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Wed, May

«Il riutilizzo delle mascherine mette a repentaglio l'incolumità degli infermieri». La diffida di Hoffer, al direttore generale

In Trentino
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Tra i sacrifici che tutta la popolazione sta compiendo in termini di restrizioni della propria vita privata, c’è una categoria di persone, di lavoratori e professionisti che più di altri compie dei sacrifici: quella degli infermieri e operatori della salute impegnati ad affrontare in prima linea questa emergenza sanitaria. Questi professionisti oltre a mettere in gioco il loro sapere scientifico, il loro saper agire e il saper essere un professionista sanitario, stanno letteralmente sacrificando loro stessi in nome della salute pubblica, mettendo a repentaglio anche la propria.

Infatti, ci arrivano continue segnalazioni dai nostri infermieri dell’Azienda sanitaria trentina sulla carenza dei dispositivi di protezione, che ormai scarseggiano sempre di più e che costringono i nostri infermieri ed i nostri professionisti a lavorare in una situazione di rischio professionale e personale che non è più accettabile!

La cosa che ci ha lasciato ulteriormente basiti, sono state le recenti istruzioni di riutilizzo dei dispositivi di protezione individuale emesse in azienda sanitaria, in difformità da quanto riportato nelle procedure emanate dallo stesso istituto superiore di sanità: nei protocolli emessi in data 14/3/2020 l’istituto afferma che le mascherine non possono essere riutilizzate.

Se poi andiamo a leggere il contenuto delle schede tecniche, che danno indicazioni su come lavare e disinfettare le mascherine FFP2 e FFP3, tale manovra può al massimo garantire l’igiene del dispositivo ma non il mantenimento della sua capacità filtrante. Il riutilizzo delle mascherine poi per più giornate, può deteriorare il dispositivo da elemento di protezione a potenziale oggetto e fonte fonte di contaminazione, stessa cosa anche per i camici di protezione.

La distribuzione razionata dei DPI anche se presenti, nell’ottica di preservare il materiale per il futuro, ha purtroppo l’effetto di mettere a rischio la salute del professionista nel presente.

Le misure impartite ai nostri iscritti riguardo al riutilizzo del materiale sono dannose ed in contrasto con l’attuale codice deontologico infermieristico.

Nel loro agire gli infermieri devono attenersi alle specifiche linee guida, per questo ho inviato una nota di DIFFIDA FORMALE al direttore generale dell’ Apss Trentina, avvisando nel contempo anche l’Ordine professionale degli infermieri.

Queste pratiche mettono a repentaglio l’incolumità dei nostri iscritti, degli altri operatori sanitari, dei parenti, dei propri familiari e della popolazione in generale, se dovesse ancora perdurare l’inadeguata dotazione dei dispositivi di sicurezza, ci rivolgeremo alle autorità competenti che riterremo più opportune.

I nostri professionisti non possono combattere questa battaglia a mani nude, non sono carne da macello! E’ vergognoso vedere rappresentanti istituzionali che dovrebbero garantire la sicurezza dei lavoratori e che invece li espongono sistematicamente a gravi situazioni di rischio!

Cesare Hoffer, Coordinatore Nursing up Trento