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Sat, Apr

Allerta sulle strade, ciclisti e ancora ciclisti. Attenzione in galleria

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Stagione estiva: “scongelati” anche i ciclisti, riappaiono in gran numero pronti ad invadere le strade. I più appassionati ed impazienti già in primavera, dopo il ghiaccio e il freddo dell'inverno; aumentano in estate con l'arrivo dei turisti e continuano in autunno, finchè la bella stagione consente.

 

Attività salutare, passione, turismo e tanto altro. Tutto bello, finchè non li si trova sulle secondarie in doppia fila a chiacchierare tra loro; e arriva l'automobilista di turno, con imprecazioni varie, ad esprimere a modo suo quella che probabilmente sarebbe una lamentela condivisibile.

 

E ci si inizia a chiedere perchè la bicicletta non possa usare l'apposita pista ciclabile, che talvolta fiancheggia il tratto stradale che il ciclista sta percorrendo. Ma non tutta la valle è provvista di ciclabili e, in ogni caso, la bicicletta è un veicolo: in quanto tale, come un'auto, una moto o un camion, ha diritto di transitare assieme al resto del traffico.

 

Con il diritto al transito, tuttavia, ha pure il dovere di rispettare il codice della strada. Come un'auto, una moto o un camion. E questo non è sempre quello che succede: non pochi i ciclisti avvistati in galleria privi di segnalazione visiva o indumenti ad alta visibilità. Dalle gallerie di Ponte Pià, a quelle per Molveno o per Sarche: zone dove si è ormai abituati alla presenza di ciclisti, ma dove l'attenzione non è mai troppa.

 

Lo spavento è tanto, soprattutto quando non si parla più solo del fastidio di un rallentamento, ma del rischio concreto di incidente: da una parte di ferire il ciclista anche mortalmente, poiché fisicamente meno protetto dagli urti; dall'altra la paura per sé stessi, i propri passeggeri, ed eventuali terzi.

 

In conclusione una convivenza. L'attenzione alta da entrambe le parti, il rispetto delle norme altrettanto, per la sicurezza propria e quella degli altri.