31
Sat, Jan

A 50 anni dalla sciagura di Sciaves in cui morirono quattro militari: Santa Messa al cippo commemorativo per ricordare gli Alpini

In Trentino
Typography

 

SCIAVES. Era il 27 aprile 1972 quando in pochi attimi si consumò un disastro. Verso le ore 16.30 – di quella triste giornata - nove alpini, un sergente e il sottotenente Alberto Turini (Capomacchina) erano a bordo di un autocarro ACL, che sbandò sul cavalcavia della Ferrovia della Val Pusteria in prossimità di Sciaves e precipitò sui sottostanti binari. A causa dei gravissimi traumi, morirono entro pochi minuti il sottotenente Turini, il sergente Franco Trentini e gli alpini Edilio Tesconi e Bruno Zanchi. Gli altri sette alpini, compreso Remo Tosolini, furono ricoverati in ospedale per alcuni mesi, a causa delle gravi fratture e ferite riportate.

 

L’alpino Remo Tosolini per qualche anno cercò di dimenticare il grave incidente, ma poi chiese e ottenne la collaborazione del 6° Reggimento Alpini, dell'A.N.A. di Bressanone e del Gruppo Alpini di Villazzano (Frazione di provenienza del serg. Franco Trentini) di Trento per costruire una lapide. Ottenuta l’autorizzazione il 27 aprile del 1987 fu eretta una stele di marmo, a ricordo del tragico evento del 1972.

 

Ogni anno dal 1987 in poi, quasi sempre nell'ultima domenica di aprile, Don Valentino Gen. Quinz celebra la S. Messa per commemorare la drammatica circostanza, ad esclusione degli anni 2020 e 2021, nei quali sono stati vietati gli assembramenti di persone e anche le cerimonie pubbliche, a causa della pandemia da Covid-19.

 

Nell’anniversario del 50° dalla tremenda sciagura si sono ritrovati in tanti sabato 23 aprile a Naz-Sciaves attorno all’altare dove don Valentino Gen. Quinz ha celebrato la S. Messa sotto un gazebo, attorniato dai vessilli delle Sezioni A.N.A. dell'Alto Adige e di Trento; presenti anche 11 alfieri con i gagliardetti dei loro Gruppi Alpini.

 

Foto di Udalrico Gottardi 

 

Ben 23 ex AUC (Allievi Ufficiali Complemento – oggi tenenti o gradi superiori) commilitoni del sottotenente Alberto (provenienti dal Trentino Alto Adige, Liguria, Piemonte e Veneto) hanno seguito la celebrazione eucaristica stando attorno al cippo commemorativo. Sugli spalti vicino al luogo delle sciagura si sono viste tante persone: tra autorità civili e militari, nonché molti abitanti di Naz-Sciaves e il sindaco Alexander Überbacher.

 

Al momento dell'omelia abbiamo visto Don Valentino particolarmente commosso, nel ricordare gli avvenimenti accaduti quel lontano giorno di cinquant'anni fa e ha precisato che i quattro alpini deceduti sono andati nel Paradiso del Signore e non nel paradiso di Cantore, come si dice normalmente per gli alpini “andati avanti”. Ha inoltre aggiunto che: “muore soltanto chi è dimenticato”!

 

Al termine della S. Messa l’alpino Remo Tosolini ha ringraziato tutti i presenti facendo omaggio di un quadro raffigurante la Madonna a don Valentino Gen. Quinz, al Capo Gruppo degli Alpini di Bressanone Gianpaolo Zecca una targa dove si leggeva: “Al Gruppo Alpini di Bressanone per la dedizione nel mantenere vivo in questo luogo il ricordo dei nostri alpini Alberto, Franco, Edilio, Bruno – con riconoscenza famigliari e amici – Sciaves 27 aprile 1972/2022”.