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Tue, Jun

 18 giugno; sono alla vigilia dei 99: una méta impensata. Non trovo parole e mi sono affidato al dialetto per esprimere ciò che sento condividendolo con Amiche ed Amici che so che mi comprenderanno e che mi sono vicine e vicini. Grazie.

 

 

Ò  compì  i  99

 

Compìr  i  novantanóf!      pàr  gnà  vìra!

Sénto  che  Vargùgn  él    làsa  amó  chì

amó  ’ntréc  e  cól    amó  al    pòsto;

ma  i  àgn    i  sénto  gnamó  sa  la  gròpa;

  pàr  che  ghé  sìa  vergót      vìa

e    gàto  amó  a  fàr  vergót  tùč  i 

come  ò  sempre  fàt  e  ò  podèst  fàr.

Dént    mi    vègn  da  pensàr

che    sempre    arént  a  saltàr  al  de 

del  confìn  dei    che  ’l  Signór  él  m’à  dàt;

ma  ’ntànt  che    gàto  a  scrìver

    pàsa  gnànca  ’ntàl 

che    da  fàr  prèst  a  fàr  él  sàlto  mortàl.

Él    che  n’òm    fortunà    mi    ’l  ghè

ànca  se  a  mi  m’è  tocà  trigàr      tànt;

ma  i  m’à  lasà  al  móndo    de  tànč

e  à  finìr  le    ròbe  enviàde  da  tànt  témp:

tùte  finìde  ’n  bèla  fìla  come  i  giugàtoi

che    mèt  via  ’ntàl  casèt  o  sa  le  piérse.

Ànca    so  ’n  giugàtol  entà  le    del  Signór

che  ’l  m’à  fàt  giràr  él  móndo  come  ’l  l’à  volèst

lasàndome  trabascàr  én  po’  dapertùt

sempre  aidàndome  a  vegnéghen 

mèi  che  ò  podést  ànca  dai  sgrébegn

endó  so    a  ’mpegolàrme  da  mi  sól.

  so  gnànca      che  próvo  dént    mi:

  sénto  contént  de  tùt  quèl  che  ò  fàt;

  pàr  d’avérghe  ’ntórna  sól  gént

che    vól    e  che  la    fa  compagnìa;

    pàr    dovérghe  domandàr  scùsa

a  nisùni  per  avérghe  fàt  del  màl.

A  vardàr  le  ròbe  dai    novàntanóf

  pàr  che  tùt  él  sia n’à    drìt:

    niént  da  piàngerghe  sóra;

sól    rincrès  che    mànca  la    Gi

che  l’à  m’à  dàt  él    bèl  de  la  vita:

él    cór  e  Èla  come l’èra  e  l’è  stàda.

 

  vègn  da  pensàr  che  se    deventà

quèl  che  ò  mès  ensèma  én  novàntanóf  àgn

l’è  perché  ò  gatà  tànta  gént  che  la  m’à  aidà:

da  la  famèia  de  me  pupà  e  me  mama

có’  i      fradéi  e  le  mie  trè  sorèle;

da  la    Gina  e  dai    fiói  e  neóde

da  la    Flor  e  dal    Roberto:

tùč  i    che  i  m’è  stàdi  ’ntórna  e  adòss

perché    perdése  o  nèse    da i    sentèr.

E  amó  tùte  le  dòne  e  tùč  i  òmi

che  ò  ’ncontrà  sa  tùč  i  sentér  e  le  vìe

che  ò  dovèst  ciapàr  én  po’  dapertùt;

na  mòta    viòtoi  e    stradò’  ’ngeràdi

entà  le  póze  e  ’n  mèz  ai  sàs  e  ai  maròc

per  gatàrme  coi    novàntanóf  àgn

sa  ’n  bèl  stradó’  slìs  e  asfaltà.

  gòi  da  dìr?  Sól  enginociàrme  giù

e  àlzàr  i  òč  fìn  al    sóra  de  le  nùgole;

e  gatàrme  ’nciodà  e  có’  la  góla  sùta

sénza  podér  savér    dìr  e    podér  far.

  sénto  ’mbambolà  come ’n  pìterlo

ciapà sà  ’n  bachetó’  sénza  podérse  móver;

fàgo  zìto  e  rèsto  cóle    ’ncrosàde

e  có’  i  òč  che  i  vàrda  ’n  Sù!

