20
Wed, Nov

CinemAMoRe: il piacere del cinema arriva a Fiavè

Fiavè
Typography

La rassegna cinematografica che mette in rete i tre festival internazionali di cinema del Trentino anche quest’anno fa tappa a Fiavè. Il 16 luglio doppia proiezione con “Open Your Eyes”, protagonista alla scorsa edizione del Religion Today, e “Y si te dijeran que puedes”, proiettato in anteprima internazionale al 67. Trento Film Festival

Arriva l’estate, ritorna CinemAMoRe, la rassegna cinematografica promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento e curato dal Trento Film Festival, dalla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico e dal Religion Today Film Festival. Da molti anni, i maggiori festival internazionali di cinema del Trentino uniscono forze e competenze per offrire al  pubblico una selezione dei migliori film e documentari della propria programmazione da proporre in diverse location del territorio provinciale, dai maggiori centri urbani fino alle valli: uno sforzo congiunto per avvicinare tutti i cittadini al piacere del cinema, valorizzando le risorse di tre festival che rappresentano tre eccellenze a livello internazionale, nei rispettivi ambiti di competenza.

I curatori del programma cinematografico, Miro Forti e Andrea Morghen, hanno selezionato i film da proiettare in ogni singola serata, “pescando” negli archivi dei tre festival, dando particolare rilievo alle pellicole protagoniste delle ultime edizioni degli stessi.

Martedì 16 luglio a Fiavè, al Museo delle Palafitte, alle ore 21.00 una doppia proiezione in collaborazione con il Comune e il Museo delle Palafitte: Open Your Eyes (di Llay Mevorach,  Israele / 2018 / 14'), protagonista alla scorsa edizione del Religion Today, una storia di pregiudizio ambientata a Gerusalemme, in uno studio oculistico; Y si te dijeran que puedes (di Javier Alvaro Palomares, Spagna / 2017 / 65'), proiettato in anteprima internazionale al 67. Trento Film Festival, racconta invece la storia di Sergio, Bea, Gonzalo, Emilia e Fernando, che soffrono di schizofrenia e non hanno nessuna esperienza con la montagna: l’associazione che si occupa di loro, insieme ai migliori alpinisti della Spagna, decide di tentare la scalata del mitico Naranjo di Bulnes.