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Mon, Sep

Val del Chiese tra preti che vanno e preti che vengono

Valle del Chiese
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BORGO CHIESE. Dal 20 di settembre nuovi ingressi ed eventuali incrementi di vocazioni in ambito seminaristico provinciale saranno demandati e gestiti da don Vincenzo Lupoli che sino al giorno prima aveva retto parrocchie e curazie in ambito locale: Borgo Chiese, Pieve di Bono e Val Daone. “Mi spiace lasciare queste valli – ha detto - ma presule e vicario mi hanno scelto per fare il 'talent scout' a livello di diocesi”.

 

 

Ora a succedere a don Lupoli ci sarà don Luigi Mezzi, originario di Storo e in passato curatore di anime in Val di Sole e Altopiano di Brentonico. Non ci sarà più don Michele Canestrini che già da giorni è stato aggregato a Tione in coabitazione di don Celestino Riz; ai due preti vescovo e vicario generale hanno già demandato parecchie curazie.

 

Dal giorno 11 al 19 di settembre don Vincenzo darà corso ai vari commiati che culmineranno quella stessa domenica alle 10,30 a Pieve di Bono e alle 15 a Condino. Poi sino al 3 ottobre, giorno di ingresso di don Mezzi, parrocchie e curazie saranno demandate all'interinale don Caldera.

 

Sia la Pieve di Condino che l'arcipretale di Santa Giustina di Creto in passato hanno spesso avuto gestori religiosi di alto livello. Dopo don Luigi Pisoni (anni 40) a Condino si sono poi succeduti altri come don Modesto Lunelli (poi reggente dell'Isa, la finanziaria della Curia) e don Tullio Rosa, mentre a Pieve di Bono a distinguersi prima don Marco Asson e poi don Giovanni Fedrizzi ( prete per anni anche a Roncone) e Cristoforo Bonomini poi trasferitosi a Lodrone dopo aver retto le curazie di Cimego e Praso.

A Storo invece a fare l'effettiva differenza era stato don Vigilio Flabbi.

Prima ancora sia a Storo che Condino il prete con la P maiuscuola era stato don Giacomo Regesburger e nei cui paesi ci sono strade intitolate a suo nome.

 

Altri preti meritevoli di menzione don Tobia Busatti (Praso, Condino e Bolbeno), don Simone Facchini a Storo e Santa Croce, don Giuseppe Pellegrini (Bondone e Daone), don Dino Menestrina (Storo e Bondone), don Silvino Caola (Cimego e Castello), e Artemio Uberti a Creto, nonché don Tullio Paris a Lodrone e il duo Renato Tomio e Francesco Scarin a Storo e Condino.

A questa sfilza di prevosti è quasi doveroso ricordare il compianto storese monsignor Salvatore Scalvini per anni reggente in Seminario e poi arciprete a Rovereto. “Durante la sua presenza tra gli aspiranti preti a Storo le vocazioni erano cresciute a vista d'occhio tanto che il paese era considerato una vera fucina di consacrati” - è solito ricordare don Bruno Armanini.