 

Ho compiuto i 99. - Compiere i 99! Non mi sembra neppure vero. / Sento che Qualcuno mi lascia ancora qui / tuttora intiero e con la testa ancora a posto; / ma gli anni non li sento neppure sulle spalle; / mi pare che si qualcosa fuori dall’ordinario / e mi ritrovo ancora a fare qualcosa tutti i giorni / come ho sempre fatto e ho potuto fare. / Dentro di me mi viene da pensare / che sono sempre più vicino a saltare al  d là / del confine dei giorni che il Signore mi ha dato; / ma, mentre mi trovo a scrivere / non mi passa neppure per la mente / che ho da far presto il salto mortale. / Lo so che un uomo più fortunato di me non c’è / anche se a me è toccato di arrabattarmi tanto; / ma mi hanno lasciato al monto più di tanti altri / e ad ultimare ciò che avevo avviato da tanto tempo; / tutte finite in bella fila come i giocattoli / che si mettono in ordine nel cassetto o sul solaio. / Anch’io non sono che un giocattolo nelle mani del Signore / che mi ha fatto girare il mondo dove ha voluto / lasciandomi arrangiare un po’ ovunque / sempre aiutandomi per riuscire e venirne fuori / il meglio possibile anche dai luoghi impervi / nei quali sono andato ad intrigarmi da me solo. / Non so neppure io che cosa stia provando dentro di me: / mi sento contento di tutto quello che ho fatto; / mi pare d’avere attorno soltanto gente / che mi vuole bene e che mi fa compagnia; / non credo di dover chiedere scusa / a nessuno per avergli fatto del male. / A guardare il tutto dai miei novantanove / mi sembra che tutto sia andato via liscio: / non nulla su cui piangere; / soltanto mi rincresce che mi manchi la mia Gi / che mi ha donato la cosa più bella della vita: / il suo cuore e se stessa come era e come è stata. / Mi viene da pensare che se sono diventato / quello che ho raccolto in novantanove anni / è perché ho trovato tanta gente che mi ha aiutato: / dalla famiglia di mio padre e di mia madre / con i mei due fratelli e le mie tre sorelle; / dalla mia Gina e dai miei figli e le mie nipoti / dalla mia Flor [nuora] e dal mio Roberto [genero]: / tutti i “Miei” che mi sono stati attorno e addosso / affinché non perdessi o andassi fuori dai miei sentieri. / Ed ancora tutte le donne e tutti gli uomini / che ho incontrato su tutti i sentieri e le strade / che ho dovuto percorrere un po’ dappertutto; / innumeri viottoli o strade coperte di ghiaia / fra le pozzanghere o in mezzo a ciotoli e grossi sassi / per trovarmi coi mei novantanove anni / su un’ampia strada nella liscia ed asfaltata. / Che posso dire? Soltanto inginocchiarmi / ed alzare gli occhi fino al di sopra delle nuvole; / e trovarmi quasi inchiodato e con la gola secca / senza riuscire e saper che cosa dire e che cosa poter fare. / Mi sento imbambolato come un pettirosso / preso col vischio e senza potermi muovere; / faccio silenzio e resto con le mani giunte / e con gli occhi che guardano in “Su”. - Mario Musón

 

InPrendi, il progetto per favorire l’imprenditorialità giovanile nelle Giudicarie e sostenuto dalla Comunità e dalle Casse Rurali delle Giudicarie, entra ora nel vivo. Dopo il percorso formativo che ha visto la partecipazione di 16 giovani, tocca ora al concorso di idee volto a selezionare le 3 migliori idee da trasformare in vere e proprie attività. L’iniziativa si rivolge a giovani di età compresa tra i 18 d i 35 anni, residenti nel territorio delle Giudicarie oppure non residenti, ma che abbiano l’intenzione di avviare l’attività nelle Giudicarie. 

