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Tue, Jun

 

Si chiude oggi la ventesima edizione della Sagra della Ciuìga organizzata dalla Pro Loco di San Lorenzo in Banale, in corso dal 29 ottobre. Protagonista indiscussa la Ciuìga, il celebre prodotto di norcineria denominato Presidio Slow Food. Cultura del prodotto, attenzione alla qualità, ampia offerta enogastronomica e di intrattenimento, ma soprattutto una comunità interamente coinvolta nell’evento: queste le chiavi del successo dell’iniziativa. Tra le realtà partner dell'evento la Famiglia Cooperativa Brenta Paganella. 

 

SAN LORENZO DORSINO. Ad organizzare l’evento come sempre la Pro Loco San Lorenzo in Banale, che con uno staff di oltre 150 volontari e grazie alla collaborazione associazioni, Comune di San Lorenzo Dorsino, APT Dolomiti Paganella,  Consorzio turistico Borgo Vivo e dell’intera comunità, ogni anno riesce a mettere in scena un evento di caratura ormai nazionale, ma fortemente voluto e sentito da tutta la comunità locale in primis.

La Conferenza Stampa
Qualità della proposta e forza delle sinergie tra associazioni, istituzioni, enti del turismo e privati: sono questi gli ingredienti centrali della Sagra della Ciuìga che sono emersi dagli interventi della conferenza stampa tenuta prima del suo ufficiale inizio.

Ha voluto sottolineare infatti il presidente della Pro Loco San Lorenzo, Samuele AldrighettiCon i nostri 150 volontari, le più di 10 associazioni coinvolte, il Comune, il nuovo Consorzio turistico, l’APT e i molti privati coinvolti, l’evento può contare su una rete solida e coesa, che è la sua vera forza”  . Gli ha fatto eco il sindaco di San Lorenzo Dorsino, Ilaria Rigotti, che ha ricordato il grande impegno della comunità, che osservo quotidianamente da mesi prepararsi per questo grande evento; una comunità che si sente coinvolta profondamente perché questa Sagra è legata a una tradizione molto viva e sentita ancora oggi, quella della produzione artigianale della ciuìga”.

Del carattere autentico e tradizionale della Sagra ha parlato anche Albero Bosetti, neo presidente Consorzio turistico Borgo Vivo: “l’elemento di successo dell’evento è il proporre al visitatore un’esperienza immersiva all’interno del paese ma anche della comunità. E’ un percorso che porta alla scoperta di sapori e tradizioni della nostra terra, una festa sentita e cara in primo luogo alla popolazione, che si è trasformata poi anche in attrattiva turistica.”  Un evento che diventa importante anche a livello territoriale, grazie alle sinergie tra gli attori del turismo che riesce a creare, ha proseguito Bosetti: “La Sagra ha assunto anche un ruolo chiave nel creare rete tra i territori: è quello che fa attraverso la proposta, introdotta quest’anno, della Casa delle degustazioni, dove interverranno le cantine della Piana Rotaliana e i produttori dei formaggi giudicariesi, in una sinergia enogastornomica tra territori ora uniti nei nuovi ambiti turistici. Frutto della nuova armonizzazione degli enti turistici post riforma del turismo è anche l’istituzione del Consorzio Turistico Borgo Vivo, già diventato parte attiva dell’organizzazione della Sagra.”

Ha messo in risalto il valore turistico della manifestazione anche l’Assessore al turismo della PAT, Roberto Failoni: E’ un’iniziativa preziosa per la nostra Provincia, a cui teniamo molto e che continueremo a sostenere: in primo luogo perché come Trentino si sta cercando di investire su eventi che avvengono in periodi di destagionalizzazione, e poi perché è un evento che con il suo richiamo nazionale veicola un messaggio promozionale per il Trentino nel suo complesso. Ringrazio per questo sentitamente la Pro Loco che si è messa in gioco in un momento non facile.”

Un valore rintracciato anche dal presidente dell’APT Dolomiti Paganella, Michele Viola, che lo  ha definito “un evento che compie a pieno nella mission del turismo trentino: creare rete tra le comunità e alimentare uno spirito di collaborazione e interconnessione all’interno del territorio, che è nel dna della riforma del turismo”.

