Deflusso minimo vitale sul fiume Chiese interrotto, il M5S sollecita l’intervento della Provincia di Trento a salvaguardia di fiume, lago e popolazione. Lo ha fatto depositando, lo scorso 12 luglio, un’interrogazione per chiedere che la Provincia di Trento faccia la sua parte per tutelare le acque e l’economia del lago d’Idro, specialmente alla luce della grave situazione di carenza idrica che sta colpendo il lago e il fiume Chiese stesso.
"Ci risulta che il deflusso minimo dal lago d’Idro al Chiese sia stato interrotto, causando grave nocumento a tutta la vita sul corso del fiume a valle del lago d’Idro – scrive Alex Marini. - Il lago d’Idro e i bacini più a nord hanno già dato moltissima acqua alle coltivazioni della pianura. Iniziano però ad esserci timori di problematiche sia per il turismo locale con il lago ridotto a stagno non attrattivo, che per l’ambiente dell’Eridio dove la poca acqua vuol dire causare danno ad esempio al biotopo di Baitoni e alle tante specie animali e vegetali che lo abitano, che per la salute della cittadinanza, dato che la situazione attuale appare analoga a quella che nel 2018 portò al diffondersi di un’epidemia di legionella."

"Sostenere i territori nel momento del bisogno significa anche sostenere il proprio, perché esistono limiti oltre i quali fornire acqua dal lago diventa gravemente dannoso per tutto l’ambiente, per le persone e per le attività che su di esso vivono. Per questi motivi abbiamo presentato un’interrogazione al Consiglio provinciale di Trento, sollecitando la giunta e l’assessore competente ad essere conseguenti rispetto agli impegni di salvaguardia e tutela assunti verso il lago d’Idro, il fiume Chiese e tutte le popolazioni ad essi connesse"
