Il 19 di marzo, dedicato a San Giuseppe, in passato fu una grande festa, di quelle di precetto con messa grande (a Pinzolo nell’occasione si celebrava nell’antica chiesa di San Vigilio sull’altare - quello di marmo nero di Cerana con i teschi - di San Giuseppe protettore della buona morte), funzioni nel pomeriggio, gli scolari e gli operai a casa. Poi c’ è stata un’evoluzione; la festa è stata cassata, il 19 marzo diventa giorno feriale, san Giuseppe nel calendario dei santi viene spostato dal 19 marzo al primo di maggio, dedicato nella circostanza a San Giuseppe lavoratore (lui era un falegname!), quasi a sostituire, almeno per i cattolici, la festa rossa del riscatto operaio. Però molte persone, legate alla tradizione, festeggiano San Giuseppe il 19 marzo. Così giovedì scorso gli alpini di Pinzolo hanno voluto festeggiare Bepi Moro, classe 1923, Giuseppe all’anagrafe e per di più nato il 19 marzo nella loro sede. Nato in riva al Piave venne a Pinzolo nell’immediato dopoguerra per salutare un amico meccanico – lui pure era meccanico, e di quelli speciali! - prima di partire per l’Australia. Il destino ha voluto che si fermasse qui, dove si creò un famiglia e si fece apprezzare da tutti non solo pe la sua eccezionale professionalità – è stato il maestro di quasi tutti meccanici che oggi operano in valle –ma per la sua disponibilità e generosità. Di giorno, di notte, di sabato o di domenica, lui correva sempre a dare una mano dove ce ne fosse stato bisogno. Si è fatto benvolere da tutti e tutta la comunità gliene è sempre rimasta grata. Giovedì ha compiuto 96 anni e un suo carissimo amico, un alpino come lui, Carlo Cereghini ha voluto fosse festeggiato con un simpatico banchetto a base di specialità, di quelle di un tempo che si trovano solo da Antonio Caola, nella nuova sede degli alpini di Pinzolo.

