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Sat, Feb

«La riduzione delle risorse, messe a disposizione alle Comunità di Valle, dovute ai tagli operati dalla Provincia al budget disponibile nel triennio 2015-2018 per i servizi socio assistenziali mette a rischio la salvaguardia del sistema del welfare pubblico trentino». Questa la premessa dell’interrogazione a firma di  Lucia Coppola e Paolo Ghezzi con la quale i consiglieri provinciali pongono l’attenzione sul momento difficile che si prospetta per il welfare trentino ed in particolare sulle ricadute sulle persone più bisognose di assistenza in Giudicarie.. 

«Alla diminuzione dei fondi disponibili – si legge - si affianca il progressivo invecchiamento della popolazione trentina e la conseguente maggiore richiesta di servizi assistenziali, in particolare dei servizi di assistenza domiciliare sempre più richiesti a causa dei problemi di accesso alle strutture residenziali e semiresidenziali (case di riposo, centri diurni0029. Come evidenziato dal Rapporto sulla situazione finanziaria del servizio sociale della Comunità delle Giudicarie, la mancanza di risorse sufficienti impedisce alla Comunità di Valle di fornire risposte adeguate e utili alle esigenze assistenziali delle persone anziane e disabili». 

Una mancanza di fondi che porterebbe ad una riduzione dei servizi proposti sia in termini quantitativi che qualitativi «lasciando parzialmente o totalmente insoddisfatte le richieste di assistenza di persone e famiglie» con la creazione di liste di attesa che urtano contro il bisogno di un aiuto immediato di quei soggetti che si trovano in situazioni difficili che pur avendo diritto ad un’assistenza si vedono esclusi. 

«In particolare per quanto attiene ai servizi di assistenza domiciliare, la Comunità delle Giudicarie – a fronte di un aumento della domanda e una diminuzione del finanziamento pubblico – non riuscirà a garantire le ore minime previste dai livelli assistenziali stabiliti dalla Provincia dall’all. 2, delibera G.P. 20 luglio 2018, n. 1292, per le quali sono necessari ulteriori € 200.000 per l’anno 2019 rispetto a quanto stabilito dal bilancio del Servizio socio assistenziale, senza considerare un aumento della domanda. La stima dell’attuale fabbisogno finanziario in risposta ad una maggiore richiesta di servizi per disabili, in particolare per i servizi residenziali, ammonta invece ad € 280.000».

 

Ci sono persone tra noi attratte dalle storie di cui l'altro è portatore. È un desiderio di compartecipazione alla vita di chi ci sta accanto, un bisogno di incontro per rendere le proprie vite più ricche di senso. L'altro è chi incontriamo quotidianamente, ma può essere anche il "nuovo altro" 

In questi anni, con l'arrivo di alcuni richiedenti asilo politico dall'Asia e dall'Africa, molti giudicariesi si sono trovati, per scelta o per caso, ad interessarsi alla vita passata e presente di persone di cui solo poco prima non immaginavano neppure l'esistenza.

Per questo, all'entrata in vigore del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, in materia di protezione internazionale e immigrazione, molti si sono chiesti cosa succederà a coloro che avevano imparato a conoscere, avendo in mente i singoli casi di persone che sono ancora in attesa di avere una risposta alla loro domanda di asilo politico.

È a partire dalle concrete esperienze maturate a fianco di chi era ed è nei progetti gestiti da Cinformi, che molti cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla chiusura dei corsi di lingua e cultura italiana, alla riduzione del supporto legale e socio-assistenziale, alla preclusione ad un supporto per la ricerca lavoro. Ci si è chiesti come possa fare una persona che non parla bene l'italiano, a districarsi tra la burocrazia, il sistema legale, la ricerca del lavoro e della casa....ci si è chiesti che senso abbia abbandonare a se stesse persone che già stanno sul nostro territorio, che senso abbia privarle degli strumenti che facilitano l'integrazione, l'indipendenza e la sicurezza.

 

Da alcune associazioni giudicariesi e da persone singole sono partite le prime richieste di maggiori informazioni e chiarimento; allo stesso tempo molti hanno palesato la disponibilità per attivarsi e colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni. Sono stati quindi organizzati incontri informativi dove vari professionisti legati al sistema accoglienza hanno fatto del loro meglio per aggiornare i volontari sui vari cambiamenti. Alcune risposte sono rimaste però inevase proprio perché la novità del decreto non ha permesso un aggiornamento specifico e univoco nemmeno ai vertici del sistema accoglienza, o per lacune del testo legislativo stesso.

Quindi proprio dal mondo associazionistico, fino a questo momento operante su specifiche aree delle Giudicarie, è nata l'esigenza di un tavolo di lavoro che dia la possibilità di confrontarsi, metta a disposizione e in condivisione le risorse e le conoscenze acquisite, faccia conoscere ai cittadini l'esistenza di una realtà positiva, generativa, concreta e partecipativa, supporti con forza l'idea che favorire l'integrazione è necessario e positivo per tutti, anche per noi Italiani.

