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Scuola Musicale Giudicarie: clamorosi ammanchi nelle casse di cui nessuno si è accorto? L’interrogazione del Consigliere Filippo Degasperi

Giudicarie
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È stata depositata ieri un’interrogazione dal consigliere Provinciale Filippo Degasperi del Gruppo Onda in merito a presunti ammanchi nelle casse della Scuola musicale delle Giudicarie. Nell’interrogazione si legge: «Intercettata casualmente una fattura di un fiorista di circa 180 euro, la direttrice avrebbe avviato una serie di verifiche che avrebbero portato alle dimissioni di un dipendente e all’individuazione di spese non giustificate (cene, pranzi, farmacie…) per un ordine di grandezza superiore ai 200mila euro».

A fronte di questo il consigliere chiede al Presidente del Consiglio Kaswalder di verificare quanto ricostruito in premessa e quali iniziative intende adottare la Pat nei confronti dei vertici della Scuola Musicale e quali verifiche intende adottare. 

Qui sotto il testo integrale dell’interrogazione.

 

Egregio Signor

Walter Kaswalder

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione n. 3936

Scuola musicale delle Giudicarie: clamorosi ammanchi nelle casse di cui nessuno si è accorto?

Secondo insistenti indiscrezioni la Scuola musicale delle Giudicarie avrebbe scoperto non più tardi di 10 giorni fa un clamoroso ammanco nelle proprie casse.Intercettata casualmente una fattura di un fiorista di circa 180 euro, la direttrice avrebbe avviato una serie di verifiche che avrebbero portato alle dimissioni di un dipendente e all’individuazione di spese non giustificate (cene, pranzi, farmacie…) per un ordine di grandezza superiore ai 200mila euro. La vicenda, se confermata, non dovrebbe sorprendere più di tanto. Da anni lo scrivente denuncia la totale assenza di controlli sostanziali e l’indifferenza che connota l’agire della Provincia autonoma di Trento nei confronti di soggetti finanziati annualmente con 5-6 milioni di euro. Sorprenderebbe invece che un fatto simile sia occorso in una scuola la cui presidente ha preteso l’applicazione del contratto di prossimità e il blocco degli scatti di anzianità degli insegnanti proprio per una (a questo punto motivata…) mancanza di liquidità. Quella liquidità che presidente, consiglio di amministrazione e revisori non si sarebbero accorti mancasse per ragioni non imputabili al costo degli insegnanti chiamati a pagare per responsabilità altrui.Dovrebbe essere l’occasione per la Provincia per intervenire tornando ad esercitare il ruolo di regia che le compete, superando la frammentazione, costosa e incontrollabile dei 13 soggetti per puntare finalmente ad un soggetto unico che accompagni gradualmente il sistema delle scuole musicali all’interno del sistema educativo pubblico su modello altoatesino.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere 

1) se quanto ricostruito in premessa è confermato e in caso positivo

2) quali iniziative intende adottare nei confronti dei vertici della Scuola musicale delle Giudicarie, se è ipotizzabile la richiesta di dimissioni degli organi amministrativi e di controllo e un commissariamento della cooperativa;

3) quali verifiche intende adottare rispetto all’operato degli organi amministrativi e di controllo;

4) se si intende avviare una revisione complessiva del sistema delle scuole musicali che muova verso un soggetto unico;5) a quanto ammonta l’ammanco nei conti della Scuola musicale coinvolta, le ragioni dello stesso e le modalità per recuperare le somme.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta. 

Cons. prov. Filippo Degasperi