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Sun, Dec

Il volontario sociale in Giudicarie: una mappa?

Tione
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La ripartenza è legata anche alla costante ricerca di persone disponibili a donale il proprio tempo

 

TIONE. Nel maggio scorso nella sala polivalente della Comunità delle Giudicarie a Tione di Trento, si è svolto un incontro pubblico organizzato dall’Ufficio di Piano del Servizio Sociale. Erano presenti molti responsabili delle numerose associazioni che operano nell’intero territorio giudicariese, da quelle sociali, ricreative e sportive.

 

Nel corso dell’incontro è stata fatta un’analisi del mondo del volontariato sociale, presentando i risultati di un questionario inviato a una cinquantina di associazioni, a cui hanno risposto in 27. Successivamente, alcune di queste realtà sono state coinvolte in un momento di gruppi focus, in cui ci si è cercato di sondare lo stato di salute della comunità territoriale dal punto di vista del benessere sociale, relazionale ed economico delle persone. È stata anche un’occasione per riflettere su questa fase critica che sta vivendo il volontariato a seguito della pandemia, portando bisogni, rilevando criticità che le realtà di volontariato hanno saputo cogliere e su cui bisognerebbe cercare di intervenire.

 

 

Il Commissario della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini ha sottolineato che “i risultati del questionario e i focus group hanno evidenziato quanto la pandemia abbia fisiologicamente inciso anche sul volontariato e in particolare sul comparto sociale, che risulta vitale per il sostegno dei soggetti più deboli, ulteriormente esposti a fragilità in una fase tanto delicata. Contestualmente, è però emersa anche la prerogativa di ripartire con determinazione e immutata motivazione, ma anche con maggiore consapevolezza: un evento improvviso e imponderabile come Covid ha fatto emergere i rischi a cui è esposta la nostra società, anche sotto il profilo sanitario, con dinamiche che repentinamente possono investire tutti; questo non può che far riflettere ulteriormente sulla necessità di offrire alle categorie più deboli della popolazione un adeguato supporto, che investe certamente le istituzioni, ma che non può prescindere da un volontariato, che ha necessità di essere costantemente alimentato: uno dei temi su cui è necessario riflettere, per intraprendere azioni concrete, riguarda il ricambio generazionale e quindi l’accoglienza di persone disponibili a donare il proprio tempo ai più bisognosi. Lo scopo è raggiungibile anche attraverso una sensibilizzazione, che deve essere veicolata da un’efficace rete territoriale, che coinvolga le istituzioni, le associazioni, ma anche i soggetti economici, utili per raggiungere il maggior numero di cittadini”.

 

Il progetto elaborato e coordinato dall’Ufficio di Piano del Servizio Socio Assistenziale della Comunità delle Giudicarie, curato dalle assistenti sociali Chiara Gottardi e Federica Ronca, con la supervisione di Michelangelo Marchesi, responsabile dell’area Formazione di Cooperativa Progetto 92 di Trento, dopo queste prime attività, vedrà ora una fase più operativa e di proposta per il mondo del volontariato che vuole considerare le tre dimensioni emerse e dare risposta con azioni concrete.

 

Riguardo alla promozione del volontariato e al supporto alle organizzazioni, la Comunità intende avviare plurime azioni, quali, promuovere il volontariato nelle scuole, realizzare una guida cartacea del volontariato, favorire una condivisione delle varie iniziative e proposte attraverso i canali social, offrire una formazione per tutte le realtà su strumenti e strategie di promozione. Rispetto all’incentivare il lavoro di rete, si intende intensificare i rapporti con le realtà e ricostituire il gruppo “Volontari in Rete”. Infine, in merito a quanto emerso nei focus group sui bisogni e sulle criticità riscontrate, si intende portare la trattazione di tali temi all’interno dei gruppi operativi del Piano Sociale, luogo dove recepire e insieme valutare le priorità espresse, per definire in concerto delle strategie di contrasto concrete.