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Muri dipinti. Presentazione del libro il 18 settembre a Darzo. Affreschi e murales: Balbido, Ragoli, Pelugo e ancora

Giudicarie
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 Si terrà venerdì 18 settembre ad ore 20.30 in P.zza Artiglieria a Darzo la serata di presentazione del volume “Muri Dipinti”, sostenuta dal Centro Studi Judicaria. Interverrano Gabriela Maines, Danilo Mussi, Tullio Rigotti; modera Giuliano Beltrami.

 

Muri dipinti: un volume all'interno della collana del Centro Studi Judicaria dedicata al “patrimonio storico artistico” con cui si è voluto ricercare i luoghi in cui l’uomo è riuscito, o per spirito religioso, o per spirito meramente artistico, a impreziosire muri e facciate di costruzioni. Spaziando su tutta l’area che interessa la Judicaria, Muri Dipinti interessa gli affreschi, i murales, i decori artistici che appaiono su case e palazzi.

 

Sul territorio esplorato essi sono centinaia e centinaia. Poco più di 1300 compaiono in questo volume, realizzati con varie tecniche, soprattutto ad affresco e a murale, ma talvolta come semplici pannelli dipinti, o decori lignei, o d’altro materiale, o ancora ornamenti complementari a parti d’arredo degli stessi edifici. In tutti prevale la volontà di ingentilire e abbellire la parte visibile dell’edificio: facciate, portali, ingressi, sottogronde. Gli argomenti sono disparati ma in quasi tutti si sente e si vede l’attaccamento alla propria terra, alla propria gente, alle proprie tradizioni. Quasi una necessità a rimarcare con ancora più fermezza sentimenti già presenti nell’animo, ma desiderosi di essere maggiormente espressi.

 

Sono stati sintetizzati in sette grandi capitoli che hanno tra loro forti attinenze e legami. Ogni capitolo porta poi al suo termine uno spazio ben preciso dedicato a sette paesi che più di altri hanno saputo abbellire il proprio abitato con murales e/o affreschi in maniera considerevole, meritando appunto il titolo di “Paesi dipinti”, e cioè andando in ordine cronologico di realizzazione: Balbido, Ragoli, Pelugo, Nago, Mezzolago, Lasino e Margone.

 

E’ stata Gabriella Maines che ha saputo con piacevole capacità espressiva, presentarceli, riuscendo a ritrovare in essi singoli indirizzi estetici e mirati argomenti conduttori. L’esposizione che li presenta induce il lettore ad un loro suggestivo percorso visita. Essi diventano gallerie d’arte a cielo aperto, raggruppando in sè storie, usi e costumi del passato, leggende, momenti di socialità, di lavoro, o di dedizione religiosa. Per alcuni d’essi il numero raggiunto è davvero riguardevole come per Balbido che vanta ben 52, seguito da Ragoli (18), Nago (14), Mezzolago (14), Margone (12), Lasino (9) e Pelugo (6).

A lei e ad altri collaboratori come il Presidente del Centro Studi Judicaria Graziano Riccadonna, Claudio Cominotti, Luciano Borrelli, Alessia Segala, Giuliana Molinari, va stima e ringraziamento.