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Sun, Dec

 

Due uomini originari del Marocco sono usciti di strada ieri notte con il loro furgone lungo la provinciale numero 70 tra Cimego e Castel Condino: sono poi stati trasferiti con l’elicottero al Santa Chiara.

CIMEGO. Sono usciti di strada, catapultati per una cinquantina di metri al di sotto della strada provinciale numero 70, arteria che collega gli abitati di Cimego e Castello. Il furgone si è poi fermato tra le ramaglie a poca distanza da un rustico.

 

 

Ambedue gli uomini, che lavorano per terzi nel rifacimento di pareti e cappotti, sono riusciti a fatica ad uscire dal furgone e raggiungere la strada dove una donna che transitava ha potuto a sua volta allertare i soccorsi.

Erano circa le 22 di lunedì sera quando si è verificato l’incidente in prossimità di una curva a confine dei due Comuni. Cosa effettivamente sia successo nemmeno loro lo hanno saputo giustificare.

Sono intervenuti per primi i vigili del fuoco di Cimego e Castello e poco dopo da Tione le ambulanze del 118 per trasportarli al campo sportivo di Cimego dove nel frattempo era giunto l’elicottero. Trasferiti al Santa Chiara, entrambi sono stati sottoposti alle cure del caso e trattenuti per accertamenti.

A coordinare le operazioni c'erano i pompieri dei due paesi coordinati dai rispettivi comandanti Erik Gnosini e Ivan Pozzi. “Erano chiaramente coscienti ma palesavano escoriazioni e dolori” avvertono i due comandanti al seguito sul posto almeno altri dieci colleghi. Il mezzo è quindi stato recuperato la mattina seguente.

Borgo Vino: una festa da capogiro dove l'intrattenimento sembrava non esaurirsi mai. Almeno 2500 presenze riscontrate tra il pomeriggio e la notte di sabato in Convento

 

Foto di Studio Ivan Capelli Bagolino, in copertina le terrazze illuminate nella notte di sabato. Sopra Luciana e Piera addette ai fiori

 

CONDINO. Stavolta Borgo Vino ha superato ogni aspettativa, al di lá delle mura nel solo pomeriggio e serata di sabato sono confluite circa 2.500 persone di ogni età e provenienza. Il giorno successivo tanta religiosità, molta musica e gastronomia. 

 

Lungo le terrazze, al di sopra dell’area conventuale, un andirivieni di gente che dotata di borsello e calice della casa, utilizzando gettoni di colore rosa acquisiti all’ingresso, facevano assaggi e degustazioni a seconda dei propri gusti. Anche verso le 23 un vero e proprio non stop di arrivi considerato che la kermesse si protraeva per qualche ora ancora. Per accedere al San Gregorio, le terrazze ancorate da spalliere di protezione, il tutto illuminato a giorno, si saliva a piedi o si utilizzavano i bus navetta messi a disposizione dagli organizzatori.  

Gli espositori erano una ventina dislocati in casette di legno messe a disposizione dalla Perotto Producion di Verona. Il riferimento va a Michele Chiaramonte che le aveva create in occasione del dopo terremoto di Amatrice. Era dal 2019 che Borgo Vino, come altre feste condizionate dalla pandemia, risultava assente: l’edizione di quest’anno era la 4° da incoronare dentro l’albo d’oro della fondazione Pro loco, i referenti da promuovere tutti in toto. 

 

In coincidenza della kermesse anche l’impero imprenditoriale del gruppo Bottini si è ritagliato un buon margine di manovra: la holding aveva in carico 250 tra dipendenti e referenti. Complimenti anche agli Alpini di Condino dediti alle polente doc .

 

"Con i nostri vini abbiamo lavorato bene" dicono invece Silvia e Gianni Tagliaferri seguiti a ruota dal duo Turotti e Camplani di Cavit e Bar Chiara. I fratelli Radoani, da parte loro, referenti dell’Azienda agricola La Cugna, si sentono davvero appagati, quindi è la volta dell’enologo di casa Toblino Fabio Bagattini come degli stessi ristoratori della Contea di Bolbeno o della consociata Latte Trento. 

