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Tue, Jul

 

L’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana e quello di Tione ritornano ad essere liberi dal Covid.

La diminuzione del numero dei contagi, registrata nelle ultime due settimane in Trentino, consente una rimodulazione dei posti letto all’interno delle strutture sanitarie provinciali, con la possibilità per Borgo e Tione di riprendere progressivamente l’attività di ricovero per i pazienti non Covid.

 

 

Al contempo è prevista una ripresa dell’attività chirurgica programmata nei due presidi, a beneficio dell’intera rete ospedaliera provinciale.

La ripresa delle attività sarà graduale, con una programmazione dei ricoveri e degli eventuali interventi che potranno subire modifiche in base all’andamento della situazione epidemiologica e al verificarsi di una recrudescenza del contagio.

I casi di pazienti positivi al Covid che dovessero presentarsi nei pronto soccorso dei due ospedali saranno gestiti in una sezione dedicata dell’osservazione breve per poi essere trasferiti, entro 24-48 ore al massimo, negli ospedali di Trento e di Rovereto.

Nulla cambia per il momento per gli altri ospedali provinciali nei quali le attività correnti riprenderanno non appena diminuiranno i ricoveri dei pazienti Covid.

 

Ancora una volta la SAT di Tione, il Comune di Tione e “In Trenino” provano ad animare la montagna in modo diverso - in streaming - in maniera sostenibile e con un tocco di ironia.

GOOD GUYS 5 Bravi Ragazzi è la versione SMART di quella che era l’Ecofiera Running, gara di corsa sui monti di Tione, si tratta di percorrere 1000 metri di dislivello con uno sviluppo di quasi 5 km. da Tione a malga Cengledino.

 

 

La gara sarà disputata da cinque atleti che si sono imposti ai massimi livelli in campo nazionale: Cesare Maestri, Campione del Mondo corsa in Montagna lunghe distanze, Federico Nicolini, Campione del Mondo juniores di sci alpinismo, Alberto Vender, Campione Italiano Corsa in Montagna, Patrick Facchini, Campione di Vertical e Marco Filosi, più volte vice campione italiano di Corsa in Montagna.

L'appuntamento è per domenica 25 aprile, gli atleti saranno ripresi in streaming da 10 telecamere, 5 installate su altrettante e-bike, che seguiranno li seguiranno, 5 telecamere fisse posizionate lungo il percorso e per le riprese aeree un drone, che renderà ancora più spettacolare la corsa in montagna.

Questo evento che non vuole essere una gara, ma un modo per far conoscere, anche ai più giovani, 5 bravi ragazzi che oltre a studiare, lavorare e allenarsi forte si dedicano tanto, tanto, anche al sociale. Far avvicinare ancora di più le persone alla montagna in una maniera un po’ diversa e far apprezzare maggiormente le bellissime passeggiate che abbiamo sulla porta di casa.

Ma la cosa più importante, forse, sono i 1000 euro che questi atleti doneranno in beneficenza! Il loro “ingaggio”, se così vogliamo chiamarlo, infatti verrà girato dal Comune di Tione a un’associazione di volontariato, nello specifico andrà a benefico della Comunità A.N.F.FA.S.

GG” è il modo con cui i giovani sottolineano qualcosa fatto bene, che piace (Good game, bel gioco ndr) e noi ci auguriamo che Good Guys 5 Bravi ragazzi, possa davvero essere uno stimolo per le nuove generazioni nel vivere la montagna.

L’evento sarà possibile seguirlo sulla pagina Facebook del Villaggino dalle ore 10.00 di domenica 25 aprile.

