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Mon, Sep

 

Al Consiglio comunale di Storo di giovedì 29 luglio non si presenta la minoranza: si è trattato di un gesto di protesta all'ennesima riunione a distanza.

 

 

STORO. Giovedì sera 29 luglio la minoranza consiliare di Storo non ha partecipato alla seduta consiliare, tenutasi come consuetudine in videoconferenza. La minoranza ha salutato anticipatamente, ringraziato e fatto sapere al Presidente del Consiglio comunale Omar Lucchini che non avrebbe partecipato.

 

Da tempo – recita la nota a firma dei cinque componenti della lista Progetto 200 Giuseppe Antonio Gallo, Francesco Giacomolli, Giovanni Cassanelli, Luciana Ferretti e Pietro Uboldi - il Governo sta varando provvedimenti al fine di allentare le misure di contenimento contro la diffusione del virus SARS-CoV-2. E’ da mesi che i cittadini chiedono di tornare alla normalità ed anche nel nostro Comune non mancano iniziative, feste, manifestazioni ricreative e sportive.”

 

Il gesto nasce in segno di protesta perché “il Consiglio comunale di Storo, probabilmente l’unico in Italia, è stato convocato in modalità videoconferenza per l’ennesima volta, senza comprenderne una reale necessità”.

 

La sala del Consiglio ha spazi sufficienti per garantire la sicurezza di tutti i presenti. La maggioranza si assuma quindi l’assoluta responsabilità di tale decisione. Il gruppo di minoranza Progetto 2000 non parteciperà a questa seduta per protesta. Se ciò non dovesse bastare, ci rivolgeremo agli organi competenti per riprendere i lavori in presenza così come tutte le altre istituzioni d’Italia”.

 

 

STORO. Dopo oltre cinque anni a Storo le bancarelle del sabato lasciano Piazza Europa per approdare di nuovo in Via Mercato a due passi dalla farmacia Fusi.

 

Un trasloco da alcuni auspicato ma da altri sopportato con qualche rimpianto. C'è chi avverte: “Gli anziani che venivano solitamente lungo il centro storico, a questa anteprima dell'innovativo sabato sono totalmente spariti”.

A fare opera di persuasione invece è il popolare Malcotti la cui bancarella sforna abiti e polo di cashmere e lino rigorosamente prodotti in stabilimenti di Toscana e Umbria.

 

Sono venuto di prima mattina per tastare gli umori di ambulanti e clienti – racconta lo stesso sindaco Nicola Zontini – e per apportare eventuali aggiustamenti alle insegne dei parcheggi”.

 

In foto il Sindaco Zontini con gli ambulanti del mercato

 

Tuffandosi nel passato, è anche ben vero che già negli anni 40-50 l'area mercato di Storo si trovava dai poderi Maccani sino al Palas e verso casa Monfrì. Era lì che si concentrava sia la fiera di Passione che dei Santi.

 

Anche il comparto bestiame era dislocato in quella parte di paese: bovine, asini, muli, capre e pecore facevano bel vedere di fronte a quei “sensari bresciani” che, con foulard al collo e con biroccio trainati da cavalli al seguito, scucivano le banconote rosse a comprare manze e tori da riproduzione.

Erano i tempi di interlocutori e mediatori come Leone Ballardini di Preore, Belino Garbaini di Condino e il popolare Poldo di Arco: con portafogli a fisarmonica erano loro a dettare le condizioni.

 

STORO. Pubblicata la gara per la nuova scuola elementare.Opera da 5,8 milioni di euro. Bisesti: investiamo sulle strutture per dare un servizio migliore ai territori.

 

 

L’Agenzia Provinciale per gli Appalti e Contratti (APAC) ha pubblicato il bando di gara di appalto dei “lavori di realizzazione del nuovo edificio scolastico sede della scuola elementare di Storo”. L’importo dei lavori è di 5.889.015,04 euro e il sistema di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il termine di esecuzione è fissato in 595 giorni naturali consecutivi alla consegna dei lavori.

