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Tue, Dec

«Ciò che non si può dire». A Tione in scena la strage del Cermis

Tione
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Il ricordo è ancora stampato nella memoria di molti: il 3 febbraio 1998 un aereo partito dalla base militare U.S.A. di Aviano trancia di netto i cavi della funivia del Cermis e una cabina precipita nel vuoto causando la morte di tutte le venti persone che vi erano a bordo. Un dolore che si rinnova nel ricordo di due altre tragedie che colpirono quella stessa zona del Trentino: la caduta di una cabina della funivia che, su quello stesso impianto, il 9 marzo del 1976 portò alla morte di 43 persone, e il disastro di Stava che, poco distante, il 19 luglio 1985 causò ben 268 vittime.  

 

«CIÒ CHE NON SI PUÒ DIRE. Il racconto del Cermis» è un monologo scritto da Pino Loperfido che affida la memoria di quei momenti tragici al ricordo di un protagonista, il manovratore del vagoncino che saliva verso la stazione intermedia, che restò appeso nel vuoto per un tempo indefinito, prima che un elicottero riuscisse a portarlo a terra. Il protagonista, Francesco, è in una posizione “privilegiata”; spettatore unico, un inviato speciale sulla scena del disastro che improvvisa una telecronaca in diretta. 

Nell’intensa interpretazione dell’attore trentino Mario Cagol, quest’uomo solo, nella cabina vuota, con la morte che gli passa vicino, diventa il paradigma della solitudine umana, di una certa incomunicabilità. Del fatto che le persone pensano talmente poco al loro destino e quando lo fanno è perché sentono di esserci arrivati di fronte, di averci sbattuto il naso sopra. A quel punto non c’è più tempo per fare né dire niente.

“Il racconto del Cermis” è la riproposizione di un disastro che ancora oggi, a vent’anni di distanza, urla vendetta al cielo e ci conferma - se mai ce ne fosse ancora bisogno - di quanto gli esseri umani siano spesso vuote pedine in mano al potere più cieco e prepotente.

«CIÒ CHE NON SI PUÒ DIRE. Il racconto del Cermis» è una produzione di TeatroE realizzata per la regia di Mirko Corradini. Accompagnano la recitazione del protagonista le musiche eseguite alla chitarra da Alessio Zeni. L’impianto scenico è stato ideato da Gelsomina Bassetti.

Lo spettacolo sarà in calendario giovedì 5 dicembre al Cinema Teatro Comunale di Tione con inizio alle ore 21.00 e venerdì 6 dicembre, alla stessa ora, al Teatro Auditorium di Lavis. Sarà successivamente in scena (sabato 25 gennaio 2020) al Teatro Comunale di Predaia a Taio. (F.L.)