I vincitori del concorso potranno usufruire di 

- un contributo a fondo perduto di € 5.000 per sostenere i costi d’avviamento dell’idea d’impresa; 

- un percorso di accompagnamento svolto dai professionisti di Impact Hub Trentino della durata di 6 mesi, finalizzato all’apprendere tutti gli strumenti per implementare e sviluppare la propria idea d’impresa; 

- un finanziamento per un massimo di € 10.000 a tasso zero da parte della Cassa Rurale che opera nel medesimo territorio di riferimento della neo impresa.

Le candidature dovranno essere inviate dal 15 maggio al 14 giugno compilando l’apposito form sul sito https://trento.impacthub.net/inprendi/.  

 

Tutte le informazioni ed il bando sono disponibili sul sito della Comunità delle Giudicarie e di tutte le Casse Rurali aderenti all’iniziativa. 

 

Sarà presentato nella giornata di sabato 25 maggio alle ORE 17.30 presso il Centro Studi Judicaria, in Viale Dante, 46, a Tione di Trento il libro ESCURSIONI & ILLUMINAZIONI, di Giacomo Bonazza, pubblicato dal Giornale delle Giudicarie. ed il patrocinio della Comunità delle Giudicarie, del BIM del Sarca, BIM del Chiese, Cassa Rurale Adamello-Brenta e La Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. 

 

Attraverso una elaborata sequenza di recensioni felicemente confortate da informazioni storiche, estetiche e biografiche sugli artisti (apparse mensilmente sul Giornale delle Giudicarie ad iniziare dal mese di maggio 2017) il ricercatore Giacomo Bonazza, dispone per una emozionante catalogazione dei “tesori d’arte giudicariese” dove non sono esenti singolarità e profondità di interesse fenomenologico.

Indagini promosse con entusiasmo critico, sollecitazioni alla conoscenza che inducono ad una lettura dapprima numerica degli avvenimenti e sulle produzioni dell’arte, in seguito che determinano una esigenza analitica in grado di proiettarsi fino al limite del nostro stupore.

Si, “il catalogo è questo”, nella sua proprietà di rendere note le cose mai conosciute, nella facoltà di rendere facili le notazioni colpevolmente dimenticate dalle masse poco educate, nella convinzione che la “volontà d’arte” teorizzata da Alois Riegl, possa, anzi debba, ritornare a farsi presente nella sua essenza volta a contribuire alla completa evoluzione umana.

E quindi una riflessione articolata quella di Giacomo Bonazza, una manifestazione del pensiero dove si collocano innumerevoli frammenti estetici posti in dialogo, nella costante consapevolezza della fenomenale qualità interna alle opere considerate.

L’opera d’arte appare nella sua fisiologia, nella sua proprietà significante, sempre “un capolavoro relativo”, un continuum di rapporti in grado di esplicarsi esclusivamente quando le interazioni fra le parti divengono attive.

 

La qualificazione dei materiali visivi presentati, la proposizione di elementi valoriali utili per un maggiore riconoscimento degli autori diviene in questa ricerca editoriale parte essenziale ed esplicita; nella sua formula l’autore dispone per letture in ordine formalistico, aggiungendo non di rado interpretazioni a carattere strutturalista e non trascurando esigenze di schedatura a carattere sociologico.

I patrimoni dell’arte custoditi nelle chiese del territorio, il folto gruppo dei monumenti, le vite degli artisti così densamente costruite attraverso perigliose osservazioni dei fenomeni esteriori ma anche delle sensibilità, vengono qui rappresentati come depositi di ricchezza, ai quali dobbiamo dedicare rispettoso interesse e non solamente restituendo loro un riguardo troppe volte esclusivamente formale.