Infine, un altro aspetto importante è il tema del volontariato: E’ un onore come Federazione Pro Loco avere tra le associate una Sagra di Qualità e una Pro Loco in grado di organizzare un evento di questo spessore, che mette al centro la qualità dell’offerta, il legame con il territorio e con i suoi abitanti”  ha evidenziato il vice presidente della Federazione Trentina Pro Loco Fabio ChiodegaUn evento che mostra quanto una Pro Loco può fare per il suo territorio: fare di un prodotto una risorsa culturale, valorizzare i legami e le tradizioni della comunità, creare una coesione tra associazionismo, cittadini e istituzioni”.

 

 

 

Parlando della Sagra...

Insignita dal 2018 del titolo di “Sagra di Qualità” dall’ UNPLI - Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, la storica manifestazione enogastronomica è la sola in tutto il Trentino a vantare tale riconoscimento, nonché una delle primissime Sagre di Qualità in tutta Italia (in totale sono 49) a riprendere le proprie attività dopo il difficile periodo pandemico che ha costretto le Pro Loco a sospendere l’80% degli eventi previsti (dati ricerca CGIA Mestre, 2021).

La festa, che ha luogo nel cuore del paese di San Lorenzo in Banale, uno dei Borghi più Belli d’Italia adagiato ai piedi delle Dolomiti di Brenta (Patrimonio UNESCO), inizierà ufficialmente venerdì 29 ottobre con una cena stellata (vedi più avanti) e poi il 30 con il tradizionale “Taglio della Ciuìga”. Per tre giorni poi, i rustici vengono aperti e le vie del paese vecchio si popolano con oltre 50 stand di hobbisti, artigiani, artisti e, ovviamente, di prodotti enogastronomici, per un’esperienza di degustazione dei prodotti tipici davvero variegata. Non manca la possibilità di assaggiare i piatti della tradizione locale proposti dagli chef nei diversi punti ristoro, come anche nei ristoranti del paese, che preparano menù a tema ciuiga.  L’evento è un’occasione per fare cultura del prodotto Ciuìga ma anche delle migliori produzioni trentine, con uno spazio dedicato ad approfondimenti e degustazioni guidate. Lo spettacolo si completa con il ricco intrattenimento, con le vie e le piazze del paese che per i tre giorni ospitano concerti, spettacoli teatrali,  gruppi folk, laboratori per i bambini e antichi mestieri.

 

Le novità della ventesima edizione: una cena stellata, la mostra e la saladegustazioni

Per l’edizione di quest’anno, la Pro Loco ha introdotto una novità nel programma: una cena d’autore a base di prodotti Slow Food e vini Gambero Rosso che anticiperà l’inizio ufficiale dei festeggiamenti, ideata dallo chef stellato Alfio Ghezzivenerdì 29 ottobre alle ore 20:00 presso il ristorante Beohotel a San lorenzo Dorsino.

Altra novità dell’edizione numero 20 è stata la presenza della sala degustazione “Casa dei Sapori – Dolomiti Wine and Cheese Experience”, che ha offerto dei focus con prodotti della Piana Rotaliana, territorio ospite per quest’anno, e formaggi delle Giudicarie.

 

Infine, per celebrare l’importante traguardo, quest’anno è stata allestita la mostra 20 anni di Sagra della Ciuìga”, che ha ripercorso attraverso foto storiche e 20 volti per 20 sagre l’evoluzione della manifestazione, da piccola ricorrenza locale a evento di portata nazionale.

 

 

 

 

 

Di più sulla tradizione della Ciuìga

La Ciuiga viene ideata a San Lorenzo in Banale nella seconda metà dell'Ottocento, combinando gli scarti di maiale con la rapa bianca: un abbinamento dettato dalla necessità di reperire qualcosa di commestibile in periodi di ristrettezze economiche. Oggi, l'insaccato prevede l'utilizzo delle parti nobili del maiale (il 70 % circa) e della rapa bianca ben strizzata (il restante 30%). Ogni produttore aggiunge il suo tocco d'artista per ricavarne una Ciuiga dal sapore più o meno intenso; ci si aggiunge il pepe, oppure l'aglio o il vino rosso. Quando fu ideata, la regina dei prodotti alimentari sanlorenzini era un concentrato di rape con gli scarti del maiale; il prodotto odierno, più raffinato, ha ricevuto il titolo di Presidio Slow Food.

 

Il marchio Sagra di Qualità di UNPLI

Il marchio Sagra di Qualità è un riconoscimento, assegnato dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – UNPLI, che identifica le sagre tradizionali di maggior interesse a livello nazionale organizzate dalle Pro Loco. Il marchio viene assegnato solo a manifestazioni che vantano un passato di legame con il territorio e che abbiano come obiettivo la promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali, rispondendo a precisi requisiti di tipo storico-culturale, organizzativi e di rispetto dell’ambiente.  La Sagra della Ciuìga, ad oggi, è la sola manifestazione trentina ad aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento. Le Sagre premiate sono 49 in tutta Italia.



