27
Wed, May

Il 5G è un acceleratore della pandemia di Coronavirus? Le riflessioni del Dott. Elvio Masè con un auspicio: La scienza faccia chiarezza anche su questo tema

In Trentino
Typography

Gentili lettori e care lettrici,

nel mondo globalizzato e sempre più tecnologico in cui viviamo, le certezze nelle quali confidare sono sempre meno e per quel che mi riguarda in genere sono quelle antiche ricevute in eredità da chi ci ha preceduto. Esse infatti nonostante il trascorrere degli anni ed il susseguirsi delle generazioni, hanno saputo mantenere intatta la loro validità; per tutto il resto, seguendo il sano insegnamento di Socrate, preferisco pormi dei dubbi e formulare domande rinunciando in tal modo ad inossidabili certezze.

Quindi, tornando al tema attuale e scottante che concerne il nostro Sistema Immunitario volevo introdurre e proporre una riflessione sempre al riguardo di abitudini e situazioni che possono potenziarlo o indebolirlo. Solo grazie ad un suo corretto funzionamento possiamo infatti rimanere in buona salute e resistere, anzi meglio coesistere pacificamente, con una moltitudine di agenti patogeni.

Detto questo, considerando il drammatico periodo che il nostro Paese (e non solo) sta vivendo e rispettoso delle conoscenze, competenze e certezze di chiunque leggerà le seguenti argomentazioni, volevo introdurre una spinosa questione che da anni viene dibattuta negli ambienti di Ricerca scientifica ma che solo raramente, purtroppo, raggiunge il grande Pubblico.

Pochi giorni fa Gunter Pauli, Consigliere economico di Palazzo Chigi del premier Conte, con un twitt in inglese ha testualmente scritto:

“La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto. Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? WUHAN! Qual è stata la prima regione europea del 5G? NORD ITALIA”

La deduzione del primo consigliere economico di Palazzo Chigi secondo il quale il 5G può essere correlato alla diffusione del Covid-19 nasce da approfonditi studi che in ambito internazionale vengono da molti anni portati avanti da ricercatori indipendenti. Il 5G, cioè le radiofrequenze di quinta generazione (frequenze, per intenderci , paragonabili a quelle usate per cuocere nel forno a microonde) a breve si sommerà al 4G e a tutte le precedenti generazioni di radiazioni elettromagnetiche richiedendo l’installazione di milioni di minitrasmettitori. Esso permetterà il collegamento in rete di altrettanti milioni di apparecchiature ed aumenterà esponenzialmente la velocità di trasmissione dei dati.

Il nocciolo della questione, tornando al nostro amato ed indispensabile Sistema Immunitario è che autorevoli Centri Studi scientifici, per citarne solo un paio l’americano Georgia Institute of Technology o lo svedese Karolinska Institutet (tra i più famosi Centri Universitari di ricerca medica al mondo) hanno pubblicato centinaia di Studi nei quali si evidenzia la possibilità di correlazione tra 5G ed organismi viventi per quanto riguarda l’immunodepressione e svariate altre patologie possibilmente causate da campi elettromagnetici divenuti negli anni sempre più potenti ed invasivi. In uno studio turco pubblicato su PUBMED dal 2011 la scienziata Nesrin Seyhan e i suoi colleghi dell’Università Gazi hanno dimostrato che le radiazioni wireless possono danneggiare i tessuti del polmone, del cuore e del fegato già a 900 MHz cioè quelle utilizzate dal 2G. Sarà forse il caso di spegnere almeno in casa il Wi-Fi?

Il Prof. Kalus Buchner (fisico ed euro parlamentare tedesco) sottolinea, cito testualmente :”Esistono prove scientifiche chiare che la diffusione di virus è accelerata dalle radiazioni elettromagnetiche. In particolare il 5G è un acceleratore della pandemia di Coronavirus”.

Che dire? A volte penso beata ignoranza (nel senso di ignorare) che almeno ci aiuta a vivere tranquilli!

Poi scuoto la testa e dico no! Per il bene nostro e di chi verrà dopo di noi credo sia giusto sapere. Se poi, come tutti ci auguriamo, il twitt di Gunter Pauli o le affermazioni del Prof. Buchner risultassero essere solo spaventose fake news, potremo tirate un bel sospiro di sollievo.

In caso contrario credo sarebbe giunto il momento di fare un bel punto della situazione.

L’enorme mole ufficiale di dati e ricerche pubblicate al riguardo in ambito scientifico certamente non sono fake news. In base al sacrosanto “Principio di precauzione”, stabilito in sede europea, ritengo sia moralmente doverosa una moratoria in merito al 5G a tutela della salute degli abitanti del mondo intero. In primis la Scienza risolva la controversia e solo successivamente si proceda, in una direzione o nell’altra. Nessun essere umano sia usato come cavia da esperimento.

Un caro saluto a tutti

Masè dr Elvio