Nella sua estensione plurima “Escursioni & Illuminazioni” si propone come un “Atlante giudicariese” dove vengono riassunte le dimensioni dell’”essere arte”, senza scrupolo alcuno per le successioni temporali, superate invece dai contenuti logici di uno sguardo fluido e riassuntivo.

La destinazione delle opere nella memoria collettiva, sembra quindi non porsi il problema della cronologia, meno ancora sembra occuparsi delle esigenze di verifica critica per un sistema di distribuzione che tenga conto delle analogie stilistiche.

Volumetriche, plastiche, linearistiche, pittoriche, luministiche… Tutte le opere appartengono all’esigenza di “spirito del popolo” e tutte le declinazioni linguistiche sono portatrici di esperienze atte a determinare esperienze espressive. 

La classificazione per moduli è quindi da considerare come una “fase due”, mentre in prima istanza viene suggerita la necessità della scoperta e dell’acquisizione informativa.

Peraltro il pregevole contributo di conoscenza realizzato da Giacomo Bonazza, avvalorato dall’edizione del Giornale delle Giudicarie, riesce a porsi come modello di ricerca, mentre suggerisce ulteriori e dinamiche possibilità per un archivio teso a diventare sempre più esauriente e complessivo delle esperienze artistiche.

Nella sua funzionalità didattica questa edizione accompagna la nostra necessità di erudizione, instilla schegge di luce dove precedentemente vi era la penombra della dimenticanza, se non dell’oblio. 

Occupano pagine importanti le epopee di lontana memoria come quella dei Baschenis, si scorgono le prossimità oggettive fra la grande storia dell’arte ed autori meno conosciuti, le opere di estrazione “maggiore” della pittura, architettura e scultura, ridefinite nel rapporto a suo tempo instaurato con la tensione di modernità razionale del Rinascimento, o nell’estasi immaginifica del Barocco.

Ma nella sequenza anche le preziosità delle opere definite “minori” che minori non sono, se non per semplici accidentalità storiche.

Ed anche sintetiche biografie che presentano personaggi dell’arte di straordinaria genialità, capaci di applicare gusto, sentimento e originalità alla loro volontà di realizzazione artistica.

Una lunga teoria epistemologica dove emergono autori antichi come Carlo Bononi, Giovanni Maria Filippi, Lorenzo Haili, Adriano Castellesi, Jacopo Bannisio, Carlo Donati; ed autori moderni come Lucillo Grassi, Carlo Sartori, Luciano Carnessali, Lea Botteri, Raffaele Franzoi, Sergio Trenti.

Giacomo Bonazza con “Incursioni & Illuminazioni” restituisce all’arte dell’intero territorio giudicariese (compresi alcuni segmenti della contemporaneità) la dignità delle cose importanti, considerandola platonicamente come pratica che si pone al di sopra della mera routine. 

 

 

L’autore, Giacomo Bonazza.

Giudicariese di nascita, lagarino di adozione, da sempre si dedica all’animazione civica e culturale del territorio, con predilezione alla divulgazione storico-artistica e contributi di tipo critico riferiti alle arti visive. Tra i fondatori del Gruppo Culturale Bondo-Breguzzo, diventa il responsabile del gruppo giudicariese della Scuola di Preparazione Sociale di Trento. Trasferitosi in Vallagarina per motivi familiari, presiede la Pro Loco di Pedersano, facendosi uno dei promotori della manifestazione storico-folkloristica “I Giochi del Comun Comunale” riguardante il territorio della Destra Adige. Consigliere comunale a Villa Lagarina dal 2005 al 2014, ha sempre privilegiato i temi legati alle politiche culturali dell’amministrazione.  Da qualche anno collabora a riviste locali di carattere storico. Pittore lui stesso, non disdegna l’accompagnamento a mostre di carattere nazionale ed internazionale, con visite guidate alle città d’arte. Nel suo comune di residenza ha contribuito alla nascita di un vivace gruppo di “Amici dell’Opera” con periodiche escursioni musicali.  Dal 2002 cura, per conto dell’Apt di Madonna Di Campiglio, il festival estivo “Il Mistero dei Monti”, incontri culturali d’alta quota.  E’ socio fondatore della casa editrice “Il Margine” di Trento.

