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Alice Parisi, una giudicariese ai Mondiali 2019 di calcio femminile  in Francia

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Ricordate i mondiali di calcio in Sudafrica del 2010? Vi dice niente Waka Waka di Shakira, balletto tormentone dell'estate? Forse qualcuno si ricorderà anche dello Spot della TIM: mostrava Belén in un aeroporto; con una formidabile rovesciata, colpiva il logo della Tim e vinceva la partenza per l'Africa. Diciamo che la rovesciata non era sicuramente merito suo: il volto di Alice Parisi, allora controfigura di Belén nello spot, era nascosto dall'immagine della ragazza. Bene, oggi il volto di Alice non è nascosto da nessuno; né da Belèn, ma nemmeno, permettetelo, dall'immagine del calcio maschile.

Chi è Alice Parisi?

Alice Parisi, 28 anni, è una centrocampista italiana nata a Marazzone (Bleggio Superiore): quest'estate giocherà nella Nazionale Italiana ai mondiali di calcio femminile 2019 in Francia.

Nasce a Tione nel 90, sviluppa la passione per il calcio prima con gli amici d'infanzia, poi con le varie compagne di squadra. Supportata da amici e parenti, fatica per perseguire i suoi obiettivi; tuttavia, il suo talento riesce a emergere: arriva a giocare nel Trento, Bardolino Verona, Tavagnacco e Fiorentina. Dal 2006 a oggi, varie le convocazioni nella Nazionale: alle qualificazioni per Europei e Mondiali, al Torneo della città di San Paolo, all Cyprus Cup, al Torneo di Manaus. Infine, presente pure alle ultime qualificazioni per i Mondiali 2019, si aggiudica un posto alla grande competizione di quest'estate: la squadra, infatti, porta a casa la vittoria contro Portogallo e Belgio; si vola così in Francia.

 

Perchè queste ultime qualificazioni significano tanto?

La risposta sembrerebbe una e semplice: perchè la qualifica consente di partecipare e potenzialmente vincere. Certo, anche questo: il risultato nel concreto conta; tuttavia, pensare alla vittoria come unico e primo risultato è limitante. No, le qualifiche significano di più...

Le qualificazioni spiccano perchè sono le prime dal 99 ad oggi; la Nazionale Italiana di calcio femminile, infatti, nata a Viareggio nel 68, ha avuto accesso ai Mondiali solo due volte, nel 91 e, appunto, nel 99. Vent'anni da allora, dai maggiori successi nel corso degli anni 90 a un calo di prestazioni dopo il 2000. Una crescita lenta, premiata nel lungo periodo: cosa da poco?

Le qualificazioni spiccano poi perchè, per una volta, non è il calcio maschile al centro dell'attenzione. Che non ne parta una questione di genere, ma siamo onesti: non saremmo già stati tutti al corrente della notizia se si fosse parlato di calciatori anziché calciatrici?

Nessuna polemica uomini, state tranquilli: è solo un dato di fatto che al calcio maschile spesso sia data più rilevanza che non a quello femminile, che non ad altri sport.

Di cosa parliamo con sport? Maschi e femmine? Calcio o non calcio? Dove lasciamo tutti gli altri sport? Dalla pallacanestro al tennis, dallo sci al ciclismo: chi più ne ha, più ne metta. Può essere così limitante?

Le qualificazioni spiccano anche perchè fanno riflettere sulla realtà della nostra valle; genericamente parlando, tante attività agonistiche si chiudono in tendenze di genere: spesso i ragazzi sono indirizzati a sport come il calcio, le ragazze più alla pallavolo. Inoltre, praticare alcuni sport è reso difficile, se non ci si sposta da questo contesto: tanti talenti sono ostacolati e possono non emergere. Sono queste una delle tante difficoltà che ha incontrato Alice, e come lei molti altri; le qualificazioni portano quindi un messaggio: premiano la dedizione, la costanza, il sacrificio, l'impegno. Niente è impossibile.

Infine, le qualificazioni spiccano per sé stesse, senza altri motivi: sono insieme un grande traguardo raggiunto e un trampolino di lancio per quello che sarà. In un Paese dove si mette su un piedistallo chi vince e lo si toglie al primo segno di cedimento, le qualificazioni spiccano già da sole, a prescindere dal risultato di quest'estate. Sono già premio del percorso fatto finora, sono esperienza per il futuro.

Alice, non sei certo la controfigura di nessuno! Un grande in bocca al lupo da tutti i giudicariesi tuoi tifosi: non mancheremo di seguirvi domenica 9 giugno, ore 13.00!