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Tue, Apr

Garda Dolomiti S.p.A. dà il benvenuto alla Valle dei Laghi. La grande affluenza al primo incontro con gli operatori turistici dell’ambito – entrato ufficialmente il 1° gennaio nella grande squadra dell’APT – pone le giuste basi per l’inizio di un nuovo fruttuoso percorso Valle dei Laghi.

 

Foto Garda Dolomiti S.p.A.

 

Sebbene l’entrata ufficiale della Valle dei Laghi all’interno della realtà di Garda Dolomiti S.p.A. sia avvenuta il 1° gennaio 2022, si è tenuto giovedì 13 gennaio il primo incontro online tra gli operatori turistici, i sindaci e il Consorzio Turistico della Valle dei Laghi con i vertici dell’APT durante il quale sono stati presentati gli obiettivi, i progetti e le modalità di approccio con gli operatori secondo il nuovo business model.

 

Con l’ingresso della Valle dei Laghi, dopo Comano e Valle di Ledro lo scorso anno, l’APT Garda Dolomiti arricchisce ulteriormente il suo ambito, diversificando la proposta territoriale con una grande varietà di prodotti ed esperienze da offrire ai propri ospiti.

 

Con i sindaci delle località della Valle dei Laghi, abbiamo già individuato diversi obiettivi da raggiungere per esprimere al meglio le potenzialità di questo territorio – ha dichiarato il Presidente di Garda Dolomiti S.p.A. Silvio Rigatti -. Con l’aiuto degli operatori dovremo valorizzare le eccellenze dando un’identità chiara alla Valle dei Laghi che sia armonizzata il più possibile con quella del Garda Trentino”.

 

Durante gli scorsi mesi, l’APT ha avviato un nuovo percorso strategico – presentato durante l’incontro dal Direttore di Garda Dolomiti S.p.A. Oskar Schwazer – che mira ad accogliere sul territorio un turismo di qualità: “Il nuovo assetto dell’APT prevede dei settori specifici come Partner Marketing, Guest Experience, Product Management, Event Management, Brand&Communication, Digital & Content, oltre al nuovo portale B2B partner.gardatrentino.it e alla pagina Facebook dedicata. Questi nuovi servizi sono rivolti interamente agli operatori del territorio, per supportarli e creare un sistema vincente per la destinazione. Non esiste un territorio di serie A o di serie B, siamo un unicum, e per raggiungere l’obiettivo comune dobbiamo mettere al centro anche noi stessi, non solo il cliente”. Il Direttore ha infine spiegato le modalità per diventare partner dell’APT, illustrando i vari benefits dei pacchetti previsti (base, premium e special), tematica che verrà approfondita prossimamente con un incontro online dedicato con gli operatori turistici della Valle dei Laghi.

 

Siamo convinti che un ospite contento, una volta tornato a casa, sarà la promozione migliore per la nostra destinazione, e per ottenere ciò, è necessario che il territorio sia il più fruibile possibile. Per questo motivo sono già stati segnalati ben 16 lavori straordinari da effettuare per migliorare la nostra zona e vogliamo individuare anche le esigenze della Valle dei Laghi in questo senso. Abbiamo poi focalizzato altri obiettivi per migliorare la nostra infrastruttura outdoor, come l’istituzione dei Garda Rangers, veri e propri “angeli custodi” del territorio, che lavoreranno giornalmente sui sentieri della zona, e il miglioramento della segnaletica, per poter fruire del territorio in modo corretto. Infine, qualche settimana fa, abbiamo presentato il nuovo studio di posizionamento della destinazione per profilarne l’ospite ideale, uno studio al momento dedicato solo al Garda Trentino ma che abbiamo intenzione di estendere, nel corso del 2022, anche a Comano, Ledro e Valle dei Laghi” – ha concluso il Presidente Rigatti.

 

HANNO DETTO:

Lorenzo Miori, Sindaco di Vallelaghi: “Questo è il primo passo di un nuovo importante percorso all’interno dell’APT Garda Dolomiti, fondamentale sicuramente per la prospettiva turistica di tutto il territorio. E’ un momento di grande soddisfazione per noi e siamo certi di un futuro roseo”.

