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Campo Lomaso, ad Andrea Puecheri il primo premio del concorso fotografico “Paesaggi, luoghi e architetture delle Giudicarie Esteriori”

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L’inaugurazione della Mostra Fotografica delle 35 migliori fotografie - scelte stampate su pannelli di grande formato (cm.33x45) - su oltre 140 scatti partecipanti al Concorso, è avvenuta sabato 1° aprile in una sala, del vecchio Convento Francescano, adibita per l’occasione a ‘Sala d’Esposizione’.

Presenti oltre una cinquantina di appassionati della fotografia e alcuni degli autori che hanno partecipato al Concorso Fotografico. Il primo a parlare è stato il sindaco del Comune di Comano Terme Fabio Zambotti che - nel bellissimo chiostro del Convento - ha espresso parole di elogio per l’iniziativa fotografica in atto, spiegando come la struttura – un tempo sede di preghiera e spiritualità francescana – sia oggi un polo culturale nel quale è possibile allestimenti di mostre e convegni. Ben vengano quindi iniziative che fanno rivivere queste antiche e maestose stanze.

Il presidente del Centro Studi Judicaria Danilo Mussi, ha poi spiegato agli intervenuti come si è giunti a concretizzare questo appuntamento con le immagini delle Giudicarie Esteriori. Ha ricordato infatti che il Concorso Fotografico “Paesaggi, luoghi e architetture delle Giudicarie Esteriori” è stato indetto dal Centro Studi Judicaria con la collaborazione del Circolo Fotografico Tionese, l’Ecomuseo della Judicaria e il Comune di Comano Terme.

Ha voluto anche ringraziare il coordinatore della Giuria il prof. Udalrico Gottardi, che si è dedicato con molto lavoro e passione, affiancato dai membri della Giuria: Luigi Bosetti (fotografo professionista), Carmela Bresciani  (presidente dell’Ecomuseo) e Davide Fusari (Comune di Comano Terme), Sonia Calzà (giudice UIF). 

È seguita la premiazione all’interno della sala con un’introduzione di Gottardi e l’assegnazione dei premi a cura dei giurati e del presidente del CSJ Mussi.

Il primo premio è stato assegnato ad Andrea Puecheri e nella ‘motivazione’ si legge: “Un’immagine che ritrae il monte Valandro. La scelta del fotografo – molto azzeccata – è quella di riprendere un dettaglio che sotto il profilo della composizione fotografica riesce a comporre un’inquadratura molto semplice e allo stesso tempo altrettanto articolata: il profilo del monte in diagonale conferisce all’inquadratura un indubbio dinamismo, dividendo la visione  in due triangoli rettangoli dove nel primo piano spicca la sagoma dell’alpinista situato proprio – secondo la “regola dei terzi”.

 Il secondo posto è stato assegnato a Michele Puecheri con la fotografia che ha per titolo La maestosità della Via Lattea”. Uno scatto fotografico intenso e spettacolare, colto dalla piana di Fiavé, che presuppone una profonda conoscenza della ‘tecnica fotografica’: in merito a tempo/diaframma e ISO. E ancora:  la fotografia mette in evidenza per 2/3 della superficie il cielo che ‘sprigiona’ una luce naturale della Via Lattea che ‘disegna’ il profilo delle montagne dove al centro si intravede il Passo del Ballino.

Mentre al terzo posto si è classificato Mario Benigni con la fotografia de “Il Castello incantato”Castel Restor che sorge alle spalle della frazione di Duvredo. La fotografia dell’antico maniero, ripresa dall’alto, mette in evidenza gli antichi resti in pietra del Castello in una giornata nebbiosa. Ed è proprio la nebbia l’ingrediente magico che rende questa immagine ricca di significati creando un effetto di suspence.

Il 4° posto se l’è aggiudicato Giorgio Berasi con  la fotografia de “Il vecchio faggio”una veduta paesaggistica degna di merito, poiché tutto è in equilibrio. Il soggetto principale: il vecchio faggio occupa lo spazio destro dell’inquadratura ed è giustapposto in un punto d’incrocio dei segmenti che delimitano la ‘regola della sezione aurea’ e questo fa sì che l’intera immagine diventi una fotografia armonica.

 

Infine al 5° posto si è classificata Elisa Bugoloni con la fotografia “In volo sulla verde valle”  Una panoramica sulle Giudicarie Esteriori colta dal monte Valandro che diventa quasi una mappa geografica della zona. Nel cielo si è appena alzato in volo un deltaplano e a noi osservatori sembra di vedere la valle sottostante al par suo. E oltre all’intera corona di montagne sullo sfondo intravediamo – sulla destra – il lago di Garda.

 

Sono state infine segnalate ben tre fotografie ritenute molto valide da un punto di vista fotografico e compositivo. Si tratta di “Archi di Andogno” di Angelica Ripoli, “Il paese si illumina” di Michele Puecheri e di “Paesaggio minimal” di Elisa Bugoloni.

La Mostra Fotografica, che rimarrà aperta fino a domenica 16 aprile, sarà visitabile dalle ore 14.00 alle ore 17.00 tutti i giorni escluso domenica 9 aprile giorno di Pasqua.