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Thu, May

Notizie Giudicarie Esteriori

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Aperture straordinarie, laboratori e attività per famiglie: il Museo delle Palafitte di Fiavé apre le porte al pubblico da sabato 2 dicembre in occasione delle festività natalizie con un programma di iniziative proposto dai Servizi Educativi dell'Ufficio beni archeologici dell’UMSt Soprintendenza per i beni e le attività culturali provinciale. Il museo sarà visitabile nei giorni di sabato, domenica e nei festivi (escluso il 24, 25 e 31 dicembre), il 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre dalle ore 13 alle 18. Il 3 dicembre, prima domenica del mese, l’ingresso sarà gratuito.

Il ciclo di appuntamenti prevede sabato 9 dicembre alle ore 14.30 il laboratorio per famiglie “L’officina della lana cotta”, un’attività alla scoperta della lana e dei suoi molteplici utilizzi per realizzare un decoro natalizio. Il laboratorio sarà ripetuto il 30 dicembre.

 

Domenica 10 dicembre alle ore 14.30 si terrà “Paesaggi stampati”, un’attività pratica e dimostrativa di alcune tecniche di stampa creativa homemade rivolta a famiglie con bambini a partire dai 6 anni. Affronta un tema di attualità, l’acqua e il suo uso consapevole, il 27 dicembre alle ore 14.30, “Gocciolino”, spettacolo teatrale per famiglie, a cura di TeatroE, al quale seguirà una vista guidata al museo.

 

Il 28 dicembre alle 14.30 “Sulle tracce di Penelope” è l’attività per adulti realizzata in collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori che prevede prove pratiche di tintura e tessitura accompagnate da una tazza di tè e dalla lettura di racconti di donne straordinarie tra antichità e presente. È dedicato ai golosi, il 29 dicembre alle ore 14.30, “Dolce come il miele”, un laboratorio per famiglie per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. La partecipazione a tutte le attività è gratuita con posti limitati, previa prenotazione sul sito www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure al tel. 0465 735019 (in orario di apertura del museo) entro le ore 18 del giorno precedente.

 

Il programma

domenica 3 dicembre 2023 ore 13-18

#domenicalmuseo ingresso gratuito

 

9 dicembre 2023 ore 14.30

L’officina della lana cotta

Laboratorio per famiglie alla scoperta della lana e dei suoi molteplici utilizzi per realizzare un decoro natalizio. Attività adatta per bambini a partire dai 6 anni.

 

10 dicembre 2023 ore 14.30

Paesaggi stampati

Attività pratica e dimostrativa di alcune tecniche di stampa creativa homemade. Laboratorio per famiglie adatto per bambini a partire dai 6 anni.

 

27 dicembre 2023 ore 14.30

Gocciolino

Spettacolo teatrale per famiglie a cura di TeatroE e visita guidata al museo.

L’acqua “sembra” una risorsa rinnovabile perché ritorna sempre con le piogge e attraverso i fiumi, ma la quantità di acqua dolce utile e “buona”, disponibile sul pianeta, diminuisce ogni anno. L’acqua, infatti, spesso viene restituita ai corsi idrici degradata da rifiuti e sostanze inquinanti, a volte addirittura tossiche! Tutti noi dobbiamo impegnarci a fare la nostra parte per salvare il favoloso mondo acquatico!

 

28 dicembre 2023 ore 14.30

Sulle tracce di Penelope

Prove pratiche di tintura e tessitura accompagnate da una tazza di tè e dalla lettura di racconti di donne straordinarie tra antichità e presente.

Attività per adulti in collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori. Ingresso e partecipazione gratuiti.

 

29 dicembre 2023 ore 14.30

Dolce come il miele

Laboratorio per famiglie per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. Attività adatta a partire dai 6 anni.

 

30 dicembre 2023 ore 14.30

L’officina della lana cotta

Laboratorio per famiglie alla scoperta della lana e dei suoi molteplici utilizzi per realizzare un decoro natalizio. Attività adatta per bambini a partire dai 6 anni.

 

La partecipazione alle attività è gratuita previa prenotazione sul sito www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure al tel. 0465 735019 (in orario di apertura del museo) entro le ore 18 del giorno precedente, minimo 5 massimo 20 persone. Non è compreso l’ingresso al museo.

Domenica 2 ottobre, in occasione di "Domenica al museo", sarà gratuito l'ingresso al Parco Archeo Natura e al Museo delle Palafitte di Fiavé che saranno visitabili dalle ore 13 alle 18.

