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La rotatoria quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro merita di essere inserita nell’elenco delle opere incompiute tenuto dal MIMS. L'interrogazione di Alex Marini

Valle del Chiese
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"Tra le varie opere pubbliche sostenute dal Trentino, una delle più originali, dal punto di vista della soluzione progettuale, dell’interazione tra enti locali e regionali e delle modalità di finanziamento e realizzazione è senza ombra di dubbio è la rotatoria quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro tra gli abitati di Lodrone e Ponte Caffaro". 

A tornare sullo spinoso argomento Alex Marini, consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un'interrogazione al Presidente Kaswalder.

"Si tratta infatti di un’opera finanziata con fondi stanziati dalla Provincia autonoma di Trento - continua Marini - ed erogati tramite il Fondo Comuni Confinanti, progettata da professionisti trentini, appaltata dal comune confinante di Bagolino e realizzata a cavallo tra la Provincia autonoma di Trento e la Regione Lombardia da una ditta trentina con una direzione lavori da parte di una ditta bresciana; l’opera, oltre a distinguersi per la propria originalità progettuale, è assurta all’onore delle cronache anche per la sua enigmaticità, tanto che tutti gli atti parlamentari e consiliari in merito alla sua natura più intima sono rimasti inesorabilmente senza risposte attendibili ed esaustive".

Il nuovo ponte realizzato sul Caffaro, realizzato tra il 2015 e il 2017, ma mai inaugurato in quanto ai camion non è consentito il transito, doveva sostituire il vecchio ponte del 1906 che secondo il parere dei tecnici "versa in cattive condizioni".

 

A giudizio dell’interrogante andrebbe riconosciuta con provvedimenti formali l’unicità dell’opera. "L’inserimento del progetto della cosiddetta rotonda quadrata asimmetrica di Ponte Caffaro nell’elenco delle opere incompiute tenuto dal MIMS sarebbe un modo per dare il lustro che merita all’interno degli archivi delle opere pubbliche italiane incompiute anche la rotatoria quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro, la quale di certo non ha nulla da invidiare a grandi opere incompiute e agli sprechi che hanno fatto la storia della mala gestione del denaro dei contribuenti italiani negli ultimi 30 anni; ad oggi, purtroppo, l’opera non risulta inserita né nella graduatoria elenco anagrafe della Provincia di Trento né nella graduatoria della Regione Lombardia, con ciò non rendendo merito a un’opera le cui vicende procedimentali sono state oggetto dell’attenzione dei media locali e nazionali in molteplici occasioni, senza peraltro addivenire ad alcuna risposta concreta in merito alle criticità evidenziate".

 

 

Qui sotto il testo completo dell'interrogazione

Egregio Signor Walter Kaswalder Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE Trento, 10 ottobre 2022

Interrogazione a risposta scritta n. 4014

L'elenco-anagrafe delle opere pubbliche incompiute serve a censire un'anagrafe completa di tutte le opere incompiute d'Italia e a definire la graduatoria delle priorità per costituire uno strumento conoscitivo teso ad individuare, in modo razionale ed efficiente, le soluzioni ottimali per l'utilizzo di tali opere attraverso il completamento ovvero il riutilizzo ridimensionato delle stesse, anche con diversa destinazione rispetto a quella originariamente prevista; l’elenco-anagrafe è istituito presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) e articolato a livello regionale presso gli assessorati regionali competenti per le opere pubbliche.

A livello normativo il succitato elenco-anagrafe risulta definito tramite l'art. 44-bis del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214. Le modalità di attuazione sono state definite tramite il Decreto del MIMS del 13 marzo 2013, n. 42 recante "Regolamento recante le modalità di redazione dell'elenco-anagrafe delle opere pubbliche incompiute, di cui all'articolo 44-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214" che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile 2013; per "opera pubblica incompiuta" si intende l'opera che non è stata completata: a) per mancanza di fondi; b) per cause tecniche; c) per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; d) per il fallimento dell'impresa appaltatrice; e) per il mancato interesse al completamento da parte del gestore.

