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Wed, Aug

Dopo la fuga. M49 e il Trentino

In Trentino
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M49 non si sposta dalla zona della Marzola

L’orso M49 ha passato la notte spostandosi solo di un centinaio di metri, quindi rimanendo sostanzialmente nella stessa zona della Marzola dopo la sua fuga dal recinto del Casteller. Lo confermano i forestali della Provincia attivi per presidiare la zona e controllare la localizzazione dell’animale attraverso i segnali emessi dal radiocollare e dalle marche auricolari.

 

 

Nel frattempo...

 

L'ispezione di ISPRA al Casteller

Arrivano le prime osservazioni di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, ente pubblico di ricerca italiano che da sempre segue assieme alla Provincia il progetto di introduzione dell’orso sulle Alpi), riguardo la fuga di M49. Dopo un primo sopralluogo al Casteller, alcuni passaggi chiave della relazione effettuata:

"Diversi punti della saldatura saltati, altri segni di danneggiamento in zone diverse della recinzione, forza e determinazione dell’animale fuori dal comune. Vari i tentativi di fuga, l'ultimo è riuscito".



Il comunicato completo di ISPRA

Probabilmente ha fatto diversi tentativi prima di riuscire a fuggire dal recinto di Casteller l’orso M49, soprannominato Papillon dal Ministro dell’Ambiente, che ha chiesto ad Ispra un sopralluogo al recinto, effettuato oggi dai ricercatori di ISPRA di Ozzano, affiancati dal personale del Servizio Foreste della Provincia Autonoma di Trento.

Questo è quanto si è potuto constatare: il punto da cui è fuoriuscito l’orso si trova nella stessa posizione da cui l’animale era fuggito lo scorso anno, scavalcando in quel caso la recinzione, in un punto distante del recinto rispetto alla porzione dove sono i locali tecnici. Questa volta, invece, sono stati divelti o piegati alcuni dei tondini della rete della recinzione - di diametro di 12 mm - dalla quale è poi fuoriuscito. 

Per operare l’apertura, sono stati rotti diversi punti di saldatura tra i tondini. Analoghi danneggiamenti sono stati rilevati in altri due punti della recinzione, dove sono stati osservati tondini in parte staccati, facendo presumere che l’esemplare abbia tentato di aprire la recinzione in vari punti prima di riuscire a creare l’apertura che ne ha permesso la fuga. La fuga, per quanto riferito dal personale del Servizio Foreste della Provincia Autonoma di Trento, sarebbe avvenuta di notte, per cui non vi sono osservazioni né dirette né in remoto del fatto; solo il mattino successivo si è preso atto della fuga, dopo aver visto il tracciamento del segnale emesso dal trasmettitore satellitare montato al collo dell’animale. 

La struttura della recinzione è composta da un cordolo di calcestruzzo nel quale sono inseriti i pali verticali di sostegno, ai quali sono imbullonati i tondini che formano la rete di recinzione. I tondini non sono affogati nel calcestruzzo, caratteristica questa che presumibilmente ha contribuito a rendere meno difficoltosa la rottura della rete. Pur considerando la mole dell’animale (peso superiore a 200 kg), la forza e la determinazione mostrate dal soggetto visionando il punto di rottura appaiono fuori dal comune. Come nel precedente caso di fuga di M49, la recinzione elettrica che integra la recinzione esterna e separa le tre sub-aree interne, si è rivelata inefficace verso questo specifico individuo, a differenza di quanto registrato per gli altri orsi che nel corso del tempo sono stati tenuti nella struttura di Casteller.



Richieste le dimissioni all'assessora Zanotelli

ENPA – LAC – LAV – LEGAMBIENTE – LIPU PAN/EPPAA – WWF uniti nel chiedere a gran voce le dimissioni di Zanotelli, "per evidente e colpevole incompetenza e per l'immagine del Trentino"

La richiesta del COORDINAMENTO AMBIENTALISTA del TRENTINO (ENPA del Trentino, LAC per il Trentino Alto Adige/Südtirol, LAV del Trentino, Legambiente Circolo di Trento, LIPU Trentino, PAN-EPPAA, WWF Trentino)

Il giorno prima di rassegnare le dimissioni, il capo del Corpo forestale provinciale, Romano Masè, pronunciava queste esatte parole: “il presidente e la giunta hanno responsabilità rispetto alle decisioni”. Chiarendo, quindi, che le scelte di indirizzo nel merito della gestione della fauna selvatica, e nello specifico degli orsi, sono promulgate dal governo provinciale, qui rappresentato da Zanotelli, che se ne deve, perciò, assumere la responsabilità.

