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Sun, Dec

 

Da ben 70 anni a Condino Graziano Tolettini suona nell’ambito del corpo bandistico Giuseppe Verdi, banda che festeggia quest’anno un secolo e mezzo di vita

 

 

CONDINO. A Condino nel casato dei Tolettini, figli del compianto Pietro, in tanti hanno fatto e fanno parte della banda musicale. Dopo Mario, Giovanni e Luciano, il solo rimasto in organico è ora Graziano.

Graziano, classe 1941, dentro il corpo bandistico Giuseppe Verdi suona da ben 70 anni. “Nella gerarchia famigliare di papà Graziano – commenta l’ex maestro Giuseppe Radoani - suona non solo il figlio Roberto, ma anche la moglie Erika e pure la figlia di quest’ultimi, Sara.”

A dire il vero ho iniziato nel 1952 – specifica Graziano - prima con clarinetto, poi con sax e contralto. Ho sempre preso parte a tutti i concertoni Giudicariesi.” Allora, in occasione delle varie uscite, i bandisti, con i rispettivi strumenti a spalla o nella fondina, si spostavano su cassoni di camion dotati di panchine. Appartenevano agli autotrasportatori dell’epoca e condotti al volante dagli chauffeur tra cui Miradio Tarolli, Mario Pelanda, Pietro Butterini, Alfredo e Angelo Pizzini e Davide Galante. Erano gli anni in cui attorno all’istituzione musicale condinese c'era alternanza nei vari mansionari, ad iniziare dagli storici Paoli - bisnonno dei Leotti - e Seccamani – suocero negli anni 50 del segretario comunale Tomaselli. Da tempo c’è Flavio Radoani, figlio del bandista Ottavio, a tenere in ordine scuola e strumenti nonché a fare da alfiere.

Ultimamente era doveroso riconoscere i meriti e ringraziare Graziano - dicono dai vertici della stessa istituzione Michele Pernisi e Ovidio Pellizzari. - La sua presenza costituisce un vanto e negli anni ha sicuramente fatto scuola”.

Forse Graziano è tra i bandisti in vita, tra cui Celso Galante e Lucillo Butterini, ad aver intrapreso quella passione quando il maestro dell’epoca era Guido Dapreda e presidente Elia Galante. In quel periodo lo stesso maestro mise mano, con parole e musica, all’Inno delle Giudicarie la cui partitura è sempre di grande attualità: alle manifestazioni che contano tutte le bande giudicariesi quel brano lo eseguono a memoria.

Nel corso dell’anno avremo occasione di festeggiare il corpo bandistico Giuseppe Verdi - ricalcano Pernisi e Pellizzari. - Compie 150 anni di vita, ci sono varie proposte in via di definizione anche se il momento migliore potrebbe essere in autunno quando a Condino ci sarà un fuori classe della musica”.

 

BORGO CHIESE. Dopo l'anteprima online dello scorso anno, oggi lunedì 6 giugno alle 20.30, presso il Centro polifunzionale di Condino, verrà presentato il XX volume del Dizionario toponomastico trentino, "I nomi locali dei Comuni di Borgo Chiese e Castel Condino".

La pubblicazione raccoglie 2.090 nomi di luogo nel dialetto locale, descrive i luoghi corrispondenti ai toponimi e li colloca su apposite carte tematiche. Si tratta di un’ampia introduzione geografica, storica e linguistica e un ricco corredo di fotografie a colori illustrano il territorio in tutte le sue più recondite peculiarità.

Alla presentazione saranno presenti: Franco Marzatico, soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento; Stefania Franzoi, sostituto direttore dell’Ufficio Beni archivistici, librari e Archivio provinciale; Stefano Vassere, presidente della Commissione provinciale per la toponomastica; Lydia Flöss, curatrice della pubblicazione; Marco Avanzini e Italo Franceschini, autori delle introduzioni geografica e storica.

Il volume è corredato di tre carte tematiche a colori in scala 1:10000 sulle quali sono collocati puntualmente i 2.090 nomi di luogo, con gli ingrandimenti dei principali centri abitati.


