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Con la collana "il contrario" edita da Forme Libere un'opportunità per i ragazzi neolaureati di confrontarsi con il mondo del lavoro

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Nasce dalla collaborazione tra la casa editrice Forme Libere di Trento e alcuni professori universitari, Valentina Nider, Andrea Binelli, Massimiliano De Villa e Fulvio Ferrari, la collana “il contrario” creata per dare una prima opportunità a ragazzi freschi di laurea e di dottorato di confrontarsi con il mondo del lavoro grazie all’affiancamento e alla supervisione di docenti universitari che operano anche come traduttori professionisti per le grandi case editrici italiane come Feltrinelli, Iperborea, Minimum fax.

Un progetto fortemente voluto da tutti gli attori perché “[…] sta di fatto che, oggi come in epoche precedenti, gli elementi di raccordo fra società e università, le figure chiave della dialettica fra il mantenimento dello status quo e il suo sovvertimento attraverso le sfide dello studio, restano gli studenti. L’immagine che viene dunque spontaneo utilizzare in questa sede è proprio quella degli studenti traduttori, portavoce colti e creativi in grado di individuare e veicolare la libera circolazione di idee e contenuti fra il mondo da cui provengono e i mondi verso cui si sono proiettati e di cui hanno appreso i codici e le sensibilità. Alla base del progetto editoriale qui presentato ci sono e ci saranno sempre loro, gli studenti di traduzione, da intendersi come espressione in carne e ossa della curiosità e del dubbio inesorabilmente volti al miglioramento; e ancora, gli emblemi della necessità atavica del contatto e dello scambio, dell’istinto di immedesimazione con cui riplasmare generosamente la propria identità esplorando e abbracciando con coraggio le forme di alterità che si è avuto la possibilità di imparare a capire e a sentire. Gli studenti traduttori che daranno vita alle pubblicazioni di questa collana sono al contempo artisti temerari e rigorosi artigiani, desiderosi di mettersi all’opera in quel complesso e disordinato laboratorio del possibile che è la letteratura: un’officina dove loro stessi adattano e sconvolgono l’esistente, immaginando un nuovo mondo possibile nello stesso momento in cui si sforzano di rendere comprensibile una realtà “Altra”, avendo cura di non farla propria. Questa collana vuole così mettere a disposizione dei lettori spunti di riflessione e di approfondimento in seno a contesti sociali e culturali rappresentativi e solo apparentemente marginali, e nel farlo raccoglierà le energie e la passione necessarie per dare voce ad altrettante rivoluzioni di sensibilità, piccole e grandi, astratte e concrete, vissute e da pianificare. Per questo motivo si è voluto chiamare la collana “il contrario”: perché il contrario è da sempre la direzione presa da chi ha scelto le vie del miglioramento, quelle che più spesso passano attraverso la lotta alle ingiustizie e ai privilegi. Si è voluto chiamarla “il contrario” perché tradurre si colloca agli antipodi del non conoscere, del non sentire; perché la traduzione è l’esatto contrario dell’apatia, della rinuncia e dell’indifferenza” (dalla prefazione alla collana).

 

Dopo l’apprezzato incontro al Salone internazionale del libro di Torino, “La traduzione come “il contrario” dell’apatia, della rinuncia e dell’indifferenza”, dove la collana ha riscosso l’interesse di un pubblico vario e partecipe, la promozione di questo progetto prosegue creando occasioni di incontro tra i traduttori e i lettori.

Il prossimo appuntamento vedrà protagonista Giuditta Boso, la traduttrice dei “Diari di una missionaria trentina in Africa” di Alcisa Zotta (Edizioni Forme Libere) in dialogo con Andrea Binelli, che l’ha seguita nella traduzione, e Fulvio Ferrari.

L’incontro si terrà Palazzo Gallo di Castello Tesino, martedì 30 maggio dalle ore 20:30.

 

Le pagine di questi diari, scritte in inglese, ripercorrono la seconda esperienza africana di Alcisa, missionaria laica, fino al ritorno nel suo paese natale. Giorno dopo giorno le sue annotazioni raccontano la vita difficile ma emozionante di una missionaria avanguardista, fedele a Dio e, al contempo, libera. Alcisa confida ai suoi diari riflessioni, stati d’animo e aspirazioni, esprime costanza e determinazione, fragilità e modestia. Queste memorie private che Alcisa dedica all’esplorazione di sé stessa ci regalano il suo ritratto più completo e autentico.

 

https://www.forme-libere.it/libro/diari-di-una-missionaria-trentina-in-africa

 

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