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Sun, Dec

 

Venerdì 6 dicembre Carisolo celebrerà la tradizionale sagra del patrono, San Nicolò. Il programma messo a punto da tutte le associazioni e i gruppi di volontariato di Carisolo, coordinati dalla Pro loco, è denso di appuntamenti da mattina a sera.

La giornata inizierà alle 10.30 con la Santa Messa e la distribuzione del pane benedetto. Alle 14.30 partirà la processione. Quest’anno avranno l’onore di reggere la statua del patrono i genitori dei bambini della scuola materna di Carisolo che, con generose offerte alla parrocchia, domenica scorsa si sono aggiudicati il cosiddetto ’”incanto delle vesti”. Saranno invece i genitori dei bambini di quinta elementare ad accompagnare il corteo con le lanterne ornative e il gonfalone.

Alle 15.30 proprio San Nicolò arriverà in piazza 2 maggio per distribuire doni a tutti i bambini, anche se il temibile Krampus tenterà di rubarglieli. Saranno poi offerti a tutti thè, vin brulè e l’immancabile torta di noci di Carisolo.

Ci si sposterà quindi al palazzetto dello sport dove dalle 16.30 ci sarà l’animazione per i bambini, poi alle 19.00 la cena della sagra a base di risotto e stinco e dalle 20.30 la tombola gigante. Per poter prenotare la cena ci si può rivolgere agli uffici della Pro loco dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 0465 501392.

Alle 20.00 al bar del palazzetto si svolgerà la finale del torneo di tressette e scopa che ha coinvolto alcuni bar di Carisolo nelle ultime due settimane. 16 coppie per sei serate.

 

La consigliera comunale di Carisolo Monica Maestri è stata nominata dal sindaco Arturo Povinelli "assessore alla gentilezza", aderendo alla proposta delle associazioni Cor et Amor e Mezzopieno.

Si occuperà di "buona educazione, rispetto verso il prossimo e la cosa pubblica, sensibilizzazione ai comportamenti positivi, favorendo lo spirito e l'unità della comunità, con iniziative di cittadinanza attiva per il bene comune". Si tratta del secondo 'assessore alla gentilezza' nominato in Trentino. Il primo era a Cimone. Finora in tutta Italia sono 44.

 

Fonte Ansa

Per le imminenti celebrazioni di San Martino, quest’anno la Pro loco di Carisolo è pronta a sfoderare una novità, pur rimanendo nel solco della tradizione! 

Per la cena gourmet, in programma sabato sera al salone delle feste del Palasport, l’ingrediente principe sarà il fagiolo giallo di Carisolo. Questo piccolo prodotto della terra, dal colore vivace, è storicamente sempre appartenuto alle colture locali ma, con l’avvento della modernità, si stava pian piano arginando agli orti di qualche pensionato, rischiando di scomparire. I ventidue ragazzi della Mini Pro loco di Carisolo, con la supervisione dei grandi, da questa primavera si sono messi al lavoro per recuperare questa antica coltivazione, inseguendo il sogno di riacquistarne la tipicità.

“I ragazzi della Mini Pro loco – spiegano Graziano Righi e Modesto Povinelli, rispettivamente Presidente e Direttore della Pro loco - si sono impegnati con serietà quest’estate nel campo che avevano a disposizione. Tutte le sere quello era il punto di ritrovo, prima per la semina, poi per l’annaffiamento, la cura e, infine, per la raccolta. La produzione è stata buona: 30 Kg. Questo ci permetterà di avere una buona quantità di sementi da mettere a disposizione di chi volesse, il prossimo anno, intraprendere questa coltura, aiutandoci a riestenderla.”.

La scorsa settimana, i ragazzi si sono ritrovati anche per sgranare i fagioli a mano. “Proprio come accadeva un tempo nei “raoft” del paese, per i ragazzi è stato un momento di socialità e di soddisfazione nel vedere i frutti del loro lavoro.” proseguono i referenti. “Una parte dei fagioli verrà ora conservata in freezer, tecnica che non ne compromette la germinazione una volta rimessi a dimora, e una parte essiccati per bene come si faceva una volta.”.

Il progetto del fagiolo giallo ha generato interesse e curiosità anche nei più anziani, che non si sono risparmiati con i suggerimenti, in particolar modo nel periodo di semina. In base ai detti popolari, ancora tramandati a Carisolo, i fagioli vanno piantati "il setun di mac", cioè uno dei primi sette giorni della prima luna crescente di maggio, e “devono sentire le campane", quindi devono essere disposti appena sotto la terra, e “non vanno piantati nei giorni con la erre” quindi non di martedi, mercoledi e venerdì.