 

Due lettere della provincia di Trento, a firma del presidente Fugatti, inviate al Ministero dell’Ambiente e all’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - per chiedere la cattura dell’orso M49.

Secondo la giunta provinciale i comportamenti dell'orso in questione (un maschio di 3 anni catturato e radiocollarato lo scorso 27 agosto vicino a malga Rosa nel comune Porte di Rendena)  sono "dannosi e reiterati e le misure di dissuasione e prevenzione si sono rivelate inefficaci. Proprio ad M49 sono da attribuire nel 2018 circa un terzo di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico, mentre, nei primi mesi del 2019, sette sono stati i tentativi di intrusione in edifici come baite, stalle, fienili, nonché tre i danni ad apiari".

In un comunicato la provincia scrive che:

In base al rapporto tecnico e a quanto specificato nel PACOBACE, M49 è da considerarsi “orso problematico dannoso”, per il quale il Piano citato prevede la cattura per captivazione permanente o l’abbattimento. Si tratta dell’unica soluzione praticabile alla luce di quanto rilevato nel rapporto tecnico, azione che non pregiudica il mantenimento dello stato di conservazione della popolazione di plantigradi in Trentino

Le numerose predazioni di bovini, equini ovi-caprini, suini e avicunicoli e i tentativi di penetrazione in caseifici e stalle di malghe nell’area Rendena-Giudicarie, sono eventi verificatisi con particolare frequenza nel corso del 2018 e che rappresentano il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in Provincia di Trento e il 34% di tutti i danni da orso riferiti al patrimonio zootecnico. I danni imputabili ad M49 sono stati indennizzati per oltre 31.200 euro. Si ricorda altresì che M49 è stato catturato e radiocollarato nell’agosto del 2018. Le azioni di dissuasione intraprese non hanno portato ad una diminuzione della tendenza a provocare danni, anzi, l’attività di monitoraggio intensivo ha evidenziato la grande difficoltà dell’intervenire in modo tempestivo ed efficace sul comportamento dell’animale.

Il 15 aprile è stata inviata un'ulteriore lettera al Ministro dell’Ambiente e per conoscenza all’Ispra (rapporto aggiornato al 2019) ribadendo la problematicità di M49 e aggiungendo che all'uscita letargo l'esemplare ha manifestato un comportamento particolarmente problematico visitando numerose baite di montagna o gli annessi edifici di stalla o fienile. Sette sono stati in particolare i tentativi di intrusione di cui almeno cinque in abitazioni frequentate stagionalmente (dieci in totale gli eventi dannosi). Circa il 50% dei danni da orso rilevati nel 2019 in Trentino sono riconducibili a M49. Inoltre non si è avuto modo di effettuare ulteriori azioni di dissuasione, data l’alta mobilità nonché la rapidità ed imprevedibilità che hanno caratterizzato gli spostamenti dell’animale in questa fase stagionale.