 

“L’amministrazione provinciale continua a investire sul rinnovo delle strutture scolastiche – spiega l’assessore provinciale alla scuola, Mirko Bisesti – Una scelta fondamentale per coniugare il miglioramento dei servizi sul territorio con la spinta all’economia locale”.

 

 

CER, ovvero Comunità Energetica Rinnovabile. Una sigla ad oggi sconosciuta, ma molto presto destinata ad entrare tra gli acronimi di uso comune. La Comunità Energetica Rinnovabile consiste in una realtà nella quale privati cittadini, associazioni ed imprese commerciali, possono installare o utilizzare se esistenti, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e autoconsumarla. Il primo esempio di questo tipo è stato inaugurato oggi pomeriggio a Riccomassimo di Storo su iniziativa del CEDIS, il locale Consorzio Elettrico, alla presenza di numerose autorità locali, tra cui il viceresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina.
“Oggi è una giornata importante – ha detto Tonina – perche quella dei CER è una modalità che in futuro potrà avere grande sviluppo anche nel resto del Trentino. Già in occasione del disegno di legge sulle grandi concessioni abbiamo previsto questa formula per garantire e sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili. Noto con soddisfazione – ha detto ancora Tonina – come vi sia un fermento positivo su questo fronte, in modo particolare nei tre consorzi elettrici che operano in provincia. Il loro impegno avrà sicuramente una funzione di stimolo in favore dei loro soci e delle loro comunità”.

 

 

CEDIS ha promosso la costituzione della prima comunità energetica del Trentino nella frazione di Riccomassimo, un borgo di montagna di 51 abitanti, di cui 13 bambini e ragazzi, all’interno del proprio territorio sociale. Si è proposto come produttore terzo, offrendo le proprie conoscenze nell’ambito sia normativo che tecnico per la realizzazione, in collaborazione con la neo costituita APS La Buona Fonte, della CER Riccomassimo, Comunità Energetica Rinnovabile. I rappresentanti de La Buona Fonte, supporto giuridico su cui è fondata la CER, hanno contattato tutti i titolari di utenze elettriche illustrando l’opportunità di associarsi, impegnandosi ad utilizzare l’energia elettrica nelle ore in cui è possibile condividere la produzione dell’impianto.

L’iniziativa è stata accolta con molto favore, andando ad incastrarsi nel progetto già avviato anche dall’Amministrazione comunale di Storo di recupero dello stabile dove si è realizzato l’impianto fotovoltaico, con l'obiettivo in futuro di creare spazi di socializzazione all'interno dello stesso ed un parco giochi all’esterno.

CEDIS ha commissionato alla Elettro M2 di Ledro un impianto fotovoltaico da 18 kWp. Il sistema è formato da pannelli fotovoltaici. Ciascun pannello è abbinato a un ottimizzatore posizionato sul retro (per ottimizzare la produzione). Il sistema accumula l’eccesso di energia pulita garantendo alle abitazioni del borgo di sfruttarla anche quando il sole non c’è. Produzione e consumo vengono monitorati attraverso una apposita app che permette il controllo in tempo reale e l’ottimizzazione istantanea dei flussi di energia per ridurre al massimo la dipendenza dalla rete elettrica. Va ricordato che proprio nel giugno scorso è stato approvato il nuovo Piano Energetico Ambientale Provinciale 2021-2030 dove le comunità energetiche sono individuate come una delle dodici linee strategiche del nostro territorio per traghettare il Trentino verso una riduzione delle emissioni che alterano il clima.

Ad oggi, l’Agenzia per le Risorse Idriche e l’Energia sta svolgendo attività di studio tecnico-scientifico con Ricerca Sistema Elettrico (RSE) e con l’Università di Trento per promuovere l’analisi di esperienze in essere, come proprio quella del CEDIS, realtà selezionata a livello italiano, e per l’implementazione di nuove progettualità.

All’inaugurazione erano presenti presente l'onorevole Fraccaro il consigliere provinciale Marini, il presidente del CEDIS Rossi, il sindaco di Storo Zontini la consigliera comunale Elisa Lombardi di Riccomassimo oltre a molte altre autorità locali e nazionali.

 

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