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Sun, Dec

 

CONDINO. Già in passato da quelle parti erano scesi massi e materiale, anche ieri sera sabato 28 maggio, a seguito delle abbondanti precipitazioni, un'ulteriore scarica di fango e detriti si sono riversati lungo la provinciale tra Condino e Cimego in prossimità della ex locanda Alle Porte di casa Manzoni.

L’area interessata è ben visibile dalla vicina strada statale 237 del Caffaro, il suo svaso scende in prossimità dei due edifici sottostanti. La famiglia Franco e Amelia Maestri sono stati traslocati al momento al vicino ristorante Aurora, mentre i Manzoni sono ospiti da famigliari a Storo.

 

 

Questa mattina - avverte di domenica il comandante dei vigili del fuoco di Condino Roberto Pizzini – è intervenuto anche l’elicottero. La ricognizione che abbiamo effettuato con i geologi ci ha dato modo di verificare la situazione. Già per domani, lunedì, sono previsti altri accertamenti”.

A dar man forte ai soccorsi, oltre agli stessi pompieri di Condino e Cimego, anche i carabinieri di Condino nonché lo stesso sindaco di Borgo Chiese e presidente della Comunità di Valle Giorgio Butterini.

 

CONDINO. E’ probabile che si tratti di una bravata da ragazzi, sta di fatto che qualcuno si è introdotto in quella casa disabitata. Si tratta di una casa a Condino dislocata a est della contrada Acquaiolo in prossimità del ponte di Caramara a pochi passi da un capitello.

Il fatto risale a qualche giorno, è stato prima forzato l'ingresso e poi se ne sono andati, si sono portati via solo manicotti e tubature, comunque utilizzabili.

 

 

Ci siamo accorti solo dal fatto che l’ingresso principale risultava parzialmente aperto ma ben visibile dalla strada” dice una delle comproprietarie. Quindi la signora aggiunge: “Con la burocrazia vigente non so se ne valga la pena scomodare le forze dell’ordine”.

 

DARZO. L’area è di circa sedici mila metri quadrati e sino ad una ventina di anni fa dentro quel vasto conoide abbandonato e dislocato a sud di Darzo operava la Mineraria Maffei, a suo tempo riconducibile all’ingegnere Italo. Si ricorda quel professionista, originario di Introppio nel varesotto con casa a Trento a due passi dalla stazione ferroviaria, anche perché era stato sequestrato e poi liberato - sembra dietro riscatto - in Sardegna.

Fino a tre mesi fa il complesso era appartenuto alla Minerali Industriali con sede a Novara, contiene tuttora un capitello votivo ed è stato rilevato dal Gruppo Caré di Bagolino. Gli imprenditori sono già proprietari in quelle stesse parti di un rustico e nel complesso delle consociate danno lavoro ad una quindicina di dipendenti, stanno oggi valutando il da farsi: c’è chi parla di un residence e chi intravede un’area commerciale.

Appena sottoscritto il preliminare d’acquisto, tre mesi fa proprio davanti a quel segno votivo – avverte il capofila Diego - io e la mia famiglia ci siamo riuniti e abbiamo acceso un cero. Questo per dimostrare e far comprendere che su quello spiazzo, che va anche al di là della statale, noi intendiamo portare avanti e sviluppare nel tempo iniziative serie”.

 

 

Ad estrarre minerale dalle montagne di Darzo ancor prima dei Maffei si era insediata la Corna & Sigma Baritina, il complesso ha ora come referente la famiglia Tanghetti che al momento conta un numero di dipendenti quante le dita di una mano .

Statisticamente parlando – dice facendo mente locale Angelo Delaidini che ha trascorso una vita come dirigente alla Corna di Piero Corna Pellegrini – a Marigole operava la Baritina, in val Cornera i Maffei poi estesi pure anche su Giustino e Campo Trentino nonché Felice Cima a Paèr. Sommando le varie realtà di quell’epoca erano almeno 130 le persone che in quegli anni estraevano e lavavano barite in territorio di Darzo. A questi vanno aggiunti trasportatori e ditte esterne e si è subito ad oltre 160 170”.

Con l’operazione Minerali Industriali – Carè si chiude di fatto un’epoca che per oltre un secolo ha creato un rilevante polo lavorativo in quel di Darzo, la concentrazione di uomini e mezzi ha fatto storia e lasciato il segno.

 

 

CONDINO. Da qualche mese a questa parte anche i vigili del fuoco di Condino hanno una nuova e funzionante sede. La caserma, che ufficialmente sarà inaugurata sabato 4 giugno, darà modo agli attuali 30 volontari di usufruire di una struttura adeguata. E' situata in Via Pirola e prossimamente sarà dotata di pista elicottero illuminata: la distanza dall’abitato e la dislocazione su più strade primarie è sicuramente ottimale per ospitare pompieri e mezzi di soccorso onde non creare fastidi all’abitato.

 

 

Sono lontani i tempi quando i pompieri, allora coordinati prima da Mario Garbaini e poi dal figlio Nello, avevano sede alla Sorba, poi nella sottostante Piazza San Rocco da Pasqua e Tancredi a due passi dall’osteria alla Veranda, quindi al Corona e per ultimo a due passi dal Capitèl della Crosàta.

Era indispensabile avere una sede adeguatamente dislocata dove ospitare gli otto mezzi di cui siamo dotati e una sala operativa utile nelle emergenze” afferma il comandante Roberto Pizzini. Quest’ultimo si avvale del suo vice Patrik Rosa che ha preso il posto di Roberto Butterini. Al cerimoniale confluiranno a Condino anche i colleghi di Brione, Cimego e Castello per un totale di 100 uomini.

Il geometra Paolo Franzoni è all’ufficio tecnico del comune di Borgo Chiese ed è lui che fornisce riscontri sull’opera: “Costo quasi 2 milioni, l’impresa Lombardi di Bagolino ha impiegato meno di due anni considerato che nel frattempo è avvenuto anche il trasloco”.

Il cerimoniale di giornata prevede la sfilata da Piazza San Rocco ad ore 9.30 e poi discorsi, benedizione, taglio del nastro e rinfresco per tutti.

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