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Mon, Jul

Ristorazione in Trentino: Calo del fatturato fino al 60%. Peterlana: “Aspettiamo il rientro in ufficio dei lavoratori. I locali sono stati messi in sicurezza, siamo pronti a pranzo e a cena”

In Trentino
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La situazione nei primi venti giorni di giugno non è cambiata molto rispetto a maggio per bar e ristoranti del Trentino. Durante la settimana (lun-ven) a pranzo si continua a lavorare poco, con un calo di fatturato che va dal 50 al 60% perché molti dipendenti, pubblici e privati, stanno lavorando ancora in modalità smart working o si portano il cibo da casa per consumarlo in ufficio o sul posto di lavoro.

Non solo. Ancora non è ripartito, con i numeri degli anni scorsi, il turismo, che si muove, per il momento timidamente. Per questo sarebbe importante una comunicazione univoca, anche da parte degli Enti che si occupano di promozione turistica, sulla sicurezza all’interno delle aziende del comparto pubblici esercizi.

Questo il quadro che emerge da un’indagine fatta a campione su bar e ristoranti del territorio dalla Confesercenti del Trentino.

“Tra i bar e i ristoranti – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Fiepet (l’Associazione dei pubblici esercizi di Confesercenti) – stanno lavorando maggiormente quelli che hanno un plateatico/giardino, molti dei quali sono stati estesi per emergenza covid. Una boccata d’ossigeno che però non è sufficiente per permettere alle aziende di far rientrare tutta la forza lavoro che resta in cassa integrazione”.

In Trentino ci sono 54 mila lavoratori che aderiscono al fondo di solidarietà, di questi 13mila fanno parte del comparto turismo (ricordiamo che nella nostra PAT ci sono circa 3580 bar/ristoranti).

Peterlana ricorda quindi l’importante novità del D.L. 52/2020 che permette a tutti i datori di lavoro che intendono accedere alla cassa integrazione ordinaria (settore industria, edilizia ed artigianato edile), ai Fondi di Solidarietà di Trento e Bolzano (per aziende del settore terziario), alla cassa integrazione in deroga (per i lavoratori che non possono accedere ad altro ammortizzatore sociale) o alla cassa integrazione per operai e impiegati agricoli a tempo indeterminato – CISOA -) di utilizzare le “ultime” 4 settimane di sospensione o riduzione dell’attività (pertanto dalla 15ma alla 18ma settimana) anche in periodi antecedenti al 01.09.2020, previo aver completato le prime 14 settimane.