 

In allegato la locandina dell'evento

 

 

Mi sia permessa una “Boccata d’aria” un po’ insolita, oggi, nel riandare agli anni della mia fanciullezza quando il 19 marzo di ogni anno costituiva la attesissima e popolarmente partecipata FESTA DI SAN GIUSEPPE: la più bella ricorrenza dell’anno dopo il Natale sia dal punto di vista religioso che, indirettamente, anche civile. Ed è soprattutto sotto questo aspetto che desidero soffermarmi poiché mi accorgo che sia avendola soppressa dal calendario liturgico da parte della Chiesa inventandosi la mai sentita e praticamente mai affermata “Festa del lavoratore”, che sia pure l’averla voluta trasformare, civilmente, nella “Festa del Papà”… non è servito a ridare al 19 marzo degli ultimi decenni l’atmosfera della “festività” nel vero senso che in passato si dava, appunto, ai “giorni di festa”.

 

Attualmente, non è soltanto la pandemia che ci trova delusi ed impossibilitati a stare insieme in serena e lieta compagnia a “far festa” insieme. Erano ormai parecchi decenni che, imponendosi l’egocentrico individualismo delle persone, l’umanità aveva perso l’essenzialità di quelle “festività” che lungo la storica hanno caratterizzato tutti i popoli, specialmente quando le strade e la viabilità in genere non erano ancora state padroneggiate dai mezzi di trasporto a motore. I “giorni di festa” erano caratterizzati dalla gente per le strade con tutte e tutti a piedi; ci si ritrovava in piazza o nei punti di aggregazione dalla periferia delle città o dalle frazioni dei paesi, e sia all’andata che al ritorno, e poi insieme in piazza, non era che un continuo incontrarsi, un incessante parlarsi, un inesausto rincorrersi dei giovanissimi, un assillante ricercarsi e ritrovarsi dei giovani innamorati, un confortante chiacchierare degli adulti e degli anziani. Lo stesso andare in chiesa non era tanto osservare il precetto della Chiesa, quanto il pressante e sentito “incontrarsi” per pregare e cantare insieme, ma soprattutto per trovarsi e stare e sentirsi insieme fra persone che durante la settimana di lavoro non potevano incontrarsi. Questo voleva dire “fare festa”: GIOIRE INSIEME ossia il SENTIRSI BENE INSIEME.

*

La FESTA DI SAN GIUSEPPE degli anni passati, dopo il chiusi in casa a causa della troppa neve e dal troppo freddo dell’inverno, voleva dire aprire le finestre alla primavera in arrivo e prepararsi a vivere nella libertà (persino nel vestire) sotto la brezza della primavera e sotto i raggi del sole dell’estate. Le donne toglievano dagli armadi e dai cassettoni i vestiti leggeri e andavano a messa sfoggiando la loro bellezza quasi ringiovanita e messa in luce dal vestire che per la donna è sempre stato l’oggetto principale per far apparire ed apprezzare la propria femminilità. Sarebbe interessante sentire la testimonianza di qualche donna su questo particolare aspetto che, secondo me, era la caratteristica principale della “Festa di San Giuseppe dal punto di vista femminile; almeno è questa una delle maggiori sensazioni che porto con me. Inoltre ricordo che il giro di San Giuseppe era denominato la “Pasqua degli uomini” nel senso che in quel giorno festivo la maggior parte degli uomini (maschi) ottemperavano al precetto di “almeno una volta all’anno, a Pasqua, confessarsi e comunicarsi”. Ancora negli anni Cinquanta del secolo scorso se ne viveva l’animazione in tutti i sensi sopradescritti. Inoltre (avevo trent’anni) con l’Ezio Scalfi, allora giovane professore alle Scuole Medie vecchia maniera, andavamo in bicicletta alla Fiera dell’Agricoltura a Trento approfittando dei “Giorni di Festa”. Tutto era serenità e gaiezza in quel periodo di resurrezione dopo la guerra. La “festa” rappresenta, in senso antropologico, un particolare momento della vita sociale che si oppone alla sequenza delle normali attività quotidiane. In questo senso la FESTA DI SAN GIUSEPPE ci stava tutta e ci stava bene: salutava il gioioso e gratificanete trapasso dall’inverno alla primavera.

