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Fri, May

A Storo demolita la casa dell’Ardito, la prima realizzata  in Via Garibaldi nel 1921 da Pietro Albieri di Rivoltella

Valle del Chiese
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STORO – Era a tutti gli effetti considerata  la prima casa, stile liberty, realizzata nel 1921 in Via Garibaldi a Storo  come recitava la targa marmorea  fissata  sul muro maestro verso la statale. Un tempo apparteneva al compianto Pietro Albieri, detto “Ardito“, originario da Rivoltella nel bresciano che già  in quelli anni era considerato un mito. Qualche giorno fa i mezzi meccanici  della Betton Scavi  l’hanno  demolita. Ora su  quella medesima particella edificiale, individuabile tra la stazione di servizio Marteletti e l’albergo Gril di una volta, l’impresa Colombo Bazzoli di Roncone  creerà un edificio, progettato dai coniugi Luca e Paola Mezzi Franceschetti e comprendente più appartamenti e uffici, il cui residence è  riconducibile al noto assicuratore e dirigente della Settaurense Calcio Diego Coser.

 

“ L'opera di demolizione – avverte l’operatore  Paolo Zontini che manovrava la ruspa tanto da raderla al suolo - in meno un giorno. Durante  l’intervento – aggiunge l’operatore-  si  intravvedeva  come all’epoca  si facevano  gli edifici  mediante l’utilizzo di sabbia e sassi ancorati con calce e filo spinato  dove il tutto  veniva  sostenuto da assi e travi in legno massiccio”. Quella casa, con  balconate a muro,   faceva da portale al paese  anche se  qualche tempo dopo  altre due costruzioni, quella dei Gèni e  de la Vittoria de O’e,  rappresentavano l’estrema  periferia di Storo  da e per  Cà Rossa.

Ma su quell’edificio , unico del suo genere in paese  come del resto anche il  suo stesso  promoter, è doveroso  soffermarsi. Il popolare Ardito era approdato a Storo  come muratore nell’immediato dopo guerra. Aveva  sposato Gina Beltramolli dalla quale aveva  avuto due figli: Virginia e Mario oltre a Anna poi maritata in Coser. “ Pietro -   ricorda Gianni  che di Diego è poi il genitore -   di mestiere faceva  il muratore tant'è che per anni  una volta in settimana raggiungeva  in bicicletta  Madonna  di Campiglio  dove nel  frattempo  si stavano costruendo le prime case e alberghetti ”.   Albieri, che nel tempo perso   aggiungeva   e ultimava quella  sua costruzione di Storo, era di animo buono, sapeva rispettare i paesani che  lo avevano accolto e  ospitato. Pietro se n’è andato nel 1982 ma  quel suo capolavoro  di prima generazione, realizzato  con le sue stesse mani  e tanti sacrifici, è destinato a rimanere negli annuari.