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Trentino in zona arancione dopo Pasquetta: le regole per la Pasqua

In Trentino
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Il Trentino torna in zona arancione e lo farà a partire da martedì 6, il giorno successivo a Pasquetta.

 

La notizia arriva dalla consueta conferenza del venerdì con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che avrebbe ricevuto conferma dal ministro della Salute Speranza.

La decisione è il risultato dei nuovi dati: l'indice Rt, per il Trentino, è sceso a 0.83 tra i più bassi in Italia; in calo anche l'incidenza settimanale per 100 mila abitanti per cui in Trentino si calcola  una stima di 225 (contro il 279 della settimana scorsa e di 290 della settimana precedente).

 

La Provincia ha voluto chiarire le regole per i prossimi tre giorni di festa: sabato 3, domenica 4 e lunedì 5.

Sabato 3 aprile, domenica 4 aprile (Pasqua) e lunedì 5 aprile (Pasquetta), tutta l'Italia sarà considerata zona rossa, a prescindere dalla fascia di rischio epidemiologico in cui si trovano le Regioni e le Province autonome.

In Trentino, dunque, restano valide tutte le regole seguite dal 15 marzo, quando la provincia è entrata in zona rossa, con un'importante eccezione. Nel lungo fine settimana pasquale, che va appunto da sabato a lunedì, vi sarà una deroga sugli spostamenti.

 

 

Una sola volta al giorno, tra le 5.00 e le 22.00, si potrà infatti andare presso un’altra abitazione privata per fare visita ad amici o parenti. Attenzione però, questo tipo di visite saranno consentite solo nell'ambito dei confini provinciali e per un massimo di due persone a cui si possono aggiungere figli minori di 14 anni o disabili. Presso l'abitazione in cui si è diretti, inoltre, non devono già essere presenti persone provenienti da altre famiglie. 

E’ bene ricordare, infine, che sarà possibile raggiungere le seconde case in Trentino e anche fuori dal territorio provinciale - salvo eventuali divieti previsti da ordinanze locali, come ad esempio in Alto Adige dove non è consentito. È necessario però avere un titolo di godimento dell'immobile, come atto di affitto o di proprietà, anteriore al 14 gennaio 2021. La casa di destinazione, inoltre, non può essere abitata da persone non conviventi.