Foto Gloria Failoni

L'ENPA protesta con decisione:

Garanzie per la tutela dell’animale e del suo benessere, ma anche uno stop alla politica delle “catture facili”. E’ quanto chiede al Ministro Costa l’Ente Nazionale Protezione Animali, in seguito alla richiesta del Trentino di procedere con la cattura dell’orso M49, giudicato un esemplare “dannoso”.  «In questi anni – spiega Enpa - abbiamo spesso assistito alla “reclusione” ma anche all’uccisione di orsi, rese possibili da ordinanze last minute, chiaramente prive, a nostro avviso, di fondamento scientifico. Motivate invece da ragioni propagandistiche e di ricerca del consenso». Rispetto a questa situazione Enpa chiede una netta inversione di rotta. «Il Ministero dell'Ambiente può agire subito, coinvolgendo esperti e studiosi, anche a livello internazionale, per studiare e soprattutto applicare in modo sistematico i metodi ecologici di prevenzione e di dissuasione».

Per un animale abituato alla vita libera, la cattura e la reclusione non rappresentano certo una soluzione accettabile. Tanto meno lo sono considerando la campagna elettorale in atto e il tentativo – da parte dei soliti “noti” – di strumentalizzare gli animali selvatici a fini propagandistici. Una realtà alla quale siamo purtroppo abituati, ma che non porta da nessuna parte. Come insegna la triste storia di Daniza e di KJ9.

Il Rapporto grandi carnivori 2018 della Provincia di Trento dedica una sezione proprio all'orso M49. Riportiamo di seguito il testo del rapporto:

Particolare rilevanza hanno avuto le problematiche create dal giovane orso (nato nel 2016) denominato M49, individuo dal comportamento solitamente elusivo ma protagonista, nel 2018, di numerose predazioni a carico di bovini ed equini (i patrimoni più difficilmente difendibili), di penetrazioni nel caseificio di una malga e di altri tentativi di penetrazione in stalle/ricoveri per il bestiame domestico. Ciò per lo più tra le valli di Breguzzo e S. Valentino, nelle Giudicarie.

Nel 2018 possono essere in particolare ricondotti a M49 ben 49 eventi di danno, il 27% dei danni da orso complessivamente registrati in provincia. Di questi, 31 sono certamente imputabili al soggetto (63%), 12 probabili (24%) e 6 possibili (12%). In particolare M49 si è reso protagonista in 29 eventi di danno su patrimonio zootecnico, vale a dire il 42% di tutti i danni da orso di quel tipo registrati in provincia. Ancora M49 è stato stato protagonista di 7 danni su danni a patrimoni apistici, 4 danni a patrimoni agricoli e 9 danni ad altro patrimonio.

Per i danni imputabili a M49 sono stati indennizzati € 31.285,29. Essi rappresentano ben il 33% della somma complessiva indennizzata nel 2018 per danni da orso. A seguito delle ripetute predazioni a carico di bovini si è ritenuto opportuno procedere alla cattura e alla radiocollarizzazione del soggetto in questione, per migliorarne il monitoraggio, la prevenzione dei danni e l’attuazione di misure di dissuasione; a questo scopo si è proceduto al posizionamento di trappole a tubo nelle zone frequentate dal plantigrado. In data 27 agosto è stato catturato un giovane maschio che, dalle successive analisi genetiche, è risultato essere proprio M49. A seguito della cattura e radiocollarizzazione di M49 si è provveduto all’organizzazione di una intensa attività di monitoraggio, funzionale ai tentativi di intercettare il plantigrado per effettuare azioni di dissuasione. Tale attività era finalizzata anche alla prevenzione dei danni attraverso la segnalazione in tempo “reale” agli allevatori della presenza in zona del plantigrado. I tentativi di intercettare il plantigrado hanno portato gli operatori in 4 occasioni nelle condizioni di intervenire direttamente con dissuasione (pallettoni in gomma, cani da orso e/o luci e rumori). Lo sforzo di monitoraggio intensivo dell’orso e di presidio dell’area interessata dalla sua presenza si è protratto fino ad oltre la metà di novembre, periodo in cui si è registrato un progressivo rallentamento delle attività dell’animale che peraltro ha continuato ad essere attivo fino alla fine dell’anno. L’attività svolta ha evidenziato l’estrema difficoltà nell’intervenire efficacemente con azioni dirette sull’animale che possano effettivamente condizionarne i comportamenti più problematici. In questa fattispecie (predazione di animali di grossa taglia al pascolo) è infatti assai difficile riuscire ad intervenire con la dissuasione nel momento esatto in cui l’orso effettua la predazione, condizione indispensabile per trasmettere il messaggio negativo al plantigrado. Di fatto gli interventi realizzati non si sono rivelati efficaci. Ci si è mossi anche sul fronte della prevenzione, realizzando, nel mese di luglio, 4 recinzioni sperimentali, indirizzate alla protezione notturna dei bovini in asciutta (animali di diverse età) alpeggiati a malga Maggiasone e malga Arnò, site nel comune di Sella Giudicarie. Tali onerose opere di prevenzione non sono applicabili su larga scala, vale a dire su tutto il territorio provinciale. Nel mese di agosto si è reso necessario anche un intervento urgente per la messa in sicurezza di un caseificio a malga Rosa (comune Porte di Rendena), dove il plantigrado era entrato per cibarsi di latte e panna.

