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Thu, Jan

Restaurato l'organo del 1600 della Chiesa di Santa Croce

Esteriori
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Quanto cantare intorno a quell'organo! Don Leone Parisi ci teneva tanto e che canti ci faceva imparare! - dichiarano alcuni in valle. E ancora chi ricorda: “Bravi tutti, che splendore! Quanti ricordi di quell'organo, dalle mie prime suonate e poi come cantore per ben 40 anni tutte le domeniche! Erano gli anni '60, con Don Massimino Stoppini parroco e l'organista Lino Parisi e Brena Tarcisio”

Infine chi domanda impaziente: “A quando l'inaugurazione con un bel concerto?”

 

SANTA CROCE. Un nuovo organo nella Chiesa di Santa Croce, “La Pief” per i bleggiani. Più che nuovo, restaurato, il che dona decisamente importanza all'avvenimento. I lavori sono oramai quasi conclusi, mancano solo le finiture.

 

Un iter lungo e complicato, frutto di impegno e lungimiranza. La decisione per il restauro aleggiava nell'aria già da qualche anno, ma mai effettiva: quando è caduta la tela ornamentale davanti allo strumento, non si è più potuto rimandare.

Indispensabile il primo consenso di Don Gilio Pellizzari in qualità di legale rappresentante della Parrocchia; il percorso burocratico è stato seguito da Don Maurizio Toldo prima e Don Ferdinando Murari poi; i lavori sono stati svolti con Don Gianni Poli.

Un grazie particolare va a Paolo Delama nella direzione dei lavori, il Comitato parrocchiale con protagonisti Christian Albertini e Roberto Parisi, nonché l'appoggio del coro e degli organisti coinvolti in prima persona nell'utilizzo dell'organo.

Infine, essenziale la partecipazione della Soprintendenza per i Beni Culturali di Trento, i lavori hanno avuto inizio a giugno 2020 e sono oramai quasi terminati.

 

L'organo in questione è il primo organo nelle Esteriori, risalente al 1600, ed era originariamente posto sopra la sacrestia. Nel contesto di una chiesa quale quella della Pieve di Santa Croce, punto di riferimento ieri e oggi per molti fedeli in valle, assume ulteriore rilevanza. A inizio '900 sono stati condotti lavori su facciata, pavimentazione e decorazioni interni della Chiesa e l'organo è stato spostato: nel tempo alcune componenti sono andate perse.

Nel 1926, anche a seguito della Riforma Ceciliana in ambito musicale, si è ricorsi a Mascioni per un'innovazione diretta sull'organo: uno strumento in linea coi tempi, dai timbri estremamente dolci, che danno un suono solenne ed austero. Veniva mantenuta la cassa di tradizione secolare; il tutto a dare un complesso relativamente piccolo, ma potente a livello acustico anche per la sua nuova favorevole posizione.

 

Ad oggi, proprio per preservare ed ulteriormente esaltare il valore dello strumento, si è intervenuti sia sulla parte fonica che quella ornamentale, per un costo approssimativo di 120'000 euro. Una cifra non irrisoria, ma da contestualizzare.

Per continuità ed esperienza nel settore, si è deciso per la parte tecnica strumentale di rifarsi alla ditta Mascioni, con sede nel varesino. Dove possibile, si sono volute coinvolgere ditte del posto, per dare rilevanza all'evento anche su piano economico: per il ripristino della componente ornamentale la dita L.A.R.A. di Denno in Val di Non e per i ponteggi la ditta Mondo Noleggi Pellegrino di Tione.

 

Gran parte dei fondi, da sottolineare, sono arrivati dalla Provincia, ma hanno contribuito anche Enti locali a ribadire l'importanza dell'opera per la stessa comunità e le realtà autoctone. Un'eredità a livello storico, culturale ed artistico, pure economico se concesso, non meno importante strumentale e funzionale.

Il valore della musica sacra durante le cerimonie, infatti, soprattutto a fine aggregativo ma anche spirituale, è evidente e consolidato nel tempo.

 

Si auspica che la rilevanza dell'intervento sia compresa e la risorsa sfruttata al massimo, anche in un'ottica di promozione della cultura musicale in valle. Un restauro come quello dell'organo della Pieve di Santa Croce, potrebbe, nel suo piccolo, essere simbolico.