Sempre domenica 2 ottobre il Parco ospita inoltre la "Festa dei nonni al villaggio palafitticolo" proponendo un doppio appuntamento dedicato ai più piccoli e ai loro nonni e nonne: alle ore 10.30 "Un giorno in palafitta", una visita partecipata alla scoperta della vita quotidiana nei villaggi preistorici di Fiavé e alle ore 14.30 "Sulle tracce della strega casara", un'attività per conoscere metodi e strumenti usati nell'antichità per la produzione di latticini. Informazioni e iscrizioni tel. 0465 735019 - 334 6807276 - 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia.

Altro appuntamento atteso dalle famiglie, domenica 9 ottobre, è la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, il cui tema quest'anno è "Diversi ma uguali". Al Parco è previsto al mattino "Due pali e una capanna", un laboratorio per grandi e piccini per mettersi in gioco e scoprire differenze e somiglianze tra le case di ieri e quelle di oggi, mentre il Museo, nel pomeriggio, ospiterà "Trame di pace": la lettura di alcuni albi illustrati tematici e un racconto animato condurranno i partecipanti alla scoperta di gioielli, armi e materiali preziosi utilizzati e ricercati dagli abitanti delle palafitte. Adulti e bambini saranno chiamati ad affrontare e risolvere in maniera pacifica un piccolo conflitto, creando infine alcuni intrecci ispirati alle tematiche della pace. Informazioni e prenotazioni presso il Museo tel. 0465 735019 - 334 6807276 e il Parco tel. 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

Il Parco e il Museo sono visitabili fino al 23 ottobre nei giorni di sabato, domenica e lunedì con orario 13-18.

 

L'associazione “Fare un Paese” di Ponte Arche ha proposto durante l'estate quattro incontri dedicati agli ambienti fluviali per ragionare sullo stato di salute e la gestione dell'acqua, elemento simbolo delle Giudicarie Esteriori. La prossima iniziativa, dal titolo “Ri(fare) un fiume. Esplorare l'ecosistema fluviale” è in programma sabato 10 settembre: un'esplorazione, accompagnati dalla biologa Luana Silveri, lungo il Carera, alla ricerca di quei segnali che indicano l'impatto dell'uomo sullo stato di salute del fiume. Il progetto, ogni volta avvalendosi dell'aiuto di esperti, ha cercato di individuare possibili soluzioni a problemi locali, anche attraverso il confronto con buone pratiche esterne. È venuto il tempo in questo ultimo appuntamento prima delle iniziative invernali di indossare gli scarponcini e andare a vedere con i propri occhi che cosa sono, nel concreto, i dati e i fenomeni che gli esperti hanno spiegato durante gli appuntamenti precedenti. Che effetti hanno i comportamenti umani sulla fauna e la flora acquatiche e poi a cascata su tanti aspetti della nostra vita quotidiana ai quali spesso non si pensa. L'escursione è prevista ungo il torrente Carera - dal paese di Dasindo a quello di Fiavè - per poi concludersi con un pranzo degustazione e una visita ad un altro ambiente acquatico, in questo caso recuperato e valorizzato, come il sito palafitticolo di Fiavè. «L'idea a monte di questi incontri - spiega Fabio Parisi, dell'associazione Fare un Paese - è stata quella di avvicinare la comunità al mondo acquatico, a maggior ragione in una valle dove il collegamento con l'acqua è fortissimo e saper gestire i fiumi, mantenerne la qualità elevata ed istaurare delle “best practices” diffuse credo sia oggi diventato essenziale. Abbiamo scelto il torrente Carera per l'escursione a conclusione di questo percorso perché ci è stato segnalato dall'Appa come uno dei corsi d'acqua a maggior rischio della vallata, o possiamo quindi usare come terreno d'indagine per andare a riconoscere quelle tracce dell'impatto umano che segnalano delle criticità e la necessità di cambiare abitudini o pratiche negative». L'appuntamento è al Municipio di Comano Terme, a Ponte Arche, alle ore 10 di sabato 10 settembre. Prenotazione necessaria entro il 9 settembre all'email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Chi è la biologa Luana Silveri

Biologa con un dottorato in Ecologia, Luana Silveri si occupa di gestione delle risorse naturali e strategie di conservazione, cambiamenti climatici e strategie di resilienza, governance partecipata e sviluppo rurale. Negli ultimi anni ha impiegato a sua esperienza e competenze nei campi dello sviluppo sostenibile, della gestione dell'eredità naturale e immateriale e della conservazione naturale. Sta lavorando come espeta tecnica per EASME e gestisce progetti europei su questi temi. È un'appassionata camminatrice e curiosa fotografa.