Ed ora è giunto il momento dell’assaggio! I fagioli saranno lavorati sabato sera dalle sapienti mani di due rinomati chef di Carisolo, Sandro Frigo e Giorgio Pini, ai quali è affidata la preparazione della cena di San Martino, aperta a tutti su prenotazione. Ad  introdurre un menù di prelibatezze da far venire l’acquolina sarà proprio una zuppetta di fagioli gialli di Carisolo con tagliolini di seppia.

San Martino è particolarmente caro a Carisolo e alla Val Rendena. A questo Santo è dedicato anche il piccolo eremo che si scorge abbarbicato sulla montagna, all’imbocco della Val Genova. La pia costruzione, dal 1300 è luogo di ritiro spirituale, prima di veri eremiti, che lassù trovavano solitudine e preghiera, e poi di preti solitari, che recitavano messa per i fedeli. Nei secoli visse anni di fermento pastorale e anni di decadimento ma, ancora oggi, è un luogo di culto riconosciuto dalla popolazione di Carisolo che intorno all’11 novembre lo raggiunge in massa, nonostante le difficoltà del pendio. “Il sentiero – fa sapere la Pro loco - è stato recentemente sistemato dai Vigili del fuoco di Carisolo in modo che si possa salire in sicurezza ma raccomandiamo comunque gli scarponcini ai piedi.”.

Le celebrazioni di San Martino inizieranno venerdì sera, 8 novembre, con lo spettacolo teatrale “Misto cun la spuma” proposto dal Filò de la Val Rendena con l’adattamento dialettale e la regia di Brunetto Binelli. L’appuntamento è alle 21.00 all’auditorium comunale.

Sabato 9 alle 19.45 il Salone delle Feste del Palasport sarà imbandito per la cena goumet, mentre domenica 10 il ritrovo è prima alle 14.00 all’eremo di San Martino per la messa e poi alle 15.00 in piazza 2 Maggio per la castagnata aperta a tutti. Il tempo dovrebbe reggere ma in caso di pioggia rimarrà in programma solo la castagnata presso il Palasport.

Tutte le informazioni sono reperibili presso l'ufficio della Pro Loco Carisolo, aperto da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 12.00 (0465 501392).

 

Giovedì 8 agosto il Festival culturale d’alta quota “Mistero dei Monti”, in corso in questi giorni a Madonna di Campiglio, si sposterà a Carisolo per l’evento “Dolomitici a confronto”, organizzato in sinergia con la Pro Loco di Carisolo. L’appuntamento è giovedì alle 21.00 all’Auditorium comunale.

Ospiti della serata saranno due baroni della montagna: l’antropologo Annibale Salsa, che di Carisolo è anche cittadino onorario, e il giornalista Marco Albino Ferrari, fondatore della nota rivista Meridiani Montagne, nonché scrittore di numerosi libri ispirati all’alpinismo.

“Vorrei che dal dibattito uscissero i loro diversi sguardi – spiega Roberta Bonazza, curatrice del Mistero dei Monti che giovedì modererà la serata – per comporre un mosaico dell’intero universo dolomitico. Le loro esperienze ci porteranno a percorrere le varie fasce altitudinali delle Dolomiti. Salsa ci farà entrare nella dimensione umana, quella del paesaggio culturale, della montagna abitata e gestita attraverso determinate scelte di governance, mentre Ferrari ci farà alzare di quota con uno sguardo sommitale, alle cime, raccontandoci la conquista delle vette. Salsa racconterà la montagna più verde, quella dell’alpeggio, che ha una storia arcaica, mentre Ferrari ci porterà sulle rocce, per scoprire una storia molto più recente. L’intenzione quindi è quella di rendere complementari i loro racconti sia territorialmente che storicamente.”.

Attraverso la conversazione tra questi due grandi conoscitori delle Dolomiti, si vuole anche rendere omaggio al decennale del riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità, come spiega Modesto Povinelli, direttore della Pro loco di Carisolo: “Questo è uno dei pochi, se non l’unico, evento in Val Rendena organizzato per onorare i dieci anni delle Dolomiti. Volevamo offrire ai turisti che scelgono per le vacanze le Dolomiti di Brenta la possibilità di riassaporare l’aura che le rende leggendarie nel mondo e ai nostri concittadini ricordare il significato di vivere le Terre Alte, per usare un’espressione proprio di Salsa. Sarà quindi la celebrazione delle Dolomiti in tutte le loro sfumature.”.

 

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