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Via Italo Balbo a Saone: dalle polemiche si passi ora ad un'azione concreta. La lettera di Simone Marchiori

Tione
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Saone, 31 gennaio 2021

Da saonese osservo con curiosità e, ammetto, anche un po' di stupore, la querelle relativa alla presenza nel mio paese di una via dedicata a Italo Balbo. 

Lo dico subito a scanso di equivoci: il nome di quella via va cambiato senza se e senza ma per ciò che Balbo, l'ideologia in cui ha creduto e il periodo storico che ha contribuito a scrivere rappresentano. 

 

Ma la vicenda che è emersa sui giornali mi porta a fare quasi un sorrisino per due motivi molto semplici: il caso politico che qualcuno ha cercato di montare non riporta mai il parere di qualche abitante del paese di Saone. Perché le persone che hanno portato alla ribalta il "caso Balbo" si sono limitate ad alimentare le polemiche senza andare a fondo della questione? Anzi, e qui arriviamo al secondo punto, ne hanno approfittato per accusare l'amministrazione comunale. Lungi da me dover difendere il sindaco di Tione di Trento, ma la via Italo Balbo è lì da decenni. Su quella via, mentre in comune si alternavano maggioranze civiche, di centro, di centrodestra e di centrosinistra, trovava e trova sede la Famiglia Cooperativa Giudicarie (già FC di Saone). Sempre su quella via sorgeva il salumificio che produceva i rinomati "salam da l'ai" saonesi, sempre lì da qualche anno troviamo la casa ITEA con i suoi otto appartamenti e, da molto più tempo, su via Italo Balbo si affaccia una parte della casa sociale che ospitava prima l'ufficio postale e poi il "Comitato Ricreativo" (l'equivalente saonese della pro loco). 

Che cosa voglio dire con ciò? Che ci si stupisce ora di quella via come se l'intitolazione fosse recente, ma da decenni la targa fa mostra di sé e molti, se non tutti, potevano sapere, visti gli edifici e le società che proprio lì trovano sede, che a Saone ci sono ancora riferimenti ad un gerarca fascista. 

Comunque sia adesso è giunto il momento di fare qualcosa: già nelle scorse legislature, da laureato in storia, membro della commissione cultura e consigliere comunale, avevo informalmente verificato la possibilità di tornare ai vecchi toponomi e alle intitolazioni storiche delle vie saonesi.

Ora il comune, coinvolgedo la frazione, può procedere in tal senso mettendo in campo un'operazione più vasta, che tolga anche altre intitolazioni cariche di retorica che si scontrano con la storia della nostra terra. Ad esempio via 4 novembre 1918 (giorno della vittoria italiana contro l'Impero austro-ungarico di cui anche Saone faceva parte da secoli), via XXIV maggio 1915 (giorno dell'entrata in guerra del Regno d'Italia contro l'ex alleato austriaco, operazione che ha portato Saone ad essere quasi sul fronte con tutti i pericoli annessi e a dover accogliere centinaia di sfollati della Valle del Chiese), piazza Diaz, che celebrano sì degli eventi e dei personaggi storici importanti, ma che sono in contrasto con i tanti morti che Saone registrò durante la prima guerra mondiale, soldati che avevano combattuto quando indossavano un'altra divisa e non quella italiana. 

Quindi, anziché celebrare ciò che qui non è stato, si potrebbe ricordare eventi e persone che devono essere parte integrante della memoria storica del paese. Penso per esempio ai benefattori del "Legato Sale" che hanno messo parte dei loro beni a disposizione della comunità per aiutare i bisognosi, ai saonesi accusati e condannati ai lavori forzati per aver portato in epoca garibaldina delle armi in quella che poi prese il nome di "busa de le armi" (il più famoso di loro era il "Barbavigili" - alias Vigilio Marchiori - pastore errante che faceva la spola dal Brenta alla pianura padana) . Oppure ai caduti saonesi di tutte le guerre. O, soprattutto, a don Felice Beltrami, prete giudicariese di Darzo, fondatore della Famiglia Cooperativa e della Cassa Rurale di Saone, due delle prime imprese cooperative del Trentino, uno dei collaboratori più stretti di don Lorenzo Guetti. Una figura da valorizzare e che sicuramente potrebbe essere un più che degno sostituto di Italo Balbo. 

In tal senso ho già provveduto ad avanzare la mia proposta al Comune sperando che ora le polemiche sui media lascino spazio ad un'azione concreta dei saonesi e di chi è titolato ad intervenire sulla toponomastica.

 

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Simone Marchiori