 

Grande successo per la XXXIII edizione di Trentino d’Autore, la manifestazione che da molti anni in estate anima il parco delle Terme di Comano con incontri letterari che danno la possibilità a scrittori e lettori di dialogare partendo dai libri.

Si indagano i temi più diversi e ci sono occasioni per grandi e piccini di appuntamenti con scrittori affermati a livello nazionale e internazionale, ma anche talentuosi emergenti.

Tutti gli incontri vengono moderati da Alberto Faustini, giornalista, direttore del quotidiano “Alto Adige” nonché voce inconfondibile di “Prima Pagina”, storica trasmissione di Rai Radio 3 o da Fausta Slanzi, giornalista e responsabile dell’Ufficio stampa del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, interlocutrice altrettanto attenta e puntuale e sono stati supportati dalla preziosa collaborazione dell’Emporio Libreria Riccadonna di Comano Terme.

 

Il penultimo appuntamento, che si terrà giovedì 31 agosto alle 17:30 nel parco delle Terme (in biblioteca in caso di maltempo) vedrà la presentazione del libro Come un tessuto. Intrecci di mondi di Lilli Grigolli e Diadia Coulibaly. (Edizioni del Faro).

Diadia e Lilli sono i protagonisti di una storia che intreccia colori di tessuti africani con immagini del territorio trentino: momenti di vita attraverso i quali si sviluppa la reciproca conoscenza. La biografia di Diadia emerge, capitolo dopo capitolo, sotto forma di ricordi, riportati con la forza dell’emozione provata da Lilli nell’ascoltare il racconto del cantastorie arrivato in Italia dal Mali. Le sue storie tutto sono fuorché favole o lamentazioni, neppure quando riferisce di maltrattamenti, fughe e pericoli scampati. Lilli Grigolli si fa scrittura per la voce altrui, trasporta i lettori in atmosfere e contesti culturali densi di autenticità, profondamente diversi dal nostro, tuttavia sensibilmente simili nelle aspirazioni esistenziali. Nel farlo dimostra che è possibile l’incontro fra culture e mondi diversi. Al “personaggio” Diadia, si affianca, poco a poco, il suo Paese, il Mali, come protagonista in sé che si confronta con l’Italia, con la diversità di usanze e di comportamenti. Dall’esperienza di Diadia scaturiscono considerazioni amare sulla presenza di tipo coloniale che il suo Paese deve ancora subire, unitamente a una domanda di giustizia cui il mondo dovrebbe dare adeguata risposta.

Diadia Coulibaly, è nato a Dringa Sirakoro (Mali) nel 1994. È arrivato in Italia nel 2014. Ha svolto vari lavori, dal muratore al magazziniere, al mediatore linguistico e ha fatto esperienza di servizio civile. Ha partecipato a progetti territoriali. Ira vive in Francia. Il libro è una sua estesa biografia.

Lilli (Elisabetta) Grigolli, di Trento, è sposata e ha tre figli. Insegna materie scientifiche in una scuola media della sua città. Interessata alle tematiche di migrazione, collabora con varie associazioni ed è attiva in progetti di accoglienza di persone straniere. Nel libro dà voce a Diadia.

L’incontro è stato fortemente voluto da Sonia Spallino, bibliotecaria molto attiva e competente della Biblioteca delle Giudicare Esteriori, per dare alla rassegna anche una sfumatura di solidarietà a respiro internazionale.

In occasione della presentazione del libro ci sarà una raccolta fondi per la costruzione di un pozzo a Dringa Sirakoro, villaggio natale di Diadia, dove lui, costretto a scappare dalla guerra, sogna di poter tornare per vivere in una terra finalmente libera dalla dominazione economica, e non solo, francese.

Mercoledì 19 aprile 2023 si è riunita l’Assemblea dell’Azienda Consorziale Terme di Comano rappresentata dai sindaci dei cinque comuni proprietari e dal Consiglio di Amministrazione composto dalla consigliera delegata Elena Andreolli, dal presidente di Terme di Comano Roberto Filippi e dalla presidente dell’assemblea termale Monica Mattevi.

