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Sat, Feb

 

Quando l'autenticità dei prodotti e l'identità del territorio diventano attrattori turistici. L'ingresso della bovina razza Rendena, con i formaggi e la carne, nella famiglia di Slow Food (associazione e movimento culturale internazionale che promuove le specificità dell'agricoltura locale nel mondo) è l'inizio di un percorso in questa direzione.

La "Rendena", razza autoctona che da secoli è il cardine dell'attività zootecnica e agricola della Val Rendena, alleata dell'uomo nel presidiare il territorio e modellare il paesaggio con il tratto distintivo e fortemente identitario degli alpeggi d'alta montagna, è diventata Presidio Slow Food.

Il risultato è arrivato a conclusione di un percorso triennale portato avanti dall'Associazione "Valore Razza Rendena" e dalla Condotta Slow Food Giudicarie che, in collaborazione, si sono concentrate su alcuni allevamenti locali rispettosi del benessere animale e dell'ambiente per sviluppare due progetti di filiera: uno del latte, l'altro della carne. "Valore Razza Rendena" è presieduta da Manuel Cosi, allevatore e presidente anche di Anare (Associazione nazionale allevatori razza Rendena), e ha oggi quattro soci: le aziende agricole "La Regina" di Luca Collini (Sant'Antonio di Mavignola), "Maso Pan" di Mauro Polla (Caderzone Terme) e "Fattoria Antica Rendena" dello stesso Cosi (Giustino) oltre a Patrick Bazzoli per la macelleria Bazzoli di Roncone.

Il nuovo ingresso va a far compagnia a due importanti prodotti locali come la "Ciuiga del Banale" e la "Noce del Bleggio", già Presidi Slow Food in Giudicarie.

La razza Rendena, con i suoi prodotti principe, il formaggio e la carne, entra così a far parte della rete internazionale di Slow Food che conta 300 presidi in Italia e 500 nel mondo.

Ogni presidio è un esempio concreto e virtuoso di un nuovo modello di agricoltura basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul sostegno dei piccoli produttori custodi di tradizioni gastronomiche a rischio estinzione. I presidi salvano prodotti di qualità radicati nella cultura del territorio in condizioni di lavoro rispettose per tutti. Il prodotto, inoltre, razza o tradizione gastronomica che sia, diventa Presidio se garantisce caratteristiche alimentari precise (ad esempio non si utilizzano ogm nell'alimentazione delle bovine e si preferiscono regimi di produzione il più naturali possibile) e una comprovata attenzione al benessere animale. Un disciplinare determina le regole del Presidio e il finanziamento necessario per istituire il Presidio stesso e acquisire visibilità mondiale. Carattere locale, dunque, per i presidi Slow Food, ma dimensione internazionale. Il Presidio, infine, è un meccanismo di certificazione partecipata e il marchio garantisce il valore del prodotto.

Oggi l'Associazione "Valore Razza Rendena" è costituita da alcuni soci iniziali che possono diventare molti di più. L'unica e imprescindibile discriminante è che i prodotti (formaggi e carni) delle potenziali future aziende socie appartengano a quella piccola ma forte bovina dal mantello scuro che riesce ad arrampicarsi fino ai pascoli e alle malghe più in alto, mantenendo, insieme al lavoro dell'uomo, quello straordinario paesaggio alpino dal colore verde smagliante che introduce alla verticalità delle Dolomiti di Brenta e dell'Adamello-Presanella.

 

 

Formaggi e carni di razza Rendena, l'unica razza autoctona del Trentino, da secoli espressione vera e autentica del territorio, saranno valorizzati con una prima iniziativa sostenuta dall'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, che già ha affiancato "Valore Razza Rendena" nel percorso per diventare "Presidio Slow Food". A marzo 2019, quattro ristoranti sulle piste da sci che sorgono a fianco di altrettante malghe attive durante l'estate – rifugio Patascoss (Madonna di Campiglio, 6  marzo, ore 20.00), malga Cioca (Pinzolo, 16 marzo, ore 20.00), cascina Zeledria (Madonna di Campiglio, 20 marzo, ore 20.00) – ospiteranno quattro appuntamenti enogastronomici  per far conoscere e assaporare i prodotti di razza Rendena della famiglia Slow Food.

