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Thu, Jan

Pensieri e Parole: quando la pandemia è sinonimo di guerra!

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La breve riflessione riguardante la pandemia proposta dal corrispondente Udalrico Gottardi.

 

È passato quasi un anno da quando le TV e i giornali di tutto il mondo mandavano in onda e pubblicavano notizie allarmanti di un’epidemia che di lì a poco avrebbe interessato l’intero pianeta, diventando una pandemia.

Basta aprire un giornale, scorrere le notizie sullo smartphone, guardare un notiziario in tv per sentirci dire che siamo in guerra. L’emergenza Covid19 è quasi ovunque trattata con un linguaggio bellico: si parla di trincea negli ospedali, di fronte del virus, di economia di guerra; la Protezione civile dirama un bollettino con il numero dei morti e dei contagiati che aspettiamo col fiato sospeso.

In questi mesi abbiamo assistito ad un progressivo aumento dei contagi e, purtroppo un aumento dei decessi. Numeri che sono sotto gli occhi di tutti. Alla prima ondata della primavera scorsa – che si è portata via un numero altissimo di morti – ne è seguita una seconda.

Ogni giorno in TV vediamo e ascoltiamo e sui giornali leggiamo un vero e proprio “Bollettino di Guerra”! I giornalisti, ormai scrivono parole e concetti – che noi “fruitori” abbiamo – nel tempo assimilato.

Non c’è giorno che non si parli di: coprifuoco, prima linea, attacco, trincea, eroi, nemico invisibile, battaglia. Tutte parole di carattere bellico che sono entrate nelle nostre case e, quotidianamente dobbiamo – nostro malgrado - ascoltare.

 

Foto: Udalrico Gottardi "Metafora del lockdown"

 

Ma ad una riflessione attenta mi sia permesso di affermare che questa terminologia di guerra, non ha nulla a che vedere con la pandemia. Secondo me l’uso che se ne fa di queste parole è improprio. Premetto che io sono nato nel 1950, erano gli anni del dopoguerra. Non ho vissuto certo gli orrori della seconda guerra mondiale. Mi pare di capire però che chi (giornalisti e epidemiologi, ecc.) hanno voluto così fortemente usare le ‘assonanze’ belliche, si sia limitato a delle analogie di tipo classico.

Faccio un esempio: guerra = pandemia, nemico = virus Covid 19… e tutte le altre parole che sono attinenti a una situazione di guerra.

Certo è che fare riferimento alla “Guerra”, vuol dir che in oltre 70 anni – dall’ultima – non siamo stati in grado di coniare parole adeguate ai tempi del Covid, talmente sono radicate in noi le paure e gli orrori della guerra!