BONDONE. A metà febbraio avevamo chiesto alla Provincia di garantire la tutela della sponda trentina del lago d'Idro prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone, garantendone l'integrità. Chiedevamo inoltre se si fosse pensato a mettere in contatto e di far collaborare il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d'Idro, in modo da estendere la tutela ambientale a questo ambito vasto e continuo.
QUI per testo interrogazione e risposta.

La risposta, a firma dell'Assessore Tonina, ci è stata recapitata di recente e purtroppo non ci soddisfa pienamente. Da un lato non possiamo che giudicare positivamente la tutela garantita alla zona di protezione speciale "Lago d'Idro", che nel corso degli anni ha consentito una gestione idrica meno predatoria e una maggiore salubrità del territorio. Bisogna tuttavia prendere atto che dalla risposta non emerge alcuna volontà di prevedere misure di valorizzazione ecologica della sponda orientale del lago d'Idro, nonostante si tratti di un spazio incontaminato di rara bellezza. Ma c'è di più (e di peggio).
Dalla risposta si evidenza come non vi sia mai stata alcuna interlocuzione tra Provincia di Trento e Regione Lombardia in relazione alla possibilità di collaborare nella gestione naturalistica delle aree comprese tra il territorio dei comuni di Magasa e Valvestino del Parco dell'Alto Garda Bresciano e le aree di confine trentine ipotizzando l'estensione dell'area parco fino alle sponde orientali del lago d'Idro. Parliamo di territori contigui che in pratica costituiscono un unicum, diviso solo dalle linee sulla mappa. Ciò nonostante gli enti che in teoria presiedono alla tutela del territorio e alla sua valorizzazione operano e ragionano come se si trattasse di realtà distinte, che non comunicano le une con le altre, salvo in casi di assoluta emergenza (vedi ad esempio il recente incendio sviluppatosi nel Comune di Bondone che ha minacciato di investire la Val Vestino ed è stato domato solo dopo settimane di duro lavoro da parte di vigili del fuoco e forestali).
Avevamo già appurato la mancanza di coordinamento tra Trentino e Lombardia per quanto riguarda i collegamenti stradali di montagna e la manutenzione delle vecchie strade militari e delle opere connesse ma speravamo che almeno una minima ipotesi di lavoro comune fosse stata messa in cantiere per tutelare le bellezze naturali e al lago d'Idro, magari tenendo conto delle possibili integrazioni a livello ciclopendonale. Con rammarico dobbiamo prendere atto che purtroppo l'unica logica che sembra unire Trentino e Lombardia riguardo alle acque del lago d'Idro sembra essere quella dello sfruttamento.
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Il consigliere della Provincia Alex Marini (M5S)
