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Sun, Apr

Tamponi e quarantena, per la Giunta Pat e per le scuole due approcci diversi... La lettera di un'insegnante di scuola dell'Infanzia

In Trentino
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In merito alla notizia di ieri, della conferma di un positivo nello staff della Giunta Pat e dell'attivazione del monitoraggio anti Covid-19, una considerazione mi sorge spontanea, ma perché?

È una cosa assurda, nelle scuole dell' infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con un positivo nessuna quarantena e nessun tampone. Il dottor Ferro mi dovrebbe spiegare se ritiene che Presidente e Consiglieri siano considerati più a rischio di bambini/ragazzi ed insegnanti. Non hanno il protocollo di sicurezza loro, mascherina, distanziamento e gel sono obbligatori anche in quella sala, quindi o hanno trasgredito e vanno puniti, o devono andare a lavorare come tutti. Si legge inoltre che "A titolo ulteriormente prudenziale, comunque  è stata predisposta la somministrazione del tampone nel quinto giorno a tutti i partecipanti alla seduta di venerdì scorso e le stesse agende dei componenti dell'esecutivo saranno riformulate, sempre per ragioni di profilassi, dovranno rimanere in isolamento i due funzionari che si trovavano ai lati del collega risultato positivo".  Nella scuola dell'infanzia, a differenza di primaria e secondaria di primo grado, non sono previsti distanziamento né mascherina, 25 bambini più gli insegnanti, devono attendere il secondo caso positivo perché qualcuno si ricordi di loro, ma per il dottor Ferro va bene così. Stiamo vivendo con bambini che pur avendo familiari riconosciuti positivi, non vengono tamponati, erano a scuola fino al momento del referto di un genitore/ fratello o sorella, ma nessuno si preoccupa di sapere se siano positivi asintomatici, presintomatici o paucisintomatici  ed il tracciamento è inesistente. Gli insegnanti, da protocollo, sono autorizzati ad indossare una mascherina chirurgica, che si sa, protegge in uscita, ma non in entrata ed ha ragione di esistere solo se di fronte si hanno persone che la indossano, o persone preventivamente tamponate e risultate negative. Andiamo avanti giorno per giorno attendendo di sapere che in una scuola piuttosto che in un'altra si è verificato un focolaio tra il personale, perché se si sa che i bambini e le bambine, fortunatamente manifestano sintomi molto lievi e quasi mai considerati, è noto anche che l'età degli insegnanti, è spesso la stessa di quella di tanti nonni di bimbi dai due anni e mezzo ai sei.

Martina Detassis,

insegnante di scuola dell'Infanzia e consigliere del Consiglio del Sistema Educativo Provinciale