 

Credit Foto. Sergio Perdomi, Fiera di San Giuseppe in piazza Duomo a Trento, 1930 ca., stampa su carta alla gelatina sali d'argento, cm 12,2 x 17. Trento, AFS, Fondo miscellaneo ex Soprintendenza Statale 

 

 

Nulla di più se non che, personalmente, mi rincresce assai che oggi si stia trascorrendo questa giornata senza pensare a San Giuseppe e senza alcun segno di festività. Mi consola, in parte, il fatto che gran parte degli esseri umani si ricordino di avere un PAPÀ di cui ricordarsi in maniera particolare.

*

Mario Antolini Musón



TIONE DI TRENTO. Realizzato qualche anno fa, questo sentiero – che collega le Scuole Superiori (Istituto d’Istruzione “Lorenzo Guetti”) alla località artigianale di Vat – è divenuto ormai un passaggio obbligato per chi volesse raggiungere a piedi questa zona.

 

 

L'idea della realizzazione di questo sentiero e stata portata avanti dagli studenti e docenti dell'Istituto d’Istruzione Lorenzo Guetti a Tione di Trento. Il suo nome è davvero tutto un programma: infatti si chiama “Sentiero Biodiverto”, dove al centro di tutto ci sta la scoperta graduale e affascinante della ‘biodiversità’.

Percorrendolo investigherete sugli animali, cercando di trovare le loro tracce, scoprirete come si può favorire l'aumento di nascite di uccelli e la presenza di mammiferi volanti mangia-zanzare. Le installazioni (pannelli descrittivi) sono pensate per far svolgere osservazione attività a piccole grandi visitatori.

Imparerete, divertendovi, alcune cose sulla biodiversità alcune definizioni. Biodiversità, parola inventata nel 1980 da Tom Lovejoy un biologo americano la biodiversità e la varietà della vita sulla terra include tutti gli organismi, le specie e le popolazione la variabilità genetica tra questi e loro insiemi complessi di comunità ed ecosistemi (Ecosistem 2010 United Nations Environment Programme).

 

Questo Sentiero è stato progettato e realizzato dal Servizio per i Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento. Hanno collaborato per la sua realizzazione: Il Servizio Ambientale ed Aree Protette della PAT, l’Università Popolare Trentina di Tione, i Vivai di Mattarello e del Casteller che hanno fornito le piante, il Comune di Tione di Trento che ha seguito l’iter del Progetto, il Parco Adamello Brenta Geopark per la consulenza geologica, la Rete delle Aree Protette Alto Sarca e Lagorai Pietre che ha fornito il servizio di spaccatura delle rocce del “Quadro di rocce”.

Il sentiero, che si snoda a zig zag lungo il crinale della costa sotto le Scuole Superiori, è un’occasione per conoscere e approfondire tematiche sulla Natura, insomma una lezione - ‘multidisciplinare’ all’aperto - di scienze.

 

 

Èser dòna ntàl Dumìla

*

I gà mès tànç de quèi sècoi i òmi

per acòrgerse de avér lasàde le DÒNE

màsa ’n bànda e tratàde quasi da sèrve

e ciapàndo sól él bèl che èle le déva.

Na bóna ’òlta e ’ntàl Dumìla

le è stàde èle che le s’è fàte sentìr

ànca a cólpi de sbèrle e sberló’

e l’è stàde bóne de avérghe ànca na “Fèsta”

che i fa ancó ’n tùt él Mondo.

Na “fèsta” che la dovrìa far “pensàrghe su”:

a i òm a quèl che le DÒNE le è e le dà

e ànca a le DÒNE a quèl che le è e le sé sénte.

*

Dòna” ’l dovrìa volér dir sól “Màma”:

na cadéna ’nfinita de màme

che l’ùna dopo l’àltra, sól per amór,

le à volèst portàr dént dé èle

el “dono dé Dio” pù grànt dé ’l móndo.

Ma i òm - i màs-ci - éntà ’l móndo

i à misià sù tùt e i à ’ngazeredà la vita

e ànca la DÒNA i la rebaltàda

e i à volèst fàrla deventàr na bàmbola

da usàr a giugàr e da far giràr

per vénderla e compràrla

come ’n giugàtol: én laór da gnént!

