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Tue, Dec

I gravi fatti di Valdaone aprono una finestra inquietante sulla situazione sanitaria in Giudicarie. La lettera di Alex Marini

Giudicarie
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«È gravissimo che in alcune parti del Trentino le famiglie rischino di dover far nascere i bambini in casa da sole. Al giorno d’oggi e in una Provincia Autonoma ricca come la nostra non dovrebbe nemmeno porsi il problema ma è quanto accaduto solo lo scorso giovedì mattina nel Comune di Valdaone, in Valle del Chiese. Una mamma e papà lasciati a gestire la nascita di un figlio col cordone ombelicale attorcigliato al collo in base ad istruzioni date per telefono, tipo mobile dell’Ikea, e questo perché l’elisoccorso non era in grado di partire da Trento. È stato solo ed esclusivamente grazie al sangue freddo dei 2 genitori e al successivo intervento dei volontari dell’Associazione Ambulanza di Storo se il neonato ha evitato complicazioni, ma il rischio c’è stato e il meccanismo di elisoccorso verso le valli ha mostrato una volta di più tutti i suoi palesi ed evidenti limiti». 

Inizia così la lettera del Consigliere provinciale del M5S Alex Marini che mette al centro una questione molto sentita dalla popolazione giudicariese: la chiusura del punto nascita di Tione e la (mancata) valorizzazione dell'ospedale. 

Era l'agosto del 2014 quando nacque il comitato "Salviamo l'ospedale di Tione e il suo punto nascite". S'intensificarono le iniziative a favore della maternità di Tione. Dopo la petizione, sottoscritta da tutti i consigli comunali giudicariesi, una raccolta di firme che portò 22 mila cittadini ad esprimersi contro la chiusura del punto nascita del capoluogo giudicariese. L'assessore alla Salute Gigi Olivieri si fece portavoce dei cittadini ma poi tutto sembrò perdersi quando l'ex parlamentare venne proposto come Presidente della A22. Il punto nascita venne chiuso e gli accordi sottoscritti dimenticati.

«Purtroppo questa è la logica conseguenza delle scelte prese in fatto di sanità - continua Marini -  Negli anni scorsi in Giudicarie si è firmato un protocollo d’intesa con l’azienda sanitaria provinciale che cancellava il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Tione in cambio di promesse di sostegno al resto del nosocomio. Ebbene il risultato è stato che il reparto è stato chiuso mentre per la tanto lodata “responsabilità” delle Giudicarie è stata premiata con l’impossibilità (o la scarsa volontà?) da parte dell’Azienda di completare la propria parte dell’accordo, ad esempio riguardo al completamento dell’organico degli anestesisti, fondamentali per far funzionare bene l’ospedale sulle 24 ore. Allo stesso tempo il pronto soccorso di Tione è in sofferenza, perché il personale è contato (di notte si deve persino dedicare alla portineria!) ma a nessuno sembra importare e si preannunciano sperimentazioni sulle analisi del sangue che potrebbero presto ridurre l’efficienza del laboratorio d’analisi dell’ospedale e tutto questo senza parlare delle difficoltà più volte denunciate negli anni da un reparto di assoluta eccellenza come quello di ortopedia ad ottenere sostegno da Trento anche per le cose più elementari, figuriamoci per quelle risorse umane più che sarebbero necessarie per garantirne la miglior operatività nel periodo del massimo afflusso di pazienti, che coincide con la stagione dello sci. Si ha l’impressione che la “responsabilità” mostrata dai rappresentanti politici si sia tradotta in un danno e in una presa in giro nei confronti dei loro concittadini che hanno dato senza ricevere in cambio quanto pattuito».

«In fatto di sanità, - conclude MArini - le valli e nel caso specifico l’ospedale di Tione, continuano a perdere terreno mentre iniziano a manifestarsi tutte le criticità di un sistema di intervento Trento-centrico basato sugli elicotteri di per sé rischioso perché dipendente dalle condizioni atmosferiche».