 

 

I dati sui cori, sull’età media dei coristi, sulle sezioni giovanili e di voci bianche. Federcori propone un trimestre ricco di attività formative e di eventi.

 

L’estate che ci siamo lasciati da poco alle spalle, ha visto aprirsi sui quotidiani locali un interessante dibattito dedicato al tema/problema del ricambio generazionale dei componenti dei numerosi cori del Trentino. Dibattito innescato dalla notizia che alcuni cori oggi corrono effettivamente il rischio di cessare o sospendere per qualche tempo l’attività a causa dell’età avanzata di una parte dei componenti, cui si sono aggiunte le crescenti difficoltà emerse, per alcuni anche a causa della pandemia, nel continuare a partecipare, ovviamente sempre da volontari, alle prove e ai concerti. Spesso non è infatti semplice trovare dei sostituti specialmente tra i giovani. A meno che i cori non dispongano di sezioni giovanili o anche di giovanissimi che con il tempo possono prepararsi per subentrare, prima o poi, ai più anziani.

 

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Alcuni dati.

Su questo importante argomento, Federcori ha selezionato dal proprio archivio (costantemente aggiornato) alcuni dati. Eccoli: limitando l’analisi ai 146 cori attualmente formati solo da adulti (in tutto i cori aderenti alla Federazione sono 186 e, quindi, in 40 casi si tratta di minicori e di formazioni di adolescenti), l’età media dei componenti è di 52,89 anni. Ancora, nei 72 cori popolari solo maschili, l’età media dei componenti è di 54,30 anni. Le sezioni di voci bianche o giovanili interne ai 146 cori di adulti, sono in tutto 26. Dei 186 cori trentini che risultano oggi iscritti alla Federazione (una dozzina in meno rispetto al 2020), i componenti sono in tutto 5.005. Si registra quindi un calo sia di cori che di coristi in gran parte dovuto alla lunga interruzione sia delle prove sia dei concerti imposta dalle autorità per contenere la diffusione dei contagi da Covid-19. Il protrarsi nel tempo per gran parte dello scorso anno e di quello in corso di questo stop ha causato difficoltà a molti cori e coristi che pur volendo riprendere l’attività ancora non sono riusciti a ripartire nonostante gli sforzi compiuti da molte formazioni e maestri per mantenere i contatti, restare connessi ed esercitarsi utilizzando i social.

 

Le iniziative messe in campo da Federcori Trentino.

Consapevole del problema, la Federazione cori del Trentino si è da tempo mobilitata mettendo in campo numerose iniziative a supporto dei cori e dei coristi, sia l’anno scorso e nei primi mesi di quest’anno durante il lockdown, sia approfittando ora della sia pur parziale ripresa delle prove e dei concerti “in presenza”. Queste le attività che Federcori sta proponendo sia per la formazione dei coristi e dei direttori sia rivolte al pubblico a conferma di questa ripartenza.

 

Per quanto riguarda la formazione, sono state già raccolte le iscrizioni e sta partendo la seconda edizione del corso per coristi Leggo e canto la musica (la prima edizione si era svolta con successo durante il periodo di stop imposto alle prove) in collaborazione con tutte e 13 le scuole musicali del Trentino. Sta inoltre per prendere il via e si concluderà in aprile (le iscrizioni sono aperte fino a fine ottobre) il corso di formazione per direttori e aspiranti direttori di coro che si articolerà in sei sabati, corso durante il quale sono in programma tre seminari con tre interessanti e innovativi argomenti: la vocalità infantile e giovanile attraverso il metodo Robin (24 ottobre), “Le Circle Songs” (21 novembre 2021) e il riscaldamento vocale del coro (3 aprile 2022)

 

Per quanto riguarda i concerti, nel corso di questo mese di ottobre sono in programma cinque appuntamenti per la rassegna “Omaggio a Maria” con l’esibizione di cori polifonici che proporranno un repertorio interamente dedicato alla Madonna.

 

In programma vi è inoltre il “Festival dei Laghi”, rassegna corale organizzata dalla Federazione Cori del Trentino insieme alle Associazioni Corali di Lombardia e Piemonte, che vedrà la partecipazione di 24 cori, metà popolari e metà polifonici. I concerti previsti sono 12 (4 in Piemonte, 4 in Lombardia e 4 in Trentino). Ogni appuntamento vedrà l’esibizione di un coro della zona e di un coro ospite. I cori trentini coinvolti sono 8 (4 si esibiranno in Trentino, 2 in Lombardia e 2 in Piemonte).


