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Dario Antolini, lo storico gestore del Rifugio Trivena, ci ha lasciati: questo pomeriggio l'ultimo saluto

Tione
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TIONE. Dario Antolini di 70 anni, ci ha lasciato. Lo “storico” gestore del Rifugio Trivena si è spento l’altro ieri (ndr. 7 maggio) dopo un’estenuante malattia che non gli ha lasciato scampo. Una persona tutta d’un pezzo – come si suole dire – era profondamente attaccato alla famiglia che ha cresciuto assieme alla moglie Clorita.

 

 

Nell’arcipretale di Tione, gremita all’inverosimile si sono celebrati oggi (lunedì 9 maggio) i funerali di Dario, all’omelia don Celestino – che ha concelebrato con don Michele e il diacono Silvio – lo ha ricordato affermando, tra l’altro, che: “con Dario non era difficile pregare, lui amava la preghiera e… non si vergognava. Anche nella sua malattia sapeva trovare la forza nella Fede per combattere”.

 

Il Coro Brenta, che ha intonato il celeberrimo “Signore delle Cime” ha strappato qualche lacrima a molto dei parenti, amici ed estimatori di Dario. Un drappello di Alpini – tra i quali sottufficiali e un tenente - ha presenziato alla cerimonia funebre, ricordando a tutti i fedeli il suo passato del servizio militare nel Corpo di chi – come lui – ha portato, con orgoglio, il cappello con la penna nera.

 

Nella sua vita – costellata di momenti talvolta impegnativi – ha sempre mantenuto saldi i valori nella Fede trasmessi dal papà. Alla morte del padre Valerio (esperto ‘maniscalco’), Dario ha inventato il suo futuro – erano gli anni ’80 – con un cambio di attività.

 

Forte di una competenza teorica nel campo d’officina, acquisita prima frequentando la Scuola ENAIP di Tione diplomandosi congegnatore meccanico, poi con il diploma di Perito conseguito a Milano, (ben cinque anni tra Tione e Milano a bordo della ‘mitica 500’), assieme al fratello Giovanni.

 

Dario inizia la sua attività di valente ‘fabbro’ realizzando oggettistica in ferro battuto: dai parascintille e alari per caminetto alle lampade (applique), che negli anni ’70 andavano di ‘moda’. Un’attività dalla quale ne trarrà beneficio e soddisfazione personale, infatti parteciperà all’Expo a Roma in quegli anni con i prodotti migliori realizzati nella sua bottega artigiana. Successivamente integrò l’attività di fabbro con quelle di ‘ramaio’ e la sua bottega diventò veramente una ‘fucina’ per dirla tutta, con la realizzazione di “set da cucina” quali mestoli in rame di vario tipo e forchettoni.

 

Da giovane fece parte della Banda Sociale di Tione come primo clarinetto. All’età dei diciotto anni ebbe anche l’occasione – per la prima volta nella sua vita – di esibirsi in un Concerto per clarinetto, con il suo amico d’infanzia, nella Pizzeria Pellegrini a Tione, diretto dal prof. Franchi suo maestro.

 

Il servizio militare per Dario fu un’altra ‘scuola di vita’, trascorse infatti alcuni mesi nel 32° Corso ACS (Allievo Comandante di Squadra) alla SMALP (Scuola Militare Alpina) di Aosta nel lontano 1971.

 

Uomo molto stimato e capace, ha svolto con grande impegno e affabilità anche il ruolo di gestore del Rifugio Trivena dove iniziò ufficialmente nel 1988. Accanto alla gestione del rifugio la sua attività consisteva anche nell’accompagnare gli escursionisti, sia nella stagione estiva, ma soprattutto in quella invernale come esperto istruttore di scialpinismo. Ha fatto parte del Soccorso Alpino per diversi anni, il suo impegno era anche quello, oltre che partecipare alla ricerca di qualche escursionista disperso in montagna, di informare, chi si spingeva in escursioni in alta quota, di eventuali rischi o imprevisti che – in montagna – si possono trovare.

 

Dario lascia la moglie Clorita, le figlie Dina, Cristina con Ermanno, Erma con Nicola, i nipoti Gabriele con Giulia, Davide, Pietro, Simone, Andrea e Marco, il fratello Gianni con Rita. Un particolare ringraziamento al dott. Ivan Mussi, alla dott.ssa Traverso, all'infermiera Adele e a tutto lo staff delle cure domiciliari.