All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio d’esercizio 2022 illustrato dal Presidente Roberto Filippi che esprime soddisfazione per i risultati ottenuti in un anno così difficile per l’economia mondiale: “L’azienda conferma la sua solidità sia dal punto di vista patrimoniale che dal punto di vista del fatturato che raggiunge il record storico pari ad oltre 7 milioni di euro. Siamo particolarmente entusiasti della performance del comparto hotellerie che segna un +18% rispetto ai ricavi 2021 e un +27% del ricavo a presenza rispetto al periodo pre-pandemia confermando la forte capacità di attrazione. Un ulteriore tassello che va a rafforzare la strada intrapresa nel riposizionamento del Grand Hotel Terme di Comano come destinazione benessere con al centro la nostra preziosa acqua termale.”

 

I numeri confermano la crescita del settore cosmetico che continua anche grazie alle azioni strategiche intraprese a partire dal 2022 con l’obbiettivo di rilanciare Terme di Comano Skincare sia a livello commerciale con particolare attenzione al B2B sia a livello di comunicazione e brand awarness con investimenti importanti nel mondo digital. Interessante anche l’andamento dell’ambito termale, duramente colpito dalla pandemia, che vede un consolidamento dei risultati e mostra una crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Motore di questa crescita è anche il poliambulatorio specialistico Comano Med, progetto nato nel 2021 che nel corso del 2022 si è arricchito di numerosi specialisti e ha investito su nuove e moderne tecnologie segnando un +29% di fatturato.

Numeri che come afferma la presidente Monica Mattevi dimostrano la capacità dell’azienda consorziale di rispondere in modo flessibile e positivo alle opportunità di mercato nonostante il contesto globale sfavorevole tra difficoltà legate alla coda della pandemia e al conflitto russo-ucraino. Gli investimenti pianificati per il 2023 e la nuova organizzazione introdotta con l’arrivo delle nuove figure dirigenziali di hotel, terme e marketing saranno sicuramente d’impulso per la capacità produttiva dell’azienda che sono certa coinvolgerà il modo positivo tutto il territorio“.

 

La consigliera delegata Elena Andreolli ha poi illustrato il piano di azioni operative che hanno condotto fino all’attuale riorganizzazione aziendale e ai risultati particolarmente soddisfacenti dell’esercizio appena chiuso e ha sottolineato come “il successo delle performance di mercato sono frutto del nuovo posizionamento strategico Terme di Comano 2040. Una strategia che si fonda sui concetti di pelle e metodo, un punto di partenza per sviluppare una rinnovata proposta che integra i valori aziendali storici con quelli legati all’innovazione e alla tecnologia con l’obbiettivo di sviluppare un’offerta che comprenda anche una dimensione turistica vicina al territorio.”

La strada per il futuro è delineata e l’Azienda Consorziale è pronta ad operare su un mercato sempre più competitivo ma che offre anche numerose opportunità di crescita che Terme di Comano è in grado di cogliere grazie al rinnovato assetto interno e alla collaborazione strategica con partner di rilievo.

Da una dozzina d’anni l’Associazione degli Artisti delle Giudicarie Esteriori opera sul territorio giudicariese e provinciale con esposizioni collettive e personali, allestimenti e organizzazioni. Partecipa a manifestazioni culturali, sociali e tradizionali, nell'intento di promuovere la conoscenza dei linguaggi dell'arte e divulgare l’opera degli artisti aderenti.

Fondata a Comano Terme nel 2011, l’Associazione ha tenuto l’assemblea elettiva convocando i propri soci per le nuove elezioni del Direttivo, che ha dato il seguente risultato: alla carica di Presidente è stata eletta Lina Buratti, il suo Vice è Luigi Grossi, mentre la Segretaria è Silvia Ricca, Cassiera Nadia Litterini e revisore dei conti Maria Grazia Sottini.

 

Il presidente uscente Luigi Grossi ha illustrato – nella sala consigliare del Municipio a Ponte Arche - l’attività svolta in questo ultimo triennio, che purtroppo è stata molto penalizzata a causa dalla pandemia. 