Prosegue poi la rassegna Cori nei Borghi, organizzata dalla Federazione e già avviata con successo quest’estate: sono 7 i cori trentini di cui è prevista l’esibizione a Borgo di San Lorenzo in Banale (San Lorenzo Dorsino) con altrettanti concerti sabato 30, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre, in concomitanza con la Sagra della Ciuiga.

 


Attualmente è in fase di definizione il progetto “La Federazione canta il Natale”.

Per quanto riguarda le pubblicazioni, è in fase di avanzata preparazione un CD di canti per la cui registrazione hanno aderito 28 cori popolari maschili e 25 cori trentini di altre tipologie. Inoltre sta per uscire l’edizione del libro “200 esercizi per il riscaldamento vocale”, pubblicata dalla Federazione Cori del Trentino. Il libro, dell’autore tedesco Klaus Heizmann, è già stato tradotto in 7 lingue.

 

SAN LORENZO – DORSINO. Un avvistamento particolarissimo quello capitato al guardiacaccia dell'Associazione Cacciatori Trentini Gabriele Fedrigotti alla Forcella Bregaìn, nella Riserva di Caccia di San Lorenzo in Banale.

 

E' avvenuto attorno alle nove di mattina dello scorso giovedì 9 settembre. “Era il mio giorno di vigilanza in Val Ambiez e salivo da località Prada – racconta Fedrigotti. – Giunto alla Forcella Bragaìn mi sono fermato per cercare qualche camoscio col cannocchiale quando, lungo il profilo della montagna, ho visto l'animale contro il cielo. Era a distanza di un chilometro circa, appollaiato su una roccia. All'inizio non ero certo se fosse un grifone o un gipeto.”

 

Invece si trattava proprio di un esemplare di grifone, uno delle quattro specie di avvoltoi – insieme all'avvoltoio monaco, il capovaccaio ed il gipeto – presenti in Europa. E' riconoscibile dalla testa ed il lungo collo, bianchi e senza piume, dal piumaggio marrone, rossiccio sul dorso e color sabbia sul petto. Ha un'apertura alare che arriva fino ai 2.80m ed un peso che varia dagli 8 ai 10 kg. Il grifone è necrofago, cioè si ciba di animali morti, ha quindi eccellente vista per scorgere le carcasse a grandi distanze e artigli non troppo affilati non avendo necessità di cacciare attivamente.

 

Foto di Gabriele Fedrigotti

 

 

Mi sono avvicinato lentamente fino a ritrovarmi a poco più di 80 m di distanza dall'animale. Mi ha visto ma, tranquillo, ha continuato a guardarsi intorno: da quel punto si ha una vista a 360° sulla vallata sottostante. E' arrivato anche un corvo imperiale ma il grifone è rimasto indifferente. Ho quindi scattato qualche foto, dopo nemmeno cinque minuti se n'è andato prendendo il volo.”

 

Un'apparizione veloce, giusto il tempo di un rapido ma attento sguardo sulle Giudicarie e poi via. Dopo il passaggio in zona, è probabile che l'avvoltoio si sia diretto verso la Val di Non dove l'avvistamento ha trovato eco il giorno successivo in segnalazione e foto in volo di Daniele Zuccolo.

 

Immagini ad alta risoluzione che danno la possibilità di godere di un vero spettacolo. Oltre a questo, testimoniano l'avvenimento e forniscono materiale necessario agli esperti per un' ulteriore analisi.

Si tratta di un grifone immaturo di 3 o 4 anni – ha commentato Fulvio Genero dalla Riserva Naturale del Lago Cornino in Friuli, responsabile del progetto di reinserimento del grifone sulle Alpi Orientali – lo si vede dalla forma e dal colore del piumaggio.

Il grifone è un avvoltoio particolarmente sociale, che vive e nidifica in gruppo, ma non è raro che un esemplare si sposti da solo: compie notevoli distanze e predilige seguire le catene montuose, solitamente in primavera ed estate quando il tempo è favorevole.

Dalla foto si nota poi un anello di colore azzurro alla zampa destra, un tipo di marcatura noto per essere utilizzato in Spagna, da cui quindi potrebbe provenire il volatile.”