Michele Bortoli, Sindaco di Madruzzo: “È una sfida epocale che al contempo potrà valorizzare il nostro territorio e le nostre potenzialità. Siamo fiduciosi e disponibili a ogni tipo di confronto con gli operatori e i vertici dell’APT”.

David Angeli, Sindaco di Cavedine: “Durante la prima riunione tra noi sindaci, ci siamo chiesti quale potesse essere il futuro turistico della nostra valle. L’approdo in Garda Dolomiti ci ha dato la risposta: questo non è l’arrivo ma la partenza di un nuovo percorso che porterà stimolanti sfide. È arrivato il momento di giocare questa partita”.

Attilio Comai, Commissario della Valle dei Laghi: “Fin da subito abbiamo sostenuto il percorso dei sindaci poichè abbiamo ritenuto fosse una grandissima opportunità per il nostro territorio e siamo pronti a metterci alla prova con queste nuove sfide”.

Enrico Faes, Presidente del Consorzio Turistico Valle dei Laghi: “Il Consorzio Turistico rappresenta la storia e la tradizione turistica di questo ambito. Ciò che si propone ora è un lavoro di ascolto e di sintesi delle esigenze locali, da portare come proposte in APT”.

Arco Sartori, Vicepresidente del Consorzio Turistico Valle dei Laghi: “Il Consorzio è la trasformazione della Pro Loco della Valle: la scelta di proporre un’entità più inclusiva è stata fatta per permettere al Consorzio di essere un punto di congiunzione tra il territorio e l’APT. Il Consorzio vuole rappresentare tutte le realtà presenti sul territorio affinchè collaborino e che facciano rete tra di loro in questa nuova avventura”.

 



 

Lettera aperta – Al Sig. Sindaco di Madruzzo  Michele Bortoli / e p.c. ai Sigg Sindaci di Valle Laghi e Cavedine / e p.c. al Sig Assessore all’Ambiente della PAT Mario Tonina

 

 

Gentile  Sindaco,

a nome del Comitato ‘SalviamolaValledeiLaghi’ e di tutto il sempre più vasto movimento spontaneo di mobilitazione per la difesa del territorio, sentiamo la necessità di manifestarle il crescente stato di preoccupazione per la possibile riaccensione del forno della Cementiera di Sarche.

Vediamo utile che da parte sua si dia seguito concreto all’impegno assunto con  l’Avviso del luglio scorso alla cittadinanza, pertanto chiediamo che venga indetta urgentemente una assemblea pubblica informativa che dia a tutti, amministratori locali e cittadini, informazioni dettagliate e non di parte, in modo che ognuno possa formarsi nella propria coscienza un’opinione motivata.

Un incontro pubblico dunque, franco, serio ed appassionato, che serva anche come momento di riflessione collettiva per dare garanzie adeguate alle varie criticità, già emerse o che possano emergere.

Di seguito le osservazioni che riteniamo utile condividere:

In data  30/11/2021   è stata inoltrata dalla ditta Italcementi-Heidelberg cement group agli organi competenti provinciali la già annunciata richiesta di riavviare a pieno ritmo, 24 ore su 24, tutta l’attività di produzione, anche con la possibilità di escavazione del minerale presente nel sito di proprietà.

Ora l’esecutivo provinciale ha a disposizione 60 giorni per la redazione di una risposta.

Dopo la significativa condivisione nell’assemblea di Calavino, accogliamo come un importante segnale quello dato dal Consiglio Comunale di Madruzzo in data 29 dicembre 2021, che ha raccolto almeno in parte le inquietudini che si stanno diffondendo tra la popolazione, rappresentandole presso l’esecutivo provinciale per gli opportuni approfondimenti.

Dalle informazioni in nostro possesso, risulta chiaro un forte rischio per la salute dei cittadini e per l’integrità del territorio non solo della Valle dei Laghi, ma quanto meno di vaste zone del Trentino occidentale.

È certo che il riavvio senza possibili controlli, né ulteriori dotazioni di sicurezza, costituirà un segnale pesante.

È certo che nel tempo dovremo subire una non ancora precisata quantità di emissioni di polveri, comprese le dannosissime polveri sottili, cause di malattie per la popolazione, soprattutto dei bambini, e di forte impatto sulla vegetazione dei nostri vigneti e dei boschi, compreso quelli pregiati del biotopo del lago di Toblino (300 metri di distanza), cartolina di presentazione del nostro Trentino turistico.

