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Mon, Sep

I 120 volontari di Storo, veri professionisti pronti nelle emergenza: la loro nuova sede

Storo
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STORO. Sono operativi 24 ore su 24 e complessivamente la struttura conta su 120 ambulanzieri di cui quasi la metà sono donne. Tutti vestono allo stesso modo (arancione) e si avvalgono di cellulari e di altri mezzi di collegamento sia con la stessa sede che con i diversi ospedali.

 

Stiamo parlando della Associazione volontari del servizio ambulanza di Storo la cui fondazione si appresta a raggiungere i 40 anni di attività. Fondata nel 1981 dall'associazionismo di paese, ora quella realtà (invidiata da più parti per la sua efficienza e utilità) ha una nuova sede che, seppur già utilizzata, sarà - causa pandemia - ufficialmente inaugurata a fine estate. All'interno non solo gli indispensabili servizi ma anche una sala operativa a misura di ogni emergenza.

 

All'epoca a fare da referente era il perito industriale Gino Zocchi che tra l'altro risultava il direttore della rurale prima del forzato passaggio alla Valsabbina. “ Allora – aggiunge Berti - la fondazione era sorta e rimasta legata ai vigili del fuoco mentre dopo il 1996 ( a seguito delle disposizioni dettate dal 118) è divenuta autonoma”.

 

Con frequenza vengono allestiti corsi di reclutamento e formazione considerato che oramai il servizio ha assunto un tasso di qualità professionale spalmato su dodici mesi all'anno. La giurisdizione non ha confini perché dall'Alta Valsabbia quasi a Sella Giudicarie sono loro ad arrivare sempre per primi. Utilizzando dispositivi luminosi e acustici riescono a farsi strada tanto da arrivare quasi sempre in tempo utile.

 

Stando alle rivelazioni riscontrate negli ultimi anni – aggiunge Berti - i viaggi si aggirano su una media approssimativa di 1.400 - 1500 ogni dodici mesi per un ammontare di 87 – 90 mila chilometri comprese emergenze e viaggi programmati”.

 

Il coordinamento dei programmati è demandato a Paride Donati di Darzo mentre i restanti interventi passano attraverso i numeri di emergenza, vale a dire 112 e poi 118. Dal momento della richiesta d'intervento a raggiungere il luogo dove si è verificato l'incidente o lo stato di malore i turnisti non impiegano nemeno 7 – 8 minuti. Conoscono a perfezione la geografia di valle comprese strade e collegamenti secondari tanto da arrivare sul posto quasi in tempo reale.

 

E quando le circostanze lo richiedono – sentenzia Berti – all'ambulanza, quattro il numero di quelle in dotazione, c'è a supporto la cosiddetta auto medica il cui veicolo a volte fa da apripista nell'opera di soccorso.