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Mon, Mar

Riflessioni cromatiche: quando l'Italia a colori di oggi ti fa pensare a quella di ieri

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È passato un anno da quando sentivamo i primi comunicati stampa sui Media di tutto il mondo dei contagi e ricoveri in terapie intensive dei pazienti di Covid19. Ricordiamo tutti con grande apprensione l’alternarsi di notizie allarmanti che ci avrebbero sopraffatti nei mesi successivi quando, appunto, fu dichiarata Pandemia.

Mai avremo pensato che negli anni 2000 il mondo sarebbe stato messo in ginocchio – come abbiamo visto in questi mesi – con questa terribile e devastante Pandemia.

Mai avremo pensato che per poter contenere i contagi avremmo dovuto ricorrere a ‘chiudersi’ e a ‘tingersi’ di vari colori!

 

Ed è proprio pensando a quest’ultima realtà oggettiva ‘cromatica’ che ho approfondito ricercando nella nostra Storia. Chi avrebbe mai considerato che l’Italia a colori come oggi la vediamo sugli schermi TV e sulla stampa, anche un tempo lontano - oltre 200 anni fa - avesse avuto quasi gli stessi colori. Sto parlando quando nel nostro Paese i colori - sulle cartine geografiche che abbiamo visto e studiato ai tempi della scuola - servivano a suddividere i vasti Stati in cui era diviso il ‘nostro stivale’: l’Impero Austro-Ungarico, il Lombardo Veneto, il Regno di Sardegna, il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie.

In entrambi i casi: in epoca lontana e oggi, si vivevano e si vivono giornate e mesi con trepidazione in balìa delle notizie inquietanti che hanno accompagnato negli anni la storia d’Italia e l’attuale tempo del Covid19.