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Thu, Jan

Dopo la firma del protocollo di fusione e la conferenza stampa che si è tenuta lo scorso 15 novembre le due Casse Giudicariesi hanno iniziato il percorso per la loro aggregazione che è prevista per il prossimo 1 luglio 2020, dopo il vaglio e la condivisione con i soci che saranno chiamati ad esprimersi nelle assemblee che si terranno la prossima primavera.

Nei mesi di novembre e dicembre i due consigli sono stati molto impegnati per predisporre il progetto di fusione, che è stato deliberato lo scorso 11 dicembre ed inviato alla capogruppo Cassa Centrale Banca che a sua volta lo ha approvato nel proprio Consiglio di Amministrazione del 18 dicembre per inviarlo poi direttamente alla Banca Centrale Europea.

Sarà quest’ultima a doversi esprimere e ad autorizzare la fusione sulla base del progetto presentato che ha definito le linee di sviluppo per il triennio 2020-2022 della nuova Cassa che opererà nelle Comunità delle Giudicarie, della Paganella e della Vallesabbia.

Nel frattempo le due Casse con il protocollo di fusione hanno definito anche le azioni da compiere per sostenere le proprie Comunità in coerenza con lo spirito del fare Cassa Rurale, che vuole essere confermato e rafforzato.

Per questo la nuova Cassa manterrà e potenzierà una specifica struttura organizzativa dedicata alle relazioni, alla comunicazione e alla mutualità. Per il 2020 le due Casse hanno deciso di coordinare i propri interventi, che saranno definiti in un piano annuale in fase di predisposizione, riguardante gli aspetti della mutualità tradizionale, quelli della mutualità progettuale, le attività sociali, quelle istituzionali, la comunicazione ai soci, le iniziative di mutualità innovativa a favore dei giovani e le attività formative a favore dei soci, delle associazioni del territorio e delle imprese.

In questa direzione le due Casse hanno deciso di promuovere insieme un percorso di formazione denominato “CONOSCI LA TUA CASSA RURALE”.

Un percorso formativo gratuito per coloro che intendono approfondire la conoscenza della Cassa Rurale: un’occasione per meglio comprendere cos’è una banca di credito cooperativo, cosa la differenzia dagli altri istituti di credito e quale è oggi il ruolo che la Cassa assume nello sviluppo economico e culturale del territorio in cui opera.

Il corso è aperto ai soci e ai clienti delle due Cassa Rurali e prevede 5 incontri della durata di 2ore e mezza.

Il primo incontro, che si terrà mercoledì 22 gennaio, consentirà un primo approccio al mondo del credito cooperativo ed a quello delle iniziative di mutualità per i soci e per il territorio. A seguire, nel secondo appuntamento, si approfondiranno le regole di funzionamento delle banche e della Cassa Rurale in particolare. Ci sarà un focus sugli assetti organizzativi, finanziari ed economici nonché sulla raccolta, gli impieghi e l’offerta della Cassa Rurale. In chiusura è previsto un approfondimento sullo scenario economico e finanziario generale.

Un’occasione di crescita culturale volta anche a consolidare il legame delle Casse Rurali con i propri soci e con le comunità in cui esse operano, legame al quale da sempre viene riservata una particolare attenzione.

Il corso si svolgerà in videoconferenza presso le sedi delle due Casse Rurali (Andalo, Tione, Pinzolo, Darzo, Vobarno in base alla provenienza dei partecipanti) dalle ore 19.30 alle 22:00. 

Per partecipare è necessario compilare il form d’iscrizione disponibile su www.lacassarurale.it oppure www.cr-adamello.it entro e non oltre il 16 gennaio 2020. 

Maggiori informazioni sui siti istituzionali delle due Casse Rurali oppure presso gli sportelli.

 

 

I Carabinieri di Ponte Arche e di Storo hanno identificato la coppia di iraniani, che in luglio aveva messo a segno alcuni colpi ai danni dei commercianti della Valle del Chiese, tra cui una nota attività.

La tecnica adottata era semplice, in tempi diversi, i due entravano nel negozio, posizionandosi in punti opposti del locale.