Prendono piede vari progetti di ristrutturazione di Chiese in valle; tra questi incuriosisce l'aggiunta di servizi igienici all'interno dei luoghi sacri. Di cosa si tratta?

Sono diverse le opere di ristrutturazione di Chiese nella zona delle Giudicarie, non ultimo quello della Chiesa di Ponte Arche, dedicato alla Madonna Ausiliatrice. Il progetto, sotto la cura del geometra Sandro Giongo, prevede un ampliamento della struttura: nuovo spazio per un aumento dei posti a sedere, ma anche per l'aggiunta dei bagni. Nello specifico saranno tre totali: due a disposizione dei credenti, uno accessibile dalla canonica.

I lavori, attualmente in atto, procedono già da inizio dicembre dell'anno scorso; seguono la delibera della Giunta Comunale nel 2014 ed i permessi di costruzione nel 2016.

Al momento, come previsto, la parte vecchia da ampliare è stata distrutta; sopravvive la parte dell'abside con i suoi affreschi: il tutto è facilmente visibile agli occhi dei passanti.

Da precisare, infatti, la collocazione della Chiesa nel centro del paese di Ponte Arche, di fronte al municipio, ma soprattutto proprio a lato della neo rotatoria realizzata per un'agevolazione del traffico.

L'introduzione di servizi igienici all'interno di strutture sacre non è comunque del tutto nuova: è presente un bagno, ad esempio, nella non lontana Chiesa di Bivedo, ma anche in altre delle valli. L'utilizzo in questi altri casi è limitato, regolamentato, con fini puramente pratici: si parla, infatti, di un accesso ai servizi nella canonica in orari che coincidano con le celebrazioni; si può dire che accedano credenti e non, componenti del coro, addetti alle pulizie, visitatori. Il senso pratico del servizio è evidente; ma la domanda soge spontanea: «È strettamente necessario in un luogo di culto?»

Da una parte il senso pratico del servizio, a maggior ragione dato il target prevalentemente anziano del luogo; in tempi passati le soluzioni accettabili adottate erano gabinetti pubblici all'esterno, altre strutture private nelle vicinanze come bar ecc; frequenti potevano essere rimedi più spartani.

Dall'altra l'effettivo bisogno di tale servizio in luogo sacro: possibili bravate di ragazzini, perdita di sacralità del luogo e del momento; sempre ricordando che con rispetto non ci si limita solo all'utilizzo o meno di tali servizi.

Innovazione e senso pratico o aggiunta non strettamente necessaria? Non rimane che dire che si starà a vedere la reazione della gente a questa novità; da cittadini si confida ovviamente sempre nel buon senso delle persone.