Ma le DÒNE le à capì

che ghèra vergùgn che le compréva

e che i voléva fàrne vergót

da giugàr e da comandàrghe;

e, alóra, le à tirà sù le rèce

e l’è s’è mèse a molàr giù sbèrle

e le s’è mèse a osàr, a fàrse sentìr.

*

Mi, da pòro òm che sò e mé sénto

ancó òt de màrz del Vintùn

vorìa dìr a le DÒNE del Dumìla

quèl che gò scrìt amó quàlche àn fa:

«Forse nó ghè negùgn che té àida,

ma ti convìncete che “ti té sè ti”,

sol ti có ’n ti e pù grànda dé na cà’;

él Signór él t’à fàta Èl come ti tè sè,

él t’à volèsta come ti té té sénte.

Dàghe ’l tó amór a chi él se le mèrita,

ma no stà piegàrte mài a i òm

che có ’n ti i vól sól giugàr

o da ti i pretènd vergót

che nó i tè ’l renderà endré mai.

Se ’l gràn bé’ che tè ghè dént dé ti

él sà volérse piegàr sa vergùgn

perché ’l tó cór l’è sempre pié’ d’amór...

alóra piéghete co’ le caréze dé le tó ma’

có ’l sorriso dé la tó bèla bóca

sa quèi che i gà amó bisògn dé ti

e sa quèi che i tè capìs e i è bóni de tór su

tùt él tó bèl e ’l to bó’ che tè ghè adòs!

Séntete padróna de tì, del tó bèl e del tó bó’;

dàghei sól a chi ’l se lo mèrita

a Quèl e a quèi che i Tè merita…»

 

 

*

Essere donna nel Duemila. Hanno impiegato secoli e secoli gli uomini / per accorgersi di aver lasciato le donne / troppo da parte e trattate quasi come serve / e usufruendo soltanto del bello che loro davano. / Una buona volta, nel Duemila, / sono state capaci di farsi sentire /anche a colpi di sberle ceffoni / e si sono resi capaci di aver pure una “Festa” / che oggi celebrano in tutto il mondo. / Una “Festa” che dovrebbe far riflettere: / agli uomini a quello che le donne sono e danno / e pure alle donne a quello che si sentono di essere / di voler e dover essere. / * “Donna” dorrebbe voler dire soltanto “Mama”: / una catena infinta di mamme / che l’una dopo l’altra, soltanto per amore, / hanno voluto portare dentro di sè / il “dono di Dio” più grande del mondo. / Ma gli uomini - i maschi - nel mondo / hanno mescolato tutto arraffata la vita / ed anche la donna l’hanno rovesciata / e hanno voluto farla diventare una bambola / da usare per giocare e da far girare / come una giostra da sederci sopra. / Le hanno fatto dei bei / l’hanno colorita e dipinta / le hanno inventati i topless / i body e gli stivali; / e dopo l’hanno messa in vetrina / per venderla e comprarla / come un giocattolo, un oggetto da nulla! / Ma le donne hanno capito / che c’era qualcuno che le comperava / e che voleva farne qualcosa / per giocarne e da sottomettere; / ed allora hanno alzato le orecchie / e si sono messe a dare schiaffi / e si sono messe a gridare ed a farsi sentire. * Io, da pover’uomo che sono e mi sento, / oggi otto marzo del Ventuno, / vorrei dire a ciascuna Donna del Duemila quello che ho scritto qualche anno fa: / «Forse non c’è nessuno che ti aiuta / ma convinciti che “tu sei tu” / solo tu con te e più grande di una casa; / il Signore ti ha fatta tu come tu sei / e ti ha voluta come tu ti senti di essere. / Dona il tuo amore a chi se lo merita / ma non piegarti mai agli uomini / che con te vogliono soltanto giocare / o che pretendono qualcosa / che non te lo ridaranno mai. / Se il gran bene che hai dentro di te / sa volersi piegare su qualcuno / perché il tuo cuore è sempre pieno d’amore… / allora piegati, con le carezze delle tue mani / e col sorriso della tua bella bocca, / su coloro che hanno ancora bisogno di te / e su coloro che ti capiscono e che sono capaci di raccogliere / tutto il tuo “bello” e tutta la tua “bontà” che porti con te. / Sentiti padrona di te, del tuo bello e del tuo bene; / dalli soltanto a chi se lo meritano / a Colui ed a quelli che Ti meritano ». ---- Mario Antolini Musón.