La donna, con una bottiglietta di acqua, si recava alla cassa per pagare e dichiarando di essere una collezionista di banconote, chiedeva di verificare uno specifico numero seriale. L’incaricato della cassa, cadendo nel tranello, estraeva le banconote; a questo punto il complice distraeva la vittima, mentre la donna prelevava il denaro, fino a qualche centinaia di euro. Soltanto al termine della giornata i derubati si avvedevano del furto, denunciandolo ai Carabinieri.

Le Stazioni di Ponte Arche e Storo, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, hanno condotto una meticolosa analisi, acquisendo dichiarazioni, identikit e filmati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati dell’area, integrandoli con elementi acquisiti in ambito nazionale, per episodi analoghi, riuscendo a individuare alcuni soggetti, di caratteristiche fisiche compatibili con i due malviventi.

In questo modo è stato possibile identificarli e segnalarli alla Procura, che ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione di una misura cautelare.

Così la Stazione Carabinieri di Roma Acilia ha notificato ai due iraniani, 40enne lei e 20enne, la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nel luogo dove sono stati rintracciati e si erano stabiliti.

Anche in questa occasione sono risultate fondamentali le informazioni ricevute dalle vittime, la capillarità dell’Arma su tutto il territorio nazionale e la capacità di condividere efficacemente le informazioni.

 

«È gravissimo che in alcune parti del Trentino le famiglie rischino di dover far nascere i bambini in casa da sole. Al giorno d’oggi e in una Provincia Autonoma ricca come la nostra non dovrebbe nemmeno porsi il problema ma è quanto accaduto solo lo scorso giovedì mattina nel Comune di Valdaone, in Valle del Chiese. Una mamma e papà lasciati a gestire la nascita di un figlio col cordone ombelicale attorcigliato al collo in base ad istruzioni date per telefono, tipo mobile dell’Ikea, e questo perché l’elisoccorso non era in grado di partire da Trento. È stato solo ed esclusivamente grazie al sangue freddo dei 2 genitori e al successivo intervento dei volontari dell’Associazione Ambulanza di Storo se il neonato ha evitato complicazioni, ma il rischio c’è stato e il meccanismo di elisoccorso verso le valli ha mostrato una volta di più tutti i suoi palesi ed evidenti limiti». 

Inizia così la lettera del Consigliere provinciale del M5S Alex Marini che mette al centro una questione molto sentita dalla popolazione giudicariese: la chiusura del punto nascita di Tione e la (mancata) valorizzazione dell'ospedale. 

Era l'agosto del 2014 quando nacque il comitato "Salviamo l'ospedale di Tione e il suo punto nascite". S'intensificarono le iniziative a favore della maternità di Tione. Dopo la petizione, sottoscritta da tutti i consigli comunali giudicariesi, una raccolta di firme che portò 22 mila cittadini ad esprimersi contro la chiusura del punto nascita del capoluogo giudicariese. L'assessore alla Salute Gigi Olivieri si fece portavoce dei cittadini ma poi tutto sembrò perdersi quando l'ex parlamentare venne proposto come Presidente della A22. Il punto nascita venne chiuso e gli accordi sottoscritti dimenticati.

«Purtroppo questa è la logica conseguenza delle scelte prese in fatto di sanità - continua Marini -  Negli anni scorsi in Giudicarie si è firmato un protocollo d’intesa con l’azienda sanitaria provinciale che cancellava il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Tione in cambio di promesse di sostegno al resto del nosocomio. Ebbene il risultato è stato che il reparto è stato chiuso mentre per la tanto lodata “responsabilità” delle Giudicarie è stata premiata con l’impossibilità (o la scarsa volontà?) da parte dell’Azienda di completare la propria parte dell’accordo, ad esempio riguardo al completamento dell’organico degli anestesisti, fondamentali per far funzionare bene l’ospedale sulle 24 ore. Allo stesso tempo il pronto soccorso di Tione è in sofferenza, perché il personale è contato (di notte si deve persino dedicare alla portineria!) ma a nessuno sembra importare e si preannunciano sperimentazioni sulle analisi del sangue che potrebbero presto ridurre l’efficienza del laboratorio d’analisi dell’ospedale e tutto questo senza parlare delle difficoltà più volte denunciate negli anni da un reparto di assoluta eccellenza come quello di ortopedia ad ottenere sostegno da Trento anche per le cose più elementari, figuriamoci per quelle risorse umane più che sarebbero necessarie per garantirne la miglior operatività nel periodo del massimo afflusso di pazienti, che coincide con la stagione dello sci. Si ha l’impressione che la “responsabilità” mostrata dai rappresentanti politici si sia tradotta in un danno e in una presa in giro nei confronti dei loro concittadini che hanno dato senza ricevere in cambio quanto pattuito».