 

Si tratta di una proposta predisposta e curata dalla Provincia autonoma di Trento e iniziata nel 1980 con un duplice scopo: da una parte, promuovere la raccolta e lo studio dei toponimi del Trentino e favorirne la conoscenza di origine, significato, pronuncia, tradizione e uso; dall'altra, conservare un patrimonio di informazioni, trasmesse principalmente per via orale, che sarebbe presto andato perduto con la scomparsa degli informatori più anziani.

Il patrimonio - di oltre 200.000 toponimi - è stato messo a disposizione tramite una banca-dati online facilmente consultabile anche da non addetti ai lavori e tramite pubblicazioni dedicate, in uscita con cadenza annuale.

Nel 2019 erano stati pubblicati i dati relativi al Comune di Brentonico, nel Trentino orientale. Con il volume XX si torna in un’area del Trentino dove nel 2007 erano stati presentati i risultati delle ricerche toponomastiche del comune di Ledro e nel 2013 quelli dei Comuni di Bocenago, Caderzone e Strembo.

All’interno inchieste toponomastiche svolte sul territorio in tempi piuttosto remoti: Cimego fu realizzata da Maria Carla Girardini negli anni 1981-83 e produsse 500 toponimi; Condino nel 1987-89 da Ivo Butterini e produsse 653 toponimi e Castel Condino nel 1989-90 da Osvalda Delaiti e produsse 500 toponimi. L’inchiesta di Brione risale invece al 2001 e venne realizzata da Donatella Simoni che raccolse 267 toponimi.

I ricercatori sono persone che conoscono la propria terra e che hanno realizzato le indagini seguendo il sistema di raccolta e di schedatura dei toponimi previsto dalla Provincia autonoma di Trento e, dopo aver intervistato decine di persone, accuratamente scelte tra quelle che potevano ricordare il nome del maggior numero di luoghi, hanno schedato e consegnato le loro raccolte all’Ufficio preposto al coordinamento e alla valutazione delle ricerche.

È stato il medesimo Ufficio nel 2019 a decidere di presentare alla popolazione i materiali raccolti dai ricercatori a quell’epoca allo scopo di mostrare ed eventualmente integrare i dati raccolti. In quell’occasione un laborioso gruppo di lavoro a Brione ha ampiamente integrato l’inchiesta toponomastica originaria e i nuovi dati raccolti sono stati inclusi nella pubblicazione, che vanta ora per Borgo Chiese un numero di toponimi pari a 1.606.

Voi vigili del fuoco, pur sempre esposti a rischi e pericoli, siete sempre un vanto e una sicurezza per tutti” Un leitmotiv ripetuto anche ieri, sabato 4 giugno, a Condino in occasione dell'inaugurazione del nuovo polo pompieristico di Via Pirola

 

 

CONDINO. La nuova struttura pompieristica, frutto di dialogo, volontà e lavoro di squadra, destinata ad ospitare il Servizio protezione civile di Condino, risulta pratica e ben dislocata: lo sarà ancora di più quando l’area circostante verrà completata con la piazzola di elisoccorso utile nel far fronte alle emergenze giornaliere e notturne, sempre in sicurezza.

Tale prospettiva è stat auspicata da un po’ tutti coloro che ieri mattina, sabato 4 giugno, si sono alternati sia sul parterre che all’interno dell’area dove hanno casa i volontari in occasione del cerimoniale di consegna dello stabile.

Una realtà che rappresenta un vanto e un prestigio per la sua gente e che al momento non ha paragoni: la sua dislocazione è a dir poco strategica. Costi, circa 2 milioni, e tempi di realizzazione del presidio, poco più di un anno, sono stati definiti compatibili” avverte il capo dell’ufficio tecnico Paolo Franzoni. Presenti, tirati doverosamente a lucido, i mezzi di prima generazione (OM Tigrotto 1954) e gli Allievi che costituiscono le generazioni future. A curare l’aspetto religioso invece c’è l’arciprete don Luigi Mezzi intervallato dalle esibizioni del corpo bandistico Giuseppe Verdi con le suonate degli Inni nazionale e Trentino.