Sono state comunque realizzate alcune mostre collettive nel 2022: nella bellissima Sala Expo di Torre Mirana a Trento, a luglio a Castel Drena collettiva e ad agosto allo Ski Bar di Andalo, nell’arco di un paio di mesi, si sono tenute Mostre personali di artisti diversi ogni settimana. Mentre a settembre 2 giorni al “Maso  al Pont” (Ponte Arche) si è tenuta una Mostra collettiva a tema “Sogni di memorie” aggregati ad altre associazioni. Infine a novembre 2 giorni a Cavrasto con una Mostra collettiva in occasione della “Festa della Noce”.

Per quest’anno sono previste alcune attività possibili, come mostre collettive e personali a cominciare dalla sala al Turiterme (Ponte Arche). Il Centro Studi Judicaria nelle sale expo a Tione offre la sala esposizione ogni anno. Altre possibilità ci sono offerte nella Sala Craffonara a Riva del Garda, la Torre Mirana a Trento e nella Casa degli Artisti a Canale. Infine sarà nostra cura – afferma la nuova presidente Lina Buratti - essere presenti in occasione di manifestazioni durante l’intero anno che le Pro Loco o Enti diversi organizzano.

Chi desiderasse far parte dell’AGE potrà inviare una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. .

 

 

Da festa che omaggia il salume tipico locale ad occasione per riscoprire l'identità dei paesi di montagna attraverso la musica, la cucina, l'artigianato, l'arte e l'architettura: nella sua lunga storia la Sagra della Ciuìga (presentata questa mattina in conferenza stampa a Trentino Marketing) ha permesso alla comunità di guardare al proprio passato facendone risorsa per capire meglio il presente e rivitalizzare il suo borgo.

Lo dimostrano i numeri sempre in crescita dei visitatori (nelle edizioni pre covid erano 15.000), e il coinvolgimento delle moltissime associazioni (10 quest'anno) e i tanti espositori (circa 60) che, sotto la regia della Pro Loco di San Lorenzo in Banale, hanno dato vita a  questa 21°edizione. Insignita dal 2018 del titolo di "Sagra di Qualità" dall' UNPLI - Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, la storica manifestazione enogastronomica è la sola in tutto il Trentino a vantare un tale riconoscimento.

 

Una manifestazione in cui trova sempre più spazio l'aggancio con la tradizione popolare locale: novità di quest'anno è infatti "El paes de sti ani" una storica frazione con bellissime case rurali dove per due giorni rivivono antichi mestieri e tradizione contadine (aperta domenica 30 e lunedì 31 ottobre dalle 10 alle 17). 

 

Ma sono moltissimi i motivi per visitare la sagra: la parte principale la gioca sicuramente l'enogastronomia, con il mercato dei prodotti tipici nelle cantine delle vecchie case contadine, le locande gastronomiche con specialità regionali preparate dalle associazioni, e poi i menù a tema nei ristoranti e la Dolomiti Wine and Food experience, con una gamma di degustazioni per conoscere le migliori produzioni trentine, dal vino all'olio, dalle grappe al cioccolato al miele. 

 

Ampio spazio poi alla storia della ciuìga, con le dimostrazioni della sua preparazione con la ricetta di un tempo preparata dallo storico macellaio del paese, la visita all'antico affumicatoio, i filmati d'epoca. 

Per completare il tutto, non mancano le visite guidate a carattere culturale e ambientale nel borgo e nelle vicinanze, le botteghe degli artigiani con le loro creazioni, le dimostrazioni della caseificazione.  Ad accompagnare le esperienze sarà la musica, con fisarmonicisti, cori di montagna e musiche popolari che riempiranno il borgo durante tutta la festa. 

 

Infine, grande attenzione anche ai bambini, con un programma dedicato, "La ciuiga dei balocchi", con laboratori, caccia al tesoro, spettacoli di burattini e laboratori.

 

L'evento è organizzato come sempre dalla Pro Loco San Lorenzo in Banale,  insieme ad altre 10 associazioni,  e si avvale del contributo di oltre 250 volontari. 

 

L'evento e le novità

  • mercato tipico: nelle cantine delle vecchie case contadine produttori di eccellenze del Trentino e artigiani con i loro manufatti, dalle ore 9.30 alle 18.30

  • visite guidate gratuite alla scoperta delle bellezze del borgo e dei luoghi di produzione della ciuìga

  • rassegna di cori di montagna nelle chiesette del borgo e musica della tradizione popolare

  • ristoranti del borgo che propongono speciali menu al sapor di ciuìga

  • NOVITA' : la sagra dei bambini "la ciuiga dei balocchi":laboratori creativi, letture di fiabe, giochi di una volta, spettacoli di burattini e caccia al tesoro

  • Dolomiti Wine and Food experience: degustazioni guidate delle eccellenze enogastronomiche del Trentino: vini, grappa, spumanti, miele, olio d'oliva e cioccolato.