Zanotelli cui si devono decisioni non solo discutibili, e inutilmente discusse e avversate nei “tavoli”, ma alla luce dei fatti del tutto sbagliate, tali da provocare ripercussioni pesantemente negative da una parte sull’allevamento e la pastorizia, che dice di sostenere – a parole – ma ai quali diminuisce risorse e sostegno tecnico, sospendendo sperimentazioni funzionali ed estremamente funzionanti nella difesa di greggi e mandrie, lasciando in effetti gli allevatori a sbrigarsela da soli, dall’altra eliminando quanto era stato realizzato in precedenza (in realtà facendo poca fatica, perché nessuna giunta finora si è mostrata davvero amica della biodiversità e della natura “naturale”), sulla gestione dei grandi carnivori, sulla “protezione della fauna selvatica omeoterma” trasformata sempre più in gestione a fini di caccia, sulle attività di informazione e formazione sulla coesistenza fra uomo e grandi carnivori, sulla biodiversità e sull’ambiente nel loro complesso.

Non ultima la decisione, invano avversata dal Coordinamento ambientalista del Trentino, e nonostante gli unanimi e contrari pareri dell’intera compagine scientifica, ma sostenuta e resa operante dal compagno di partito e presidente Fugatti, di catturare (e poi ricatturare!) M49, un soggetto elusivo e mai pericoloso per l’uomo.

Per non parlare della decisione di catturare, per sopprimere, la quattordicenne orsa JJ4, nota per la sua natura estremamente schiva, colpevole solo di un incontro con due cacciatori, che ha avuto conseguenze lievi per i due uomini e che non è stato ancora indagato esaustivamente.

Senza dimenticare la bonarietà e indulgenza con cui l’assessora si è sempre rifiutata di perseguire le molteplici molestie documentate ai danni di animali selvatici, spesso sfociate in veri e propri atti di maltrattamento.

Una serie di decisioni e atti inopportuni, negativi, totalmente sbagliati, in breve inaccettabili. Ora, dopo le dimissioni di un tecnico il cui compito era attuare quanto deciso dalla politica, compia l’ulteriore e unico atto possibile chi tali decisioni le ha imposte.

ASSESSORA ZANOTELLI: per l’interesse e l’immagine del Trentino PER EVIDENTE E COLPEVOLE INCOMPETENZA, DIMISSIONI SUBITO!

 

 

Associazioni unite e ferme, no alla ricattura dell'orso

ENPA – LAC – LAV – LIPU – WWF / ROMA sono concorde nel dire: "Chiediamo la cessazione di ogni attività finalizzata alla cattura dell'orso"



L'istanza

La seconda fuga di M49 non deve essere fermata da una nuova reclusione al Casteller”, questa è la sintesi della istanza inviata dalle associazioni Enpa, LAC, LAV, LIPU e WWF al Presidente della Provincia di Trento Fugatti, dopo che l’orso è nuovamente evaso dal recinto del Casteller dove era detenuto da aprile scorso.

L’orso non si è mai reso responsabile di alcuna aggressione all’uomo, ha solamente cercato cibo dove questo era disponibile e non adeguatamente custodito, un comportamento del tutto normale che però è stato sufficiente per bollarlo come “orso dannoso e quindi problematico” offrendo il pretesto alla Provincia di Trento per catturarlo e rinchiuderlo in un recinto del tutto inadeguato e gravemente lesivo della sua etologia.
In questo momento l’orso è radiocollarato, quindi in ogni istante è possibile conoscere la sua posizione prevenendo eventuali situazioni di criticità, inoltre si trova in tutt’altra zona rispetto alla sua area originaria, si sono così concretizzate in un solo frangente due alternative all’uccisione che propone lo stesso Pacobace (il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali): traslocazione e radiocollaraggio.

Non c’è quindi alcun motivo per procedere con una nuova cattura, M49 ha dimostrato a tutti noi quanto forte sia il suo desiderio di libertà, più grande e forte di qualsiasi recinzione elettrificata e dei tondini di acciaio da 12 mm., il Presidente Fugatti riconosca e rispetti la clamorosa lezione impartita da M49 e lo lasci vivere in libertà”, concludono le associazioni.



Flash Mob in Piazza Dante a Trento, oggi ore 12.20 LAV Trentino, per orsi M49 e JJ4

Mercoledì 29 luglio – ore 12:20. Trento – Piazza Dante – di fonte al palazzo della Regione.

Una decina di attivisti della LAV, con un flash mob estemporaneo porteranno il loro messaggio di libertà per due orsi, M49 e JJ4, sulle cui teste pendono inutili ordinanze di cattura e/o di uccisione.

E’ ora di lasciarli in pace e puntare su quegli aspetti della convivenza su cui non ci si è mai impegnati seriamente, come l’informazione, la formazione, il monitoraggio, la sensibilizzazione.