 

Una tesi avvalorata da niente meno che numeri e storia. Racconta infatti l'esperto: “Nel corso dello scorso secolo il grifone è scomparso in Italia ad eccezione della Sardegna. Dagli anni '90 sono stati messi in campo vari progetti di reintroduzione in varie parti del Paese, nello stesso Friuli ma anche in Abruzzo, Sicilia e Calabria; la colonia sarda è stata invece ripopolata con progetti di restocking: numerosi esemplari sono arrivati ed arrivano proprio dalla Spagna, oltre che da altri Paesi come Francia e Croazia.

La popolazione totale europea conta attualmente 35mila coppie di cui ben un 90% concentrato in Spagna. Aumenta la probabilità che l'esemplare sia spagnolo e che abbia sorvolato una simile distanza, per il grifone nella norma, seguendo il corso delle montagne.

 

Ad oggi – aggiunge infine Genero - si contano più di 250 coppie su territorio nazionale, un numero soddisfacente per i progetti di reinserimento, ma comunque inferiore al resto d'Europa. Questo dà sicuramente valore all'avvistamento di Fedrigotti.”

 

Intervento notturno in parete sulle Dolomiti di Brenta.

Si è concluso intorno alle 21.40 di ieri un intervento in soccorso di una cordata di due alpinisti tedeschi del 1974 e del 1982, incrodata in parete circa 50 metri sopra la Bocca d’Ambiez (Dolomiti di Brenta) a una quota di circa 2.900 m.s.l.m.. I due stavano scendendo in corda doppia quando, con l’arrivo del buio, hanno perso l’orientamento senza più riuscire a procedere autonomamente. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 20.30.

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre gli operatori della Stazione di San Lorenzo in Banale si portavano in piazzola per dare supporto all’equipaggio in caso di bisogno. L’elicottero è volato fino al rifugio Tosa Pedrotti per sbarcare l’equipe medica e imbarcare un secondo Tecnico di Elisoccorso. Salito in quota, l’equipaggio dell’elisoccorso è riuscito a individuare i due alpinisti utilizzando i visori notturni e grazie ad una luce appositamente accesa dai due uomini in parete. Con due verricelli di circa 35 metri i due Tecnici di Elisoccorso presenti a bordo si sono calati uno dopo l’altro ed hanno recuperato i due alpinisti. Illesi, i due sono stati trasportati al rifugio Tosa Pedrotti, dove hanno trascorso la notte.

 

Foto dall'Archivio Soccorso Alpino

 

Altri due interventi notturni in Val di Fassa e sulle Pale di San Martino

Poco dopo le 20 la Centrale Unica Emergenza è stata allertata per un escursionista pugliese in difficoltà nel gruppo del Sella in Val di Fassa. L’uomo stava percorrendo il sentiero tra il rifugio Boè e il rifugio Forcella Pordoi quando, nei pressi del rifugio Boè, ha sbagliato itinerario e, camminando, è finito in fondo a un canalone. In difficoltà nel ritrovare la traccia del sentiero ha chiesto aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112.

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale, ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione Alta Fassa. Dopo aver compreso dove si trovava l’uomo tramite un’intervista telefonica, poiché le coordinate gps non erano precise, un soccorritore è salito in quota con gli impianti di risalita del Sass Pordoi, appositamente aperti per agevolare l’intervento di soccorso. Insieme ad un altro soccorritore già presente in quota lo hanno raggiunto a piedi intorno alle 21.35. L’uomo, incolume, è stato riaccompagnato in sicurezza fino alla traccia del sentiero e poi fino al rifugio Maria. Da qui è stato portato a valle al passo Pordoi con gli impianti del Sass Pordoi. L’intervento si è concluso intorno alle ore 1.

 

Alle 20.40 la Centrale Unica Emergenza è stata allertata per due escursionisti in difficoltà nel gruppo delle Pale di San Martino. I due – lui del 1984 residente in provincia di Cremona e lei del 1989 residente a Cremona – stavano percorrendo il sentiero 701 tra il rifugio Pedrotti al Rosetta e il rifugio Colverde quando, a una quota di circa 2.400 m.s.l.m., hanno perso la traccia del sentiero. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è stata fatta da una persona che passando sul sentiero ha sentito le richieste di aiuto da parte dei due escursionisti. Un operatore della Stazione San Martino di Castrozza del Soccorso Alpino e Speleologico è salito fino al rifugio Colverde con il mezzo per poi raggiungere i due escursionisti in circa 40 minuti di cammino. I due, incolumi, sono stati riaccompagnati a valle a San Martino di Castrozza.

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