 

Manuel Cosi, presidente Associazione "Valore Razza Rendena": "La soddisfazione per il raggiungimento della registrazione della razza Rendena nei Presidi Slow Food è veramente grande. Registrare la razza e non i prodotti singoli è stata una scelta ben precisa per avere più opzioni e essere più progetto di territorio. Il percorso è stato ricercato ed è maturato dalla passione e dall'amore nei confronti delle bovine di Razza Rendena che definisco "Regine" della nostra Valle. L'obiettivo è dare, appunto, valore e promuovere le specificità facendo conoscere dentro, ma specialmente fuori dai nostri territori, le piccole produzioni di una razza autoctona che rischia l'estinzione e  ha bisogno di essere tutelata. Allo stesso tempo si cerca di  promuovere i territori di produzione. Un ringraziamento è da rivolgere a chi, come l'Azienda per il Turismo e le amministrazioni comunali della Val Rendena, ha creduto e investito per far partire questo progetto. Ora c'è solo bisogno di farlo crescere con la partecipazione di altri allevatori, chiudendo il circuito del turismo/commercio fino al consumatore finale".     

Flavio Franceschetti, fiduciario della Condotta delle Giudicarie: "Attraverso progetti come questo si possono riscoprire quei valori autentici che sono in ognuno di noi, creando benefici per l'intera comunità, a partire dal mondo contadino e a ricaduta su tutta la filiera di produttori, ristoranti, alberghi e sul nostro cibo quotidiano".

 

LA RAZZA RENDENA, ALCUNI DATI:  In Val Rendena l'allevamento bovino risale a periodi antichissimi. Le prime documentazioni sul tipo di bovini allevati sono datate all'inizio del 1700. Nel 1712 si sarebbe verificata la prima consistente importazione documentata di bovini in Val Rendena; il bestiame venne acquistato prevalentemente in alcune vallate svizzere. Non si trattò di una importazione di bovini bruni, bensì di soggetti riferibili ad uno dei tipi di bovini allora allevati nella Svizzera meridionale, scelti probabilmente dagli allevatori rendenesi per una certa affinità con le caratteristiche del loro bestiame indigeno.

 

Un worshop organizzato in una location inusuale, al ristorante Doss del Sabion a 2100 m grazie al supporto organizzativo delle Funivie Pinzolo spa, per mostrare agli ospiti provenienti dalla Regione Puglia le buone pratiche in tema di politiche familiari e l'eccellenza dei Distretti Famiglia in Trentino. Era questo l'obiettivo dell'appuntamento odierno, inserito nell'ambito del percorso di formazione per consulenti del Family Audit, organizzato da tsm-Trentino School of Management fra Bari e il Trentino con la collaborazione dell'Agenzia per la Famiglia.

 

Il fenomeno dei Distretti Famiglia trentini ha visto un trend in costante crescita dal 2010 ad oggi, fino a coprire quasi tutto il territorio provinciale: attualmente sono 19 e vi aderiscono complessivamente oltre 800 organizzazioni fra associazioni familiari, soggetti del Terzo Settore, enti pubblici e privati, imprese. I Distretti sono infatti soggetti a composizione mista, dove i Comuni rappresentano circa il 20%, mentre un altro 20% è rappresentato da associazioni sportive e culturali; vi sono poi imprese private o di commercio al dettaglio, fondazioni, aziende artigiane, associazioni di categoria, vigili del fuoco e tanti altri soggetti; tutti insieme condividono gli obiettivi di promozione del benessere familiare e della valorizzazione del capitale sociale e territoriale della propria comunità.