 

Dal 10 aprile presso l’ospedale pubblico di Tione, con un camion vela, sarà presente  la campagna pubblicitaria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici  incentrata sull’aborto e in particolare sulla Ru486 e che vede come testimonial Alice Merlo, una giovane donna che nei mesi scorsi ha raccontato la propria esperienza denunciando che i maggiori problemi legati all’ivg sono le dinamiche colpevolizzanti, la riprovazione sociale per aver fatto quella scelta, l’imposizione del senso di colpa e del dolore.

 

 “Per questo abbiamo chiesto ad Alice di esserne il volto: perché il suo sguardo e le parole da lei scelte per raccontare la propria esperienza di aborto medico testimoniano proprio tutto ciò: la capacità di ogni donna di scegliere per se stessa, l’irrinunciabilità di decidere del proprio corpo e della propria vita, l’importanza della ricerca scientifica in materia di salute sessuale e riproduttiva.”

 

“Lo abbiamo voluto fare”, spiega Alessandro Giacomini responsabile Uaar Trentino Alto Adige, “in un luogo simbolo come l’ospedale pubblico di Tione perché proprio in questo presidio c’è chi gioca a fare Dio con la vita delle Donnetutti i medici ginecologi sono obiettori di coscienza sulla pratica legale dell'interruzione volontaria di gravidanza, suddette struttura pubblica ha svuotato la legge 194 e con essa il diritto di abortire, magari per una violenza subita. 
Il personale medico ha l’obbligo di essere predisposto all’interruzione volontaria di gravidanza, proprio perchè sono dipendenti pubblici, esercitano in una struttura pubblica, in una regione cosiddetta laica e retribuiti con i soldi di tutti i contribuenti Trentini.


E’ inaccettabile che in presenza di una legge che legalizza l’aborto da ben 43 anni, in un presidio ospedaliero pubblico non ci sia nessun medico non obiettore: 
 in questo caso, deve essere privilegiato il diritto della donna che chiede di abortire, oppure il diritto dell’obiettore ? .
Ma per quale motivo si obietta ?

l’obiezione è legata ai principi cattolici del medico e la stessa obiezione è tutelata dalla legge vigente.
Immaginiamo però, una persona che scelga di fare la carriera militare, che venga formata a spese dello stato, remunerata dallo stato come soldato dell’esercito, ma, quando si tratta di combattere , c’è il suo diniego in quanto obiettore di coscienza.
Non viene spontaneo domandarsi, ma non poteva pensarci prima ?
La legge sulla interruzione volontaria di gravidanza ha 43 anni, un ginecologo è dunque consapevole della vetusta legge, lo stesso avrebbe potuto specializzarsi, post legge del 1978, in qualche altro ramo della medicina, sarebbe cosi risolto il problema, restando fedeli alle loro coscienze e al contempo rispettare la legittima richiesta della paziente.
Ma allora non poteva pensarci prima ?
Va allora accettato anche un medico Musulmano che si rifiuta di curare una persona dell’altro sesso ?,
o un medico testimone di Geova che si rifiuta di fare una trasfusione urgente, sarebbe accettabile ?
che la stessa convinzione lascerebbe morire un paziente dissanguato , tutto per causa del suo credo, non sarebbe aberrante ?
Non è forse miracoloso vedere cattolici che da una parte urlano che gli immigrati devono piegarsi e forgiarsi con le nostre leggi e usanze e d’altra rivendicano per se stessi l’obiezione di coscienza ?
Forse, rimane una unica via percorribile, quella del reclutamento selettivo di medici non obiettori per integrare il vuoto, magari con bandi pubblici con la specifica di non obiettore.