«In fatto di sanità, - conclude MArini - le valli e nel caso specifico l’ospedale di Tione, continuano a perdere terreno mentre iniziano a manifestarsi tutte le criticità di un sistema di intervento Trento-centrico basato sugli elicotteri di per sé rischioso perché dipendente dalle condizioni atmosferiche».

Saranno 160 milioni di patrimonio, oltre due miliardi di euro di raccolta, 1,13 miliardi di prestiti, 42 sportelli, 17mila soci, 56mila clienti e 252 dipendenti. Insomma, un colosso pronto ad aiutare 100mila cittadini questa nuova Cassa Rurale che nascerà dalla fusione delle casse Rurali Giudicarie-Valsabbia- Paganella e quella dell'Adamello.

Ieri. a Tione, i presidenti Armanini e Caola hanno firmato il protocollo di fusione tra i due istituti, dopo poche settimane dalla nascita della Cassa Rurale Adamello. Ad aprile e maggio 2020 le assemblee dei soci, la nuova Cassa sarà operativa dal primo luglio.  Avrà sportelli dal bresciano a Campiglio fino alla piana rotaliana. Per dimensioni sarà tra le prime quattro in Trentino e nelle prime venti in Cassa Centrale Banca.

I due direttori Davide Donati (Giudicarie-Valsabbia-Paganella) e Marco Mariotti (Adamello): «Abbiamo voluto anticipare i tempi, la riforma del credito cooperativo impone scelte coraggiose. L’unione di due Casse in salute genererà un istituto ancora più forte e competitivo per sostenere imprese e famiglie. Saranno mantenuti gli sportelli e anche i dipendenti».

I presidenti Andrea Armanini e Fabrizia Caola: «insistiamo sugli stessi territori, abbiamo molti punti in comune. Vogliamo continuare ad essere motore di sviluppo.

 Di incerto c’è solo il nome, per tutto il resto il percorso è già perfettamente delineato. In una conferenza stampa congiunta a Darzo e a Tione i presidenti e direttori delle Casse Rurali Andrea Armanini e Davide Donati (Giudicarie-Valsabbia-Paganella) e Fabrizia Caola e Marco Mariotti (Adamello) hanno annunciato la prossima fusione tra i due istituti che farà nascere – dal primo luglio prossimo – un colosso da 160 milioni di patrimonio, oltre due miliardi di euro di raccolta, 1,13 miliardi di prestiti, 42 sportelli, 17mila soci, 56mila clienti e 252 dipendenti.

Servirà una comunità di centomila abitanti e dovrebbe posizionarsi tra le prime quattro Rurali del Trentino e nelle prime venti banche del Gruppo Ccb. E, soprattutto, diventare uno dei fiori all’occhiello del Gruppo, in Classe 1, la migliore, in base alla valutazione del modello di rischio.

A chi obbietta l’eccessiva “ansia da fusione”, dal momento che la Cassa Rurale Adamello, frutto di precedenti fusioni nelle valli Giudicarie e Rendena, è di fatto appena nata, i presidenti Armanini e Caola rispondono che in questo modo si razionalizza la rete sul territorio e si aumenta l’efficienza con una unica regìa e organizzazione. “Siamo una Cassa Rurale e manterremo inalterata la vicinanza con la comunità, che sarà facilitata anche dai Gol, gruppi operativi locali nominati dai territori (a regime saranno 5, con 45 persone) cui spetta il compito di fare da tramite tra le istanze del territorio e la Cassa”.