 

Molto interessante il Convegno di sabato sull’Enogastronomia del territorio, con visite guidate all’interno dello stesso monastero ricondicibili alla storica Serena Bugna. Per dare ulteriore visibilità a frati e Convento, anche Piera Bugna che con Luciana Bagattini, avvalendosi dei ricercatori Claudio Pucci e Franco Bianchini, hanno allestito una mostra fotografica che ha davvero attratto l’attenzione di tutti. In quelle immagini in bianco e nero, dislocate su ampi panelli, non mancava proprio niente.  

 

A rappresentare il Convento e i suoi protagonisti immortalati da quelle immagini c'erano, con saio e sandali, anche quant’altri che a fine anni 50 appartenevano alla Gifra di padre Cristoforo Bettega. Poi attraverso quelle sequenze i vari capitoli nonché padri guardiani e predicatori quaresimali che dal 1950 si sono via via succeduti. Infine anche le ultime sequenze che nell’anno 1945, a seguito la caduta di un aereo, avevano provocato tanto dolore, danni, la morte e il ferimento di più frati e successiva ricostruzione dello stesso Convento da parte di spacca pietre provenienti da più paesi del circondario. 

 

Pure l’aspetto musicale ha avuto i suoi riscontri: le bande a suonare di domenica erano due, il corpo Giuseppe Verdi e la Bòhemische Judicarien, oltre a quei simpatici complessi di musica live e dj set che nella lunga notte con tanta delicatezza si sono prodigati nel fare compagnia.  

 

 

L’aspetto religioso ha avuto di domenica la sua parte di rilievo, in occasione della messa sul presbiterio a concelebrare oltre al provinciale padre Roberto Tadiello c'erano pure il priore di casa padre Andrea Schòrder e l’arciprete don Luigi Mezzi. Ad aprire la funzione non solo i canti della corale di maestro e organista Alessandro e Silvano Bagattini, ma anche molta commozione dal fatto che dall’ingresso principale i celebranti, attraverso la passatoia centrale, si apprestavano a prendere posto sul presbiterio. Dietro un'enorme croce , turibolo e incensiere saldamente in mano ai frati Nicola Marchiori e Paolo Crepaldi anch’essi appartenenti alla curia di Mestre. 

 

A rappresentare le istituzioni oltre al sindaco Giorgio Butterini in rappresentanza della Provincia c'erano sia Mario Tonina, Roberto Failoni che Alex Marini come anche il sindaco di Storo Nicola Zontini con gli assessori delegati Francesco Romele e Claudia Ferretti.

 

 

 

A Condino il Gruppo Sappi – Italy dà lavoro e fa scuola ma tra le priorità in assoluto c’è la prevenzione e un salario sicuro: in programma per questo mercoledì 15 giugno la celebrazione della Giornata della prevenzione e sicurezza



BORGO CHIESE. A Condino il Gruppo imprenditoriale Sappi è all’avanguardia in ogni comparto e il 15 di questo mese, mercoledì prossimo, all’interno dell’area produttiva a prevalere su tutto sarà la sicurezza.

 

 

Già in una precedente edizione l’Azienda si era riproposta di mettere al sicuro quelle 130 unità lavorative a libro paga. E' stata fondata nel 1964 come Cartiere Trentine con la gestione fratelli Rino e Flavio Serafin e presidente prima con il mantovano Bambini e poi con il trentino avvocato Armando Paris. Nel 1985, dopo un certo trambusto, c'era stato il passamano con la realtà Carmignano mentre nel 1993 altra significativa svolta era stata quella con l’acquisizione del Gruppo nella holding elvetica Cham-Tenero. Poi nel 2009 ulteriori innovazioni e altro cambio di nome in Cham Paper Group Italia SpA, nel 2018 significativa evoluzione mediante l’acquisizione dell’impero cartario da parte del gruppo sudafricano Sappi - Italy. Quest’ultimi, a dire il vero, accanto a garanzie e affidabilità hanno pure fatto investimenti notevoli.

Nella giornata della sicurezza - anticipa lo stesso direttore di stabilimento ingegnere Misa Bursac - sono previste molte interessanti attività a cui potranno partecipare attivamente tutti i dipendenti. Tra queste il laboratorio di realtà virtuale per la sicurezza sul lavoro; simulazione di percorsi in sicurezza; stand con dpi di prova; sessioni di yoga posturale. Le attività svolte saranno considerate a tutti gli effetti formazione e saranno inserite nel conteggio delle ore obbligatorie di formazione per la sicurezza”.