 

Ringrazio dell’invito a partecipare a questo incontro ed alla cortesia che mi viene data di poter parlare a cuore aperto fra amiche ed amici che si comprendono e che sanno stare bene insieme. Dato il giusto merito a tutti coloro che hanno portato il Centro Studi Judicaria, con innegabili successi, fino all’odierna assemblea, mi permetto sommessamente esporre - quasi come testamento - i sogni fatti e rimasti incompiuti dal momento che li ho avuti al nascere del Centro ed alla fondazione della rivista. Lo faccio con ampia soddisfazione e senza alcun rammarico né con inopportuni accenti di critica, ma unicamente come sfogo di nostalgia, come un’eco di quei miei lontani entusiasmi pionieristici che sono rimasti intatti:

·     Avevo sognato che il CSJ potesse diventare un “Ente di diritto pubblico” - come i Bim, le Biblioteche comunali, il Parco - con un proprio Direttivo ed i possibili e necessari dipendenti di competenza lasciando agli organi della Presidenza i compiti di indirizzo, di proposta e di vigilanza. Avevo suggerito anche alla Provincia la possibile istituzione in ogni Comunità di Valle di un Ente di diritto pubblico riservato alla Cultura. Lo sogno ancora e mi permetto di affidarlo ai posteri.

·     Altro sogno la compilazione di volumi riservati alla Geografia delle Giudicarie ed alla Storia delle Giudicarie - come avvenuto con la collaborazione del Ceis per le Giudicarie Esteriori - con un manuale scolastico da imporre nelle scuole di tutto il territorio comprensoriale di generazione in generazione. Penso che al momento le popolazioni judicariensi non sappiano ancora la loro storia ben precisa e dettagliata né conoscano a fondo il loro territorio.

·     Terzo sogno la diffusione capillare e gratuita della rivista Judicaria a tutte le popolazioni della Judicaria, come da quasi due decenni, con tanta benemerenza, sta facendo “il Giornale delle Giudicarie”. Se la cultura rimane a livello di élite non credo che abbia ragion di essere; sono le popolazioni (a tutti i livelli, come fa la scuola) che hanno estremo bisogno di essere acculturate e di partecipare all’acculturazione progressiva. Si pensi se questa collana che oggi è giunta al centesimo volume (con tutta la coda delle altre numerose pubblicazioni) fosse presente in ogni famiglia, vecchia e nuova, in tutta la Judicaria; quante persone risulterebbe coinvolte nell’azione di questo Centro Studi!

Scusate lo sfogo ma non potevo non farlo per il bene che sento di avere per questo nostro Centro Studi che mi riempie il cuore ed al quale auguro un avvenire di successo nella certezza di saperlo in buone mani ed avviato su una strada maestra. - Grazie.

 

Mario Antolini Musón

Come disposto con direttiva del Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Prefetto Sandro Lombardi, la Polizia Locale delle Giudicarie in occasione delle giornate antecedenti le festività Pasquali ed i “ponti” del 25 aprile e 1 maggio, ha intensificato i servizi di polizia stradale aumentando le pattuglie preposte alla sorveglianza della viabilità. Proprio durante questi controlli gli agenti della polizia locale si sono imbattuti nelle giornate precedenti la Pasqua a Porte di Rendena con un veicolo il cui proprietario circolava nonostante lo stesso fosse stato sospeso dalla circolazione, oltre alla sanzione è scattato il fermo amministrativo del veicolo. Tra Ponte Arche e Stenico è stato invece controllato un veicolo in uso ad una persona residente a Tione il cui conducente circolava nonostante gli fosse stata revocata la patente di guida. Anche in questo caso è stata elevata una sanzione prevista dalla Legge ed il veicolo è stato sottoposti a fermo amministrativo. Nelle giornate successive alla Pasqua sono stati individuati e sequestrati invece 3 veicoli sprovvisti di assicurazione. Nel corso della medesima attività è stato identificato un soggetto che aveva pendente un provvedimento di rintraccio per violazione delle norme riguardanti il possesso di stupefacenti, lo stesso è stato condotto presso il Comando della Polizia Locale per gli adempimenti del caso.

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