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Thu, Jan

Lo sciacallo di Fiavé

Fiavè
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E' lui: un esemplare di sciacallo dorato nella piana di Fiavé. Le fotocellule lo hanno immortalato e ne hanno testimoniato ufficialmente la presenza sul territorio.

 

 

Canis aureus”: questo è il suo nome scientifico. Si tratta di un canide quindi, simile ad una volpe nell'aspetto, con cui è spesso confuso da chi non lo conosce. Ogni dubbio svanisce di fronte alle diverse dimensioni: lo sciacallo dorato può arrivare a pesare fino a 12-15 kg. Vive generalmente in piccoli gruppi famigliari composti da 3-7 esemplari, comunemente 5, con a capo una coppia riproduttiva monogama.

 

Spesso è visto in malo modo da genti locali o cacciatori: è un animale onnivoro, si ciba tanto di altri animali (pollame, conigli, caprioli, cinghiali) quanto di frutta ed ortaggi nelle stagioni estive ed autunnali. Tuttavia ha certamente una predilezione per carcasse di animali già morti, anche se è in grado di cacciare attivamente.

 

Il suo insediamento in Italia è ancora irregolare; gli esperti invitano alla protezione della specie. Presente nella parte sud-orientale dell'Europa - fino a Serbia, Croazia ed Austria – da cui sembrerebbe essere giunto in Italia. Negli anni '80 è stata testimoniata la sua presenza nel Bellunese. Veneto e Friuli-Venezia-Giulia prima; più recentemente in Trentino e in Alto Adige. La prima testimonianza di sciacallo in Trentino è del 2012 in Valsugana, l'anno successivo in Val di Non; le ultime nel 2017 a Caldonazzo e sul monte Baldo. Si pensa che a favorire il suo insediamento abbia contribuito la diminuzione della presenza del lupo nel secolo scorso.

 

La sua presenza è infatti spesso in competizione con quella del lupo, nemico naturale. Come lui, tra il resto, lo sciacallo dorato ulula.

 

Inoltre, è un animale che arriva a compiere spostamenti fino ai 200km ed insediarsi in zone pianeggianti, talvolta anche paludose. Secondo quanto riporta Luca Lapini di Udine, uno dei maggiori esperti a suo riguardo a livello italiano: “La specie è tipica degli ambienti aperti e pianeggianti e di bassa quota (fino a 1000 m) ricoperti da boschi fitti ad arbusti, macchia mediterranea, ma anche di ambienti umidi con canneti e arbusti. Nella fase di dispersione i soggetti in movimento frequentano anche boschi e foreste a quote più elevate, come è stato riscontrato nel Gruppo di Brenta.”

 

E' proprio nella piana di Fiavé, vicino ai canneti del biotopo e ai boschi sovrastanti, che è stato ripreso in una fototrappola lo scorso 27 dicembre. Lo ha comunicato ufficialmente l'Associazione Cacciatori Trentini pochi giorni fa, grazie alle foto di Michele Rocca.

 

Non erano mancati a giugno 2020 avvistamenti in zona di un “animale simile alla volpe, ma più grande” o la segnalazione a metà dicembre di “strani ululati” uditi al confine con la riserva di Bleggio Superiore.

 

Ed ora è ufficiale: lo sciacallo dorato è arrivato anche nelle Giudicarie. Un altro record, basato esclusivamente su dati certi di presenza, che va ad aggiungersi agli altri 4 registrati in provincia di Trento nel periodo 2012-2019. Ora sta a vedere... riusciranno uomo e sciacallo a convivere?