Attendiamo una forte presa di posizione dall'assessora alla sanità Stefania Segnana , per risolvere quanto prima questo diritto negato, perchè nessun organo della provincia di Trento può incidere in maniera pregiudizievole e comprimere i diritti assoluti, ma soprattutto bisogna interrompere questa guerra di misogina , perché la decisione di avere un figlio è personale e libera, ogni donna deve poter scegliere liberamente se e quando diventare madre .
Continueremo a ribadire l’importanza di una legge, la 194 del 1978, senza la quale ripiomberemmo nel dramma, quello sì, sempre tale , dell’aborto clandestino.

 

 

TIONE. La Biblioteca Comunale di Tione presenta il laboratorio “Regalati un fiore” con Milena Rigotti in occasione della festa della donna:

 

Il nostro lavoro si sta adattando alle nuove modalità e siamo felici di vedere che molti di voi continuano a frequentare la biblioteca e partecipano alle nostre attività online. Ricordiamo che in zona arancio è sempre necessario prendere appuntamento e vi ringraziamo per il rispetto di questa norma che ci permette di lavorare in sicurezza per tutti voi. 

Se dovessimo cambiare zona vi faremo sapere le nuove modalità di accesso.

 

Per la giornata della donna regaliamo un laboratorio creativo con l'artista Milena Rigotti, che aiuterà ognuno di noi a trovare i propri colori e a disegnare un fiore con una tecnica semplice e divertente. 

Il laboratorio è gratuito, a numero chiuso ed è necessaria l'iscrizione entro mezzogiorno dell'8 marzo, per ricevere il link e le modalità di partecipazione. Per partecipare è richiesto il materiale: un foglio A4 da 200 g e sei pastelli a olio nel colori primari.

 

È uscito in queste settimane “Anne” incontri di una vita. L’autrice è Chiara Gottardi – che abita e lavora a Tione di Trento - da una ventina d’anni esercita in ambito sociale, occupandosi di persone prima di tutto, diverse fra loro e con storie di vita molto personali ma ognuna di esse con tante risorse e altrettante fragilità.

 

Nel libro, Anne ci porta a scoprire momenti di vita diversi, che si verificano anche nella nostra vita di tutti i giorni e forse non ci fanno riflettere abbastanza. C’è chi arriva e chi parte, chi ci lascia e chi rimane… ognuno di essi, indelebilmente, definisce il nostro io.

Anne, riceve una notifica su WhatsApp che la incuriosisce e comincia a scorrere le prime frasi, qualcosa la colpisce, una frase in particolare: La vita è come un viaggio in treno con le sue stazioni, i suoi cambi, i binari, i suoi incidenti.

 

La narrazione che ne esce si dipana attraverso le innumerevoli sfumature di personaggi e situazioni che si intrecciano a loro volta dando vita ad un vero e proprio turbinio di contesti che vedono Anne coinvolta nelle più disparate occasioni della vita.

Questa vita è meravigliosa… sta a noi coglierne l’essenza.

 

 

Il 16 marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale del Servizio Sociale, il romanzo di Chiara è stato oggetto di un’efficace quanto mai coinvolgente performance ‘vocale’ dell’Associazione APS Umanofono di Trento. Un gruppo di persone dove la direttrice e gli orchestrali utilizzano la parola come partitura, creando intense emozioni. Gli interpreti sono stati: Adele Gerardi, Ivano Winterle, Francesca Rocchetti, Paola Pancher, Simonetta Giorgetti diretti da Maura Pettorruso.

Il libro di 80 pagine stampato dalla Antolini Tipografia in Tione di Trento è possibile richiederlo scrivendo direttamente all’autrice  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.">This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

Il direttore generale dell’Apss, Pier Paolo Benetollo, ha nominato Carlo Valduga alla guida dell’Unità operativa di chirurgia generale dell’ospedale di Tione. Il professionista, è stato scelto in seguito all’esito del colloquio selettivo che, insieme al curriculum professionale, gli hanno valso il giudizio di ottimo nella graduatoria di merito. Ieri la presentazione del nuovo direttore al personale dell’ospedale di Tione.