  • NOVITA' El paes de sti ani:  nella villa di Senaso per un viaggio nel passato e rievocazione di antichi mestieri. Durante la Sagra della Ciuìga, nella storica villa di Senaso del borgo di San Lorenzo in Banale, tra vecchie case contadine e vicoli acciottolati, va in scena la rievocazione di antichi mestieri e tradizioni contadine. Troverai: l'arrotino, il cestaio, il calzolaio, l'impagliatore di sedie, la lavandaia, le contadine, le donne del filò, la lavoratrice del tombolo, lo scultore del legno, il costruttore di violini, il mugnaio, il tornitore, l'intagliatore del legno, il pirografista, la filiera della lana, il fabbro, il casaro e tanti altri. Ma anche una vecchia scuola, un piccolo cinema, un'osteria contadina dove gustare la minestra d'orzo alla trentina o una rustica merenda, un teatrino e la bottega della ciuìga dove assistere al confezionamento della ciuìga come si faceva un tempo. 

 

 

LE DICHIARAZIONI

Roberto Failoni, assessore al turismo Provincia di Trento: "Questa sagra diventa un'occasione per fare i complimenti a tutte le pro loco trentine e ai loro volontari, per la grande varietà di eventi organizzati in queste ultime settimane: eventi che sono riusciti nell'intento di allungare la stagione turistica a tutto l'autunno, e allo stesso tempo di far conoscere ai trentini stessi la ricchezza dei nostri borghi. La sagra della Ciuiga, nel suo obiettivo di valorizzare un prodotto trentino di eccellenza, è pienamente in linea con la nostra visione di turismo Trentino, in cui il comparto turistico è composto di una rete allargata di cui fanno parte l'enogastronomia e le comunità locali."

 

Monica Viola, presidente Federazione Trentina Pro Loco: "Presentare la Sagra della Ciuiga a Trentino Marketing è un segnale della forte sinergia che si sta costruendo tra le organizzazioni turistiche trentine e le Pro Loco. Ma questa sagra porta anche un altro significato: mostra infatti come un evento possa diventare opportunità di crescita per un intero paese, e possa creare coesione e riconoscimento per l'intera comunità. Credo che il merito della Pro Loco e della comunità di San Lorenzo sia quello di essere riusciti a trasformare la ciuiga in un veicolo per valorizzare le tradizioni e l'identità del luogo, e che in questo senso diventi un modo trasversale per valorizzare tutte le realtà del Trentino. Sono migliaia infatti i volontari in tutto il Trentino che si impegnano per far risplendere i loro paesi con i loro eventi."

 

Samuele Aldrighetti, presidente Pro Loco San Lorenzo in Banale: "La Pro Loco di San Lorenzo si confronta con un evento che ha dei numeri importanti, che è un motore per tutta la comunità. Siamo orgogliosi della sinergia che si è creata con le tante associazioni, con il ricettivo, con la pubblica amministrazione e con gli attori del turismo."

 

Ilaria Rigotti, sindaco di San Lorenzo Dorsino: "Evento che rende il borgo per 4 giorni una vetrina di prodotti e tradizioni. Per la comunità serve per riscoprire le proprie radici e per riscoprirsi comunità."

 

Luca d'Angelo, direttore ApT Dolomiti Paganella: "Il valore di questo evento sta nella sua autenticità, nel suo legame con la tradizione e la storia locale. E' il frutto di un grande lavoro di rete e collaborazione tra associazioni, ApT, Pro Loco e Consorzio, in cui tutti lavorano in modo coerente e condividono gli stessi obiettivi."

 

Alberto Bosetti, presidente Consorzio Borgo Vivo: " Il successo dell'evento è dato dalle tradizioni che porta con sè e dalla larga partecipazione della comunità e delle realtà commerciali locali, che condividono un senso di appartenenza e di orgoglio. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di stuzzicante che renda unica ogni edizione. Le tradizioni sono uno degli elementi caratterizzanti, che quest'anno abbiamo voluto enfatizzare con "El paes de sti ani", in cui sarà bellissimo vedere dal vivo attività artigianali solo sentite nominare dai nonni. Altra novità di quest'anno è l'attenzione ai bambini, per avvicinare anche loro alle tradizioni e alla cultura locale. La sagra infine diventa anche un elemento attrattivo per far conoscere tutto il nostro territorio."