“Contatti a livello di direzione c’erano stati anche prima – ammettono i due direttori – adesso è il momento giusto. Perseguiamo l’obiettivo di realizzare il bene vicendevole con i soci e i clienti, perseguendo l’innovazione e sviluppando condizioni economiche e sociali mediante la fiducia, la responsabilità e la reciprocità. Abbiamo intenzione di mantenere e migliorare questi obiettivi”.

La sede sarà a Tione, con uffici centrali a Pinzolo, Darzo, Ponte Arche. L’accordo sottoscritto dai presidenti prevede per i primi tre anni un Cda composto da 11 consiglieri (6 alla Adamello e 5 alla Giudicarie-Valsabbia-Paganella). Dopo il primo periodo, un consiglio a nove componenti, di cui 5 rappresentanti di altrettanti territori (Rendena, Tione, Giudicarie-Paganella, Chiese e Vallesabbia) e 4 senza vincoli.

Nel primo periodo ci sarà un/una presidente espresso dal cda della Cr Adamello e due vice, di cui uno vicario espressione della Cassa incorporante Giudicarie-Valsabbia-Paganella e l’altro di Adamello.

A regime il/la presidente sarà nominato dall’assemblea. Su quale dei due direttori attuali diventerà direttore generale della nuova Cassa deciderà la Capogruppo.

Le due Casse cominceranno fin da subito a considerarsi una unica realtà. Entro l’anno il piano industriale ed i necessari passaggi autorizzativi. A Febbraio 2020 le assemblee territoriali, il 20 maggio l’assemblea di fusione, dal primo luglio, se i soci approveranno, il via operativo.

Si amplia la rete provinciale delle cure intermedie: sono stati aperti lo scorso 1° dicembre, presso l’UO di Medicina Interna dell’Ospedale di Tione, 3 posti letto dedicati. Si tratta di una prima sperimentazione: entro l’estate 2020, ovvero appena completate le migliorie strutturali che renderanno realizzabile il progetto, verrà implementato un piccolo nucleo costituito da sei posti letto inseriti nell’RSAO attigua all’Ospedale.

"Le cure intermedie hanno il fondamentale ruolo di mettere in rete il ricovero ospedaliero e l'assistenza domiciliare – sono le parole dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana –. Da un lato consentono ai pazienti il recupero delle autonomie, dall’altro uniscono la riabilitazione all’educazione alla cronicità, visto che ai pazienti vengono fornite informazioni per comprendere e gestire al meglio la propria malattia cronica. Non dobbiamo dimenticare infatti che le cure intermedie sono rivolte proprio ai pazienti che hanno un progetto di rientro in domicilio”.

Le Cure Intermedie sono strutture a bassa intensità di cura, gestite dai servizi territoriali, a prevalente gestione infermieristica, con valenza assistenziale e riabilitativa estensiva. Esse hanno tra gli obiettivi il recupero della stabilità clinico-assistenziale, lo sviluppo delle capacità di autocura del paziente e della rete familiare e la predisposizione del domicilio per il rientro a casa in sicurezza del paziente, prevalentemente anziano e fragile, dopo un ricovero in ospedale per acuti.

Poste Italiane ha installato due nuovi sportelli automatici ATM Postamat nei comuni di Bocenago e Borgo Lares presso i quali risiedono rispettivamente 397 e 709 abitanti. Disponibile sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24, il Postamat consente di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale. 

L’installazione è parte del programma di “impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti ribadito dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione della seconda edizione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” del 28 ottobre 2019 a Roma, ed è coerente con la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e con l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate. 

Il nuovo ATM Postamat di ultima generazione (e dotato di moderni impianti di videosorveglianza), può essere utilizzato dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay. Lo sportello è anche dotato di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza innovativi, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.

L'iniziativa è coerente con i principi ESG sull'ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

 

Si terrà mercoledì 6 novembre ad ore 20.30 a Tione presso la sala "Sette Pievi" della Comunità a Tione una conferenza su “Alimentazione e stili di vita in età scolare: pillole di scienza per chiarirci le idee!". L'incontro, moderato dal dietista Andrea Maino, è organizzato dalla Comunità delle Giudicarie e della Cooperativa Risto3, che ha in gestione le mense scolastiche sul territorio giudicariese. Interverrà la dott.ssa Marta Betta, segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri.

 

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