 

Nasce così a Tione, un coordinamento attivo per tutte le realtà associative che si occupano di accoglienza sul territorio delle Giudicarie: il Comitato Sopra il Ponte.

Presenti al primo incontro Vite Intrecciate, la Cooperativa Cluster, l'Associazione More, il gruppo accoglienza di Caderzone, il gruppo di volontari che si occupa dei ragazzi richiedenti asilo del Banale, i datori di lavoro di alcuni ragazzi accolti prima del decreto vigente, privati cittadini ed amici dei ragazzi accolti a Cares, a San Lorenzo, a Roncone e tante altre realtà associative più o meno conosciute ma anch'esse impegnate quotidianamente sullo stesso fronte.

Il nome "Comitato Sopra il Ponte" nasce da una semplice constatazione: il nuovo decreto aumenterà esponenzialmente le file dei disperati che stazionano sotto i ponti, disperati a cui si stanno precludendo le opportunità di lavoro, di residenza, di inclusione sociale...quale sarà il destino di tutta questa gente se non sotto i ponti?

Davvero pensiamo che basti un decreto restrittivo per impedire alla gente di rimanere sul territorio nazionale? Così è nata semplicemente l'idea di "Sopra il Ponte", affinché l'aiuto della nostra rete non costringa mai nessuno a trovare riparo nelle arcate sottostanti.

Se qualcuno avesse il desiderio di partecipare o volesse maggiori informazioni può contattarci all'indirizzo mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

«Oggi il transito di una debole perturbazione favorisce cielo molto nuvoloso e la possibilità di qualche debole e isolato nevischio anche a bassa quota. Giovedì in prevalenza molto nuvoloso con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, più probabili in mattinata e successivamente dalla sera, nevose anche a bassa quota. Venerdì è atteso un marcato peggioramento con nevicate diffuse e intense fino a sabato.

Dalla seduta del 5 febbraio le Giudicarie avranno un consigliere provinciale in più; sarà Vanessa Masè, che subentra a Rodolfo Borga, già sindaco di Mezzolombardo e fondatore della Civica Trentina, prematuramente scomparso il 19 gennaio a causa di un male incurabile. 

Il risvolto politico, che ovviamente è del tutto secondario rispetto al dato umano della morte di Borga ma è effettivo e dunque va annotato, è duplice per le Giudicarie.

Da una parte a surrogare il politico di Mezzolombardo in Consiglio provinciale entra - come detto la surroga avverrà nella seduta di consiglio del 5 febbraio - la giudicariese Vanessa Masè, di Strembo, che corona così un percorso politico che già nel 2013 l'aveva vista vicinissima all'elezione, scalzata solo da quel Nerio Giovanazzi che poi, contrariamente a quanto dichiarato, non le lasciò il posto in Consiglio quale "staffetta" di metà legislatura. Se quella fu una forte delusione per Masè (anche sotto il profilo umano, essendo stato Giovanazzi il suo mentore), ecco che l'odierna elezione in consiglio provinciale va cancellare quel ricordo. Un'elezione figlia di oltre 1.000 preferenze personali che Masè ha portato alla Civica Trentina e che le hanno permesso di superare candidati quotati come il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne e il consigliere comunale di Trento Andrea Merler.

Il secondo risvolto politico è il sempre più probabile ingresso in Giunta provinciale di un altro Giudicariese, l'ex-sindaco di Tione e consigliere provinciale Mattia Gottardi che - forte di oltre 2.000 preferenze - è stato il valore aggiunto della Civica Trentina, consentendo al partito di Borga di diventare il secondo della coalizione di governo alle spalle della Lega. Per questo, oltre alle probabili competenze che gli verranno assegnate, quali Lavori pubblici, Enti locali e trasporti, Gottardi potrebbe diventare anche vicepresidente della Giunta provinciale, affiancandosi agli altri due giudicariesi Mario Tonina e Roberto Failoni.

Tre giudicariesi in giunta provinciale e due in consiglio, dunque, uno scenario che prima delle elezioni in pochi avrebbero preannunziato e che rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio.

 

La difesa dei punti nascita nelle valli è stata uno dei cavalli di battaglia della Lega in Trentino durante la campagna elettorale di ottobre. Imbeccata dall'ex presidente Ugo Rossi che ha chiesto quali siano le intenzioni della nuova giunta sui punti nascita degli ospedali periferici, l'assessore provinciale alla sanità, Stefania Segnana ha sottolineato la volontà di creare le condizioni perché la riapertura a Borgo e Tione sia possibile e ribadito che «il rafforzamento della medicina territoriale è uno degli obiettivi prioritari della giunta provinciale: intendo perseguirlo proponendo soluzioni organizzative adattabili ai diversi contesti territoriali, per poter garantire risposte efficaci ai cittadini ovunque residenti».

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