LA TRADIZIONE DELLA CIUIGA

La Ciuiga viene ideata a San Lorenzo in Banale nella seconda metà dell'Ottocento, combinando gli scarti di maiale con la rapa bianca: un abbinamento dettato dalla necessità di reperire qualcosa di commestibile in periodi di ristrettezze economiche. Oggi, l'insaccato prevede l'utilizzo delle parti nobili del maiale (il 70 % circa) e della rapa bianca ben strizzata (il restante 30%). Ogni produttore aggiunge il suo tocco d'artista per ricavarne una Ciuiga dal sapore più o meno intenso; ci si aggiunge il pepe, oppure l'aglio o il vino rosso. Quando fu ideata, la regina dei prodotti alimentari sanlorenzini era un concentrato di rape con gli scarti del maiale; il prodotto odierno, più raffinato, è stato insignito del titolo di Presidio Slow Food.

 

Sono ben tre le cordate portate in salvo nella serata di ieri sul gruppo delle Pale di San Martino e sulle Dolomiti di Brenta

 

Alle 20.20 di ieri, domenica 31 luglio, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per due alpinisti – un uomo del 1978 e un uomo del 1977 di Padova – illesi ma sfiniti mentre stavano affrontando la calata in corda doppia di rientro da cima Tosa sulle Dolomiti di Brenta, a circa 3.000 m.s.l.m..

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre in piazzola si mettevano a disposizione sia gli operatori della Stazione San Lorenzo in Banale che gli operatori della Stazione di Madonna di Campiglio. Volato in quota, l’elicottero ha recuperato a bordo i due e li ha trasferiti a valle, affidandoli agli operatori della Stazione di San Lorenzo in Banale. Per loro non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

 

Poche ore prima invece, intorno alle 18.40, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per una cordata di due alpinisti veneti del 1976 e del 2022 in difficoltà mentre stavano affrontando la discesa in corda doppia, a circa 30 metri sotto la cima del Campanile Pradidali nel gruppo delle Pale di San Martino, lungo il versante nord-ovest, a una quota di circa 2.500 m.s.l.m.. I due si sono trovati fuori via, senza più riuscire a proseguire in autonomia.

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha imbarcato a bordo un operatore della Stazione del Primiero per dare supporto nelle fasi di recupero. L’elicottero è volato in quota ed ha verricellato in parete il Tecnico di elisoccorso e il secondo soccorritore su una cengia sottostante la cordata. Dopo aver attrezzato un ancoraggio, la cordata è stata messa in sicurezza e recuperata a bordo del velivolo tramite due verricelli. I due sono stati portati al rifugio Pradidali, da dove sono rientrati a valle in autonomia.

 

In rientro dall’intervento verso la base di Mattarello, l’elicottero è stato deviato su un intervento successivo sul gruppo delle Pale di San Martino per prestare soccorso ad un’altra cordata di tre alpinisti – una donna del 1977 della provincia di Modena, un uomo del 1989 della provincia di Modena e un uomo del 1970 di Pesaro – in difficoltà all’ultimo tiro della via Solleder a cima Immink. I tre alpinisti hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze intorno alle 19.40. Dopo un breve sorvolo, la cordata è stata individuata dall’equipaggio. Il Tecnico di elisoccorso e un secondo operatore, precedentemente imbarcato a bordo, sono stati verricellati in parete. Con due verricelli, tutti e tre gli alpinisti sono stati recuperati e trasferiti a Fiera di Primiero, dove sono stati affidati agli operatori della Stazione del Soccorso Alpino.

 

 

 

Questo evento rappresenta un importante momento di riflessione sul nostro rapporto con l’ambiente, e con le nostre montagne in particolare. Proprio qui, in questo splendido anfiteatro dolomitico nel Parco Naturale Adamello Brenta, patrimonio inestimabile quanto fragile, avvertiamo la responsabilità di preservare questa ricchezza unica al mondo e consegnarla in salute alle nuove generazioni. È un impegno di cui tutti noi dobbiamo farci quotidianamente carico, anche di fronte ai segnali che l’ambiente ci pone davanti, come la recente tragedia della Marmolada. Oggi, qui, ci interroghiamo sul rapporto fra l’uomo e la natura con particolare riferimento alla caccia ma non solo: in questa cornice naturale avvertiamo particolarmente l’importanza di trovare un punto di equilibrio fra tutte le attività umane e il territorio.”