È certo che in una valle ristretta come la nostra, che oltre tutto nei mesi invernali non è soggetta a ventilazione naturale, ci sarà un’enorme emissione in atmosfera di Co2, che, come è a tutti noto, è un gas clima-alterante: le cementiere nel mondo contribuiscono circa per una parte su 10 alla liberazione di questo gas.

Quello che è certo è che la nostra gente ha bisogno di informazioni certe e non di tentennamenti, di garanzie sicure e condivise e non di generiche rassicurazioni.

Quello che non sappiamo infatti è se e in quale quantità nel forno di Sarche si bruceranno come combustibili, non solo il famigerato carbon-coke, non solo i fanghi essiccati derivati dai depuratori, con le annesse sostanze (tossiche?) di cui si fa ancora fatica a comprendere bene la composizione, ma anche rifiuti di vario genere, con i loro possibili correlati di diossine e di altre sostanze nocive per la salute e l’ecosistema (meglio saperlo, visto che per questi è stata avanzata richiesta di utilizzo da parte dell’azienda). Quello che non sappiamo quindi è se il governo provinciale intenda o meno convertire gradualmente il sito di Ponte Oliveti in un inceneritore, magari nell’inceneritore di tutti i rifiuti del Trentino!

Quello che non sappiamo è come e in quale misura tutto ciò ci riguarderà, dato che finora controlli “rigorosamente scientifici” sull’attività di Italcementi non sono mai stati prodotti, né gli organi tecnici provinciali addetti (APPA) si dichiarano in grado di imporli alla ditta multinazionale.

Quello che non sappiamo è se ci sarà o meno la creazione di un tavolo permanente di monitoraggio, che coinvolga, oltre naturalmente ai tecnici provinciali e ai rappresentanti delle istituzioni territoriali e provinciali, anche rappresentanti della cittadinanza e delle associazioni ambientaliste.

Quello che non sappiamo è se saranno adottati in Trentino protocolli rigorosi come sono stati imposti in varie parti d’Italia, oppure se si procederà in ordine sparso, alla faccia degli slogan tipo ‘respira, sei in Trentino!’.

Quello che non sappiamo è se ci stiamo attivando anche in termini di prescrizioni relative alla autorizzazione, non solo per quanto riguarda la normale attività di gestione dei processi lavorativi, ma anche in previsione di eventuali malfunzionamenti degli impianti e/o dei meccanismi di controllo

Da ultimo, ma non in ordine di importanza, quello che non sappiamo è se e quali saranno tutti i dispositivi di sicurezza attivati per il personale che vi lavorerà, vista la presenza di numerosi gas e sostanze potenzialmente tossiche presenti nel processo di lavorazione.

Quello che non è accettabile è che le decisioni che riguardano la sicurezza e la salute di tante persone e di interi ecosistemi possano essere prese dall’esecutivo provinciale sopra le nostre teste. Ognuno di noi ha genitori anziani o figli e nipotini, che non devono essere costretti a vivere in un ambiente inquinato.

Per questo motivo crediamo che lei, Sindaco, debba dare concretezza all’impegno assunto, convocando tempestivamente un’assemblea pubblica prima della scadenza dei termini di autorizzazione, e dunque in tempo utile per le prescrizioni del caso. Sarebbe, da parte sua, un’iniziativa coraggiosa e lungimirante, che invita alla partecipazione tutta la cittadinanza e che chiama i rappresentanti del governo provinciale ad assumersi le proprie responsabilità di fronte all’opinione pubblica.

Confidiamo pertanto nella sua sollecitudine, vedendoci altrimenti costretti a provvedere autonomamente nella promozione di questo incontro.

 

Trattandosi di questioni di estrema rilevanza che i cittadini hanno il diritto di conoscere, confidiamo nella sua sollecitudine.

 

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*

Per il Comitato

Marco Pisoni

 

Si è concluso intorno alle 20.30 un intervento in soccorso di un base jumper bloccato sulla parete del monte Colodri (Arco, Valle del Sarca), dopo essersi lanciato dalla sommità. L’uomo si trovava in parete, a circa 200 metri da terra, appoggiato con i piedi su uno spuntone di roccia.

