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Pederzolli: «Il Parco Fluviale della Sarca è uno strumento gestionale in capo alle comunità locali. È compito e responsabilità del territorio imparare a utilizzarlo»

Giudicarie
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L’assegnazione del nome Parco Fluviale Sarca, dopo la fusione delle due Reti già presenti sul Basso e sull’Alto corso della Sarca (rispettivamente dal 2012 e dal 2013) avvenuta con la sottoscrizione dell’Accordo di programma 2019/2021, è stata approvata lo scorso 13 novembre dalla Giunta provinciale, su proposta del Vicepresidente e Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina.

Per quanto atteso, si tratta di un riconoscimento importante per il lavoro svolto nella costruzione  di uno strumento innovativo come la “Rete di Riserve”, introdotta in Trentino con la LP 11/2007, per la gestione delle piccole aree protette e dei siti di interesse europeo di Natura 2000 che si prestano a una gestione unitaria (alcune Reti di Riserve, avendo come matrice ambientale i corsi d’acqua, possono assumere il nome di Parco Fluviale).

Il nostro Parco Fluviale è la più grande Rete di Riserve del Trentino. Oltre al BIM Sarca Mincio Garda (ente capofila) e alla Provincia Autonoma di Trento, ne sono Enti finanziatori le tre Comunità della Valle dei Laghi, delle Giudicarie e dell’alto Garda e Ledro. I sottoscrittori dell’Accordo di programma sono invece 27 Comuni e 16 Asuc.

Gli uffici di Tione del Consorzio B.I.M. Sarca Mincio Garda forniscono al Parco il supporto necessario per svolgere gli atti amministrativi e finanziari. La sua struttura leggera segue la realizzazione di attività e interventi, nonché la crescita del network territoriale secondo i principi fondanti delle Reti di Riserve trentine: partecipazione, sussidiarietà responsabile e integrazione tra politiche di conservazione e sviluppo sostenibile.

Il Parco Fluviale della Sarca, va sottolineato, non è un nuovo ente ma uno strumento gestionale in capo alle comunità locali; è quindi compito e responsabilità del territorio imparare a utilizzarlo, per renderlo sempre più efficace ed efficiente, e anche per farne un’occasione utile ad affrontare alcune delle urgenze contemporanee – cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, consumo di suolo, fragilità dei sistemi economici locali.

Gianfranco Pederzolli

 

Ingegnere, Presidente del Parco Fluviale della Sarca