Si considera in ogni caso opera pubblica incompiuta un'opera che non risponde a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo e che non risulta fruibile dalla collettività. La redazione dell'elenco-anagrafe è eseguita contestualmente alla redazione degli elenchianagrafe su base regionale, all'interno dei quali le opere pubbliche incompiute sono inserite sulla base di determinati criteri di adattabilità delle opere stesse ai fini del loro riutilizzo, nonché di criteri che indicano le ulteriori destinazioni a cui può essere adibita ogni singola opera, tenendo conto dello stato di avanzamento dei lavori. In sostanza, tutte le opere incompiute, secondo la definizione riportata nell' art. 1 del Decreto, di interesse regionale e degli enti locali devono essere comunicate dalle stazioni appaltanti, dagli enti aggiudicatori e dagli altri soggetti aggiudicatori di cui all'art. 3 del D.Lgs 163/2006; l'art. 3, comma 1, del DM 42/2013 prevede, che entro il 31 marzo di ogni anno le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggiudicatori trasmettono al Ministero ovvero alle Regioni e Province autonome tutte le informazioni e i dati richiesti secondo le modalità contemplate dalle disposizioni legislative. A tale scopo è stato predisposto uno specifico strumento di rilevazione delle informazioni per la gestione dell'anagrafe delle opere incompiute denominato SIMOI frutto della collaborazione tra Regioni, tramite i propri Osservatori regionali dei contratti pubblici, e il MIMS. Ai fini dell'assolvimento degli obblighi di cui all'art.3, commi 1 e 2, del decreto in oggetto il responsabile dell'Amministrazione competente è tenuto, previa registrazione al SIMOI sul sito internet www.simoi.it , a compilare l'elenco delle opere incompiute di competenza secondo le modalità indicate; tra le varie opere pubbliche sostenute dal Trentino, una delle più - per mancanza di un termine migliore - originali, dal punto di vista della soluzione progettuale, dell’interazione tra enti locali e regionali e delle modalità di finanziamento e realizzazione è senza ombra di dubbio è la rotatoria quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro tra gli abitati di Lodrone e Ponte Caffaro; si tratta infatti di un’opera finanziata con fondi stanziati dalla Provincia autonoma di Trento ed erogati tramite il Fondo Comuni Confinanti, progettata da professionisti trentini, appaltata dal comune confinante di Bagolino e realizzata a cavallo tra la Provincia autonoma di Trento e la Regione Lombardia da una ditta trentina con una direzione lavori da parte di una ditta bresciana; l’opera, oltre a distinguersi per la propria originalità progettuale, è assurta all’onore delle cronache anche per la sua enigmaticità, tanto che tutti gli atti parlamentari e consiliari in merito alla sua natura più intima sono rimasti inesorabilmente senza risposte attendibili ed esaustive.

Nel corso della presente consiliatura si citano ad esempio i seguenti:

• 125/XVI del 20 dicembre 2018 “Realizzazione di ponte sul torrente Caffaro”

• 983/XVI del 20 novembre 2019 “Lavori di adeguamento e messa in sicurezza del vecchio ponte sul fiume Caffaro”

• 1538/XVI del 04 giugno 2020 “Sistemazione della viabilità nei pressi del torrente Caffaro ed interlocuzione tra Provincia autonoma di Trento e comune di Bagolino (BS)”

• 1741/XVI del 01 settembre 2020 “Iniziative all’interno del Comitato paritetico del Fondo Comuni Confinanti in ordine alla viabilità nei pressi del torrente Caffaro” (senza risposta al 7 ottobre 2022)

• 3106/XVI del 18 ottobre 2021 “Installazione di un ponte provvisorio modello “Bailey” fra i due ponti attualmente presenti sul torrente Caffaro”

• 3641/XVI del 14 aprile 2022 “Problematiche relative alla mancata apertura del nuovo ponte sul torrente Caffaro e iniziative adottare per la risoluzione delle stesse” (senza risposta al 7 ottobre 2022);

a giudizio dell’interrogante andrebbe riconosciuta con provvedimenti formali l’unicità dell’opera in oggetto. L’inserimento del progetto della cosiddetta rotonda quadrata asimmetrica di Ponte Caffaro nell’elenco delle opere incompiute tenuto dal MIMS sarebbe un modo per dare il lustro che merita all’interno degli archivi delle opere pubbliche italiane incompiute anche la rotatoria quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro, la quale di certo non ha nulla da invidiare a grandi opere incompiute e agli sprechi che hanno fatto la storia della mala gestione del denaro dei contribuenti italiani negli ultimi 30 anni; ad oggi, purtroppo, l’opera non risulta inserita né nella graduatoria elenco anagrafe della Provincia di Trento né nella graduatoria della Regione Lombardia, con ciò non rendendo merito a un’opera le cui vicende procedimentali sono state oggetto dell’attenzione dei media locali e nazionali in molteplici occasioni, senza peraltro addivenire ad alcuna risposta concreta in merito alle criticità evidenziate;

tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere:

1. se non ritenga di informare il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili dell’opportunità di inserire la rotonda quadrata asimmetrica sul fiume Caffaro al fine di riconoscere l’unicità della vicenda progettuale e realizzativa della stessa;

2. quali siano gli ostacoli che stanno impedendo alla Giunta provinciale di fornire una risposta alle interrogazioni 1741/XVI e 3641/XVI nel rispetto dei termini del regolamento del Consiglio provinciale

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta. Cons. prov. Alex Marini