Illeso, è riuscito a raccogliere la vela del paracadute e a rimanere aggrappato a un arbusto. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata poco dopo le 17 da una persona che ha notato il base jumper in parete da valle e, successivamente, anche da uno dei compagni.

 

Foto dall'archivio

 

Il Tecnico di Centrale operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale, ha chiesto l’intervento della Stazione di competenza di Riva del Garda. Sul posto anche i soccorritori della Stazione Val di Ledro e i Vigili del Fuoco di Dro che hanno illuminato la parete con la fotoelettrica, poiché era buio e la visibilità molto scarsa.

I soccorritori sono saliti con i mezzi da Laghel e poi a piedi fino a raggiungere la sommità del monte Colodri. Da lì si sono portati sulla verticale ed hanno attrezzato un ancoraggio, in modo da raggiungere il base jumper dall’alto.

Un operatore è stato calato per circa 100 metri fino ad arrivare nel punto in cui si trovava il base jumper, il quale è stato messo in sicurezza, recuperato verso l’alto fino alla cima del monte ed accompagnato a valle. Per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

Intervento notturno lungo la via Aganippe, parete San Paolo (Dro, Valle del Sarca)

 

Foto Soccorso Alpino

 

Si è concluso intorno alle 20.40 un intervento in aiuto di due ragazzi del 2006 di Dro, incrodati lungo la via Aganippe sulla parete San Paolo (frazione Ceniga – Dro, Valle del Sarca). I due arrampicatori stavano affrontando l’ultimo tiro della via quando, dopo aver perso la luce frontale, non sono stati più in grado di proseguire a causa del buio. In difficoltà, hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 18. 

 

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale, ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione di Riva del Garda. Cinque soccorritori si sono portati con i mezzi in quota, nei pressi dell’uscita della via, mentre i Vigili del Fuoco di Dro illuminavano la parete con la fotoelettrica. Un soccorritore è stato calato dall’alto per circa 50 metri, fino a raggiungere i due ragazzi. Una volta messi in sicurezza, entrambi sono stati guidati fino al termine della via e poi riaccompagnati a valle con i mezzi. Illesi, per nessuno dei due è stato necessario il ricovero in ospedale. 

 

 

Il vino trentino si fa onore in Europa e in Italia. La Cantina di Toblino ha nei giorni scorsi ottenuto il premio "Industria Felix. L'italia che compete" alla Luiss di Roma per le performance gestionali e finanziarie. Il premio, assegnato dall'omonimo magazine, riconosce i primati delle aziende italiane rispetto ai principali parametri di bilancio.
La stessa cooperativa vitivinicola ha avuto poi la soddisfazione di aver partecipato da protagonista al Drinks Business Green Awards a Londra. La Cantina è arrivata tra i cinque finalisti in ben due categorie: Sustainable Award e Ethical Award. Il Drink Business Green Awards è la più grande competizione al mondo che mira ad aumentare la consapevolezza delle questioni ambientali nel commercio delle bevande e premia coloro che stanno aprendo la strada alla sostenibilità e alle prestazioni ambientali.

 

Da destra il presidente della Cantina di Toblino Bruno Lutterotti e il direttore Carlo De Biasi [ Ufficio Stampa Pat]

Il vicepresidente della Provincia autonoma, Mario Tonina e l'assessore all'agricoltura Giulia Zanotelli si complimentano per i risultati ottenuti. Il vicepresidente Tonina sottolinea, poi, con soddisfazione come "i riconoscimenti alla Cantina di Toblino sono un segnale importante di come le cooperative siano una componente fondamentale e di eccellenza del panorama economico provinciale e siano all'avanguardia nell'ambito della conciliazione tra sviluppo economico e rispetto dell'ambiente. Mi voglio complimentare con il presidente, il direttore e l'intera compagine sociale per i risultati raggiunti che sono il frutto di un percorso che da anni la Cantina di Toblino ha intrapreso, con una attenzione profonda alla produzione di vini che guarda al rispetto dell'ambiente".
L'assessore Zanotelli evidenzia come i riconoscimenti ottenuti dalla Cantina di Toblino "derivano dal lavoro sinergico tra la produzione e la trasformazione, partendo dal sapiente lavoro dei soci in campagna, valorizzato da tutta la struttura della Cantina di Toblino".