Il sindaco di Borgo Chiese e presidente della Comunità di Valle Giorgio Butterini parla come suo costume a braccio: “Voi pompieri siete concittadini esposti a rischi continui al solo fine di garantire sicurezza e tranquillità di fronte a qualsiasi evento”. Butterini ricorda pure coloro che negli ultimi vent’anni se ne sono andati per sempre, dallo storico comandante Nello Garbaini, al suo vice Cornelio Galante, Attilio Mazzocchi, Agostino Mascheri e Armando Butterini suo padre: i presenti ringraziano e applaudono.

Scartabellando gli annuari - ha detto tra l’altro il comandante Roberto Pizzini – emerge una realtà pompieristica, quella di Condino, fondata nel 1850, che negli anni è stata capace di affrontare e superare le sfide di ieri, oggi e future”. C’è chi ricorda l’incendio del Gheto del 1936 e i due lutti datati 1954 e 1993 nelle cui circostanze persero la vita Giuseppe Tarolli (da Michele Buizza) in un incendio e Giuseppe Bondi in un rogo boschivo.

C’è poi anche il vice presidente della Provincia Mario Tonina e i colleghi di Giunta Roberto Failoni e Mattia Gottardi, il presidente del consiglio provinciale Kaswalder, ispettori distrettuali di ieri e di oggi, Flaim e Bagattini, e lo stato maggiore della federazione, oltre ai sindaci di Storo Nicola Zontini, Chiara Cimaroli di Bondone, Stefano Bagozzi di Castel Condino, Attilio Maestri di Pieve di Bono, Chetty Pellizzari di Valdaone e Franco Bazzoli per Sella Giudicarie. Poi come negli avvenimenti che contano a gestire il catering la famiglia Camplani, i Nuvola e la scolaresca Enaip capitanata da Gianni Cassanelli.

 

CONDINO. Con l’intervento degli assessori provinciali Mario Tonina, Roberto Failoni e Mattia Gottardi sarà inaugura questa mattina, sabato 4 giugno, a Condino la nuova caserma dei vigili del fuoco. La struttura, dislocata in Via Pirola, ha comportato un costo complessivo di quasi 2 milioni di euro. Il cerimoniale di giornata prevede ad ore 9,30 sfilata da Piazza San Rocco poi discorsi, taglio del nastro e rinfresco per tutti. L’aspetto religioso è stato demandato al reverendo arciprete delle Unità pastorali Madonna delle Grazie e Sacra Famiglia don Luigi Mezzi

 

 

L’area, prossimamente destinata ad essere dotata di pista illuminata per l’atterraggio di elicottero, non crea nè disturbo nè intralcio ma gode di una postazione considerata la migliore in assoluto dell’intero circondario pompieristico. Facile da individuare e da raggiungere, a due passi dal polo produttivo e a ridosso sia della strada comunale che provinciale.

Sono lontani i tempi quando i pompieri, allora coordinati prima da Mario Garbaini e poi dal figlio Nello, avevano sede alla Sorba, poi nella sottostante Piazza San Rocco da Pasqua e Tancredi a due passi dall’osteria alla Veranda, successivamente al Corona e per ultimo a due passi dal Capitèl della Crosàta.

Era indispensabile avere una sede adeguatamente dislocata dove ospitare gli otto mezzi di cui siamo dotati e una sala operativa utile nelle emergenze” afferma il comandante Roberto Pizzini. Quest’ultimo si avvale del suo vice Patrik Rosa che ha preso il posto di Roberto Butterini. Al cerimoniale confluiranno a Condino anche i colleghi di Brione, Cimego e Castello per un totale di 100 uomini.

Il geometra Paolo Franzoni è all’ufficio tecnico del comune di Borgo Chiese ed è lui che fornisce riscontri sull’opera : “Il costo, come anticipato, è stato di quasi due milioni. Ci sono voluti meno di due anni per la costruzione da parte dell’impresa Lombardi di Bagolino considerato che nel frattempo di fatto era avvenuto il trasloco”.

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