Così il vicepresidente Mario Tonina è intervenuto ieri alle celebrazioni per il ventennale della Sacra Edicola del Cacciatore, organizzate in Val d’Ambiez dal Comune di San Lorenzo Dorsino, dal Circolo culturale Ars Venandi e dall’Associazione Cacciatori Trentini.

 

 

Nell’agosto del 2002, Anno internazionale della Montagna, venne  commissionata da Ars Venandi, a ricordo di tutti i cacciatori scomparsi, una grande lastra bronzea, scolpita ad altorilievo e infissa su un enorme masso granitico. Fu realizzata da don Luciano Carnessali, uomo della montagna, artista e prete, ma anche alpinista, scalatore e cacciatore originario di Godenzo (frazione di Comano Terme) e amico, fra gli altri, di Fortunato Depero. Don Luciano morì tragicamente in un incidente stradale un anno dopo l’inaugurazione dell’opera. La lastra bronzea rappresenta la preghiera dei cacciatori rivolta a Dio che in un grande abbraccio accoglie tutte le creature della montagna.
Un’opera – ha detto Tonina salutando i presenti nella doppia veste di vicepresidente della giunta provinciale e di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco – che ben esprime i valori di don Carnessali. A tutti quelli che hanno organizzato questo evento e a coloro che sono qui oggi va il mio più sentito ringraziamento, perché con la loro presenza testimoniano la volontà della comunità di guardare al futuro nella consapevolezza e nella testimonianza di quegli insegnamenti che l’arte di don Luciano ha saputo esprimere.”
L’importanza di un equilibrio fra uomo e ambiente è stato sottolineato in tutti gli interventi moderati dal presidente di Ars Venandi Marco Zeni, a cominciare dal sindaco di San Lorenzo Dorsino Ilaria Rigotti: “Di fronte a questa opera bronzea, raffigurante Cristo che a braccia aperte ci offre il suo Creato nella sua abbondanza e che nell’insieme ci invita alla parsimonia, alla prudenza e al rispetto, il passante resta in silenzio quasi a percepire la presenza di questo Cristo nella valle”. Fra gli amministratori presenti anche il sindaco di Stenico, Monica Mattevi.


Celebrando la messa assieme a don Sergio Nicolli e con la cornice musicale del Coro “Cima d’Ambiez”, monsignor Luigi Bressan ha ricordato che la caccia è menzionata nelle sacre scritture, sottolineando al contempo l’importanza del senso di responsabilità nell’approcciarsi al mondo animale e più in generale al contesto naturale.
Nella commemorazione di don Luciano Carnessali, autore dell’Edicola, da parte di Graziano Riccadonna, Sandro Flaim e Serena Morelli, sono stati ricordati la costante presenza e il contributo di don Luciano all’interno della comunità anche oltre l’attività sacerdotale. “La sua Edicola – è stato detto – rappresenta il suo testamento.”


Ieri è stato anche assegnato il Premio Uomo Probo da parte del Comune di San Lorenzo Dorsino e del Circolo culturale Ars Venandi. Il Premio, giunto all’11° edizione, viene attribuito a donne e uomini che nella loro vita si sono distinti per l’onestà, la solidarietà e la disponibilità verso il prossimo. Il riconoscimento, sostenuto in passato anche dallo scrittore e intellettuale di montagna Mario Rigoni Stern, è andato quest’anno ad Annibale Salsa, già presidente dei CAI e oggi, fra le molteplici attività, anche membro del comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento. Gli organizzatori ne hanno voluto premiare la competenza, il costante impegno e l’autorevolezza quale, come è stato detto, “autentico figlio della montagna”.


Da Salsa è giunto un invito a superare gli estremismi, le ideologie e il dilagante “analfabetismo territoriale”, cercando invece un’armonia di rapporti fra uomo e natura.
Farci accompagnare – ha detto il vicepresidente Tonina – nel nostro cammino di comunità da persone come Annibale Salsa è importante. Le azioni riportate nella Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, approvata lo scorso anno, riprendono anche i valori e i messaggi che Salsa ricorda continuamente”. Nel corso delle celebrazioni oggi Tonina ha ricevuto lo stemma di Ars Venandi per la sua vicinanza ai temi cari al Circolo.