 

Un uomo del 1972 è stato investito da una pianta, procurandosi un trauma ad un arto inferiore, mentre stava lavorando in un cantiere forestale nei boschi sopra l’abitato di Pietramurata (Valle del Sarca), a una quota di circa 750 m.s.l.m., nei pressi della strada forestale di Massampiano. Ѐ stato un collega ad allertare il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 14 di oggi, mercoledì 10 novembre.

Il Coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero mentre due operatori della Stazione di Riva del Garda si portavano sul posto per dare supporto nelle operazioni di soccorso. Il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe sanitaria sono stati verricellati sul luogo dell’incidente per prestare le prime cure sanitarie.

L’infortunato è stato stabilizzato e trasportato con la barella per alcune decine di metri in un punto più aperto del bosco, per consentire il recupero a bordo dell’elicottero con il verricello. Infine, è stato trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.



 

Cementificio di Sarche di Madruzzo: oggi l’incontro con le amministrazioni locali e il comitato. Al centro trasparenza e equilibrio tra attività e territorio

 

Massima trasparenza nel comunicare ai cittadini e alle amministrazioni locali le informazioni relative alla riapertura della linea di cottura del cementificio di Sarche di Madruzzo e impegno per cercare un punto di equilibrio tra le esigenze produttive dell’azienda e la salvaguardia e valorizzazione di un territorio di pregio dal punto di vista agricolo e con grandi potenzialità in campo turistico. Se ne è parlato questa mattina in un incontro che il vicepresidente della Provincia e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione – assieme ai dirigenti provinciali Roberto Andreatta, del Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione, Laura Pedron, del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro e Gabriele Rampanelli di Appa, Settore Autorizzazioni e controlli – ha avuto con gli amministratori dei comuni di Madruzzo, Vallelaghi, Cavedine, il Commissario della Comunità della Valle dei Laghi e i rappresentanti del comitato “Salviamo la Valle dei Laghi”. L’incontro seguiva quello che si era tenuto tra Provincia e Italcementi nei primi giorni di settembre.

 

 

Il confronto ha offerto ai tecnici provinciali l’opportunità di spiegare che per l’impianto di Sarche, secondo le intenzioni dell’azienda, è previsto il potenziamento degli impianti di trattamento delle emissioni, in particolare attraverso la modifica del sistema di abbattimento degli ossidi di azoto. Inoltre è stato spiegato che l’impianto, già con le autorizzazioni attualmente in possesso, è adeguato alle BAT (Best Available Techniques) del 2013. Ad oggi, è stato inoltre chiarito, l’impianto non è autorizzato, e non ha presentato domanda di autorizzazione, ad utilizzare “Combustibile solido secondario”, materiale che deriva dalla lavorazione dei rifiuti. Non è previsto inoltre l’aumento del quantitativo già previsto in autorizzazione di fanghi di depurazione essiccati da utilizzare come combustibile in sostituzione del pet-coke attualmente utilizzato, che è un prodotto derivante della lavorazione del petrolio. In materia di controlli infine, il sito produttivo è sottoposto alle ispezioni periodiche previste dall’Autorizzazione integrata ambientale. È presente poi, è stato detto, un sistema di misurazione in continuo delle emissioni (SME) che sarà comunque rinnovato e i cui dati potrebbero essere messi a disposizione della cittadinanza.

Si è trattato di due incontri, è stato evidenziato, sia quello con l’azienda che quello di oggi con i rappresentanti della comunità, caratterizzati dall’apertura al dialogo e dalla volontà di collaborare tra i diversi soggetti coinvolti con l’obiettivo di cercare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze e istanze. Da parte della Provincia è stata anche manifestata la disponibilità a tenere incontri pubblici sul territorio per dare alla comunità tutte le informazioni relative alla riapertura dell’impianto produttivo.

Oggi è stato ricordato inoltre che nelle intenzioni dell’azienda vi sono anche un investimento di circa 5 milioni di euro e nuove assunzioni. Durante il confronto si è fatto riferimento anche ad una rivisitazione architettonica delle strutture, per un migliore inserimento nel paesaggio.

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