 

Nel comunicare la nomina del dottor Valduga il direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo ha commentato: «Abbiamo nominato un professionista di lunga esperienza all’interno della nostra organizzazione che andrà a rafforzare l’ottimo team presente all’ospedale di Tione. Con questa nomina si completa la dotazione dei direttori dell’ospedale dando continuità e impulso ai servizi del territorio delle Giudicarie».

Carlo Valduga è nato a Rovereto nel 1959. Si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Milano dove, nel 1991, si è specializzato in chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva.

Il professionista ha iniziato la propria carriera all’Ulss 16 di Brescia dove ha lavorato per più di sette anni. Nel 1997 si trasferisce all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ospedale Valli del Noce di Cles, dove fin ora ha lavorato occupandosi in particolare di chirurgia laparoscopica e di diagnostica vascolare e flebologia.

 

 

 

TIONE. L'ex Pretura di Tione vede un altro passo positivo nel suo lungo percorso verso la ristrutturazione: al via le procedure per gli affidamenti degli audit sismici ed energetici. Spiega Alex Marini (M5S):

 

Come ricorderete, il 26 febbraio scorso avevo scritto una lettera alla Direzione dell'Agenzia Regionale del Demanio per segnalare l’iniziativa di recupero dell’edificio dell’ex Pretura di Tione da noi sostenuta e fatta propria anche da tutto il Consiglio provinciale.

 

 

Sono felice di poter dire che la risposta è arrivata in tempi celeri (per la precisione 16 marzo 2021) e soprattutto che il meccanismo di rivitalizzazione dell’importante bene storico è stato finalmente avviato.

 

Entro giugno infatti il Demanio si è impegnato ad avviare la gara per l’affidamento delle verifiche di tenuta sismica del palazzo dell’ex Pretura di Tione, una volta verificate le condizioni di quest’ultimo si potrà avere una stima riguardo agli interventi necessari al suo recupero, il tutto per effetto delle nostre azioni culminate col voto approvato dal Consiglio provinciale il 4 febbraio scorso.

 

Considerato che non si muoveva nulla da anni credo ci sia da essere soddisfatti, pur nella consapevolezza che il boccino per l’eventuale via libera al recupero sarà nelle mani dei tecnici cui spetteranno le verifiche di tenuta sismica e le stime sui costi dei relativi interventi di messa in sicurezza.

 

In allegato la risposta del direttore dell’Agenzia Regionale del Demanio alla lettera di sollecito rispetto al recupero del palazzo dell’ex Pretura di Tione:



 

Carta, plastica, avanzi di carne, pezzi di polenta e rifiuti di ogni tipo. Quattro grossi sacchi neri di rifiuti indifferenziati prodotti da un ristorante della Val Rendena e poi abbandonati a Tione, notati da alcuni cittadini che hanno avvisato la Polizia Locale delle Giudicarie.

 

 

 Gli agenti hanno constatato l'abbandono abusivo di rifiuti e hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili, e tra la spazzatura e gli avanzi di cibo sono riusciti a trovare alcuni indizi, attraverso i quali sono arrivati al presunto responsabile dell'abbandono: un ristorante situato nel bel mezzo del Parco Adamello Brenta, ed aperto nei fine settimana per l’asporto, per il quale è scattata una sanzione di 600 euro.

 

Lo smaltimento dei rifiuti è stato effettuato direttamente dal titolare del pubblico esercizio, un uomo che si muove su un auto intestata ad un pregiudicato residente nel bresciano e sulla quale sono in corso ulteriori accertamenti.

 

Fondamentale per l’individuazione del responsabile il sistema di videosorveglianza dell’Amministrazione comunale di Tione di Trento, grazie al quale anche nel corso del 2020 sono state comminate più della metà delle 91 sanzioni accertate per abbandono di rifiuti dalla Polizia Locale delle Giudicarie di Tione di Trento su tutto il territorio di competenza, il record dalla costituzione del Corpo avvenuta nel 2007.

 

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