Oggi al Doss del Sabion vi erano il dirigente dell'Agenzia Luciano Malfer, il presidente di tsm Sabina Zulla, Mariolina Quagli ed Elisa Gargioni del Distretto Famiglia Val Rendena, nonché i referenti turistici della zona, dal presidente delle Funivie Roberto Serafini, al presidente delle Terme di Caderzone Tiziano Amadei, dal presidente dell'Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena Adriano Alimonta alla referente dei Distretti Famiglia del Trentino Debora Nicoletti.

Nel corso del workshop è stato approfondita l’esperienza di un Distretto attivo in ambito turistico-ricettivo, quello della Val Rendena, appunto. L'obiettivo, come ha chiarito il dirigente Malfer in apertura, era proprio quello di approfondire la prospettiva delle reti territoriali dei Distretti Famiglia che in Trentino hanno assunto un ruolo importante per generare reti di relazioni sociali ed economiche a favore del benessere familiare. 

Le reti dei Distretti sono reti di eccellenza perché riuniscono attori strategici pubblici e privati di un territorio, i quali lavorando all’obiettivo del benessere familiare e territoriale, indirettamente producono effetti positivi in termini di marketing territoriale e attrattività del sistema locale rispetto alla qualità della vita dei residenti e all’accoglienza turistica.

Fra i presenti anche una nutrita delegazione della Regione Puglia, la cui vicinanza alle best practice in tema di politiche familiari del Trentino è stata recentemente rinnovata con l'adesione della Puglia al Network nazionale dei Comuni Amici della Famiglia.

Il legame tra il Napoli di Aurelio De Laurentiis e Dimaro non si spezza. La notizia che era già nell'aria è stata confermata nella conferenza stampa tenutasi all'Hotel Vesuvio dall'assessore al Turismo Failoni: il Napoli sarà in ritiro a Dimaro Folgarida dal 6 luglio al 26 luglio 2019.

«A pochi giorni da San Valentino si rinnova il patto d’amore tra SSC Napoli, la Val di Sole e il Trentino. In questi giorni è stato infatti rinnovato l’accordo che da nove anni porta la squadra del presidente Aurelio De Laurentiis ad allenarsi a Dimaro Folgarida. Per le prossime tre estati i campioni allenati da Carlo Ancelotti torneranno quindi a luglio a svolgere la preparazione precampionato in Val di Sole, nel Trentino nord Occidentale. Sede del ritiro sarà nuovamente Dimaro Folgarida, con lo splendido stadio di Carciato in questi giorni imbiancato dalla nevicata che ha reso ancora più affascinante l’ambiente per la gioia di chi sta trascorrendo una vacanza invernale in valle e sulle sue piste da sci».

Il Trentino quindi punta ancora sui ritiri calcistici per fare promozione alla propria bellezza e alle proprie valli. In quest'ottica sembra prendere forma anche l'ipotesi di un ritorno dell'Inter a Pinzolo. Da indiscrezioni le trattative sarebbero già in stato avanzato e una delegazione nerazzurra sarebbe già salita a Pinzolo per fare una ricognizione sul campo. Se sono rose fioriranno.

 

Che il Birrificio Val Rendena sia ormai avvezzo a ricevere premi e riconoscimento per le proprie birre non è una novità, ma fa piacere vedere come i fratelli collini di Pinzolo riescano ogni volta che escono con un prodotto nuovo a ricevere elogi dalla critica. L'ultima critica positiva da Linkiesta che pone la Winter Zeit Brenta Brau special tra le 5 migliori birre italiane.

La Winter Zeit è una birra bock rossa di ispirazione teutonica, da bere in un boccale tedesco (bierstange). Le birre in stile Bock erano tradizionalmente prodotte in Germania e consumate durante i mesi invernali per infondere calore ed energia contro i rigori della stagione. Il colore è rosso intenso. E annuncia la pienezza e la ricchezza del gusto. Birra per intenditori e per la conversazione, dal gusto articolato e ricco di sfumature, compresi gradevoli sentori floreali. Aromi complessi di caramello, tostato, speziato e torbato e gradazione alcolica abbastanza elevata. Abbinamento ideale con grigliate di carne, formaggi d'alpeggio ben stagionati, pasta o risotto con funghi o verdure.

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