La sicurezza e la prevenzione in Sappi - ricalca sempre il direttore - vengono prima di tutto e rappresentano un valore fondamentale a cui da sempre dedichiamo del tempo per vivere e condividere l’idea di sicurezza insieme. Dal momento che tale priorità non deve limitarsi all’ambiente di lavoro ma deve essere un'anteprima in assoluto anche nella vita di tutti i giorni, Sappi ha quindi pensato di rivolgere l’invito anche ad un familiare per ogni lavoratore che entrerà anche solo per un momento nella realtà lavorativa del proprio congiunto”.

All’evento, dove non mancheranno dimostrazioni ad hoc, parteciperanno a supporto anche i Vigili del Fuoco di Borgo Chiese, la Croce Rossa Italiana - Gruppo Valle del Chiese e il Soccorso Alpino di zona.









 

BORGO CHIESE. La quarta edizione di Borgo Vino, la prima in Convento per la cronaca, è oramai sulla rampa di lancio: dal primo pomeriggio di sabato fino a domenica notte, 11 e 12 giugno, tra le mura lungo Via Giuseppe Goglio le proposte saranno tante e qualificate. Tra le attrazioni di spicco figurano ben due concerti bandistici con il corpo Giuseppe Verdi di Condino e Bòhemische Judicarien, momenti conviviali con la polenta carbonera degli Alpini, proposte di Sviluppo Rurale con viticoltori Coldiretti, Cantina Toblino e Agri 90' e visite guidate. Se non bastasse, tanti assaggi compreso vini e birra nonché momenti di musica e animazione.

 

In foto l'ultima edizione a Palazzo Belli

 

Ad anticipare questa concatenata serie di avvenimenti si sono alternati più oratori che all’interno della cripta, dislocata sotto la chiesa di San Gregorio: attraverso l'incontro informativo coordinato da Walter Nicoletti, hanno esposto le linee guida di quanto si andrà a fare.

Il primo cittadino di Borgo Chiese e presidente della Comunità di Valle Giorgio Butterini parla come suo solito a braccio e avverte: “L’iniziativa conventuale apre più opportunità e propone iniziative da incentivare nel tempo”. Poi è la volta del numero uno della Pro loco Daniele Butterini e di Michele Poletti che si concentrano su quanto è stata fatto e su quanto si andrà a fare. Ambedue, seppur con sfumature diverse, evidenziano che Borgo Vino è non solo una festa ma un fulcro di vita associativa che coinvolge una valle intera. Quindi c’è Paolo Quarta che pur nell’ombra si dà parecchio da fare; Daniele Bertolini, numero due dell’Apt delle Giudicarie, è presente anche in veste di ristoratore considerato che alle 19.30 di sabato sarà il suo entourage di cucina a predisporre la “Cena del territorio.” Arriva il turno di Serena Bugna che anticipa le visite guidate e animate con tempi previsti di 40 minuti.

 

In foto Serena Bugna e Daniele Butterini

 

Entrando tra gli aspetti storici di Chiesa e Convento, dove domenica alle 10.30 saranno gli stessi frati a concelebrare messa e comunione, è la stessa storica dell’arte a far sapere: “Parliamo di una storia interessante, la prima pietra consacrata dovrebbe risalire al 1744 dove già c'era qualche traccia murale, mentre un successivo intervento risulta datato 200 anni dopo. Non si può non nominare la ricostruzione dopo che nel corso della Seconda Guerra mondiale un aereo americano si schiantò, creando delle vittime e dei feriti tra gli stessi frati, e buona parte degli edifici furono coinvolti e quindi ricostruiti”.

Ad organizzare e gestire il tutto è l’ente Pro loco di Condino che da almeno quattro mesi a questa parte è alle prese sul da farsi. Per evitare intoppi alla circolazione sono previsti transfert con bus navetta tra Convento e le tre aree di sosta. A garantire ordine e sicurezza ci saranno carabinieri effettivi e in congedo, polizia locale, vigili del fuoco e vigilantes.

Nel frattempo, dopo aver messo ordine ai terrazzi e ripristinata la casa contadina, sono ora arrivate una ventina di casette in legno da parte della Production di Verona, con manufatti che risalgono al dopo terremoto di Amatrice. E' lì dentro che gli espositori faranno accoglienza e intrattenimento.

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