione di Palù di Madonna di Campiglio e la località Vallesinella"  è stata emessa il 2 dicembre 2020 ma sembra non essere stata rispettata.

 

Un mancato rispetto delle regole che, associato ad una totale mancanza di conoscenza del territorio e dell'alto pericolo valanghe in quella zona in quel momento, poteva costare molto caro agli escursionisti. Per fortuna nessuna persona ha avuto  conseguenze come prontamente accertato dal Soccorso Alpino intervenuto prontamente sul luogo della valanga. 

 

Si è concluso verso le 14 un intervento per la bonifica di una valanga di fondo che si è staccata a causa del rialzo termico in Vallesinella, a una quota di circa 1.600 m.s.l.m.. Il distacco nevoso, con un fronte di circa 50 metri e uno scorrimento di circa 300 metri, ha interessato anche la strada che da Madonna di Campiglio sale verso il rifugio Vallesinella. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato poco prima delle 13 da un gruppo di escursionisti che ha trovato la strada interrotta dalla valanga.

 

 

Per verificare che nessuna persona fosse stata travolta dal distacco nevoso, il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico ha attivato la Stazione di competenza di Madonna di Campiglio e l’elisoccorso. Giunto sul posto, l’elicottero ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso e l’unità cinofila del Soccorso Alpino di turno al nucleo elicotteri, che hanno cominciato immediatamente la bonifica della valanga. In successive rotazioni sono stati elitrasportati in quota altri quattro operatori della Stazione Madonna di Campiglio e un’altra unità cinofila. La bonifica della valanga – effettuata tramite Artva, le due unità cinofile e il dispositivo Recco – ha dato esito negativo.

Considerato il pericolo residuo di ulteriori valanghe, in una zona ad alto rischio come quella della Vallesinella, gli escursionisti che si trovavano lungo la strada sono stati intercettati e indirizzati verso valle lungo il sentiero sottostate.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino raccomanda massima prudenza poiché la situazione valanghiva è delicata: vento e neve fresca associate al rialzo termico fanno aumentare il rischio di valanghe, anche alle quote di bassa e media montagna.


 

Giovedì 28 gennaio Campiglio ha accompagnato al cimitero di santa Maria Giorgio Vidi “Brigòt”, discendente di una tra le famiglie più antiche di guide alpine e maestri di sci della località (il papà Natale, lo zio Raffaele, il nonno Gustavo, cui è dedicato uno stupendo sentiero sulla Pietra grande, vanno considerati fra i pionieri dell’attuale stazione turistica) persone  che hanno contribuito col loro lavoro in tempi di miseria, con tante fatiche e tanti sacrifici, a costruirsi un avvenire decoroso e a dar lustro alla propria comunità con ardite imprese sulle pareti del Brenta o con gli sci ai piedi (il fratello Franco e il cugino Walter in maglia azzurra).

Ci ha lasciato a ottant’anni Giorgio, dopo una vita tutta dedicata al lavoro e alla famiglia. L’ho conosciuto alle scuole elementari; un ragazzo timido e riservato, un po’ chiuso, ligio al dovere e responsabile. E siamo subito diventati amici. Tale è rimasto per tutta la vita. Quando ci capitava di incontraci, anche a distanza di anni, era come ci fossimo lasciati pochi minuti prima. Ricordo che, finite le scuole, si mise subito al lavoro, da apprendista in Famiglia cooperativa, dopo aver vinto un concorso. A quei tempi, - siamo nel 1956 - un posto sicuro era molto ambito. In quell’azienda lavorò per molti anni, fino a quando si dedicò all’attività di maestro di sci e di albergatore nella pensione Vidi (oggi Alpen Hotel) realizzata dalla famiglia con tenacia e sacrificio, superando non poche difficoltà. Era una persona di buon senso Giorgio, piuttosto schiva, ma disponibile e generosa, soprattutto paziente, capace di sopportare e di aiutare quanti avevano bisogno del suo aiuto o del suo consiglio: un esempio per noi, che non vogliamo dimenticare. Ai suoi famigliari voglio esprimere le mie più sentite condoglianze con un abbraccio fraterno.

Giuseppe Ciaghi

 Si chiama “Share the love” ed è l’iniziativa ideata e organizzata dalla Pro loco di Madonna di Campiglio con l’obiettivo di raccogliere scatole-dono da destinare a persone e famiglie bisognose. Il progetto è stato concretizzato con la collaborazione delle Pro loco di Sant’Antonio di Mavignola, Carisolo e Pinzolo che, con entusiasmo, hanno aderito all’“operazione” di solidarietà nata dal desiderio di unirsi per aiutare, sul territorio della Val Rendena, chi, in questo momento ne ha più bisogno. La “mobilitazione” ha ricevuto ampio consenso permettendo di allargare la consegna anche alle Giudicarie Esteriori e alla Valle del Chiese.

La raccolta, avvenuta tra il 10 e il 12 gennaio, è stata di 90 scatole confezionate a Campiglio, 35 a Mavignola, 60 a Carisolo e 100 a Pinzolo. I pacchi sono stati distribuiti ai più bisognosi su segnalazione delle assistenti sociali che operano sul territorio e con il supporto della Protezione civile – Ana di Pinzolo. Un’importante azione di solidarietà, dunque, tra pro loco che hanno guardato oltre la loro consueta mission di intrattenimento, animazione territoriale e abbellimento dei paesi per rispondere ai bisogni e alle emergenze di questo periodo.

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